{"id":20185,"date":"2022-06-09T09:45:50","date_gmt":"2022-06-09T09:45:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20185"},"modified":"2022-06-09T09:45:55","modified_gmt":"2022-06-09T09:45:55","slug":"chi-ha-ucciso-shireen-abu-akleh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20185","title":{"rendered":"Chi ha ucciso Shireen Abu Akleh?"},"content":{"rendered":"\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">https:\/\/www.nytimes.com\/2022\/06\/03\/opinion\/shireen-abu-akleh-journalist-killed.html\n\nArticolo pubblicato originariamente sul New York Times e tradotto dall\u2019inglese dalla redazione di Bocche Scucite\n\n\r\n \r\nNei suoi 25 anni di attivit\u00e0 come giornalista di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh ha coperto molti scontri tra israeliani e palestinesi. Cos\u00ec, quando si \u00e8 recata nella citt\u00e0 di Jenin, nella Cisgiordania occupata, la mattina presto dell\u201911 maggio, per coprire un\u2019operazione dell\u2019esercito israeliano in un campo profughi, ha preso tutte le precauzioni del caso. Ha indossato un elmetto e un giubbotto antiproiettile blu con la scritta \u201cstampa\u201d a grandi lettere. Si \u00e8 piazzata vicino all\u2019ingresso del campo profughi con un gruppo di altri giornalisti e la sua presenza \u00e8 stata subito notata. Era cos\u00ec conosciuta dal pubblico di lingua araba che una folla si \u00e8 radunata per assistere al suo lavoro.\r\n \r\nNel corso del loro reportage, tuttavia, i giornalisti sono finiti sotto tiro. Abu Akleh, cittadina americana, \u00e8 stata uccisa da un proiettile alla testa. Un altro giornalista, Ali Samoudi, che indossava un giubbotto antiproiettile con la scritta \u201cstampa\u201d, \u00e8 stato colpito alla schiena ed \u00e8 sopravvissuto.\r\n \r\nSono passate pi\u00f9 di tre settimane dall\u2019uccisione di Abu Akleh. Tuttavia, nonostante l\u2019ondata di indignazione internazionale e gli appelli, tra gli altri, del Dipartimento di Stato americano, delle organizzazioni israeliane per i diritti umani, degli studiosi e dei membri della societ\u00e0 civile per un\u2019indagine approfondita sulla sua morte e sulle accuse di essere stata uccisa perch\u00e9 giornalista, non \u00e8 stata avviata alcuna inchiesta esterna formale e imparziale. Il mondo sa ancora molto poco sui responsabili della sua morte. La famiglia di Abu Akleh, i suoi colleghi e tutti coloro che hanno a cuore la libert\u00e0 di stampa come pilastro della democrazia meritano molto di pi\u00f9.\r\n \r\nLe prime reazioni all\u2019omicidio sono state allarmanti. Due giorni dopo la sua morte, sono stati annunciati i risultati di due indagini preliminari. L\u2019Autorit\u00e0 Palestinese ha accusato Abu Akleh, 51 anni, di essere stata presa di mira dai soldati israeliani. L\u2019esercito israeliano, da parte sua, ha affermato che c\u2019\u00e8 sempre il rischio di colpire i non combattenti durante uno scontro armato e ha detto che il colpo fatale potrebbe essere stato sparato da un\u2019arma indiscriminata palestinese o da un cecchino israeliano. Il giorno in cui \u00e8 stata colpita, un portavoce dell\u2019esercito israeliano ha lasciato intendere che i giornalisti sono obiettivi legittimi. Il Times of Israel riporta che il portavoce ha dichiarato alla Radio dell\u2019Esercito che Abu Akleh stava \u201cfilmando e lavorando per un\u2019agenzia di stampa in mezzo a palestinesi armati. Sono armati di telecamere, se mi permettete di dirlo\u201d.\r\n \r\nCon questo commento, Israele sembra aver messo in discussione la presenza stessa dei giornalisti in Cisgiordania e ha liquidato il ruolo cruciale che reporter coraggiosi e indipendenti come Abu Akleh e altri hanno svolto nel testimoniare la violenza che, nelle ultime settimane, si \u00e8 intensificata.\r\n \r\nMa agli israeliani dovrebbe interessare di pi\u00f9 quello che \u00e8 successo ad Abu Akleh. Le democrazie richiedono una stampa libera come prerequisito per un autogoverno informato. Israele deve garantire la sicurezza dei giornalisti nel Paese e nelle aree che occupa, per garantire la sicurezza della propria democrazia.\r\n \r\nLe tensioni si sono manifestate chiaramente due giorni dopo la sparatoria, quando gli agenti di polizia israeliani hanno attaccato alcune delle centinaia di partecipanti al corteo funebre di Abu Akleh a Gerusalemme Est, facendo quasi cadere la bara. Numerosi video hanno mostrato gli agenti attaccare i fedeli con manganelli e granate stordenti. La polizia israeliana sembrava voler evitare che il funerale si trasformasse in un raduno nazionalista e ha dichiarato che gli agenti hanno agito contro una \u201cfolla\u201d che aveva preso la bara e stava cercando di marciare a piedi, in violazione di un piano precedentemente approvato.\r\n \r\nL\u2019attenzione si \u00e8 ora spostata sulla scientifica dell\u2019indagine e le due parti sono ai ferri corti. L\u2019Autorit\u00e0 Palestinese dice di avere il proiettile che ha ucciso la giornalista. Il governo israeliano dice che potrebbe avere il fucile che l\u2019ha sparato. L\u2019esame dei segni sul proiettile e della rigatura del fucile potrebbe determinare se sia stato un israeliano a sparare il colpo fatale.\r\n \r\nIl 26 maggio, dopo due settimane di indagini, l\u2019Autorit\u00e0 Palestinese ha accusato i soldati israeliani di aver ucciso intenzionalmente Abu Akleh. L\u2019inchiesta ha concluso che un proiettile ad alta velocit\u00e0 da 5,56 millimetri sparato da un soldato israeliano \u201cdi stanza in mezzo alla strada\u201d l\u2019aveva colpita mentre cercava di sfuggire al fuoco israeliano. Israele ha respinto ogni ipotesi che l\u2019uccisione sia stata deliberata, definendo l\u2019accusa una \u201cpalese menzogna\u201d.\r\n \r\nNegli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato ha chiesto un\u2019indagine. \u201c\u00c8 importante per noi. \u00c8 importante per il mondo che l\u2019indagine sia approfondita, completa, trasparente e, soprattutto, che le indagini si concludano con la piena assunzione di responsabilit\u00e0 da parte dei responsabili della sua morte\u201d, ha dichiarato il mese scorso Ned Price, portavoce del Dipartimento. Alla Camera dei Rappresentanti, 57 democratici hanno firmato una lettera al Segretario di Stato e al capo dell\u2019FBI per chiedere di condurre le indagini, esortandoli a \u201csostenere i valori su cui \u00e8 stata fondata la nostra nazione, tra cui i diritti umani, l\u2019uguaglianza per tutti e la libert\u00e0 di parola\u201d. La lettera continuava: \u201cAbbiamo il dovere di proteggere gli americani che fanno informazione all\u2019estero\u201d.\r\n \r\nLa CNN e altre organizzazioni giornalistiche hanno avviato le proprie indagini. Dopo aver esaminato i filmati, i racconti dei testimoni e l\u2019analisi audio forense degli spari, la CNN ha riferito che le prove suggeriscono che \u201cAbu Akleh \u00e8 stata uccisa in un attacco mirato dalle forze israeliane\u201d. I testimoni e i video hanno fornito nuove prove \u201cche non c\u2019erano combattimenti attivi n\u00e9 militanti palestinesi nelle vicinanze di Abu Akleh nei momenti precedenti la sua morte\u201d.\r\n \r\nIsraele ha reagito bruscamente. In un discorso al World Economic Forum di Davos, il 25 maggio, il presidente israeliano Isaac Herzog ha respinto il rapporto, affermando che era basato su \u201cfatti falsi\u201d.\r\n \r\nCi\u00f2 rende ancora pi\u00f9 importante ottenere un resoconto completo e accurato, e il miglior mezzo possibile per stabilire questi fatti sarebbe un\u2019indagine indipendente condotta da un gruppo con la partecipazione americana, israeliana e palestinese.\r\n \r\nIl 20 maggio, l\u2019ambasciatore di Israele negli Stati Uniti ha dichiarato che Israele ha chiesto \u201cfin dall\u2019inizio un\u2019indagine congiunta israelo-palestinese imparziale con gli Stati Uniti in qualit\u00e0 di osservatori\u201d.\r\n \r\nL\u2019indipendenza in questa indagine sarebbe certamente un\u2019impresa ardua. I palestinesi, convinti che Israele avrebbe tentato di sbiancare l\u2019omicidio, hanno dichiarato fin dall\u2019inizio che non avrebbero collaborato con alcuna indagine israeliana. In Israele, che ha affrontato decenni di condanne unilaterali da parte delle Nazioni Unite e di altre agenzie internazionali, c\u2019\u00e8 una profonda diffidenza verso qualsiasi indagine esterna. La destra politica israeliana non vede di buon occhio le truppe investigative.\r\n \r\nAnche se le domande sulla morte della giornalista Abu Akleh possono essere difficili da rispondere, non \u00e8 una scusa per ignorarle. I giornalisti sono consapevoli dei pericoli insiti nella copertura dei conflitti armati e sanno che gli eserciti non amano che le loro missioni violente siano esposte al pubblico ludibrio. Ma il lavoro dei giornalisti \u00e8 essenziale per rendere conto all\u2019opinione pubblica delle azioni delle forze armate di qualsiasi Paese. I giornalisti non possono fare il loro lavoro se vengono presi di mira impunemente da qualsiasi parte in conflitto. Anche se non \u00e8 stata presa di mira, Israele deve comunque affrontare il problema di come sia accaduto e di cosa si possa fare per evitare tragedie simili.\r\n \r\nSapere cosa \u00e8 realmente accaduto nel campo profughi di Jenin ha un significato che va ben oltre la Cisgiordania; questi fatti aiuterebbero a rafforzare il messaggio, ai governi e alle truppe, che i non combattenti in una zona di conflitto \u2013 compresi giornalisti, operatori sanitari e civili chiaramente identificati \u2013 devono essere protetti.\r\n \r\nL\u2019importanza di Abu Akleh come giornalista e il suo passaporto americano sono serviti a concentrare l\u2019attenzione sulla sua morte. Ma molti altri giornalisti perdono la vita senza essere notati dal pubblico. Secondo un database gestito dall\u2019organizzazione no-profit Committee to Protect Journalists, dal 1992 al 2022 sono stati uccisi 511 giornalisti nel fuoco incrociato o in incarichi pericolosi, 347 dei quali in guerra. I giornalisti muoiono in Ucraina, alcuni presumibilmente uccisi deliberatamente.\r\n \r\nL\u2019Autorit\u00e0 Palestinese, Israele e gli Stati Uniti farebbero bene a concordare un investigatore indipendente per determinare chi ha sparato ad Abu Akleh e stabilire se era un obiettivo a causa del suo lavoro di giornalista. Abu Akleh \u00e8 stata un modello di reportage coraggioso e onesto per molti aspiranti giornalisti, comprese molte donne.\r\n \r\nIl miglior tributo alla sua vita e al suo lavoro sarebbe quello di assicurarsi che la sua morte non svanisca nella nebbia dell\u2019odio e della recriminazione, ma serva a garantire la sicurezza di tutti i giornalisti che cercano di penetrare quella nebbia.\n\r\n<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/www.nytimes.com\/2022\/06\/03\/opinion\/shireen-abu-akleh-journalist-killed.html Articolo pubblicato originariamente sul New York Times e tradotto dall\u2019inglese dalla redazione di Bocche Scucite Nei suoi 25 anni di attivit\u00e0 come giornalista di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh ha coperto molti scontri tra israeliani e palestinesi. 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