{"id":20034,"date":"2022-05-23T12:37:37","date_gmt":"2022-05-23T12:37:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20034"},"modified":"2022-05-23T13:00:37","modified_gmt":"2022-05-23T13:00:37","slug":"specificare-caporali-si-nasce-o-si-diventa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=20034","title":{"rendered":"Specificare&#8230;Caporali si nasce o si diventa?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Filippo Severino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 di \u201cScuola di Pace\u201d con gli studenti liceali anche per l\u2019anno scolastico 2020-2021 \u00e8 stata realizzata con significativi risultati, nonostante la pandemia e il lockdown. Ma, come la didattica curriculare delle scuole, anche il nostro percorso \u00e8 stato realizzato a distanza, attraverso una piattaforma digitale. Ci siamo dovuti adattare alla cosiddetta \u201cDAD\u201d pur di non demordere dal fondamentale impegno di educare i giovani alla pace, con la promessa e la voglia di poter tornare in presenza nell\u2019anno a seguire. L\u2019incontro virtuale \u00e8 stato sicuramente utile nell\u2019emergenza, ma gli studenti hanno potuto lavorare soltanto nel proprio gruppo scolastico, senza la possibilit\u00e0 di mischiarsi e confrontarsi in maniera diretta con i compagni appartenenti all\u2019altra scuola. Riteniamo, invece, che nella costruzione della pace, e soprattutto nel periodo di crescita adolescenziale, \u00e8 importante potersi vedere dal vivo per cogliere sentimenti ed emozioni, guardarsi negli occhi per creare nuova amicizia, ascoltarsi non solo con le orecchie ma attraverso i diversi toni e posture che consentono di \u201csentire\u201d l\u2019altro, toccarsi per riscoprire la comune umanit\u00e0, abbracciarsi per esprimere solidariet\u00e0 ed affetto.<br>Le scuole aderenti al progetto dell\u2019anno scolastico 2020-2021 sono state il Liceo \u201cRenato Caccioppoli\u201d che ha partecipato con la classe 4a D, accompagnata dal prof. Livio Miccoli, e il Liceo \u201cPasquale Villari\u201d con un gruppo interclasse appartenenti alla 5a A linguistico, alla 5a D linguistico e alla 5a B scientifico, accompagnato dalla prof.ssa Adriana Scotti. Il tema generale della Scuola di Pace per quest\u2019anno era \u201cL\u2019arte che parla di pace\u201d ed \u00e8 stato declinato nello specifico, per gli studenti liceali, sulla figura del grande partenopeo Antonio De Curtis, in arte Tot\u00f2.<br>Ma la domanda pu\u00f2 sorgere spontanea: che c\u2019entra il comico Tot\u00f2 con la pace? E ancora: in che modo la sua arte diventa significativa in un progetto di educazione alla pace?<br>Innanzitutto, pur se il nostro attore \u00e8 conosciutissimo, forse pochi considerano che in diversi suoi film \u00e8 espressa una forte condanna della guerra ed un\u2019esplicita disapprovazione del militarismo dei suoi tempi. E, poich\u00e9 ancora oggi, in modi pi\u00f9 subdoli e raffinati, si va diffondendo una cultura militarista e guerrafondaia a vantaggio dei poteri dominanti (quello economico in primis), ci \u00e8 apparso significativo proporre agli studenti una riflessione critica, attraverso la sferzante e godibilissima ironia di Tot\u00f2, per una destrutturazione degli pseudo-valori proposti da quella cultura.<br>Inoltre \u00e8 cammino di pace anche recuperare le nostre radici di gente del sud, con tanti valori da rivalutare e con tanti diritti da rivendicare. A volte, e soprattutto tra i giovani, si tratta di un\u2019identit\u00e0 smarrita. E senza identit\u00e0 non c\u2019\u00e8 confronto, accoglienza della diversit\u00e0, arricchimento reciproco, nuova solidariet\u00e0. Cos\u00ec Tot\u00f2, nelle pi\u00f9 famose delle sue farse, \u00e8 s\u00ec aperto ad una contaminazione esterna ispirando il suo vestire e soprattutto il suo cappello (la mitica bombetta) a Charlie Chaplin, ma con un\u2019interpretazione ed un\u2019ironia tipicamente partenopee. Mi piace ricordare l\u2019ammirazione che Lucio Dalla nutriva per Tot\u00f2 e per Napoli: \u201cNon esiste mistificazione a Napoli, esiste arte. E Tot\u00f2 aveva captato questo. Io non posso fare a meno almeno due o tre volte al giorno di sognare di essere a Napoli. Son dodici anni che studio tre ore alla settimana napoletano. Perch\u00e9 se ci fosse una puntura da fare intramuscolo con dentro il napoletano, tutto il napoletano, io, costerebbe duecentomila euro, me la farei per poter parlare e ragionare come ragionano loro da millenni. Napoli \u00e8 il mistero della vita, bene e male si confondono, comunque pulsa\u201d.<br>Infine, nella \u201cScuola di Pace\u201d gli studenti non sono fruitori passivi, ma protagonisti vivaci di attivit\u00e0 laboratoriali. E Tot\u00f2 costituiva un ottimo modello per il laboratorio di quest\u2019anno, un laboratorio teatrale nella forma della commedia dell\u2019arte. Egli \u00e8 stato una maschera, un clown, una figura che oserei definire archetipica. Cos\u00ec dice di lui un altro grande comico del secolo scorso, il torinese Macario: \u201cChe cosa posso dire di quello straordinario pulcinella moderno che \u00e8 Tot\u00f2. Per met\u00e0 mimo, per met\u00e0 attore, e tutto \u2013 nel cuore e nello spirito \u2013 napoletano, grande come solo i grandi napoletani sanno essere. Un meraviglioso clown ecco; e io ritengo che clown sia la pi\u00f9 bella e nobile definizione che si possa dare di un artista, quando sia capace, con un lazzo o una battuta, di interpretare e rappresentare la vita facendone un racconto\u201d.<br>Il progetto, quindi, si \u00e8 dipanato attraverso quattro incontri web, suddivisi ciascuno in due diversi momenti, entrambi ispirati a Tot\u00f2 e ai suoi film, per il coinvolgimento e la crescita dei giovani partecipanti: l\u2019approfondimento delle tematiche pacifiste e la loro rielaborazione laboratoriale.<br>Cos\u00ec, nella prima parte di ogni incontro il sottoscritto ha presentato e commentato alcuni video tratti dai film \u201cSiamo uomini o caporali?\u201d, \u201cTot\u00f2 contro Maciste\u201d, \u201cLetto a tre piazze\u201d, \u201cI due colonnelli\u201d, \u201cI due marescialli\u201d. Partendo da questi, dopo aver offerto dati biografici su Tot\u00f2 di cui poco sanno le nuove generazioni, si \u00e8 potuto approfondire una serie di tematiche di grande rilievo e attualit\u00e0: gli enormi interessi perseguiti dai produttori di armi, le ingenti risorse che gli armamenti sottraggono ai veri bisogni dell\u2019umanit\u00e0 (un solo bombardiere F35 costa quanto 3244 posti letto in terapia intensiva), l\u2019idea di \u201cnemico\u201d surrettiziamente costruita, l\u2019obiezione di coscienza ad ogni forma di violenza, i trattati internazionali che intendono mitigare gli effetti della guerra e contrastano il ricorso alle armi nucleari, il concetto di sicurezza e l\u2019art. 11 della Costituzione italiana che vieta il ricorso alla guerra per la risoluzione delle controversie internazionali.<br>Nella seconda parte degli incontri, sotto la guida dell\u2019attrice Angela Dionisia Severino, \u00e8 stato realizzato un laboratorio teatrale. Gli alunni delle due scuole sono stati protagonisti di una personale reinterpretazione del monologo \u201cSiamo uomini o caporali\u201d tratto dall\u2019omonimo film e dall\u2019 autobiografia di Tot\u00f2.<br>L\u2019espressione \u201cSiamo uomini o caporali\u201d, spesso usata da Tot\u00f2 a teatro e in diversi film, trova la sua origine nella vita di Antonio De Curtis. Egli, partito giovanissimo per il sevizio militare, incontr\u00f2 un superiore che non gli dava tregua, tartassandolo di continuo. Da questa traumatica esperienza Tot\u00f2 trae un insegnamento: l\u2019oppressione e la sofferenza vissuta da tanti uomini \u00e8 dovuta alla protervia ed alla prevaricazione di altri uomini che approfittano dell\u2019esercizio di una qualsivoglia forma di potere. Dunque la frase \u201cSiamo uomini o caporali\u201d risulta essere un\u2019affermazione, in quanto descrive la realt\u00e0 degli uomini. Ma, come poi apparir\u00e0 nel titolo di uno dei suoi pi\u00f9 famosi film, pu\u00f2 essere posta anche col punto interrogativo, cio\u00e8 come domanda che ciascuno deve porsi sulla propria condizione e sulle conseguenze delle proprie scelte ed azioni. Questa riflessione ha fatto da guida al laboratorio teatrale realizzato via web ed ha condotto i nostri studenti ad una gradevole performance finale nella reinterpretazione del testo proposto. I ragazzi, se pure ciascuno a casa propria, hanno cos\u00ec avuto modo di riflettere sui valori presentati e di rielaborarli secondo la propria espressivit\u00e0, seguendo comunque, sulla base dei suggerimenti dell\u2019attrice tutor, le movenze, le intonazioni e il vestiario simbolico che richiamavano il modello Tot\u00f2. Gli studenti delle due scuole hanno cos\u00ec realizzato dei video presentati via web a compagni, docenti e membri della nostra associazione.<br>Nel brano utilizzato, tratto dall\u2019autobiografia di Tot\u00f2 intitolata appunto \u201cSiamo uomini o caporali?\u201d, cos\u00ec si legge: \u201cL\u2019umanit\u00e0, io l\u2019ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini \u00e8 la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna \u00e8 la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell\u2019ombra grigia di un\u2019esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l\u2019autorit\u00e0, l\u2019abilit\u00e0 o l\u2019intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera!\u201d.<br>Ma forse, per noi, \u00e8 vero il contrario: non si nasce caporali ma lo si diventa. Ed ecco perch\u00e9 ci appare cos\u00ec importante contrastare la guerra ed ogni forma di oppressione e di violenza attraverso un instancabile impegno di educazione alla pace, ai valori dell\u2019accoglienza, della cura e della fraternit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Filippo Severino L\u2019attivit\u00e0 di \u201cScuola di Pace\u201d con gli studenti liceali anche per l\u2019anno scolastico 2020-2021 \u00e8 stata realizzata con significativi risultati, nonostante la pandemia e il lockdown. Ma, come la didattica curriculare delle scuole, anche il nostro percorso \u00e8 stato realizzato a distanza, attraverso una piattaforma digitale. Ci siamo dovuti adattare alla cosiddetta \u201cDAD\u201d pur di non demordere dal fondamentale impegno di educare i giovani alla pace, con la promessa e la voglia di poter tornare in presenza nell\u2019anno a seguire. 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