{"id":19954,"date":"2022-04-29T21:24:46","date_gmt":"2022-04-29T21:24:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19954"},"modified":"2022-04-29T21:24:49","modified_gmt":"2022-04-29T21:24:49","slug":"pace-senza-armi-e-senza-frontiere-mosca-e-kiev-unite-dalla-nonviolenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19954","title":{"rendered":"\u201cPace senza armi e senza frontiere\u201d. Mosca e Kiev unite dalla nonviolenza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avvenire, 14 aprile 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Riccardo Michelucci<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019UCRAINO YURII SHELYAZHENKO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cDuro essere obiettori. Siamo minacciati e definiti traditori\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un filo rosso continua a unire i russi e gli ucraini. Un legame forte che resiste anche di fronte agli orrori della guerra: \u00e8 quello del pacifismo e della nonviolenza. Da quando \u00e8 cominciata l\u2019invasione dell\u2019Ucraina per gli attivisti di entrambi i Paesi la strada si \u00e8 fatta ancora pi\u00f9 in salita, tra minacce, intimidazioni e arresti. Ma la fiducia in un percorso comune alternativo alle armi non \u00e8 venuta meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yurii Sheliazhenko, docente alla Krok University di Kiev, \u00e8 il leader del movimento pacifista ucraino. Vive ancora nella capitale ucraina e afferma di sentirsi abbastanza al sicuro perch\u00e9 ha cibo, acqua, elettricit\u00e0 e medicine a sufficienza, oltre all\u2019accesso a internet.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto \u00e8 difficile essere un attivista per la pace in questo momento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difficilissimo, perch\u00e9 ci considerano dei traditori. Se chiediamo la riduzione dell\u2019escalation militare e la salvaguardia del diritto all\u2019obiezione di coscienza ci rispondono con insulti e minacce. Quando ho criticato la leggere marziale che impone il divieto di espatrio per tutti gli uomini dai 18 ai 60 anni sono stato sommerso di telefonate e messaggi con foto di soldati morti. Un divieto che riguarda ovviamente anche noi pacifisti e ha suscitato molti dubbi di natura giuridica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le Chiese del vostro Paese vi stanno aiutando?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, il <em>Consiglio<\/em> delle <em>chiese ucraine<\/em> chiede armi alla Nato ignorando i rischi di guerra nucleare. Eppure il quinto comandamento \u00e8 \u201cnon uccidere\u201d e se tutti lo seguissero, resistendo in modo nonviolento all\u2019ingiustizia, come hanno gi\u00e0 fatto alcuni soldati, questa guerra cesserebbe subito. Ma purtroppo gran parte del clero post-sovietico crede pi\u00f9 nelle armi che nella preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Molti paesi europei hanno deciso di inviare armi e attrezzature belliche all\u2019Ucraina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00c8 una pessima idea. Invece delle armi, avremmo bisogno di sforzi negoziali. Coloro che inviano materiale bellico in Ucraina e impongono sanzioni alla Russia scoraggiano sia il governo ucraino che quello russo a negoziare la pace.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli ucraini credono ai colloqui di pace come via d\u2019uscita dal conflitto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sempre di pi\u00f9. Fino a tre settimane fa, secondo i sondaggi di opinione della Ong indipendente Rating group il 64% degli intervistati auspicava un compromesso attraverso colloqui diretti tra Zelenskyy e Putin. Di recente tale percentuale \u00e8 salita al 74%.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che legami avete con i movimenti russi per la pace e il disarmo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavoriamo insieme da tempo all\u2019interno dell\u2019Ufficio europeo per l\u2019obiezione di coscienza. L\u00ec ho molti amici che provengono dalla Russia e applaudo i coraggiosi pacifisti russi e bielorussi che protestano contro la guerra di Putin&nbsp; rifiutandosi di combattere. L\u2019Europa dovrebbe fornire asilo agli obiettori di coscienza provenienti da tutti i nostri Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IL RUSSO ALEXANDER BELIK<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cArresti e multe non fermano la nostra protesta\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Russia il clima continua a essere molto pesante per chi protesta contro l\u2019attacco all\u2019Ucraina. Le migliaia di arresti e la censura dell\u2019informazione non hanno<strong> fermato la resistenza nonviolenta ma m<\/strong>olti attivisti sono stati costretti a lasciare il Paese per motivi di sicurezza. Come Alexander Belik, avvocato di San Pietroburgo e membro dell\u2019esecutivo del Movimento degli obiettori di coscienza russi, che ci ha concesso questa intervista via Telegram.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando ha deciso di lasciare la Russia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune settimane fa. Adesso mi trovo in Estonia, a Tallin. \u00c8 meglio che parli io perch\u00e9 la nostra coordinatrice, Elena Popova, si trova in Russia e ha gi\u00e0 subito un arresto all\u2019inizio di marzo mentre distribuiva volantini che incitavano le madri a non mandare i propri figli in guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che ne \u00e8 di coloro che vengono arrestati per aver protestato contro la guerra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena \u00e8 stata rilasciata un paio di giorni dopo l\u2019arresto ma subisce continue perquisizioni nel suo appartamento, spesso nelle prime ore del mattino. La polizia le ha sequestrato computer e telefoni cellulari per impedirle di svolgere il suo lavoro di attivista. Molti altri vengono trattenuti nelle stazioni di polizia anche per 10-15 giorni, e sono costretti a pagare multe salate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>State facendo qualcosa per difendere gli arrestati?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sono costituiti gruppi di avvocati che si battono contro le limitazioni alla libert\u00e0 di espressione. Difendono i diritti di chi viene portato in caserma e schedato e degli studenti che dopo l\u2019arresto vengono espulsi dalle universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Siete a conoscenza di proteste o di atti di diserzione nell\u2019esercito russo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo lavorando a un rapporto dettagliato che documenta numerosi casi di diserzione all\u2019interno delle forze armate del nostro Paese. Ma non \u00e8 semplice raccogliere informazioni perch\u00e9 il clima di intimidazione \u00e8 sempre pi\u00f9 pesante. Ai soldati \u00e8 proibito l\u2019uso di cellulari con connessione a internet. A molti di loro non \u00e8 mai stato detto chiaramente che li avrebbero mandati a combattere in Ucraina e sono stati costretti a partire per il fronte con la minaccia di essere condannati ad anni di carcere per diserzione, o persino di essere ammazzati. Inoltre il ministero della Difesa di Mosca nasconde qualsiasi informazione relativa alle truppe e da anni vige il divieto assoluto di informare sulle perdite all\u2019interno dell\u2019esercito russo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Siete in contatto con i pacifisti ucraini?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora pi\u00f9 che mai siamo al fianco degli amici ucraini e continueremo a combattere insieme questa battaglia per la pace perch\u00e9 siamo convinti che sia l\u2019unica strada percorribile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvenire, 14 aprile 2022 di Riccardo Michelucci L\u2019UCRAINO YURII SHELYAZHENKO \u201cDuro essere obiettori. Siamo minacciati e definiti traditori\u201d Un filo rosso continua a unire i russi e gli ucraini. Un legame forte che resiste anche di fronte agli orrori della guerra: \u00e8 quello del pacifismo e della nonviolenza. 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