{"id":19728,"date":"2022-04-04T12:57:10","date_gmt":"2022-04-04T12:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19728"},"modified":"2022-04-04T12:57:14","modified_gmt":"2022-04-04T12:57:14","slug":"da-rifugiati-a-coloni-come-la-guerra-in-ucraina-sta-aiutando-il-progetto-demografico-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19728","title":{"rendered":"Da rifugiati a coloni: come la guerra in Ucraina sta aiutando il progetto demografico di Israele"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo pubblicato originariamente su Al-araby e tradotto in italiano da Beniamino Rocchetto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di Emad Moussa*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non appena le truppe russe hanno attraversato i confini ucraini il 24 febbraio, il governo israeliano ha immediatamente chiesto agli ebrei ucraini di fare l\u2019Aliyah (immigrazione) in Israele. Il Ministero dell\u2019Aliyah e dell\u2019Integrazione ha rapidamente formato una squadra interministeriale per rimuovere tutte le lungaggini burocratiche sui potenziali Olim (immigrati) ucraini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cercando di mantenere la sua egemonia demografica ebraica sui palestinesi, Israele ha gi\u00e0 accolto migliaia di ebrei ucraini con molti altri attesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrettanto rapidamente, l\u2019Agenzia Ebraica ha istituito sei centri di accoglienza dell\u2019Aliya ai valichi dell\u2019Ucraina con Polonia, Moldova, Romania e Ungheria. Questo si aggiunge a una stazione centrale dell\u2019Aliya nella citt\u00e0 ucraina di Lviv, il primo punto di partenza di molti immigrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con le donazioni, che hanno raggiunto i 15 milioni di dollari (13,5 milioni di euro) nella prima settimana di marzo, dalle Federazioni Ebraiche del Nord America e altri benefattori, e in coordinamento con il Ministero degli Esteri israeliano e il Centro Nazionale per l\u2019Identit\u00e0 e la Conversione, l\u2019agenzia ha deciso di fornire ai rifugiati ebrei ucraini un alloggio temporaneo in albergo fino a quando non potessero essere preparati e successivamente portati in aereo in Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Israele, agli Olim saranno forniti alloggi temporanei e inseriti in programmi di integrazione, ha affermato il Ministero dell\u2019Aliyah e dell\u2019Integrazione sul suo sito web.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soprannominata \u201cOperazione Arvut Yisrael\u201d (Garanzie Israeliane), finora circa 5000 ebrei ucraini sono arrivati \u200b\u200bin Israele dall\u2019invasione russa, a differenza dei soli 3000 immigrati in Israele in tutto il 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Agenzia Ebraica prevede che fino a 100.000 ebrei provenienti da Ucraina, Russia e Bielorussia faranno domanda per l\u2019Aliya. Di conseguenza, l\u2019agenzia ha lanciato un programma intitolato \u201cAliyah Express\u201d per accelerare il loro processo di trasferimento e integrazione in Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo dati recenti, quasi 8.500 ucraini hanno gi\u00e0 avviato le pratiche burocratiche per fare l\u2019Aliyah, altri 25.000 dal 24 febbraio hanno chiamato il numero verde dell\u2019Agenzia Ebraica per chiedere informazioni sulla procedura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo i dati dell\u2019Istituto per la Ricerca sulle Politiche Ebraiche la comunit\u00e0 ebraica ucraina \u00e8 stimata complessivamente in 50.000 persone, lo 0,13% della popolazione totale. La comunit\u00e0 ebraica allargata, che comprende sia coloro che si autoidentificano come ebrei sia gli altri che vivono all\u2019interno della propria famiglia, raggiunge circa i 140.000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tenendo conto delle persone che discendono da almeno un nonno ebreo, il numero arriva a circa 200.000, che \u00e8 effettivamente il numero di ucraini che si qualificano per la cittadinanza israeliana secondo la legge israeliana del 1950 sul ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostenere la superiorit\u00e0 demografica<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come chiaramente sancito nella Legge del Ritorno e affermato nella \u201cDichiarazione di Indipendenza\u201d, l\u2019approccio di Israele all\u2019immigrazione, rigorosamente non alla migrazione, si basa su una struttura etno-nazionalista dei coloni definita sia ideologicamente che istituzionalmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al suo interno, lo Stato ebraico \u00e8 considerato la realizzazione finale del sogno sionista, ponendo fine a \u201cduemila anni di peregrinazioni\u201d e diventando il rifugio per gli ebrei della diaspora in tutto il mondo. Affinch\u00e9 ci\u00f2 sia pienamente realizzato, \u00e8 necessario stabilire e sostenere una maggioranza ebraica tra il Mar Mediterraneo e il Fiume Giordano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I palestinesi hanno sempre rappresentato la sfida principale all\u2019ambita superiorit\u00e0 demografica di Israele, in particolare quelli all\u2019interno di Israele che rappresentano il 21% della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quanto tali, i palestinesi che non sono stati etnicamente epurati all\u2019indomani della guerra del 1948 sono continuamente soggetti a leggi e politiche per frenare la crescita della loro popolazione. Inizia, ma non finisce, limitando il loro accesso al ricongiungimento familiare e alla residenza, costruendo insediamenti e creando precedenti concreti che inevitabilmente limitano l\u2019espansione geografica palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attuale ondata di immigrazione ucraina rappresenta una rara opportunit\u00e0 per lo Stato israeliano di migliorare l\u2019equilibrio demografico. Alcuni la vedono come la quarta ondata significativa di immigrazione in Israele dal suo inizio nel 1948.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima ondata consisteva principalmente di ebrei europei fuggiti dal nazismo in Europa in Palestina negli anni \u201930. La seconda riguardava principalmente gli sfollati dai Paesi europei e musulmani negli anni immediatamente successivi alla fondazione di Israele. E l\u2019ultima ondata ha avuto luogo negli anni \u201990 dopo il crollo dell\u2019URSS e ha visto l\u2019arrivo di oltre un milione di immigrati post-sovietici nel decennio successivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri sono scettici. Anche con l\u2019afflusso di decine di migliaia di ebrei ucraini, non sar\u00e0 sufficiente per raggiungere la superiorit\u00e0 demografica in Israele e nei territori occupati. Se la popolazione ebraica israeliana riuscir\u00e0 a ottenere la maggioranza, sar\u00e0 solo con un piccolo margine e temporaneo, grazie in parte a un tasso di natalit\u00e0 palestinese costantemente pi\u00f9 alto: 3,49 in Cisgiordania e Gaza contro 3,09 in Israele. Per la minoranza palestinese israeliana, le statistiche rimangono controverse, anche se \u00e8 stato segnalato un notevole calo del tasso di natalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il politologo americano Ian Lustick sostiene che l\u2019Aliya di massa post-sovietica, unita al disimpegno dalla Striscia di Gaza del 2005, ha temporaneamente alleviato i problemi demografici di Israele, solo per riemergere un decennio dopo come fonte di preoccupazione. Oggi, la popolazione ebraica e quella palestinese si sono avvicinate alla parit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro fattore critico del problema demografico \u00e8 la grande quota di non ebrei tra gli immigrati post-URSS. Le statistiche variano, ma potrebbero esserci circa 300-350.000 immigrati dall\u2019ex Unione Sovietica che ora risiedono in Israele che non sono ebrei, secondo un\u2019indagine dell\u2019Ufficio Centrale di Statistica Israeliano nel 2003. Solo circa il 5% dei non ebrei si \u00e8 convertito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e9 la maggior parte dei potenziali ebrei ucraini qualificati per fare Aliyah in Israele sono parte della \u201ccomunit\u00e0 ebraica allargata\u201d, ci sono buone probabilit\u00e0 che lo scenario dell\u2019immigrazione post-sovietica si ripeta, anche se su scala minore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la caduta dell\u2019URSS, molti ebrei post-sovietici scelsero invece di emigrare negli Stati Uniti e in Europa. Quasi 200.000 emigrarono in Germania, costituendo attualmente la maggior parte degli ebrei tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi crede, quindi, che la maggior parte degli ebrei ucraini preferisca trasferirsi in Europa. Gideon Joffe, Capo della comunit\u00e0 ebraica di Berlino, osserva che gli ebrei ucraini, a differenza dei loro omologhi post-sovietici, stanno fuggendo per salvarsi la vita. \u201cMolti di loro vedono Israele come un\u2019altra zona di conflitto, e quando si lascia una zona di conflitto, non si vuole andare in un\u2019altra\u201d, dice Joffe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scagliandosi contro lo scarso trattamento riservato da Israele ai rifugiati ucraini all\u2019aeroporto Ben-Gurion, l\u2019ambasciatore ucraino a Tel-Aviv, Yevgen Korniychuk, ha detto ai giornalisti: \u201cIsraele non \u00e8 un Paese facile da raggiungere perch\u00e9 \u00e8 molto costoso, il 90% delle persone che stanno arrivando hanno parenti o amici qui che chiedono a questi ucraini di venire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raramente, se non mai, nei tempi moderni le minacce agli ebrei nei loro Paesi d\u2019origine hanno provocato un\u2019ondata significativa di Aliya, nonostante i ripetuti appelli da parte dei governi israeliani di farlo. In seguito agli attacchi terroristici del 2015 a Parigi, in cui \u00e8 stato preso di mira un supermercato ebraico, l\u2019ex Primo Ministro Netanyahu ha esortato gli ebrei francesi a immigrare in Israele. Circa 7.000 si trasferirono in Israele quell\u2019anno, solo 1.000 in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente. Da allora il numero di immigrati ebrei francesi in Israele \u00e8 diminuito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri coloni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attuazione della Legge del Ritorno \u00e8 indissolubilmente intrecciata con la negazione del diritto al ritorno dei Palestinesi. Circa 750.000 palestinesi sono stati sfollati ed espropriati come conseguenza della nascita di Israele e continuano a vedersi negato il diritto al ritorno dallo Stato israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La superiorit\u00e0 demografica ebraica, inevitabilmente tradotta in dominio geografico, guida la legge. Ogni nuova ondata di immigrazione, quindi, serve solo a perpetuare ulteriormente lo status quo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trent\u2019anni fa, il Primo Ministro Yitzhak Shamir ha evocato critiche internazionali, anche da Washington, quando ha collegato l\u2019afflusso sovietico con la necessit\u00e0 di Israele di rafforzare la sua presa sulla Cisgiordania e sulla Striscia di Gaza. A quel tempo, Mosca, allora stretto alleato con molti Paesi arabi, avrebbe sospeso i voli diretti per Israele dall\u2019Unione Sovietica in segno di protesta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da allora la comunit\u00e0 israeliana dell\u2019Europa orientale \u00e8 cresciuta fino a diventare la terza potenza demografica di Israele. Il suo impatto di destra sulla democrazia israeliana e, per estensione, sui palestinesi \u00e8 stato significativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avigdor Lieberman, un politico israeliano nato in Moldova, e il suo Partito Yisrael Beiteinu sono stati determinanti nel bloccare le concessioni ai palestinesi, sostenere l\u2019espansione degli insediamenti e limitare i diritti della minoranza palestinese israeliana. Questo, infatti, ha spinto l\u2019ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton a definire la comunit\u00e0 israeliana di lingua russa \u201cun ostacolo alla pace con i palestinesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I palestinesi temono che ci\u00f2 che \u00e8 stato loro inflitto dagli israeliani dell\u2019Europa orientale possa solo intensificarsi con un\u2019altra ondata di Olim dall\u2019Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti hanno sottolineato l\u2019ironia che gli immigrati ucraini che vengono in Israele per sfuggire all\u2019aggressione russa potrebbero diventare essi stessi parte dell\u2019aggressione israeliana. Altri sono particolarmente sprezzanti, ritenendo che la dinamica della vittima trasformata nel carnefice sia stata una caratteristica distintiva dell\u2019impresa sionista sin dall\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che lo accettino o meno, sostiene l\u2019argomento, molti immigrati ebrei ucraini alla fine saranno risucchiati nel quadro ideologico israeliano e ne diventeranno rappresentanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Il Dottor Emad Moussa \u00e8 un ricercatore e scrittore specializzato in politica e psicologia politica su Palestina e Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/english.alaraby.co.uk\/analysis\/how-ukraine-war-helping-israels-demographic-project\">https:\/\/english.alaraby.co.uk\/analysis\/how-ukraine-war-helping-israels-demographic-project<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato originariamente su Al-araby e tradotto in italiano da Beniamino Rocchetto Di Emad Moussa* Non appena le truppe russe hanno attraversato i confini ucraini il 24 febbraio, il governo israeliano ha immediatamente chiesto agli ebrei ucraini di fare l\u2019Aliyah (immigrazione) in Israele. 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