{"id":19521,"date":"2022-03-21T13:51:34","date_gmt":"2022-03-21T13:51:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19521"},"modified":"2022-03-21T13:51:38","modified_gmt":"2022-03-21T13:51:38","slug":"ilan-pappe-interrogarci-sul-concetto-di-umanita-le-quattro-lezioni-dallucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19521","title":{"rendered":"ILAN PAPPE: Interrogarci sul concetto di umanit\u00e0: Le quattro lezioni dall\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The Palestine Chronicle tradotto e pubblicato da Romana Rubeo per Pagine Esteri<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo USA Today, la foto diventata virale di un grattacielo ucraino colpito dai bombardamenti russi ritraeva, in realt\u00e0, un grattacielo nella Striscia di Gaza, demolito dall\u2019aviazione israeliana nel maggio del 2021. [1]<br>Qualche giorno prima, il Ministro degli Esteri ucraino si era lamentato con l\u2019ambasciatore israeliano a Kiev. \u201cCi state trattando come Gaza,\u201d aveva detto, furioso, sostenendo che Israele non aveva condannato l\u2019invasione russa ed era interessato solo a far uscire dal Paese i cittadini israeliani. (Haaretz, 17 febbraio 2022). Faceva riferimento all\u2019evacuazione forzata dalla Striscia di Gaza delle donne ucraine sposate con uomini palestinesi, nel maggio 2021, ma intendeva anche ricordare a Israele il pieno sostegno dimostrato dal presidente ucraino in occasione dell\u2019aggressione israeliana ai danni della Striscia, sostegno su cui torner\u00f2 in seguito.<br>In effetti, le aggressioni contro Gaza dovrebbero essere tenute in debita considerazione nel valutare l\u2019attuale crisi in Ucraina. Il fatto che le immagini vengano confuse non \u00e8 una pura casualit\u00e0: in Ucraina non sono stati colpiti molti grattacieli, mentre nella Striscia di Gaza \u00e8 accaduto di frequente. Tuttavia, quando si analizza la crisi ucraina in un contesto pi\u00f9 ampio, ad emergere non \u00e8 solo l\u2019ipocrisia occidentale sulla Palestina; l\u2019intero sistema di double standards in uso in Occidente andrebbe messo sotto accusa, senza restare indifferenti, neanche per un istante, alle notizie e alle immagini che ci arrivano dalle zone del conflitto in Ucraina: bambini traumatizzati, lunghe file di profughi, edifici danneggiati dai bombardamenti, e la minaccia concreta che questo sia solo l\u2019inizio di una catastrofe umanitaria nel cuore dell\u2019Europa.<br>Al contempo, per\u00f2, chi come noi vive, analizza e denuncia le tragedie che si verificano in Palestina non pu\u00f2 fare a meno di notare l\u2019ipocrisia dell\u2019Occidente, n\u00e9 smettere di denunciarla, pur mantenendo salde la solidariet\u00e0 umana e l\u2019empatia con le vittime di ogni guerra. C\u2019\u00e8 bisogno di farlo, o la disonest\u00e0 morale insita nelle scelte della classe dirigente e dei media occidentali consentir\u00e0 loro, ancora una volta, di mascherare il proprio razzismo e di godere di totale impunit\u00e0, mentre continua ad assicurare immunit\u00e0 a Israele e alle sue politiche di oppressione nei confronti dei palestinesi.<br>Ho individuato quattro falsi postulati che sono alla base del coinvolgimento dell\u2019establishment occidentale nella crisi ucraina e ho pensato di dedurne quattro lezioni.<br>Lezione numero uno: i profughi bianchi sono i benvenuti, gli altri meno<br>La decisione collettiva e senza precedenti da parte dell\u2019Unione Europea di aprire le porte ai profughi ucraini, seguita da una pi\u00f9 cauta politica da parte della Gran Bretagna, non passa inosservata, se si considera la chiusura dei confini attuata dalla maggior parte dei Paesi europei nei confronti dei rifugiati provenienti dal mondo arabo o dall\u2019Africa, a partire dal 2015.<br>La chiara selezione su base razziale, che distingue i profughi in base al colore della pelle, alla religione e all\u2019etnia \u00e8 abominevole, ma destinata a durare nel tempo. Alcuni leader europei non si vergognano neanche di esternare pubblicamente il loro razzismo, come nel caso del Primo Ministro bulgaro, Kiril Petkov:<br>\u201cQuesti (i profughi ucraini) non sono i profughi a cui siamo abituati \u2026 sono europei. Queste persone sono intelligenti e istruite. Non sono i profughi a cui siamo abituati, persone di cui non conosciamo l\u2019identit\u00e0, con un passato poco chiaro, che potrebbero anche essere terroristi.\u201d[2]<br>Petkov non \u00e8 il solo a pensarla cos\u00ec. I media occidentali parlano continuamente di \u201crifugiati simili a noi\u201d, e questo razzismo \u00e8 del tutto evidente ai confini tra l\u2019Ucraina e i Paesi europei limitrofi. Questo atteggiamento razzista, con forti connotazioni islamofobe, non \u00e8 un fenomeno momentaneo, visto il rifiuto, da parte dell\u2019establishment europeo, di accettare il tessuto multiculturale e multietnico presente nelle loro societ\u00e0. Una realt\u00e0 variegata, prodotta da anni di colonialismo e imperialismo europeo, che gli attuali governi d\u2019Europa si ostinano a negare e ignorare mentre perseguono politiche migratorie fondate sugli stessi principi razziali che hanno permeato il loro colonialismo e imperialismo in passato.<br>Lezione numero due: si pu\u00f2 invadere l\u2019Iraq, ma non l\u2019Ucraina<br>\u00c8 alquanto sconcertante la assoluta indisponibilit\u00e0, da parte dei media occidentali, a contestualizzare la decisione russa di invadere l\u2019Ucraina all\u2019interno di un\u2019analisi pi\u00f9 ampia \u2013 e ovvia \u2013 su come siano cambiate le regole del gioco politico internazionale a partire dal 2003. \u00c8 difficile trovare un\u2019analisi che sottolinei il fatto che Stati Uniti e Gran Bretagna hanno violato il diritto internazionale e la sovranit\u00e0 di uno stato quando, con una coalizione di Paesi occidentali, hanno invaso l\u2019Afghanistan e l\u2019Iraq. L\u2019occupazione di un Paese al fine di raggiungere le proprie finalit\u00e0 politiche non \u00e8 un concetto inventato da Vladimir Putin in questo secolo: \u00e8 stato introdotto e giustificato come strumento politico dall\u2019Occidente.<br>Lezione numero tre: in alcuni casi i neonazisti possono essere tollerati<br>Le analisi tralasciano anche alcune considerazioni valide di Putin sull\u2019Ucraina, che di certo non giustificano l\u2019invasione ma che devono essere tenute in conto anche durante l\u2019invasione. Prima che scoppiasse questa crisi, i media occidentali progressisti, come The Nation, the Guardian, the Washington Post, ci mettevano in guardia contro il crescente potere dei gruppi neonazisti in Ucraina e su come avrebbero potuto influenzare il futuro dell\u2019Europa e del mondo. Gli stessi giornali, oggi, sminuiscono la portata del Neo-nazismo in Ucraina.<br>Il 22 febbraio del 2019, The Nation scriveva:<br>\u201cNotizie sempre pi\u00f9 frequenti di episodi di violenza da parte dell\u2019estrema destra e di erosione delle libert\u00e0 fondamentali smentiscono l\u2019iniziale euforia dell\u2019Occidente. Si verificano pogrom contro i Rom, aggressioni sempre pi\u00f9 frequenti contro femministe e gruppi LGBT, censure di libri e glorificazione di collaborazionisti nazisti promossa dallo stato.\u201d<br>Due anni prima, il 15 giugno del 2017, il Washington Post sosteneva, con grande perspicacia, che un eventuale scontro tra Ucraina e Russia non avrebbe dovuto farci dimenticare il potere dei gruppi neonazisti in Ucraina:<br>\u201cMentre continua lo scontro in Ucraina con i gruppi separatisti sostenuti dai russi, Kiev deve fronteggiare un\u2019altra minaccia alla sua sovranit\u00e0: i potenti gruppi ultranazionalisti di estrema destra. Questi gruppi non si fanno scrupoli a usare la violenza per raggiungere i propri obiettivi, e questo si scontra con quell\u2019immagine di democrazia tollerante e vicina all\u2019Occidente che Kiev cerca di diventare.\u201d<br>Ma oggi, il Washington Post adotta un atteggiamento del tutto diverso e definisce l\u2019etichetta di neonazismo una \u201cfalsa accusa\u201d:<br>\u201cIn Ucraina operano diversi gruppi paramilitari nazionalisti, come il battaglione Azov e il Pravyi Sector (Settore Destro), che sposano l\u2019ideologia neonazista. Nonostante la continua esposizione, non sembrano avere un forte appoggio popolare. Solo un partito di estrema destra, Svoboda, \u00e8 rappresentato nel parlamento ucraino, con un solo seggio.\u201d<br>I precedenti avvertimenti da parte di The Hill (9 novembre 2017), il maggiore sito di notizie indipendente degli Stati Uniti, sembrano ormai dimenticati:<br>\u201cCi sono, innegabilmente, dei gruppi neonazisti in Ucraina e questo \u00e8 stato confermato da quasi tutti i principali media occidentali. Il fatto che gli analisti possano sminuirlo come propaganda diffusa da Mosca \u00e8 molto inquietante. Soprattutto vista la crescita esponenziale di gruppi neonazisti e suprematisti a livello mondiale.\u201d<br>Lezione numero quattro: Abbattere un grattacielo \u00e8 un crimine di guerra solo se accade in Europa<br>Oltre ad avere connivenze con queste formazioni neonaziste e i con i loro gruppi paramilitari, il governo ucraino \u00e8 anche incredibilmente filo-israeliano.<br>Uno dei primi atti del Presidente Volodymyr Zelensky \u00e8 stato il ritiro dell\u2019Ucraina dal Comitato sull\u2019Esercizio dei Diritti Inalienabili del Popolo Palestinese delle Nazioni Unite \u2013 l\u2019unico tribunale internazionale che fa in modo che la Nakba non venga negata o dimenticata.<br>Questa decisione \u00e8 stata adottata dal Presidente ucraino, che non ha mostrato alcuna empatia nei confronti della tragedia dei profughi palestinesi, che lui non considera vittime di alcun crimine [3]. Nelle interviste rilasciate durante i selvaggi bombarmdamenti israeliani sulla Striscia di gaza nel maggio del 2021, ha affermato che l\u2019unica tragedia a Gaza era quella vissuta dagli israeliani. Sarebbe come dire che i russi sono gli unici a soffrire in Ucraina.[4]<br>Ma Zelensky non \u00e8 il solo a pensarla cos\u00ec. Nel caso della Palestina, l\u2019ipocrisia raggiunge livelli inimmaginabili. Un grattacielo vuoto colpito in Ucraina \u00e8 finito in prima pagina ovunque, scatenando dibattiti e profonde analisi sulla brutalit\u00e0 umana, Putin e la disumanit\u00e0. I bombardamenti vanno condannati, chiaramente, ma i leader che oggi si dicono sdegnati sono rimasti in silenzio mentre Israele radeva al suolo la citt\u00e0 di Jenin nel 2000, il quartiere di Al-Dahaya a Beirut nel 2006 e la citt\u00e0 di Gaza in una operazione dopo l\u2019altra, nel corso degli ultimi quindici anni. Nessuna sanzione nei confronti di Israele \u00e8 stata mai nemmeno discussa, figuriamoci applicata, per tutti i crimini di guerra commessi dal 1948 ad oggi. Anzi, in molti Paesi occidentali che oggi sono tra i promotori delle sanzioni contro la Russia, anche solo nominare la possibilit\u00e0 di sanzionare Israele viene ritenuto illegale e tacciato di antisemitismo.<br>Anche quando si assiste a espressioni di solidariet\u00e0 con l\u2019Ucraina in Occidente, non si pu\u00f2 fare a meno di notare il contesto razzista ed etnocentrico. L\u2019imponente solidariet\u00e0 collettiva \u00e8 riservata a chi sceglie di unirsi a quel blocco e sottostare a quella sfera di influenza. Non scatta la stessa empatia quando una violenza simile, o persino peggiore, \u00e8 attuata verso popolazioni non europee in generale, e quella palestinese in particolare.<br>In quanto soggetti con una propria coscienza, noi abbiamo il diritto di interrogarci sulle risposte alle calamit\u00e0 e abbiamo la responsabilit\u00e0 di evidenziare l\u2019ipocrisia che, per certi versi, ha spianato la strada a simili catastrofi. Legittimare a livello internazionale l\u2019invasione di Paesi sovrani e tacere sui processi di colonizzazione e oppressione ai danni di altri, come la Palestina e il suo popolo, porter\u00e0 a ulteriori tragedie in futuro, in Ucraina come in ogni altra parte del mondo.<br>*Ilan Papp\u00e9 \u00e8 Docente presso l\u2019Universit\u00e0 di Exeter ed \u00e8 stato senior lecturer di scienze politiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Haifa. Papp\u00e9 \u00e8 uno dei \u201cnuovi storici\u201d che, dopo la pubblicazione di documenti britannici e israeliani a partire dai primi anni \u201880, hanno riscritto la storia della fondazione di Israele nel 1948.<br>[1] https:\/\/eu.usatoday.com\/story\/news\/factcheck\/2022\/02\/24\/fact-check-gaza-strip-not-ukraine-pictured-explosion-photo\/6922317001\/<br>[2] Washington Post, 28 February 2022.<br>[3] https:\/\/www.ajc.org\/news\/ajc-praises-ukraine-for-ending-membership-in-un-committee-on-palestinians<br>[4] https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AGY6fHodcUY<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Palestine Chronicle tradotto e pubblicato da Romana Rubeo per Pagine Esteri Secondo USA Today, la foto diventata virale di un grattacielo ucraino colpito dai bombardamenti russi ritraeva, in realt\u00e0, un grattacielo nella Striscia di Gaza, demolito dall\u2019aviazione israeliana nel maggio del 2021. [1]Qualche giorno prima, il Ministro degli Esteri ucraino si era lamentato con l\u2019ambasciatore israeliano a Kiev. \u201cCi state trattando come Gaza,\u201d aveva detto, furioso, sostenendo che Israele non aveva condannato l\u2019invasione russa ed era interessato solo a far uscire dal Paese i cittadini israeliani. (Haaretz, 17 febbraio 2022). 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