{"id":19333,"date":"2022-02-23T10:54:47","date_gmt":"2022-02-23T10:54:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19333"},"modified":"2022-02-23T11:10:51","modified_gmt":"2022-02-23T11:10:51","slug":"da-luca-attanasio-alloblio-della-colonizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=19333","title":{"rendered":"Da Luca Attanasio all\u2019oblio della colonizzazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre Giuseppe Cavallini \u00e8 il nuovo direttore di Nigrizia, vissuto per diversi anni in Etiopia. Lo abbiamo intervistato per ricordare alcune date importanti, non solo per l\u2019Africa ma anche per noi, perch\u00e9 segnano le nostre responsabilit\u00e0 storiche e politiche, dalle quali possono nascere nuove strade di relazioni internazionali e tra popoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Padre Giuseppe, il 22 febbraio di un anno fa \u00e8 stato ucciso Luca Attanasio. Ci sono date che ci dicono poco. In questi giorni si consumato ad esempio un massacro ad Addis Abeba. Tu che hai vissuto per diversi anni in Etiopia, cosa rappresentano queste drammatiche \u201cricorrenze\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente ci fanno ripensare a tutto quello che significa far conoscere un continente di cui non sappiamo nulla. In Italia in fondo, l\u2019Africa viene menzionata in pochissime circostanze, si dimenticano anniversari come questi, di morte, di distruzione e si dimenticano anche date commemorative di cose belle. Le date sono importanti, ci servono per ricordare e perch\u00e9 non si ripetano in futuro eventi tragici. Luca Attanasio non si pu\u00f2 dimenticare. Essendo morto da un solo anno lo ricordiamo bene. \u00c8 una figura diversa da quelle cui siamo abituati nelle vesti di ambasciatori, formali, distanti. Non dovrebbe essere cos\u00ec perch\u00e9 gli ambasciatori dovrebbero essere tutti vicini alla gente, alla popolazione. Luca \u00e8 stato cos\u00ec, uno dei pochi ad assumere questo atteggiamento, ambasciatore della gente, non soltanto di una istituzione pubblica che certo lui rappresenta. Questo \u00e8 stato l\u2019aspetto che pi\u00f9 ha colpito tutti. Aveva quasi lo stile di un missionario, indifeso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche su Nigrizia, quello che diciamo spesso \u00e8 sarebbe necessario avere pi\u00f9 spesso figure simili a Luca Attanasio. Lui \u00e8 l\u2019esempio di come dovrebbe essere portato avanti il servizio, con grande generosit\u00e0.&nbsp; E con responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Siamo onorati di avere avuto Luca Attanasio come ambasciatore, mentre non lo siamo degli anni del colonialismo. In questi giorni si ricordano massacri gravi. Francesco Filippi intitola un suo ultimo libro: \u201cNoi per\u00f2 gli abbiamo fatto le strade\u201d. A cosa si riferisce?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un titolo estremamente significativo perch\u00e9 quello che \u00e8 successo nel febbraio e soprattutto nel maggio del 1937 risuona nelle orecchie di troppe poche persone, come dicevamo. Non vogliamo ricordare, forse per non riconoscere le nostre responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa \u00e8 accaduto nel 1937?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso di una manifestazione ad Addis Abeba\u2013 era appena nato il figlio del re di Italia \u2013 organizzata dal gen. Graziani, alcuni giovani <em>(due giovani <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eritrea\">eritrei<\/a> della resistenza etiope, Abraham Deboch e Mogus Asghedom, ndr)<\/em> hanno lanciato contro di lui delle granate uccidendo varie persone e ferendo il gen Graziani. Da questo episodio \u2013 segno di una istanza di liberazione da parte della popolazione locale \u2013 scatur\u00ec una reazione feroce e prolungata del generale che, in un paio di mesi, in tutta Addis Abeba provoc\u00f2 la morte di circa 30mila persone. La repressione che ne segu\u00ec non risparmi\u00f2 nessuno. Pagarono con la vita, accusati di aver appoggiato i facinorosi, anche diverse centinaia di monaci di uno dei monasteri pi\u00f9 antichi e riveriti del Paese, Debra Liban\u00f2s. Era il 27 maggio 1937. Un massacro senza limiti poi rimosso dalla coscienza e dalla memoria del popolo italiano e questo \u00e8 un vero problema. Qualche anno fa, quando il presidente Mattarella ha riposto una corona di fiori dinanzi al monumento della vittoria di Addis Abeba e ha ricordato la strage, frutto del colonialismo italiano, qualcuno gli rispose che non \u201cabbiamo fatto solo del male, abbiamo aiutato la gente, abbiamo costruito le strade\u2026\u201d. Non \u00e8 affatto vero. Il libro di Filippi, grande studioso, lo ricorda bene e ricostruisce con esattezza storica i danni del colonialismo italiano. Ammesso che abbiamo fatto qualche opera edilizia e urbanistica, queste ultime servivano ai militari stessi che dovevano avanzare nella <em>dominazione<\/em> del Paese. L\u2019idea era questa: popolare l\u2019Etiopia di popolo italiano per rendere quella terra parte, colonia appunto, del \u201cgrande impero\u201d sognato da Mussolini. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Grazie per questo ricordo e per queste parole. Tu sei rientrato da poco dall\u2019Etiopia. Cosa sta accadendo in Etiopia? Ci puoi dare un breve aggiornamento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, sono tornato da pochi mesi dall\u2019Etiopia e sto seguendo con grande attenzione e trepidazione l\u2019evoluzione delle vicende, la mobilitazione generale, l\u2019intensificarsi del conflitto che, come tutte le guerre, porta morti, distruzione e sfollati. Si parla gi\u00e0 di mezzo milione di persone affamante nelle zone del nord del Paese. Era gi\u00e0 in corso una guerra civile, una sollevazione di gente contro il governo centrale e, come spesso accade in queste circostanze, ha presto coinvolto le potenze esterne. Per vendere armi, per interessi di dominazione della zona perch\u00e9 l\u2019Etiopia, nel Corno d\u2019Africa, \u00e8 anche il gigante che con i suoi quasi 20 milioni di abitanti condizioner\u00e0 la storia che arriver\u00e0. Certo, c\u2019\u00e8 qualche flebile speranza che la popolazione possa sopravvivere anche per l\u2019inaugurazione di una grande diga sul Nilo \u2013 per la quale c\u2019\u00e8 una controversia tra Egitto e Sudan \u2013 e che porter\u00e0 grandi risorse idriche al territorio. Per\u00f2 la guerra, questa guerra, sar\u00e0 presto dimenticata perch\u00e9 tutta la nostra attenzione \u00e8 rivolta ad Est. Un Est che infiamma e che diverr\u00e0 devastante se non intervengono le organizzazioni internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cNon basta essere per la pace ma bisogna essere anche contro la guerra e contro le armi\u201d: papa Francesco ci indica la strada e ci auguriamo che anche le Nazioni Unite possano ascoltarlo e riuscire nel loro necessario ruolo di composizione del conflitto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"has-medium-font-size wp-block-heading\" style=\"font-style:normal;font-weight:400\">\u00a0<\/h6>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La video-intervista \u00e8 pubblicata nel canale Youtube di Pax Christi Italia:<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"DA LUCA ATTANASIO ALL&#039;OBLIO DELLA COLONIZZAZIONE                              p Giuseppe Cavallini\" width=\"700\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iwl70Ag9pPY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padre Giuseppe Cavallini \u00e8 il nuovo direttore di Nigrizia, vissuto per diversi anni in Etiopia. 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