{"id":18851,"date":"2021-11-23T11:44:08","date_gmt":"2021-11-23T11:44:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=18851"},"modified":"2021-11-23T11:44:11","modified_gmt":"2021-11-23T11:44:11","slug":"sicilia-non-solo-sigonella-lintera-regione-e-militarizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=18851","title":{"rendered":"Sicilia: non solo sigonella, l&#8217;intera regione \u00e8 militarizzata"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(https:\/\/pagineesteri.it\/2021\/11\/22\/medioriente\/sicilia-non-solo-sigonella-lintera-regione-e-militarizzata\/)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>di Antonio Mazzeo*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pagine Esteri, 22 novembre 2021<\/em>&nbsp;\u2013 \u201cIl rifornimento in volo serve ad abilitare e moltiplicare gli effetti della potenza aerea in tutti i livelli bellici. Le capacit\u00e0 di rifornimento delle Forze di Mobilit\u00e0 Aerea statunitensi rendono possibili le operazioni di ponte aereo tra i teatri operativi e sono necessarie per supportare grandi schieramenti, l\u2019assistenza umanitaria, lo strike globale o gli aviolanci a grande raggio dei paracadutisti e dei loro equipaggiamenti, senza la necessit\u00e0 di affidarsi a basi intermedie o interne al teatro d\u2019azione. Il rifornimento aereo assicura ai bombardieri equipaggiati con armi nucleari la capacit\u00e0 di portare il loro carico in ogni parte del mondo e di trovare riparo in una base adeguata e sicura. Le operazioni di guerra richiedono il rifornimento aereo per estendere la forza e la resistenza cos\u00ec come il raggio operativo di tutti i velivoli\u201d. Nel 2009, dopo otto anni di&nbsp;<em>guerra globale al terrorismo<\/em>&nbsp;e alla vigilia dell\u2019offensiva in Libia contro il regime di Mu\u2019ammar Gheddafi, il Comando delle forze armate USA pubblicava l\u2019<em>Air Mobility Master Plan,&nbsp;<\/em>il Piano strategico per la Mobilit\u00e0 Aerea, ritenuta l\u2019elemento chiave per consentire alle forze aeree di potenziare le capacit\u00e0 di proiezione, penetrazione e distruzione in tutto il pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019<em>Air Mobility Master Plan<\/em>&nbsp;<\/strong>individuava le necessit\u00e0 di accrescere il numero e di migliorare le caratteristiche tecniche e di carico dei velivoli cisterna, ma soprattutto di rafforzare la rete delle infrastrutture logistiche che l\u2019US Air Force aveva dislocato nel Mediterraneo, in Medio oriente e nel sud-est asiatico a supporto dei trasporti e del rifornimento aereo. Gli interventi prioritari per potenziare la mobilit\u00e0 delle forze aeree statunitensi chiamate a confrontarsi\/scontrarsi nel XXI secolo soprattutto con Russia e Cina, venivano descritti da un comitato di esperti nel&nbsp;<em>White Paper Air Mobility Command: Global En Route Strategy<\/em>. Il documento sarebbe dovuto rimanere del tutto riservato ma fin\u00ec invece nelle mani dell\u2019intelligence venezuelana che lo rese pubblico in occasione del vertice dei Capi di Stato dei paesi sudamericani tenutosi in Argentina nell\u2019agosto 2009.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNella regione Atlantica, ci sono numerose aree riservate al rifornimento aereo (A\/R) nella costa occidentale della Gran Bretagna, in Francia e in Spagna ed esistono anche rotte per il rifornimento in volo in Germania, nel Mediterraneo e vicino le Isole Azzorre\u201d, riportava il&nbsp;<em>White Paper<\/em>&nbsp;nel capitolo riservato alla mobilit\u00e0 aerea nello scacchiere europeo-mediorientale. \u201cLe localit\u00e0 che noi suggeriamo per le missioni dei velivoli tanker sono Mildenhall, Fairford, Moron, Souda Bay (Creta), Lajes e Sigonella. Ognuna di queste localit\u00e0 offre un\u2019area di parcheggio pi\u00f9 che adeguata per le operazioni delle piattaforme A\/R\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/www.mediterraneocontemporaneo.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/pagineesteri.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/MediterraneoContemporaneo_Tavola-disegno-1.png?ssl=1\" alt=\"\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sin dai primi passaggi, gli esperti del Pentagono<\/strong>&nbsp;si dichiaravano convinti che per posizione geografica e rilevanza strategica, dovesse essere proprio la grande base USA e NATO siciliana ad assumere un ruolo centrale nelle operazioni di trasferimento degli assetti aerei USA verso il continente africano e il Medio oriente, prospettando pure la presenza in loco di una&nbsp;<em>tanker task force TTF<\/em>. \u201cC\u2019\u00e8 tuttavia una limitazione per Sigonella relativa alla lunghezza della pista\u201d, allertavano gli esperti. \u201cAttualmente l\u2019installazione ha una pista lunga 8.000 piedi. Poich\u00e9 manterremo in uso i velivoli cisterna KC-135 per il periodo strategico previsto (il 2025,&nbsp;<em>nda<\/em>), la temperature e la lunghezza sono un fattore limitante, primariamente per gli atterraggi d\u2019emergenza. Per questo raccomandiamo e sosteniamo di fronte a US Navy e al governo italiano, la necessit\u00e0 di allungare la pista di 2.000 piedi prima di localizzare a Sigonella una&nbsp;<em>TTF<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/pagineesteri.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Sigonella1.png?resize=465%2C600&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-9918\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSigonella, in particolare, assicura possibilit\u00e0 operative ed efficienze che non hanno le altre localit\u00e0 in esame\u201d, riportava il&nbsp;<em>White Paper Air Mobility Command<\/em>. \u201cDato che la Defense Logistics Agency ha stabilito maggiori capacit\u00e0 dei depositi, i rifornimenti destinati alle attivit\u00e0 in Africa potrebbero essere concentrati a Sigonella. Possiamo, inoltre, immaginare facilmente uno scenario dove su base quotidiana le&nbsp;<em>TTF<\/em>&nbsp;potrebbero rifornire gli aerei che fanno ingresso e operano nell\u2019area sotto la responsabilit\u00e0 dei Comandi per l\u2019Asia sud-occidentale (\u2026) Crediamo che per offrire questa duplice funzione, la &nbsp;localizzazione di una&nbsp;<em>TTF<\/em>&nbsp;a Sigonella sia la scelta pi\u00f9 ragionevole\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In vista della trasformazione della base siciliana in un hub<\/strong>&nbsp;per la task force degli aerei cisterna USA, gli esperti del Pentagono chiedevano di porre la questione al vaglio della NATO per condividere i futuri piani strategici ma soprattutto per poter ottenere un importante contributo finanziario dagli alleati per il potenziamento logistico di Sigonella. \u201cLa NATO sta rivedendo le localit\u00e0 per la sua dotazione operativa di Rifornimento Aereo, di conseguenza suggeriamo che per la localizzazione della&nbsp;<em>TTF<\/em>&nbsp;nel Mediterraneo l\u2019Air Mobility Command faccia una proposta forte perch\u00e9 il&nbsp;<em>NATO Air Refueling Capability Package<\/em>&nbsp;sia previsto a Sigonella\u201d, scrivevano. \u201cAvere basi alternative per accedere nel continente africano \u00e8 sempre pi\u00f9 importante. Pertanto raccomandiamo che Sigonella diventi un centro per il rifornimento aereo di tipo&nbsp;<em>Tier II<\/em>&nbsp;(in grado di ospitare i velivoli tanker nelle rotte di transito,&nbsp;<em>nda<\/em>) con l\u2019aggiunta di uno squadrone di mobilit\u00e0 aerea che si affianchi agli assetti UAV, i velivoli senza pilota che saranno ospitati nella base\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>N\u00e9 il piano di potenziamento di Sigonella<\/strong>&nbsp;per le operazioni di rifornimento in volo, n\u00e9 quello relativo al dislocamento dei droni d\u2019intelligence e d\u2019attacco USA saranno discussi dal Parlamento italiano. Segretamente per\u00f2 sono stati avviati entrambi e, in parte, completati. Qualche settimana fa e solo a seguito di una inchiesta della Procura di Catania su un presunto atto corruttivo da parte di due ufficiali dell\u2019Aeronautica italiana si \u00e8 scoperto che la NATO ha finanziato un apposito capitolo di spesa denominato&nbsp;<em>Capability Package 9A1301 Air-to-air refeuelling assets<\/em>&nbsp;per allungare le piste di Sigonella e consentire i decolli e gli atterraggi degli aerei cisterna alleati, e realizzare altres\u00ec nuovi depositi di carburante all\u2019interno della base. A tal fine il ministero della Difesa ha avviato l\u2019iter di esproprio di quasi 100 ettari di terreni prossimi alla stazione aeronavale. Il programma avr\u00e0 un enorme e insostenibile impatto socio-ambientale, specie in termini di inquinamento dell\u2019aria, del suolo e acustico (nelle nuove piste potranno atterrare gli aerei cisterna giganti come i KC-10 \u201cExtender\u201d che trasportano sino a 154 tonnellate di gasolio), ma \u00e8 del tutto privo di valutazioni d\u2019incidenza e non \u00e8 mai stato presentato e discusso con le autorit\u00e0 civili locali e regionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019hub per i rifornimenti aerei si somma agli altri progetti in realizzazione in questi mesi a Sigonella.<\/strong>&nbsp;Nella base USA-NATO \u00e8 un proliferare di cantieri: per la&nbsp;<em>Main Operating Base<\/em>&nbsp;del sistema di \u201csorveglianza terrestre\u201d AGS (Alliance Ground Surveillance) dell\u2019Alleanza Atlantica, si stanno costruendo 14 nuovi edifici che ospiteranno centrali radio, uffici, caserme, hangar e officine di manutenzione. Il sistema AGS \u00e8 stato progettato per assicurare all\u2019Alleanza una \u201crilevante capacit\u00e0 di intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR)\u201d; a Sigonella \u00e8 costituito da stazioni di terra fisse, mobili e trasportabili per la pianificazione e il supporto delle missioni e una componente aerea basata su cinque droni \u201cRQ-4D Phoenix\u201d. Entro il 2024 i droni AGS potranno effettuare missioni di volo sino a 100 ore complessive a settimana e la copertura di un\u2019ampia area del pianeta: dall\u2019Oceano Atlantico sino al Mar Nero e la Crimea e dal Mare del Nord e il Baltico sino al Sud Africa. Per il programma AGS \u00e8 gi\u00e0 presente a Sigonella uno staff di 375 tra miliari e civili di 24 paesi ma il loro numero crescer\u00e0 sino a 600 quando il sistema sar\u00e0 pienamente operativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I velivoli senza pilota della NATO operano insieme ai droni-spia<\/strong>&nbsp;\u201cGlobal Hawk\u201d ed MQ-4C \u201cTriton\u201d BAMS e ai droni killer \u201cReaper\u201d che le forze armate degli Stati Uniti hanno dislocato da anni nella base siciliana. Nel 2018 \u00e8 stato attivato pure l\u2019<em>UAS SATCOM Relay Pads and Facility&nbsp;<\/em>per le telecomunicazioni via satellite con tutti i droni che le agenzie di spionaggio statunitensi e il Pentagono schierano in ogni angolo della Terra. La facility di Sigonella consente la trasmissione dei dati necessari ai piani di volo e di attacco dei velivoli a controllo remoto, operando come \u201cstazione gemella\u201d del sito tedesco di Ramstein e della base aerea di Creech (Nevada).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto meno noto ma assai inquietante riguarda il ruolo assunto da Sigonella nei piani di supremazia nucleare degli Stati Uniti d\u2019America. Dopo aver fatto nel corso degli anni \u201980 da base di arrivo, supporto e manutenzione dei missili Cruise con testata atomica installati nel vicino aeroporto di Comiso (Ragusa), nel 2018 \u00e8 entrata in funzione a Sigonella la&nbsp;<em>Joint Tactical Ground Station<\/em>&nbsp;(JTAGS), la stazione di ricezione e trasmissione satellitare del sistema di \u201cpronto allarme\u201d per l\u2019identificazione dei lanci di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cLa&nbsp;<em>Joint Tactical Ground Station<\/em><\/strong>&nbsp;\u00e8 il principale sistema di US Army per integrare ed espandere le capacit\u00e0 di allarme, attenzione e pronta informazione sui Missili Balistici da Teatro (TBM \u2013&nbsp;<em>quelli con gittata compresa tra i 300 e i 3.500 km<\/em>) ed altri eventi tattici che interessano il teatro operativo\u201d, spiega il Pentagono. JTAGS opera sotto il controllo della 1st Space Company, una compagnia ultraspecializzata della 1st Space Brigade dell\u2019US Army Space and Missile Defense Command, attiva dal 1992 presso il quartier generale di Colorado Springs (Colorado).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come se tutto ci\u00f2 non bastasse nella primavera 2024 entrer\u00e0 in funzione a Sigonella<\/strong>&nbsp;uno dei principali centri di comunicazione delle forze armate USA a livello mondiale. Il 29 settembre 2020 il Pentagono ha firmato un contratto per la realizzazione di una Stazione di telecomunicazioni satellitari con una spesa di 42 milioni di dollari. \u201cLa nuova infrastruttura nella NAS \u2013 Naval Air Station di Sigonella comprender\u00e0 pure una facility per le informazioni sensibili e riservate e consentir\u00e0 di effettuare comunicazioni \u2013 vocali e di dati \u2013 pi\u00f9 sicure e affidabili alle unit\u00e0 navali, sottomarine, aeree e terrestri di US Navy\u201d, spiega il Comando USA. Imponente anche il costo delle apparecchiature elettroniche e dei sistemi di comando, controllo, comunicazione ed intelligence che saranno installati nella stazione satellitare: 57 milioni di dollari. Con il nuovo sistema di telecomunicazioni il personale statunitense di stanza a Sigonella raggiunger\u00e0 le 3.322 unit\u00e0 contro le 3.021 censite il 30 settembre 2018, con un aumento dunque del 10% in meno di cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo centro satellitare operer\u00e0 sotto il Comando della U.S. Naval Computer and Telecommunications Station (NCTS) Sicily, che supporta le&nbsp;<em>comunicazioni critiche<\/em>&nbsp;delle forze armate USA, NATO e delle coalizioni alleate che operano nelle aree sotto la responsabilit\u00e0 dei comandi di AFRICOM, CENTCOM ed EUCOM. A NCTS Sicily \u00e8 attribuito anche il controllo della&nbsp;<em>NRTF \u2013 Naval Radio Transmitter Facility<\/em>, il centro di radiotrasmissione della Marina statunitense operativo dall\u2019ottobre del 1991 all\u2019interno della riserva naturale \u201cSughereta\u201d di Niscemi (Caltanissetta), nella stessa area dove \u00e8 stato installato uno dei quattro terminali terrestri del MUOS (<em>Mobile User Objective System<\/em>), il nuovo sistema di telecomunicazione satellitari di propriet\u00e0 ed uso esclusivo delle forze armate USA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La scheda progettuale del prossimo centro satellitare di Sigonella,<\/strong>&nbsp;oltre alle informazioni tecniche e sui costi degli impianti, fornisce un\u2019utile descrizione sulle principali funzioni assegnate alla base siciliana. \u201cSigonella \u00e8 la maggiore installazione della US Navy nel Mediterraneo centrale ed \u00e8 utilizzata per il supporto logistico della Sesta Flotta e come base per lo schieramento degli aerei per la guerra ai sottomarini (ASW)\u201d, scrive il Pentagono. \u201cA Sigonella \u00e8 assegnato anche uno squadrone aereo della Marina nel teatro mediterraneo, per le missioni di trasporto dei carichi a bordo delle unit\u00e0 navali in transito. La base opera in supporto ai velivoli tattici di stanza nelle portaerei, ai voli cargo dell\u2019Air Mobility Command e ai voli passeggeri del Military Airlift Command degli Stati Uniti d\u2019America. Assicura inoltre l\u2019interfaccia logistica con la vicina baia di Augusta (Siracusa), utilizzata quale pontile e deposito carburante e munizioni della NATO. Supporta infine gli squadroni elicotteri da combattimento e sorveglianza\u201d. Complessivamente nella base hanno trovato sede ben 34 comandi strategici statunitensi e per importanza \u00e8 il \u201csecondo pi\u00f9 grande centro di comando militare marittimo al mondo dopo quello del Bahrain\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/pagineesteri.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Sicilia.jpg?resize=549%2C599&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-9919\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sigonella \u00e8 stata denominata dai vertici statunitensi come&nbsp;<\/strong><em><strong>The Hub of the Med<\/strong>,<\/em>&nbsp;cio\u00e8 il&nbsp;<em>fulcro del Mediterraneo.<\/em>&nbsp;E in verit\u00e0 sin dagli anni del conflitto in Vietnam, l\u2019installazione siciliana ha sempre esercitato un ruolo determinante per i trasferimenti di uomini e mezzi verso i teatri di guerra o quale piattaforma di lancio per gli attacchi aeronavali: contro la Libia di Gheddafi negli anni \u201980; in Libano nell\u201982; durante la prima e la seconda guerra del Golfo; per i bombardamenti alleati in Kosovo e in Serbia nel 1999 e quelli in Afghanistan, Iraq e Siria nel XXI secolo; per le campagne USA nelle regioni sub-sahariane e in Corno d\u2019Africa; in occasione della campagna aerea alleata contro il regime libico nel 2011; per gli innumerevoli raid in Cirenaica e Tripolitania con l\u2019utilizzo dei famigerati droni-killer (nel periodo compreso tra l\u2019agosto e il dicembre 2016, contro le milizie filo-ISIS a Sirte gli USA hanno effettuato ben 495 attacchi missilistici, il 60% dei quali grazie ai velivoli Reaper decollati in buona parte dalla Sicilia). In tempi pi\u00f9 recenti i droni-spia \u201cGlobal Hawk\u201d e i moderni pattugliatori marittimi P-8A \u201cPoseidon\u201d di US Navy sono impiegati in veri e propri atti di provocazione anti-Russia in Siria e in Crimea. Inoltre dallo scorso mese di agosto opera a Sigonella un distaccamento dello Squadrone elicotteri da combattimento \u201cHSC 28\u201d della Marina con velivoli multiruolo Sikorsky&nbsp;MH-60S \u201cSeahawk\u201d, per rafforzare le operazioni statunitensi nel Mediterraneo e in nord Africa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp;<em>No War<\/em>&nbsp;siciliani descrivono Sigonella come un&nbsp;<em>tumore maligno<\/em>&nbsp;che si propaga con metastasi in tutta la Sicilia. S\u00ec, perch\u00e9, la base militare ha fatto da promotore e acceleratore dell\u2019asfissiante processo di militarizzazione che ha investito l\u2019intera regione e le isole minori. La baia Augusta per gli attracchi dei sottomarini a propulsione e capacit\u00e0 nucleare; il MUOStro di Niscemi; lo scalo di Trapani-Birgi con gli aerei-radar AWACS e i caccia della NATO; i centri radar di Marsala e Noto-Mezzogregorio; gli hangar scavati dentro una montagna a Pantelleria; le selve di antenne radar e per la guerra elettronica a Lampedusa; i poligoni per le esercitazioni di guerra delle forze armate italiane e straniere a Punta Bianca (Agrigento), Piazza Armerina e Corleone; l\u2019uso dei porti di Messina, Catania e Palermo per le soste e i rifornimenti delle unit\u00e0 della VI Flotta e delle Marine dei paesi NATO; i decolli e gli atterraggi dei bombardieri e dei velivoli d\u2019intelligence delle societ\u00e0 contractor del Pentagono dagli scali \u201ccivili\u201d di Catania-Fontanarossa, Palermo-Punta Raisi e Pantelleria: sono le piccole-grandi neoplasie che si sono diffuse in tutta la Sicilia, contribuendo enormemente alla crisi sociale, economica, politica e ambientale. Basi militari, militarismi e militarizzazioni che hanno minato profondamente l\u2019agibilit\u00e0 democratica e la volont\u00e0 di riscatto delle popolazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I movimenti di opposizione non sono mancati, anzi, l\u2019antimilitarismo e il rifiuto delle guerre sono stati pratiche costanti nella recente storia siciliana. Le lotte contro i missili nucleari a Comiso e contro le mega-antenne del MUOS sono stati certamente gli eventi pi\u00f9 importanti ed esaltanti. Ma le risposte dello Stato e delle sue istituzioni sono state sempre le stesse: repressione diffusa, violenza e criminalizzazione. Alla&nbsp;<em>guerra da casa nostra<\/em>&nbsp;si \u00e8 sommata purtroppo la&nbsp;<em>guerra a casa nostra<\/em>. Pagine Esteri<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/pagineesteri.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Mazzeo.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-4584\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>*Antonio Mazzeo \u00e8 un giornalista ecopacifista e antimilitarista che scrive della militarizzazione del territorio e della tutela dei diritti umani. Con Antonello Mangano, ha pubblicato nel 2006,&nbsp;<em>Il mostro sullo Stretto. Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte<\/em>&nbsp;(Edizioni Punto L, Ragusa). Del 2010 \u00e8 il suo&nbsp;<em>I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina<\/em>&nbsp;(Edizioni Alegre).<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(https:\/\/pagineesteri.it\/2021\/11\/22\/medioriente\/sicilia-non-solo-sigonella-lintera-regione-e-militarizzata\/) di Antonio Mazzeo* Pagine Esteri, 22 novembre 2021&nbsp;\u2013 \u201cIl rifornimento in volo serve ad abilitare e moltiplicare gli effetti della potenza aerea in tutti i livelli bellici. Le capacit\u00e0 di rifornimento delle Forze di Mobilit\u00e0 Aerea statunitensi rendono possibili le operazioni di ponte aereo tra i teatri operativi e sono necessarie per supportare grandi schieramenti, l\u2019assistenza umanitaria, lo strike globale o gli aviolanci a grande raggio dei paracadutisti e dei loro equipaggiamenti, senza la necessit\u00e0 di affidarsi a basi intermedie o interne al teatro d\u2019azione. 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