{"id":18663,"date":"2021-10-25T19:23:20","date_gmt":"2021-10-25T19:23:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=18663"},"modified":"2021-10-25T19:23:24","modified_gmt":"2021-10-25T19:23:24","slug":"basta-col-tragico-e-prolifico-commercio-delle-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=18663","title":{"rendered":"Basta col tragico e prolifico commercio delle armi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Meno armi e pi\u00f9 cibo e vaccini, meno ipocrisia e pi\u00f9 trasparenza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In un periodo intensissimo di riflessioni operative riguardanti la preparazione della COP 26 di Glasgow, l&#8217;incontro con i Movimenti popolari, la Settimana sociale dei cattolici a Taranto (in cui il papa cita Tonino Bello), e l&#8217;avvio del Sinodo (generale e nazionale), su cui ritorneremo, riporto, per ora, l&#8217;intervento bergogliano a conclusione dell&#8217;Incontro di preghiera per la pace, promosso dalla Comunit\u00e0 di s. Egidio, gioved\u00ec 7 ottobre 2021, dal titolo<\/em>\u00a0&#8220;<em>\u00a0Popoli fratelli, terra futura, religioni e culture in dialogo<\/em>\u00a0(s.p.)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Bettazzi-papa-Francesco-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16253\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Bettazzi-papa-Francesco-2.jpg 1024w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Bettazzi-papa-Francesco-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Bettazzi-papa-Francesco-2-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Cari fratelli e sorelle!\u00a0<\/em>Saluto e ringrazio tutti voi, Capi di Chiese, Autorit\u00e0 politiche e Rappresentanti delle grandi religioni mondiali. \u00c8 bello essere qui insieme, portando nel cuore e nel cuore di Roma i volti delle persone di cui ci prendiamo cura. Ed \u00e8 importante soprattutto pregare e condividere, in modo limpido e accorato, le preoccupazioni per il presente e l\u2019avvenire del nostro mondo. In questi giorni tanti credenti sono convenuti, manifestando come la preghiera sia quella forza umile che dona pace e disarma i cuori dall\u2019odio. In vari incontri, \u00e8 stata espressa anche la convinzione che occorre cambiare i rapporti tra i popoli e dei popoli con la terra. Perch\u00e9 qui oggi, insieme, sogniamo\u00a0<em>popoli fratelli<\/em>\u00a0e\u00a0<em>una terra futura<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Popoli fratelli<br><\/strong><br><strong>Lo diciamo avendo alle spalle il Colosseo. Questo anfiteatro, in un lontano passato, fu luogo di brutali divertimenti di massa: combattimenti tra uomini o tra uomini e bestie. Uno spettacolo fratricida, un gioco mortale fatto con la vita di molti. Ma anche oggi si assiste alla violenza e alla guerra, al fratello che uccide il fratello quasi fosse un gioco guardato a distanza, indifferenti e convinti che mai ci toccher\u00e0. Il dolore degli altri non mette fretta. E nemmeno quello dei caduti, dei migranti, dei bambini intrappolati nelle guerre, privati della spensieratezza di un\u2019infanzia di giochi. Ma con la vita dei popoli e dei bambini non si pu\u00f2 giocare. Non si pu\u00f2 restare indifferenti. Occorre, al contrario, entrare in empatia e riconoscere la comune umanit\u00e0 a cui apparteniamo, con le sue fatiche, le sue lotte e le sue fragilit\u00e0. Pensare: \u201cTutto questo mi tocca, sarebbe potuto accadere anche qui, anche a me\u201d. Oggi, nella societ\u00e0 globalizzata che spettacolarizza il dolore ma non lo compatisce, abbiamo bisogno di \u201c<em>costruire compassione<\/em>\u201d. Di sentire l\u2019altro, di fare proprie le sue sofferenze, di riconoscerne il volto. Questo \u00e8 il vero coraggio,\u00a0<em>il coraggio della compassione<\/em>, che fa andare oltre il quieto vivere, oltre il\u00a0<em>non mi riguarda<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>non mi appartiene<\/em>. Per non lasciare che la vita dei popoli si riduca a un gioco tra potenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La tragedia del commercio delle armi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>No, la vita dei popoli non \u00e8 un gioco, \u00e8 cosa seria e riguarda tutti; non si pu\u00f2 lasciare in balia degli interessi di pochi o in preda a passioni settarie e nazionaliste.\u00c8 la guerra a prendersi gioco della vita umana. \u00c8 la violenza, \u00e8 il tragico e sempre prolifico commercio delle armi, che si muove spesso nell\u2019ombra, alimentato da fiumi di denaro sotterranei. Voglio ribadire che \u00abla guerra \u00e8 un fallimento della politica e dell\u2019umanit\u00e0, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male\u00bb (Lett. enc.\u00a0<em>Fratelli tutti\u00a0<\/em>, 261). Dobbiamo smettere di accettarla con lo sguardo distaccato della cronaca e sforzarci di vederla con gli occhi dei popoli. Due anni fa, ad Abu Dhabi, con il caro fratello qui presente, il Grande Imam di Al Azhar, abbiamo invocato la fratellanza umana per la pace, parlando \u00abin nome dei popoli che hanno perso la sicurezza, la pace e la comune convivenza, divenendo vittime delle distruzioni, delle rovine e delle guerre\u00bb (4 febbraio 2019). Siamo chiamati, come rappresentanti delle religioni, a non cedere alle lusinghe del potere mondano, ma a farci voce di chi non ha voce, sostegno dei sofferenti, avvocati degli oppressi, delle vittime dell\u2019odio, scartate dagli uomini in terra ma preziose davanti a Colui che abita i cieli. Oggi hanno timore, perch\u00e9 in troppe parti del mondo, anzich\u00e9 prevalere il dialogo e la cooperazione, riprende forza il confronto militare come strumento decisivo per imporsi.La pace attende i suoi profeti e i suoi artefici<br>Vorrei dunque esprimere nuovamente l\u2019esortazione che feci ad Abu Dhabi sul compito non pi\u00f9 rimandabile che spetta alle religioni \u00abin questo delicato frangente storico:<em>\u00a0smilitarizzare il cuore<\/em>\u00a0dell\u2019uomo\u00bb ( 4 febbraio 2019). \u00c8 nostra responsabilit\u00e0, cari fratelli e sorelle credenti, aiutare a estirpare dai cuori l\u2019odio e condannare ogni forma di violenza. Con parole chiare incoraggiamo a questo: a deporre le armi, a ridurre le spese militari per provvedere ai bisogni umanitari, a convertire gli strumenti di morte in strumenti di vita. Non siano parole vuote, ma richieste insistenti che eleviamo per il bene dei nostri fratelli, contro la guerra e la morte, in nome di Colui che \u00e8 pace e vita.\u00a0<em>Meno armi e pi\u00f9 cibo, meno ipocrisia e pi\u00f9 trasparenza, pi\u00f9 vaccini distribuiti equamente e meno fucili venduti sprovvedutamente. I tempi ci chiedono di farci voce di tanti credenti, persone semplici, disarmate, stanche della violenza, perch\u00e9 chi detiene responsabilit\u00e0 per il bene comune si impegni non solo a condannare guerre e terrorismo, ma a creare le condizioni perch\u00e9 essi non divampino.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Coltivare la pace in nome di Dio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 i popoli siano fratelli, la preghiera deve salire incessante al Cielo e una parola non pu\u00f2 smettere di risuonare in terra:\u00a0<em>pace<\/em>. San Giovanni Paolo II sogn\u00f2 un cammino comune dei credenti, che si snodasse da quell\u2019evento verso il futuro. Cari amici, siamo in questo cammino, ciascuno con la propria identit\u00e0 religiosa, per coltivare la pace in nome di Dio, riconoscendoci fratelli. Papa Giovanni Paolo ci indic\u00f2 questo compito, affermando: \u00abLa pace attende i suoi profeti. La pace attende i suoi artefici\u00bb (Discorso ad Assisi\u00a027 ottobre 1986). Ad alcuni parve vuoto ottimismo. Ma negli anni \u00e8 cresciuta la condivisione e sono maturate storie di dialogo tra mondi religiosi diversi, che hanno ispirato percorsi di pace. \u00c8 questa la vera via. Se c\u2019\u00e8 chi vuole dividere e creare scontri, noi crediamo nell\u2019importanza di camminare insieme per la pace: gli uni\u00a0<em>con<\/em>\u00a0gli altri, mai pi\u00f9 gli uni\u00a0<em>contro<\/em>\u00a0gli altri.Disinnescare il fondamentalismo<br>Fratelli, sorelle, il nostro \u00e8 un cammino che chiede costantemente di purificare il cuore. Francesco di Assisi, mentre chiedeva ai suoi di vedere negli altri dei \u00abfratelli, perch\u00e9 creati dall\u2019unico Creatore\u00bb, faceva questa raccomandazione: \u00abLa pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor pi\u00f9 copiosa nei vostri cuori\u00bb (<em>Leggenda dei tre compagni<\/em>, XIV,5:\u00a0<em>FF<\/em>\u00a01469). La pace non \u00e8 anzitutto un accordo da negoziare o un valore di cui parlare, ma principalmente un atteggiamento del cuore. Nasce dalla giustizia, cresce nella fraternit\u00e0, vive di gratuit\u00e0. Spinge a \u00ab<em>servire la verit\u00e0<\/em>\u00a0e dichiarare senza paure e infingimenti il male quando \u00e8 male, anche e soprattutto quando viene commesso da chi si professa seguace del nostro stesso credo\u00bb (Messaggio al G20 Interfaith Forum 2021, 7 settembre 2021). In nome della pace disinneschiamo, vi prego, in ogni tradizione religiosa, la tentazione fondamentalista, ogni insinuazione a fare del fratello un nemico. Mentre tanti sono presi da antagonismi, da fazioni e giochi di parte, noi facciamo risuonare quel detto dell\u2019Imam Ali: \u201cLe persone sono di due tipi: o tuoi fratelli nella fede o tuoi simili nell\u2019umanit\u00e0\u201d. Non c\u2019\u00e8 un\u2019altra divisione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il sogno della terra futura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Popoli fratelli per sognare la pace. Ma il sogno della pace oggi si coniuga con un altro, il sogno della\u00a0<em>terra futura<\/em>.<br>\u00c8 l\u2019impegno per la cura del creato, per la casa comune che lasceremo ai giovani. Le religioni, coltivando un atteggiamento contemplativo e non predatorio, sono chiamate a porsi in ascolto dei gemiti della madre terra, che subisce violenza. Il caro fratello, il Patriarca Bartolomeo, qui presente, ci ha aiutato a maturare la consapevolezza che \u00abun crimine contro la natura \u00e8 un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio\u00bb (Discorso 8 novembre 1997, cit. in Lett. Enc.<em>Laudato s\u00ec<\/em>, 8).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ribadisco quanto la pandemia ci ha mostrato, ovvero che non possiamo restare sempre sani in un mondo malato. Negli ultimi tempi tanti si sono\u00a0<em>malati di dimenticanza<\/em>, dimenticanza di Dio e dei fratelli. Ci\u00f2 ha portato a una corsa sfrenata all\u2019autosufficienza individuale, deragliata in un\u2019avidit\u00e0 insaziabile, di cui la terra che calpestiamo porta le cicatrici, mentre l\u2019aria che respiriamo \u00e8 piena di sostanze tossiche e povera di solidariet\u00e0. Abbiamo cos\u00ec riversato sul creato l\u2019inquinamento del nostro cuore. In questo clima deteriorato, consola pensare che le medesime preoccupazioni e lo stesso impegno stiano maturando e diventando patrimonio comune di tante religioni. La preghiera e l\u2019azione possono riorientare il corso della storia. Coraggio, fratelli e sorelle! Abbiamo davanti agli occhi una visione, che \u00e8 la stessa di tanti giovani e uomini di buona volont\u00e0: la terra come casa comune, abitata da popoli fratelli. S\u00ec, sogniamo religioni sorelle e popoli fratelli! Religioni sorelle, che aiutino popoli a essere fratelli in pace, custodi riconciliati della casa comune del creato. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Grazie.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meno armi e pi\u00f9 cibo e vaccini, meno ipocrisia e pi\u00f9 trasparenza In un periodo intensissimo di riflessioni operative riguardanti la preparazione della COP 26 di Glasgow, l&#8217;incontro con i Movimenti popolari, la Settimana sociale dei cattolici a Taranto (in cui il papa cita Tonino Bello), e l&#8217;avvio del Sinodo (generale e nazionale), su cui ritorneremo, riporto, per ora, l&#8217;intervento bergogliano a conclusione dell&#8217;Incontro di preghiera per la pace, promosso dalla Comunit\u00e0 di s. Egidio, gioved\u00ec 7 ottobre 2021, dal titolo\u00a0&#8220;\u00a0Popoli fratelli, terra futura, religioni e culture in dialogo\u00a0(s.p.) 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