{"id":18376,"date":"2021-06-28T06:41:47","date_gmt":"2021-06-28T06:41:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=18376"},"modified":"2021-06-28T06:41:50","modified_gmt":"2021-06-28T06:41:50","slug":"occorre-ripartire-dalla-pace-non-possiamo-continuare-a-fabbricare-armi-zizzania-planetaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=18376","title":{"rendered":"Occorre ripartire dalla pace! Non possiamo continuare a fabbricare armi, zizzania planetaria"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/papa-francesco-udienza-generale-1024x696.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8440\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E&#8217; in libreria\u00a0<em>Papa Francesco, Dio e il mondo che verr\u00e0<\/em>, il libro-intervista di Papa Francesco in conversazione con il vaticanista Domenico Agasso (Edizioni Piemme-LEV, 2021). Nel capitolo ottavo, in particolare, il papa parla delle armi e delle spese militari come &#8220;zizzania planetaria&#8221;, invoca\u00a0 la cultura della nonviolenza e invita alla riconversione delle fabbriche d&#8217;armi. Qui solo un breve estratto\u00a0 <em>(s.p.).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Santit\u00e0, oggi quali urgenze intravede?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8220;<em>Non possiamo pi\u00f9 accettare inerti le diseguaglianze e i dissesti nell\u2019ambiente<\/em>. La via per la salvezza dell\u2019umanit\u00e0 passa attraverso il ripensamento di un nuovo modello di sviluppo, che ponga come indiscutibile la convivenza tra i popoli in armonia con il Creato. Consapevoli che ogni azione individuale non resta isolata, nel bene o nel male, ma ha conseguenze per gli altri, perch\u00e9 tutto \u00e8 connesso. Tutto! Cambiando&nbsp;<em>gli stili di vita<\/em>&nbsp;che costringono milioni di persone, soprattutto bambini, alla morsa della fame, potremo condurre un\u2019esistenza pi\u00f9 austera che renderebbe possibile una ripartizione equa delle risorse. Non significa diminuire diritti ad alcuni per un\u2019equiparazione verso il basso, ma dare maggiori e pi\u00f9 ampi diritti a coloro ai quali non vengono riconosciuti e tutelati&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scorge segni incoraggianti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8220;Oggi stanno gi\u00e0 tentando di promuovere queste nozioni e operazioni&nbsp;<em>vari movimenti popolari&nbsp;<\/em>\u201cdal basso\u201d, ma anche&nbsp;<em>alcune istituzioni e associazioni<\/em>. Provano a concretizzare un modo nuovo di guardare la nostra Casa comune: non pi\u00f9 come un magazzino di risorse da sfruttare, ma un giardino sacro da amare e rispettare, attraverso comportamenti sostenibili. E poi, c\u2019\u00e8 una presa di coscienza tra i giovani, in particolare nei&nbsp;<em>movimenti ecologisti&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa pensa della finanza e del rapporto con le amministrazioni pubbliche?&nbsp;&#8220;<strong>Credo che se si riuscir\u00e0 a sanarla dalla mentalit\u00e0 speculativa dominante e ristabilirla con un\u2019\u201danima\u201d, secondo criteri di equit\u00e0, si potr\u00e0 intanto puntare all\u2019obiettivo di ridurre il divario tra chi ha accesso al credito e chi no. E se un giorno non troppo lontano ci saranno i presupposti per cui ogni operatore investir\u00e0 seguendo principi etici e responsabili, si otterr\u00e0 il risultato di&nbsp;<em>limitare il supporto a imprese dannose per l\u2019ambiente e per la pace.<\/em><\/strong><br><strong>Nello stato in cui versa l\u2019umanit\u00e0, diventa scandaloso finanziare ancora industrie che non contribuiscono all\u2019inclusione degli esclusi e alla promozione degli ultimi, e che penalizzano il bene comune inquinando il Creato. Sono i quattro criteri per scegliere quali imprese sostenere:<\/strong><strong><em>inclusione degli esclusi, promozione degli ultimi, bene comune e cura del Creato&#8230;.<\/em><br><\/strong><strong>Ci\u00f2 che sta avvenendo pu\u00f2 risvegliare tutti. \u00c8 tempo di rimuovere le ingiustizie sociali e le emarginazioni. Se cogliamo la prova come un\u2019opportunit\u00e0, possiamo preparare il domani all\u2019insegna della fratellanza umana, a cui non c\u2019\u00e8 alternativa, perch\u00e9 senza una visione d\u2019insieme non ci sar\u00e0 futuro per nessuno. Mettendo a frutto questa lezione, i leader delle nazioni, insieme a chi ha responsabilit\u00e0 sociali, possono guidare i popoli della Terra verso un avvenire pi\u00f9 florido e fraterno&#8230;. Teniamo tutti bene a mente che c\u2019\u00e8 qualcosa di peggio di questa crisi: il dramma di sprecarla. Da una crisi non si esce uguali: o usciamo migliori o usciamo peggiori&#8221;&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concretamente da dove si potrebbe cominciare?&nbsp;<strong>&#8220;Dalla fine immediata e globale dei conflitti che ancora insanguinano troppe regioni. La pace!&#8230; Non potremo guarire senza la pace&#8230;<br><\/strong><strong>Non \u00e8 pi\u00f9 sopportabile che si continuino a fabbricare e trafficare armi, spendendo ingenti capitali che dovrebbero essere usati per curare le persone, salvare vite. Oggi alle spese militari si destinano somme assurde&#8230; Non si pu\u00f2 pi\u00f9 far finta che non si sia insinuato un circolo drammaticamente vizioso tra violenze armate, povert\u00e0 e sfruttamento dissennato e indifferente dell\u2019ambiente. \u00c8 un ciclo che impedisce la riconciliazione, alimenta le violazioni dei diritti umani e ostacola lo sviluppo sostenibile.<br><\/strong><strong>Contro questa zizzania planetaria che sta soffocando sul nascere il futuro dell\u2019umanit\u00e0 serve un\u2019azione politica frutto di concordia internazionale. UI conflitti non si risolvono attraverso la guerra, ma superando rivalit\u00e0 e antagonismi&#8230; Fraternamente uniti, gli esseri umani sono in grado di affrontare le minacce comuni, senza pi\u00f9 controproducenti recriminazioni reciproche, strumentalizzazioni di problemi, nazionalismi miopi, propagande di chiusure, isolazionismi e altre forme di egoismo politico&#8221;.<br><\/strong>A proposito delle industrie militari c&#8217;\u00e8 chi dice che un loro ridimensionamento provocherebbe perdita di occupazione: come si potrebbe risolvere questo potenziale paradosso?<strong>&#8220;E&#8217; stato bello sapere che, mentre mancavano ventilatori polmonari, alcune aziende di armi in Italia hanno cambiato la produzione, realizzando quel materiale&nbsp; di bene comune di cui c&#8217;era urgente necessit\u00e0. E&#8217; questa la strada: la creativit\u00e0. Spesso si genera solo degli allarmi, ma pu\u00f2 diventare un metodo politico e imprenditoriale&#8221;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; in libreria\u00a0Papa Francesco, Dio e il mondo che verr\u00e0, il libro-intervista di Papa Francesco in conversazione con il vaticanista Domenico Agasso (Edizioni Piemme-LEV, 2021). Nel capitolo ottavo, in particolare, il papa parla delle armi e delle spese militari come &#8220;zizzania planetaria&#8221;, invoca\u00a0 la cultura della nonviolenza e invita alla riconversione delle fabbriche d&#8217;armi. Qui solo un breve estratto\u00a0 (s.p.). Santit\u00e0, oggi quali urgenze intravede?&nbsp; &#8220;Non possiamo pi\u00f9 accettare inerti le diseguaglianze e i dissesti nell\u2019ambiente. 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