{"id":17920,"date":"2021-02-26T07:10:29","date_gmt":"2021-02-26T07:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=17920"},"modified":"2021-02-26T07:10:34","modified_gmt":"2021-02-26T07:10:34","slug":"ripensare-il-mondo-con-la-cura-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=17920","title":{"rendered":"Ripensare il mondo con la cura della pace"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ogni  anno il papa riceve il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa  Sede. L&#8217;ha fatto anche quest&#8217;anno, l&#8217;8 febbraio scorso, offrendo una  riflessione planetaria di rilievo, coniugando le crisi in atto  (sanitaria, economica, ecologica, politica, antropologica,\u00a0 educativa)\u00a0 citando anche  Dante Alighieri. Facendo moltissimi lunghi tagli, viene qui proposta una sintesi estrema (s.p.)\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Papa-Francesco1-1024x680.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13489\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em> <br><\/em><strong>Il volto di un mondo malato<\/strong>\u00a0[&#8230;] L&#8217;anno da poco conclusosi ha lasciato dietro a s\u00e9 un carico di paura,  sconforto e disperazione, insieme con molti lutti. Esso ha posto le  persone in una spirale di distacco e di sospetto reciproco e ha spinto  gli Stati a erigere barriere. Il mondo interconnesso a cui eravamo  abituati ha ceduto il passo ad un mondo nuovamente frammentato e diviso.  Ciononostante, le ricadute della pandemia sono davvero globali, sia  perch\u00e9 essa coinvolge di fatto tutta l\u2019umanit\u00e0 e i Paesi del mondo, sia  perch\u00e9 incide su molteplici aspetti della nostra vita, contribuendo ad  aggravare \u00abcrisi tra loro fortemente interrelate, come quelle climatica,  alimentare, economica e migratoria\u00bb.\u00a0  Alla luce di questa considerazione, ho ritenuto opportuno dare vita  alla <em><strong>Commissione Vaticana Covid-19,<\/strong><\/em> con lo scopo di coordinare la  risposta della Santa Sede e della Chiesa alle sollecitazioni giunte  dalle diocesi di tutto il mondo, per far fronte all\u2019emergenza sanitaria e  alle necessit\u00e0 che la pandemia ha fatto emergere.\u00a0 Fin dall\u2019inizio \u00e8 parso infatti evidente che la pandemia avrebbe  inciso notevolmente sullo stile di vita cui eravamo abituati, facendo  venire meno comodit\u00e0 e certezze consolidate. Essa ci ha messo in crisi,  mostrandoci <strong>il volto di un mondo malato non solo a causa del virus, ma  anche nell\u2019ambiente, nei processi economici e politici, e pi\u00f9 ancora nei  rapporti umani<\/strong>. Ha messo in luce i rischi e le conseguenze di un modo  di vivere dominato da egoismo e cultura dello scarto e ci ha posto  davanti un\u2019alternativa: continuare sulla strada finora percorsa o  intraprendere un nuovo cammino. Vorrei allora soffermarmi su alcune delle crisi provocate o  evidenziate dalla pandemia, guardando nel contempo alle opportunit\u00e0 che  da esse derivano per edificare un mondo pi\u00f9 umano, giusto, solidale e  pacifico.  <strong>Diritto alla cura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pandemia ci ha rimesso potentemente dinanzi a due dimensioni \nineludibili dell\u2019esistenza umana:<strong> la malattia e la morte<\/strong>. Proprio per \nquesto richiama il valore della vita, di ogni singola vita umana e della\n sua dignit\u00e0, in ogni istante del suo itinerario terreno, dal \nconcepimento nel grembo materno fino alla sua fine naturale. Purtroppo, \nduole constatare che, con il pretesto di garantire presunti diritti \nsoggettivi, un numero crescente di legislazioni nel mondo appare \nallontanarsi dal dovere imprescindibile di tutelare la vita umana in \nogni sua fase. \nLa pandemia ci ricorda pure <strong>il diritto alla cura<\/strong>, di cui ogni essere \numano \u00e8 destinatario, come ho evidenziato anche nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1 gennaio scorso.\n \u00ab<em>Ogni persona umana \u2013 infatti \u2013 \u00e8 un fine in s\u00e9 stessa, mai \nsemplicemente uno strumento da apprezzare solo per la sua utilit\u00e0, ed \u00e8 \ncreata per vivere insieme nella famiglia, nella comunit\u00e0, nella societ\u00e0,\n dove tutti i membri sono uguali in dignit\u00e0. \u00c8 da tale dignit\u00e0 che \nderivano i diritti umani, come pure i doveri, che richiamano ad esempio \nla responsabilit\u00e0 di accogliere e soccorrere i poveri, i malati, gli \nemarginati<\/em>\u00bb.&nbsp; <strong>Se si sopprime il diritto alla vita dei pi\u00f9 deboli, come si potranno garantire con efficacia tutti gli altri diritti?&nbsp; <\/strong>In\n questa prospettiva, rinnovo il mio appello affinch\u00e9 ad ogni \npersona umana siano offerte le cure e l\u2019assistenza di cui abbisogna. A \ntal fine, \u00e8 indispensabile che quanti hanno responsabilit\u00e0 politiche e \ndi governo si adoperino per favorire innanzitutto l\u2019accesso universale \nall\u2019assistenza sanitaria di base, incentivando pure la creazione di \npresidi medici locali e di strutture sanitarie confacenti alle reali \nesigenze della popolazione, nonch\u00e9 la disponibilit\u00e0 di terapie e \nfarmaci. Non pu\u00f2 essere infatti la logica del profitto a guidare un \ncampo cos\u00ec delicato quale quello dell\u2019assistenza sanitaria e della cura [&#8230;].&nbsp; La pandemia ci ha mostrato \nche<strong> nessuno \u00e8 un\u2019isola,<\/strong> evocando la celebre espressione del poeta \ninglese John Donne, e che \u00ab<strong>la morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, \nperch\u00e9 io sono parte dell\u2019umanit\u00e0<\/strong>\u00bb. [&#8230;]. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Economia di sfruttamento e di scarto<\/strong><br>L\u2019obiettivo di contenimento del coronavirus ha spinto molti governi \nad adottare misure restrittive della libert\u00e0 di circolazione, che hanno \ncomportato, per diversi mesi, la chiusura di esercizi commerciali e il \ngenerale rallentamento delle attivit\u00e0 produttive, con gravi ricadute \nsulle imprese, soprattutto quelle medio-piccole, sull\u2019occupazione e \nconseguentemente sulla vita delle famiglie e d\u2019intere fasce della \nsociet\u00e0, particolarmente quelle pi\u00f9 deboli.&nbsp;<strong> La crisi economica che ne \u00e8 conseguita ha messo in evidenza un altro \nmorbo che colpisce il nostro tempo: quello di un\u2019economia basata sullo \nsfruttamento e sullo scarto sia delle persone sia delle risorse \nnaturali. Ci si \u00e8 dimenticati troppo spesso della solidariet\u00e0 e degli \naltri valori che consentono all\u2019economia di essere al servizio dello \nsviluppo umano integrale, anzich\u00e9 di interessi particolari, e si \u00e8 persa\n di vista la valenza sociale dell\u2019attivit\u00e0 economica e la destinazione \nuniversale dei beni e delle risorse.<\/strong><strong>&nbsp; L\u2019attuale crisi \u00e8 allora l\u2019occasione propizia per ripensare il \nrapporto fra la persona e l\u2019economia. Serve una sorta di \u201cnuova \nrivoluzione copernicana\u201d che riponga l\u2019economia a servizio dell\u2019uomo e \nnon viceversa, \u00abiniziando a studiare e praticare un\u2019economia diversa, \nquella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non\n disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda\u00bb<\/strong>.&nbsp;  \n[&#8230;]<strong>&nbsp; In molte parti del mondo, la crisi ha interessato soprattutto quanti \nlavorano nei settori informali, i quali sono stati i primi a vedere \nscomparire i propri mezzi di sussistenza<\/strong>. Vivendo al di fuori dei \nmargini dell\u2019economia formale, non hanno neanche accesso agli \nammortizzatori sociali, comprese l\u2019assicurazione contro la \ndisoccupazione e l\u2019assistenza sanitaria. Cos\u00ec, spinti dalla \ndisperazione, tanti hanno cercato altre forme di reddito, esponendosi ad\n essere sfruttati mediante il lavoro nero o forzato, la prostituzione e \nvarie attivit\u00e0 criminali, tra cui la tratta delle persone. Al contrario, ogni essere umano ha diritto \u2013 ha diritto! \u2013 e \ndev\u2019essere messo in condizioni di ottenere \u00abi mezzi indispensabili e \nsufficienti per un dignitoso tenore di vita\u00bb [&#8230;]. \n<strong>Condonare o ridurre il debito<br><\/strong><strong>La congiuntura che stiamo attraversando sia analogamente di stimolo \nper condonare, o perlomeno ridurre, <em>il debito <\/em>che grava sui Paesi pi\u00f9 \npoveri e che di fatto ne impedisce il recupero e il pieno sviluppo.<\/strong><strong>&nbsp; Lo scorso anno ha visto pure un ulteriore aumento dei migranti, i \nquali, complice la chiusura dei confini, sono dovuti ricorrere a \npercorsi sempre pi\u00f9 pericolosi. Il flusso massiccio ha peraltro \nincontrato una crescita del numero dei respingimenti illegali, spesso \nattuati per impedire ai migranti di chiedere asilo, in violazione del \nprincipio di non-respingimento (<em>non-refoulement<\/em>). Molti vengono \nintercettati e rimpatriati in campi di raccolta e di detenzione, dove \nsubiscono torture e violazioni dei diritti umani, quando non trovano la \nmorte attraversando mari e altri confini naturali. <br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I corridoi umanitari,<\/strong> implementati nel corso degli ultimi anni, \ncontribuiscono certamente ad affrontare alcune delle suddette \nproblematiche, salvando numerose vite. Tuttavia, la portata della crisi \nrende sempre pi\u00f9 urgente affrontare alla radice le cause che spingono a \nmigrare, come pure esige uno sforzo comune per sostenere i Paesi di \nprima accoglienza, che si fanno carico dell\u2019obbligo morale di salvare \nvite umane. Al riguardo, si attende con interesse la negoziazione del \n<strong>Nuovo Patto dell\u2019Unione Europea sulla migrazione e l\u2019asilo<\/strong>, pur \nosservando che politiche e meccanismi concreti non funzioneranno se non \nsaranno sostenuti dalla necessaria volont\u00e0 politica e dall\u2019impegno di \ntutte le parti in causa, compresi la societ\u00e0 civile e i migranti stessi.\n <strong>Politica, democrazia, stato di diritto<\/strong> \nLe criticit\u00e0 che ho fin qui evocato pongono in rilievo una crisi ben \npi\u00f9 profonda, che in qualche modo sta alla radice delle altre, la cui \ndrammaticit\u00e0 \u00e8 stata posta in luce proprio dalla pandemia.<strong> \u00c8 la crisi \ndella politica, <\/strong>che da tempo sta investendo molte societ\u00e0 e i cui \nlaceranti effetti sono emersi durante la pandemia. Uno dei fattori emblematici di tale crisi \u00e8 la crescita delle \ncontrapposizioni politiche e la difficolt\u00e0, se non addirittura \nl\u2019incapacit\u00e0, di ricercare soluzioni comuni e condivise ai problemi che \naffliggono il nostro pianeta. \u00c8 una tendenza a cui si assiste ormai da \ntempo e che si diffonde sempre pi\u00f9 anche in Paesi di antica tradizione \ndemocratica. [&#8230;] <strong>La democrazia<\/strong> si basa sul rispetto reciproco, sulla possibilit\u00e0 di \ntutti di concorrere al bene della societ\u00e0 e sulla considerazione che \nopinioni differenti non solo non minano il potere e la sicurezza degli \nStati, ma, in un confronto onesto, arricchiscono vicendevolmente e \nconsentono di trovare soluzioni pi\u00f9 adeguate ai problemi da affrontare. \n<strong>Il processo democratico richiede che si persegua un cammino di dialogo \ninclusivo, pacifico, costruttivo e rispettoso fra tutte le componenti \ndella societ\u00e0 civile in ogni citt\u00e0 e nazione. Gli avvenimenti che, pur \nin modi e in contesti diversi, hanno caratterizzato l\u2019ultimo anno da \noriente a occidente, anche \u2013 ripeto \u2013 in Paesi di lunga tradizione \ndemocratica, dicono quanto sia ineludibile questa sfida e come non ci si\n possa esimere dall\u2019obbligo morale e sociale di affrontarla con \natteggiamento positivo. Lo sviluppo di una coscienza democratica esige \nche si superino i personalismi e prevalga il rispetto dello stato di \ndiritto. Il diritto \u00e8 infatti il presupposto indispensabile per \nl\u2019esercizio di ogni potere e deve essere garantito dagli organi preposti\n indipendentemente dagli interessi politici dominanti [&#8230;]. <br><\/strong><br><strong>Disarmo per una vita ricca di senso <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei segni della crisi della politica \u00e8 proprio la reticenza che \nspesso si verifica ad intraprendere percorsi di riforma. [&#8230;].<strong>&nbsp; Ad ogni modo non mancano comunque segni incoraggianti, quale \nl\u2019entrata in vigore, alcuni giorni fa, del Trattato per la Proibizione \ndelle Armi Nucleari, come pure l\u2019estensione per un ulteriore quinquennio\n del Nuovo Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche (il \ncosiddetto <em>New START<\/em>) fra la Federazione Russa e gli Stati Uniti d\u2019America. D\u2019altronde, come ho ribadito anche nella recente Enciclica <em> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Fratelli tutti<\/a><\/em>,\n \u00abse si prendono in considerazione le principali minacce alla pace e \nalla sicurezza con le loro molteplici dimensioni in questo mondo \nmultipolare del XXI secolo, non pochi dubbi emergono circa \nl\u2019inadeguatezza della deterrenza nucleare a rispondere efficacemente a \ntali sfide\u00bb.&nbsp;\n Non \u00e8 infatti \u00absostenibile un equilibro basato sulla paura, quando esso\n tende di fatto ad aumentare la paura e a minare le relazioni di fiducia\n fra i popoli\u00bb. <\/strong><strong>&nbsp; Lo sforzo nell\u2019ambito del disarmo e della non proliferazione degli \narmamenti nucleari, che, pur tra difficolt\u00e0 e reticenze, occorre \nintensificare, dovrebbe essere egualmente condotto riguardo alle armi \nchimiche e nei confronti delle armi convenzionali. <em>Troppe armi ci sono nel mondo!<\/em>\n \u00ab<em>Giustizia, saggezza ed umanit\u00e0 domandano che venga arrestata la corsa \nagli armamenti [e che] si riducano simultaneamente e reciprocamente gli \narmamenti gi\u00e0 esistenti<\/em>\u00bb, affermava nel 1963 San Giovanni XXIII.&nbsp;\n E, mentre con il pullulare delle armi aumenta la violenza ad ogni \nlivello e vediamo intorno a noi un mondo lacerato da guerre e divisioni,\n sentiamo crescere sempre pi\u00f9 l\u2019esigenza di pace, di una pace che \u00abnon \u00e8\n solo assenza di guerra, ma \u00e8 vita ricca di senso, impostata e vissuta \nnella realizzazione personale e nella condivisione fraterna con gli \naltri\u00bb<\/strong>.  \n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[&#8230;]&nbsp; <strong>Uscire dalla catastrofe educativa<\/strong>Nell\u2019avviarmi verso la conclusione delle mie considerazioni, desidero\n soffermarmi ancora su un\u2019ultima crisi, che, fra tutte, \u00e8 forse la pi\u00f9 \ngrave: la <em>crisi dei rapporti umani<\/em>, espressione di una generale<strong> <em>crisi antropologica<\/em>,\n <\/strong>che riguarda la concezione stessa della persona umana e la sua dignit\u00e0 \ntrascendente.&nbsp; La pandemia, che ci ha costretto a lunghi mesi di \nisolamento e spesso\n di solitudine, ha fatto emergere la necessit\u00e0 che ogni persona ha di \navere rapporti umani. Penso anzitutto agli <strong>studenti,<\/strong> che non sono potuti\n andare regolarmente a scuola o all\u2019universit\u00e0. \u00abOvunque si \u00e8 cercato di\n attivare una rapida risposta attraverso le piattaforme educative \ninformatiche, le quali hanno mostrato non solo una marcata disparit\u00e0 \ndelle opportunit\u00e0 educative e tecnologiche, ma anche che, a causa del \nconfinamento e di tante altre carenze gi\u00e0 esistenti, molti bambini e \nadolescenti sono rimasti indietro nel naturale processo di sviluppo \npedagogico\u00bb.\n Inoltre, l\u2019aumento della didattica a distanza ha comportato pure una \nmaggiore dipendenza dei bambini e degli adolescenti da internet e in \ngenere da forme di comunicazione virtuali, rendendoli peraltro pi\u00f9 \nvulnerabili e sovraesposti alle attivit\u00e0 criminali online. \n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assistiamo a una sorta di<strong> \u201ccatastrofe educativa<\/strong>\u201d davanti alla quale non\n si pu\u00f2 rimanere inerti, per il bene delle future generazioni e \ndell\u2019intera societ\u00e0. \u00abOggi c\u2019\u00e8 bisogno di una rinnovata stagione di \nimpegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della societ\u00e0\u00bb, poich\u00e9 <strong>l\u2019educazione \u00e8 \u00abil naturale antidoto alla cultura \nindividualistica, che a volte degenera in vero e proprio culto dell&#8217;io e\n nel primato dell\u2019indifferenza. Il nostro futuro non pu\u00f2 essere la \ndivisione, l\u2019impoverimento delle facolt\u00e0 di pensiero e d\u2019immaginazione, \ndi ascolto, di dialogo e di mutua comprensione<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno il papa riceve il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. L&#8217;ha fatto anche quest&#8217;anno, l&#8217;8 febbraio scorso, offrendo una riflessione planetaria di rilievo, coniugando le crisi in atto (sanitaria, economica, ecologica, politica, antropologica,\u00a0 educativa)\u00a0 citando anche Dante Alighieri. Facendo moltissimi lunghi tagli, viene qui proposta una sintesi estrema (s.p.)\u00a0 Il volto di un mondo malato\u00a0[&#8230;] L&#8217;anno da poco conclusosi ha lasciato dietro a s\u00e9 un carico di paura, sconforto e disperazione, insieme con molti lutti. Esso ha posto le persone in una spirale di distacco e di sospetto reciproco e ha spinto gli Stati a erigere barriere. 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