{"id":17589,"date":"2020-11-23T21:31:53","date_gmt":"2020-11-23T21:31:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=17589"},"modified":"2020-11-26T23:08:42","modified_gmt":"2020-11-26T23:08:42","slug":"il-perdono-sociale-e-politico-e-il-superamento-dei-conflitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=17589","title":{"rendered":"Il perdono sociale e politico e il superamento dei conflitti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fratelli tutti<\/em>. Dopo aver proposto i paragrafi riguardanti il tema della guerra e del disarmo (256-262), leggiamo ora quelli riguardanti il perdono e la riconciliazione che il papa, qui ma anche altrove, collega alle esperienze sudafricane, africane in generale e sudamericane, di riconciliazione nella verit\u00e0 e nella giustizia o di gestione nonviolenta dei conflitti Siamo sempre nel capitolo settimo &#8220;Percorsi di un nuovo incontro&#8221;, in particolare nel sottocapitolo &#8220;ll valore e il significato del perdono&#8221; . Per semplificare non vengono citate le note <em>(s.p.).&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Papa-Francesco1-1024x680.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13489\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>241.&nbsp; Non si tratta di proporre un perdono rinunciando ai propri diritti davanti a un potente corrotto,a un criminale o a qualcuno che degrada la nostra dignit\u00e0. Siamo chiamati ad amare tutti, senza eccezioni, per\u00f2 amare un oppressore non significa consentire che continui ad essere tale; e neppure fargli pensare che ci\u00f2 che fa \u00e8 accettabile. Al contrario, il modo buono di amarlo \u00e8 cercare in vari modi di farlo smettere di opprimere, \u00e8 togliergli quel potere che non sa usare e che lo deforma come essere umano. Perdonare non vuol dire permettere che continuino a calpestare la dignit\u00e0 propria e altrui, o lasciare che un criminale continui a delinquere. Chi patisce ingiustizia deve difendere con forza i diritti suoi e della sua famiglia, proprio perch\u00e9 deve custodire la dignit\u00e0 che gli \u00e8 stata data, una dignit\u00e0 che Dio ama. Se un delinquente ha fatto del male a me o a uno dei miei cari, nulla mi vieta di esigere giustizia e di adoperarmi affinch\u00e9 quella persona \u2013 o qualunque altra \u2013 non mi danneggi di nuovo n\u00e9 faccia lo stesso contro altri. Mi spetta farlo, e il perdono non solo non annulla questa necessit\u00e0 bens\u00ec la richiede.<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>242. Ci\u00f2 che conta \u00e8 non farlo per alimentare un\u2019ira che fa male all\u2019anima della persona eall\u2019anima del nostro popolo, o per un bisogno malsano di distruggere l\u2019altro scatenando una trafila di vendette. Nessuno raggiunge la pace interiore n\u00e9 si riconcilia con la vita in questa maniera. La verit\u00e0 \u00e8 che \u00abnessuna famiglia, nessun gruppo di vicini, nessuna etnia e tanto meno un Paese ha futuro, se il motore che li unisce, li raduna e copre le differenze \u00e8 la vendetta e l\u2019odio. Non<br>possiamo metterci d\u2019accordo e unirci per vendicarci, per fare a chi \u00e8 stato violento la stessa cosa che lui ha fatto a noi, per pianificare occasioni di ritorsione sotto forme apparentemente legali\u00bb. Cos\u00ec non si guadagna nulla e alla lunga si perde tutto.<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>243. Certo, \u00abnon \u00e8 un compito facile quello di superare l\u2019amara eredit\u00e0 di ingiustizie, ostilit\u00e0 ediffidenze lasciata dal conflitto. Si pu\u00f2 realizzare soltanto superando il male con il bene (cfr Rm12,21) e coltivando quelle virt\u00f9 che promuovono la riconciliazione, la solidariet\u00e0 e la pace\u00bb.In&nbsp;tal modo, \u00aba chi la fa crescere dentro di s\u00e9, la bont\u00e0 dona una coscienza tranquilla, una gioia<\/strong> <strong>profonda anche in mezzo a difficolt\u00e0 e incomprensioni. Persino di fronte alle offese subite, la bont\u00e0 non \u00e8 debolezza, ma vera forza, capace di rinunciare alla vendetta\u00bb. Occorre riconoscere nella propria vita che \u00abquel giudizio duro che porto nel cuore contro mio fratello o mia sorella,<br>quella ferita non curata, quel male non perdonato, quel rancore che mi far\u00e0 solo male, \u00e8 un pezzetto di guerra che porto dentro, \u00e8 un focolaio nel cuore, da spegnere perch\u00e9 non divampi in un incendio\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>244. Quando i conflitti non si risolvono ma si nascondono o si seppelliscono nel passato, ci sonosilenzi che possono significare il rendersi complici di gravi errori e peccati.<em>&nbsp;Invece la vera riconciliazione non rifugge dal conflitto, bens\u00ec si ottiene nel conflitto, superandolo attraverso il dialogo e la trattativa trasparente, sincera e paziente<\/em>. La lotta tra diversi settori, \u00abquando si astenga dagli atti di inimicizia e dall\u2019odio vicendevole, si trasforma a poco a poco in una onesta discussione, fondata nella ricerca della giustizia\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>245. Pi\u00f9 volte ho proposto \u00abun principio che \u00e8 indispensabile per costruire l\u2019amicizia sociale:l\u2019unit\u00e0 \u00e8 superiore al conflitto. [\u2026] Non significa puntare al sincretismo, n\u00e9 all\u2019assorbimento di uno nell\u2019altro, ma alla risoluzione su di un piano superiore che conserva in s\u00e9 le preziose potenzialit\u00e0 delle polarit\u00e0 in contrasto\u00bb.[229] Sappiamo bene che \u00abogni volta che, come persone e comunit\u00e0, impariamo a puntare pi\u00f9 in alto di noi stessi e dei nostri interessi particolari, la comprensione e l\u2019impegno reciproci si trasformano [\u2026] in un ambito dove i conflitti, le tensioni e anche quelli che si sarebbero potuti considerare opposti in passato, possono raggiungere<em>&nbsp;un\u2019unit\u00e0 multiforme che genera nuova vita<\/em>\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>246. Da chi ha sofferto molto in modo ingiusto e crudele, non si deve esigere una specie di \u201cperdono sociale\u201d. La riconciliazione \u00e8 un fatto personale, e nessuno pu\u00f2 imporla all\u2019insieme di una societ\u00e0, anche quando abbia il compito di promuoverla. Nell\u2019ambito strettamente personale, con una decisione libera e generosa, qualcuno pu\u00f2 rinunciare ad esigere un castigo (cfr Mt 5,44-46), bench\u00e9 la societ\u00e0 e la sua giustizia legittimamente tendano ad esso. Tuttavia non \u00e8 possibile decretare una \u201criconciliazione generale\u201d, pretendendo di chiudere le ferite per decreto o di coprire le ingiustizie con un manto di oblio. Chi pu\u00f2 arrogarsi il diritto di perdonare in nome degli altri? \u00c8&nbsp;commovente vedere la capacit\u00e0 di perdono di alcune persone che hanno saputo andare al di l\u00e0<\/strong> <strong>del danno patito, ma \u00e8 pure umano comprendere coloro che non possono farlo.<em>&nbsp;In ogni caso, quello che mai si deve proporre \u00e8 il dimenticare.<\/em><br><br>247. La<em>&nbsp;Shoah<\/em>&nbsp;non va dimenticata. \u00c8 il \u00absimbolo di dove pu\u00f2 arrivare la malvagit\u00e0 dell\u2019uomo quando, fomentata da false ideologie, dimentica la dignit\u00e0 fondamentale di ogni persona, la quale merita rispetto assoluto qualunque sia il popolo a cui appartiene e la religione che professa\u00bb. Nel ricordarla, non posso fare a meno di ripetere questa preghiera: \u00abRicordati di noi nella tua misericordia. Dacci la grazia di vergognarci di ci\u00f2 che, come uomini, siamo stati capaci di fare, di<br>vergognarci di questa massima idolatria, di aver disprezzato e distrutto la nostra carne, quella che tu impastasti dal fango, quella che tu vivificasti col tuo alito di vita. Mai pi\u00f9, Signore, mai pi\u00f9!\u00bb.<br><\/strong><br><strong>248. Non vanno dimenticati i bombardamenti atomici a&nbsp;<em>Hiroshima e Nagasaki.<\/em>&nbsp;Ancora una volta \u00abfaccio memoria qui di tutte le vittime e mi inchino davanti alla forza e alla dignit\u00e0 di coloro che, essendo sopravvissuti a quei primi momenti, hanno sopportato nei propri corpi per molti anni le sofferenze pi\u00f9 acute e, nelle loro menti, i germi della morte che hanno continuato a consumare la loro energia vitale. [\u2026] Non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto accaduto, quella memoria che \u00e8 garanzia e stimolo per costruire un futuro pi\u00f9 giusto e fraterno\u00bb. E nemmeno vanno dimenticati<em>&nbsp;le persecuzioni, il traffico di schiavi e i massacri etnici&nbsp;<\/em>che sono avvenuti e avvengono in diversi Paesi, e tanti altri fatti storici che ci fanno vergognare di essere umani. Vanno ricordati sempre, sempre nuovamente, senza stancarci e senza anestetizzarci.<br><\/strong><br><strong>249. \u00c8 facile oggi cadere nella tentazione di voltare pagina dicendo che ormai \u00e8 passato molto tempo e che bisogna guardare avanti. No, per amor di Dio! Senza memoria non si va mai avanti, non si cresce senza&nbsp;<em>una memoria integra e luminosa<\/em>. Abbiamo bisogno di mantenere \u00abla fiamma della coscienza collettiva, testimoniando alle generazioni successive l\u2019orrore di ci\u00f2 che accadde\u00bb, che \u00abrisveglia e conserva in questo modo la memoria delle vittime, affinch\u00e9 la coscienza umana diventi sempre pi\u00f9 forte di fronte ad ogni volont\u00e0 di dominio e di distruzione\u00bb. Ne hanno bisogno le vittime stesse \u2013 persone, gruppi sociali o nazioni \u2013 per non cedere alla logica che porta<br>a giustificare la rappresaglia e ogni violenza in nome del grande male subito.&nbsp;<em>Per questo, non mi riferisco solo alla memoria degli orrori, ma anche al ricordo di quanti, in mezzo a un contesto avvelenato e corrotto, sono stati capaci di recuperare la dignit\u00e0 e con piccoli o grandi gesti hanno scelto la solidariet\u00e0, il perdono, la fraternit\u00e0. Fa molto bene fare memoria del bene.<br><\/em><\/strong><br><strong>250. Il perdono non implica il dimenticare. Diciamo piuttosto che quando c\u2019\u00e8 qualcosa che in nessun modo pu\u00f2 essere negato, relativizzato o dissimulato, tuttavia, possiamo perdonare. Quando c\u2019\u00e8 qualcosa che mai dev\u2019essere tollerato, giustificato o scusato, tuttavia, possiamo perdonare. Quando c\u2019\u00e8 qualcosa che per nessuna ragione dobbiamo permetterci di dimenticare, tuttavia, possiamo perdonare. Il perdono libero e sincero \u00e8 una grandezza che riflette l\u2019immensit\u00e0 del perdono divino. Se il perdono \u00e8 gratuito, allora si pu\u00f2 perdonare anche a chi stenta a pentirsi ed \u00e8 incapace di chiedere perdono.<br><br>251.&nbsp;<em>Quanti perdonano davvero non dimenticano, ma rinunciano ad essere dominati dalla stessa forza distruttiva che ha fatto loro del male. Spezzano il circolo vizioso, frenano l\u2019avanzare delle forze della distruzione. Decidono di non continuare a inoculare nella societ\u00e0 l\u2019energia della vendetta, che prima o poi finisce per ricadere ancora una volta su loro stessi.&nbsp;<\/em>Infatti, la vendetta non sazia mai veramente l\u2019insoddisfazione delle vittime. Ci sono crimini cos\u00ec orrendi e crudeli, che far soffrire chi li ha commessi non serve per sentire che si \u00e8 riparato il delitto; e nemmeno basterebbe uccidere il criminale, n\u00e9 si potrebbero trovare torture equiparabili a ci\u00f2 che ha potuto soffrire la vittima. La vendetta non risolve nulla.<br><\/strong><br><strong>252. Neppure stiamo parlando di impunit\u00e0. Ma la giustizia la si ricerca in modo adeguato solo per amore della giustizia stessa, per rispetto delle vittime, per prevenire nuovi crimini e in ordine a tutelare il bene comune, non come un presunto sfogo della propria ira.<em>&nbsp;Il perdono \u00e8 proprio quello che permette di cercare la giustizia senza cadere nel circolo vizioso della vendetta n\u00e9 nell\u2019ingiustizia di dimenticare.<\/em><br><\/strong><br><strong>253. Quando vi sono state ingiustizie da ambo le parti, va riconosciuto con chiarezza che possono non aver avuto la stessa gravit\u00e0 o non essere comparabili. La violenza esercitata da parte delle strutture e del potere dello Stato non sta allo stesso livello della violenza di gruppi particolari. In ogni caso, non si pu\u00f2 pretendere che vengano ricordate solamente le sofferenze ingiuste di una sola delle parti. Come hanno insegnato i Vescovi della Croazia, \u00abnoi dobbiamo ad ogni vittima innocente il medesimo rispetto. Non vi possono essere differenze  etniche, confessionali, nazionali o politiche\u00bb.254. Chiedo a Dio \u00abdi preparare i nostri cuori all\u2019incontro con i fratelli al di l\u00e0 delle differenze di idee, lingua, cultura, religione; di ungere tutto il nostro essere con l\u2019olio della sua misericordia che guarisce le ferite degli errori, delle incomprensioni, delle controversie; la grazia di inviarci con umilt\u00e0 e mitezza nei sentieri impegnativi ma fecondi della ricerca della pace\u00bb.<\/strong><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fratelli tutti. 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