{"id":16789,"date":"2020-05-29T10:05:07","date_gmt":"2020-05-29T10:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16789"},"modified":"2020-06-22T07:57:50","modified_gmt":"2020-06-22T07:57:50","slug":"mediterraneo-quanto-resta-della-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16789","title":{"rendered":"Mediterraneo &#8230;. Quanto resta della notte?"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"755\" height=\"491\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/don-Gianni-de-Robertis-4-755x491.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16790\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/don-Gianni-de-Robertis-4-755x491.jpg 755w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/don-Gianni-de-Robertis-4-755x491-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em> Don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes  <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi mesi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia COVID-19, tanti altri drammi, che pure continuano a consumarsi su questa nostra terra, sono rimasti ancora pi\u00f9  invisibili . <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come Fondazione Migrantes, insieme all\u2019accompagnamento di alcune fra le categorie pi\u00f9 colpite da questa crisi perch\u00e9 gi\u00e0 in condizioni di lavoro ed economiche precarie (le colf, i giostrai e i circensi, i Rom), abbiamo cercato di mantenere viva l\u2019attenzione su almeno due di questi drammi, firmando anche un documento insieme alle altre associazioni che fanno parte del tavolo asilo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. La condizione dei tanti stranieri senza titolo di soggiorno (si stima siano almeno 600.000) presenti nel nostro paese, persone senza diritti, condannati all\u2019invisibilit\u00e0, esposti allo sfruttamento lavorativo e di altro genere, e ora anche al contagio. Papa Francesco li ha ricordati pi\u00f9 volte in questi mesi, e anche il Cardinal Bassetti si \u00e8 pronunciato, proprio nei giorni in cui si discuteva in parlamento della norma per consentire l\u2019emersione dal lavoro nero e dalla irregolarit\u00e0. La legge approvata non corrisponde a quanto avevamo chiesto, e cio\u00e8   la   regolarizzazione   di   tutti   gli   \u201cinvisibili\u201d   presenti   sul   nostro   territorio, indipendentemente  dal  contratto  di  lavoro,  come  condizione  indispensabile  per  il riconoscimento della loro dignit\u00e0 e la tutela della salute loro e di tutti. Tuttavia \u00e8 un passo in questa direzione e permetter\u00e0 a molte migliaia di persone una vita pi\u00f9 giusta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. La condizione di tante persone che fuggono dalla guerra e dalla miseria e che continuano ad essere costrette ad affidarsi a trafficanti senza scrupoli perch\u00e9 non ci sono vie di fuga legali e sicure. Ad essere torturati e violentati nei campi di detenzione libici e a morire lungo il viaggio:  <em>\u201cLa catastrofe umanitaria pi\u00f9 grande dopo la seconda guerra mondiale\u201d <\/em> (Papa Francesco). E questo ormai come se fosse una cosa normale, inevitabile, senza un sussulto di umanit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sua visita a Lesbo del 16 aprile 2016 Papa Francesco diceva: <em>Oggi vorrei rinnovare un accorato appello alla responsabilit\u00e0 e alla solidariet\u00e0 di fronte a una situazione tanto drammatica. Molti profughi che si trovano su quest\u2019isola e in diverse parti della Grecia stanno vivendo in condizioni critiche, in un clima di ansia e di paura, a volte di disperazione per i disagi materiali e per l\u2019incertezza del futuro. Le preoccupazioni delle istituzioni e della gente, qui in Grecia come in altri Paesi d\u2019Europa, sono comprensibili e legittime. E tuttavia non bisogna mai dimenticare che i migranti, prima di essere numeri, sono persone, sono volti, nomi, storie. L\u2019Europa \u00e8 la patria dei diritti umani, e chiunque metta piede in terra europea dovrebbe poterlo sperimentare, cos\u00ec si render\u00e0 pi\u00f9 consapevole di doverli a sua volta rispettare e difendere. Purtroppo alcuni, tra cui molti bambini, non sono riusciti nemmeno ad arrivare: hanno perso la vita in mare, vittime di viaggi disumani e sottoposti alle angherie di vili aguzzini.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ancora: <em>Per essere veramente solidali con chi \u00e8 costretto a fuggire dalla propria terra, bisogna lavorare per rimuovere le cause di questa drammatica realt\u00e0: non basta limitarsi a inseguire l\u2019emergenza del momento, ma occorre sviluppare politiche di ampio respiro, non unilaterali. Prima di tutto \u00e8 necessario costruire la pace l\u00e0 dove la guerra ha portato distruzione e morte, e impedire che questo cancro si diffonda altrove. Per questo bisogna contrastare con fermezza la proliferazione e il traffico delle armi e le loro trame spesso occulte; vanno privati di ogni sostegno quanti perseguono progetti di odio e di violenza<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u200bColgo qui l\u2019occasione per ringraziarvi e per incoraggiarvi a continuare a denunciare l\u2019orrore della guerra, <em>fino a quando non  forgeremo le nostre spade in vomeri e le nostre lance in falci<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 la meta che dobbiamo avere sempre davanti, ma poi vanno individuati i passi possibili oggi e su cui cercare le convergenze pi\u00f9 ampie possibili: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Occorre moltiplicare le occasioni di ascolto e di incontro, perch\u00e9 impariamo a riconoscerci parte di una stessa umanit\u00e0. Giustamente qualcuno ha notato che fra il lasciar morire nel Mediterraneo i profughi e il lasciar morire i  vecchi , come cinicamente si \u00e8 fatto in alcuni paesi, il passo \u00e8 breve. Si tratta di esercitarci in quelle sei coppie di verbi che ci ha suggerito il Papa nel suo messaggio per la prossima GMMR. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;  Il prossimo 3 giugno saranno tolti i limiti agli spostamenti fra le regioni e con gli stati esteri, per favorire l\u2019afflusso dei turisti. I nostri porti resteranno vietati solo a quanti fuggono dalla morte? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Basta con la criminalizzazione delle navi delle ONG accusate di essere complici dei trafficanti e di attentare alla sicurezza del paese. Esse fanno quello che l\u2019Europa dovrebbe fare, garantire l\u2019accesso a un porto sicuro ai richiedenti asilo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il Mediterraneo finalmente non sia pi\u00f9 un grande cimitero ma  frontiera di pace , come recitava il titolo dell\u2019incontro di Bari del febbraio scorso. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes In questi mesi segnati dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia COVID-19, tanti altri drammi, che pure continuano a consumarsi su questa nostra terra, sono rimasti ancora pi\u00f9 invisibili . 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