{"id":16687,"date":"2020-04-30T12:21:23","date_gmt":"2020-04-30T12:21:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16687"},"modified":"2020-06-22T07:57:51","modified_gmt":"2020-06-22T07:57:51","slug":"nuovo-direttore-a-repubblica-pro-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16687","title":{"rendered":"Nuovo direttore a Repubblica pro Israele"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;atteggiamento pro Israele dell&#8217;ex direttore della Stampa \u00e8 cosa nota da tempo per chi si occupa di Palestina e dintorni. Non desta quindi meraviglia che Repubblica possa cominciare a pubblicare articoli dello stesso tono, anche perch\u00e9 non si \u00e8 mai distinta in passato nell&#8217;informare in modo pi\u00f9 equilibrato i propri lettori sul conflitto israelo-palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che sorprende, in epoca di fake news e di commissioni appositamente nominate per smascherarle, \u00e8 sapere che un cos\u00ec noto giornalista possa avere scritto un libro osannato da molti personaggi famosi ma costituito da lunghi brani simili ad un altro testo pubblicato precedentemente in lingua inglese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riportiamo di seguito \u00e8 uno dei numerosi articoli apparsi sul web negli anni passati, e mai ripreso da media pi\u00f9 diffusi nemmeno per darne una smentita ufficiale. Esso tratta dell&#8217;accusa di plagio che fu mossa a Maurizio Molinari in occasione dell&#8217;uscita del libro &#8220;La rinascita del califfato&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiss\u00e0 se la verit\u00e0 verr\u00e0 finalmente stabilita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">FD<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<strong><em>Perch\u00e9 un giornalista che copia \u00e8 osannato in Italia<\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se andate su Google News, con la parola&nbsp;<em>plagiarism<\/em>, troverete un\u2019infinit\u00e0 di casi attuali di plagio in varie parti del mondo, dei quali si discute. La vicenda pi\u00f9 recente, che fa scandalo, riguarda la scrittrice sudcoreana Shin Kyung-sook, che, scoperta,&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-asia-33234876\">ha ammesso di avere copiato abbondantemente,<\/a>&nbsp;in un suo racconto dell\u2019ormai lontano 1996,&nbsp;<em>Legend<\/em>, il romanzo&nbsp;<em>Patriotism<\/em>&nbsp;del giapponese Yukio Mishima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In America il problema del plagio tra gli studenti universitari \u00e8 un tema che preoccupa assai ed \u00e8 ampiamente discusso. Nell\u2019era di internet copiare \u00e8 facile, e la tentazione di farlo \u00e8 forte, ma \u00e8 altrettanto facile scoprire i casi di plagio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo gli universitari. Una firma e un volto celebre del giornalismo scritto e televisivo, Fareed Zakaria \u00e8 stato sospeso un paio d\u2019anni fa per un lungo periodo dalla Cnn e da Time dopo essere stato scoperto come abituale manipolatore di fatti e come<em>&nbsp;plagiarist<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il<em>&nbsp;fact checking&nbsp;<\/em>e il&nbsp;<em>double-checking<\/em>, la verifica dei fatti riportati in articoli e in libri, \u00e8 una buona pratica del giornalismo e dell\u2019editoria americana, anche per la tutela legale della testata e della casa editrice, ma ci\u00f2 nonostante sono abbastanza frequenti i casi di alterazione, invenzione e copiatura. Quando sono scoperti, sono guai per chi ci capita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte basta anche solo enfatizzare un resoconto giornalistico, per renderlo pi\u00f9 sexy, e si finisce nella gogna. \u00c8 quel che \u00e8 capitato alla star di NBC, Brian Williams, sospeso per sei mesi dalla conduzione del tg pi\u00f9 seguito d\u2019America NBC&nbsp;<em>Nightly News<\/em>&nbsp;per aver \u201cesagerato\u201d un suo reportage nella guerra in Iraq del 2003. Dodici anni dopo qualcuno se ne\u2019\u00e8 accorto, ed ecco la condanna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Germania, la ministro dell\u2019istruzione Annette Schavan si dimise nel 2013 in seguito all\u2019annullamento della sua tesi di dottorato, discussa una trentina d\u2019anni prima, da parte della sua universit\u00e0, Heinrich Heine, a Dusseldorf. Un blogger aveva scoperto che il testo conteneva almeno una sessantina di passaggi privi delle fonti ed evidentemente copiati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia? Si sa che nelle scuole e nelle universit\u00e0 il problema ha ormai dimensioni epidemiche. Ma se ne parla? Sembra di no. Perch\u00e9? Si pu\u00f2 ipotizzare, malignando, che, andando a frugare nel mondo accademico, si scoprirebbero chiss\u00e0 quante magagne. Idem in altri campi, in particolare in quello dei media.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Evidentemente copiare non \u00e8 considerato un misfatto, al massimo un peccato veniale. D\u2019altra parte, in nessun altro paese al mondo il corredo bibliografico nei libri, anche di studiosi stimati, \u00e8 spesso povero, sciatto, addirittura inesistente. E a chi segue la politica internazionale capita spesso di fare sobbalzi di meraviglia, leggendo le corrispondenze di pregiatissimi giornalisti di lungo corso che attingono a piene mani da altri giornali senza mai citarli. E dire che chiunque oggi va sui siti giornalistici di tutto il mondo e legge gli stessi articoli che leggono i giornalisti. Un tempo, se eri a New York, chi mai avrebbe saputo che prelevavi interi brani del NYT appropriandotene disinvoltamente? Quanti gloriosi corrispondenti della vecchia guardia lo facevano?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiss\u00e0 perch\u00e9, citare le fonti \u00e8 un problema, in Italia. Perch\u00e9 si darebbe l\u2019idea di fare giornalismo di \u201cseconda mano\u201d? Pu\u00f2 essere una spiegazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sta di fatto che nella cultura dominante nel nostro paese, anche quando si \u00e8 colti in fallo, si fa spallucce, e tutt\u2019intorno sono pressoch\u00e9 tutti solidali con il copione di turno. Casomai \u00e8 chi solleva il problema, \u00e8 un rompiscatole noioso da mettere subito a tacere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra trovare conferma, questa sensazione, nel totale silenzio seguito alle osservazioni puntuali e puntigliose di&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/califfato-del-terrore\/\">Nicola Perugini<\/a>&nbsp;a proposito dell\u2019ultimo libro di Maurizio Molinari,&nbsp;<em>Il califfato del terrore. Perch\u00e9 lo Stato Islamico minaccia l\u2019Occidente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un silenzio rotto, da quel che si vede finora nella Rete, solo da<a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/cultura\/il-califfato-del-terrore-molinari-e-quelle-strane-coincidenze_43675175922.htm\">&nbsp;Ranieri Salvadorini su Lettera 43<\/a>. Che scrive: \u201cLeggendo&nbsp;<em>Il Califfato del terrore<\/em>&nbsp;l\u2019antropologo Nicola Perugini ha subito notato curiose coincidenze tra il libro di Maurizio Molinari e il best seller di Jay Sekulow,&nbsp;<em>The Rise of Isis<\/em>.\u2028E ha fatto qualche verifica, rilevando passaggi \u2018eccessivamente simili\u2019. \u2028In molti hanno messo la faccia sul volume.&nbsp;<em>Il Califfato del terrore<\/em>&nbsp;\u00e8 il \u2018libro che in questo momento tutti dovremmo leggere\u2019 (Roberto Saviano, sulla sua pagina Facebook e sulla fascetta di copertina); \u2018un libro prezioso che ci aiuta a capire\u2019 (Paolo Gentiloni, ministro degli esteri); \u2018un libro davvero profondo\u2019 (Paolo Magri, direttore dell\u2019Istituto per gli Studi di politica internazionale); ma anche \u2018una guida importante e carica d\u2019informazioni'(Furio Colombo,&nbsp;<em>Il Fatto Quotidiano<\/em>).\u2028Il lavoro di&nbsp;<em>double-checking<\/em>&nbsp;(traduzione dall\u2019italiano all\u2019inglese per risalire alle fonti originali,&nbsp;<em>ndr<\/em>) fatto da Perugini, e pubblicato sul suo blog&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/\">Il lavoro culturale<\/a>, inizia a pagina 36 quando l\u2019antropologo avverte quello che definisce \u2018uno&nbsp;<em>scalino<\/em>&nbsp;nello stile di scrittura\u2019\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da aggiungere a quanto osserva Perugini \u2013 che mette a confronto i brani di Molinari e gli originali inglesi di Sekulow e del&nbsp;<em>Guardian<\/em>&nbsp;\u2013 la natura della fonte scelta dal giornalista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jay Alan Sekulow \u00e8 uno strano tipo, non \u00e8 semplicemente un esponente noto dell\u2019estrema destra statunitense, al quale difficilmente si potrebbe dare un qualche credito come studioso, sia pure di parte, del mondo islamico e dei recenti fenomeni come l\u2019Isis.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sekulow \u00e8 un fanatico<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appartiene a un movimento religioso-politico denominato&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.mjaa.org\/site\/PageServer?pagename=rd_messianicmovement_messianic_judaism\">Messianic Judaism<\/a>, che combina la credenza cristiana secondo cui Ges\u00f9 \u00e8 il Messia con alcune tradizioni ebraiche. Sia il Vecchio sia il nuovo Testamento sono considerate scritture basilari. Il movimento conta oltre 400 luoghi di culto negli Stati Uniti e un centinaio in Israele, dove la setta non \u00e8 considerata parte dell\u2019ebraismo ma \u00e8 tollerata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un ibrido religioso e politico in sintonia con le sette evangeliche americane del cosiddetto&nbsp;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Christian_Zionism\">Christian zionism<\/a>&nbsp;che sostengono con fervore lo stato d\u2019Israele in quanto baluardo della Terra sacra in vista del secondo ritorno di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono formazioni non marginali dell\u2019estrema destra americana, un mondo nel quale il fanatismo a sfondo religioso non resta nel perimetro della fede, ma intende influenzare le scelte del governo e della politica estera americana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sono oggi semplicemente i massimi nemici di Barack Obama, ma partecipano attivamente, e con tanti soldi, a una martellante campagna di odio e di discredito del presidente democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Personaggi come Sekulow non dovrebbero essere considerati fonti a cui ispirarsi \u2013 n\u00e9 apertamente n\u00e9 tanto meno di nascosto \u2013 a meno che non s\u2019intenda alimentare il dibattito italiano sull\u2019Islam attuale, anche nelle sue forme pi\u00f9 inquietanti, come l\u2019Isis, con la propaganda, e non con un\u2019informazione la pi\u00f9 ampia e analitica possibile, una propaganda per giunta mutuata dai peggiori figuri in circolazione nell\u2019estrema destra americana (negli Usa, peraltro, c\u2019\u00e8 solo l\u2019imbarazzo della scelta nell\u2019attingere a fonti di alto livello accademico e scientifico per orientarsi nella complessa situazione mediorientale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sciatteria e la compiacenza verso la sciatteria, compresa l\u2019accondiscendenza verso forme di plagio smaccato, non sono solo fenomeni eticamente reprensibili, ma alimentano anch\u2019essi un dibattito pubblico gi\u00e0 fortemente alterato da pregiudizi e stereotipi d\u2019ogni tipo, che a loro volta alimentano razzismo e xenofobia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guido Moltedo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<a href=\"https:\/\/ytali.com\/2015\/06\/24\/perche-un-giornalista-che-copia-e-osannato-in-italia\/\">https:\/\/ytali.com\/2015\/06\/24\/perche-un-giornalista-che-copia-e-osannato-in-italia\/<\/a>)<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;atteggiamento pro Israele dell&#8217;ex direttore della Stampa \u00e8 cosa nota da tempo per chi si occupa di Palestina e dintorni. 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