{"id":16583,"date":"2020-03-11T08:33:42","date_gmt":"2020-03-11T08:33:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16583"},"modified":"2020-06-22T07:57:52","modified_gmt":"2020-06-22T07:57:52","slug":"la-guerra-e-autentica-follia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16583","title":{"rendered":"La guerra \u00e8 autentica follia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Basta con l&#8217;ipocrisia di chi parla di pace e vende armi!&nbsp;<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Non c&#8217;\u00e8 pace senza disarmo e giustizia,&nbsp;senza dialogo e convivialit\u00e0<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<em>Un\nintervento di grande rilievo, quasi un&#8217;enciclica sulla pace!.\nDomenica 23 febbraio a Bari, nella basilica di San Nicola, il papa\nconclude&nbsp;<\/em><em><strong>l&#8217;incontro dei vescovi del Mediterraneo<\/strong><\/em><em>,\nuna sorta di Sinodo orientato a promuovere percorsi di pace,\ngiustizia e cura della terra. Per continuare operativamente\nl&#8217;incontro sono state previste alcune iniziative tra le quali&nbsp;<\/em>un\nprogetto di formazione alla pace&nbsp;<em>per i giovani mediterranei\nappartenenti a stati e popoli in conflitto tra loro nei Balcani, in\nTurchia, in Medio Oriente e in nord Africa (a supportarlo ci sono\nl&#8217;associazione Rondine di Arezzo, l&#8217;Universit\u00e0 cattolica di Milano e\nla Caritas italiana). Nel discorso bergogliano respirano parole e\ntematiche care a Giovanni XXIII, Giorgio La Pira e Tonino Bello.&nbsp;\nRiportiamo una sintesi (s.p.).&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"346\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/papa-francesco.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13702\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/papa-francesco.jpg 800w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/papa-francesco-300x130.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/papa-francesco-768x332.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n&#8230;Quando,\na suo tempo, il Cardinale Bassetti mi present\u00f2 l\u2019iniziativa, la\naccolsi subito con gioia, intravedendo in essa la possibilit\u00e0 di\navviare un processo di ascolto e di confronto, con cui contribuire\nall\u2019edificazione della pace in questa zona cruciale del mondo. Per\ntale ragione ho voluto essere presente e testimoniare il valore\ncontenuto nel nuovo paradigma di fraternit\u00e0 e collegialit\u00e0, di cui\nvoi siete espressione.&nbsp;<strong>Mi \u00e8 piaciuta quella parola che voi\navete aggiunto al dialogo:&nbsp;<\/strong><em><strong>convivialit\u00e0<\/strong><\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nTrovo\nsignificativa la scelta di tenere questo incontro nella&nbsp;<strong>citt\u00e0\ndi Bari,&nbsp;<\/strong>cos\u00ec importante per i legami che intrattiene con\nil Medio Oriente come con il continente africano, segno eloquente di\nquanto radicate siano le relazioni tra popoli e tradizioni diverse.\nLa diocesi di Bari, poi, da sempre tiene vivo il dialogo ecumenico e\ninterreligioso, adoperandosi instancabilmente a stabilire legami di\nreciproca stima e di fratellanza. Non \u00e8 un caso se proprio qui, un\nanno e mezzo fa \u2013 come ho detto \u2013 ho scelto di incontrare i\nresponsabili delle comunit\u00e0 cristiane del Medio Oriente, per un\nimportante momento di confronto e comunione, che aiutasse Chiese\nsorelle a camminare insieme e sentirsi pi\u00f9 vicine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nIn\nquesto particolare contesto, vi siete riuniti per riflettere sulla\nvocazione e le sorti del Mediterraneo, sulla trasmissione della fede\ne la promozione della pace. Il&nbsp;<em><strong>Mare nostrum<\/strong><\/em>\u00e8\nil luogo fisico e spirituale nel quale ha preso forma la nostra\ncivilt\u00e0, come risultato dell\u2019incontro di popoli diversi. Proprio\nin virt\u00f9 della sua conformazione, questo mare obbliga i popoli e le\nculture che vi si affacciano a una costante prossimit\u00e0, invitandoli\na fare memoria di ci\u00f2 che li accomuna e a rammentare che solo\nvivendo nella concordia possono godere delle opportunit\u00e0 che questa\nregione offre dal punto di vista delle risorse, della bellezza del\nterritorio, delle varie tradizioni umane.&nbsp; Ai nostri giorni,\nl\u2019importanza di tale area non \u00e8 diminuita in seguito alle\ndinamiche determinate dalla globalizzazione; al contrario,\nquest\u2019ultima ha accentuato il ruolo del Mediterraneo, quale\ncrocevia di interessi e vicende significative dal punto di vista\nsociale, politico, religioso ed economico. Il Mediterraneo rimane una\nzona strategica, il cui equilibrio riflette i suoi effetti anche\nsulle altre parti del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nSi\npu\u00f2 dire che le sue dimensioni siano inversamente proporzionali alla\nsua grandezza, la quale porta a paragonarlo, pi\u00f9 che a un oceano, a\nun lago, come gi\u00e0 fece&nbsp;<strong>Giorgio La Pira.&nbsp;<\/strong>Definendolo&nbsp;\u201c<strong>il\ngrande lago di Tiberiade<\/strong>\u201d, egli sugger\u00ec un\u2019analogia tra il\ntempo di Ges\u00f9 e il nostro, tra l\u2019ambiente in cui Lui si muoveva e\nquello in cui vivono i popoli che oggi lo abitano. E come Ges\u00f9 oper\u00f2\nin un contesto eterogeneo di culture e credenze, cos\u00ec noi ci\ncollochiamo in un quadro poliedrico e multiforme, lacerato da\ndivisioni e diseguaglianze, che ne aumentano l\u2019instabilit\u00e0. In\nquesto epicentro di profonde linee di rottura e di conflitti\neconomici, religiosi, confessionali e politici, siamo chiamati a\noffrire la nostra testimonianza di unit\u00e0 e di pace. Lo facciamo a\npartire dalla nostra fede e dall\u2019appartenenza alla Chiesa,\nchiedendoci quale sia il contributo che, come discepoli del Signore,\npossiamo offrire a tutti gli uomini e le donne dell\u2019area\nmediterranea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nLa\ntrasmissione della fede non pu\u00f2 che trarre frutto dal patrimonio di\ncui il Mediterraneo \u00e8 depositario. \u00c8 un patrimonio custodito dalle\ncomunit\u00e0 cristiane, reso vivo mediante la catechesi e la\ncelebrazione dei sacramenti, la formazione delle coscienze e\nl\u2019ascolto personale e comunitario della Parola del Signore&#8230;. \u00c8\nun patrimonio che attrae continuamente milioni di visitatori da tutto\nil mondo e che va custodito con cura, quale preziosa eredit\u00e0\nricevuta \u201cin prestito\u201d e da consegnare alle generazioni future.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nS<strong>u\nquesto sfondo l\u2019annuncio del Vangelo non pu\u00f2 disgiungersi\ndall\u2019impegno per il bene comune e ci spinge ad agire come\ninstancabili operatori di pace. Oggi l\u2019area del Mediterraneo \u00e8\ninsidiata da tanti focolai di instabilit\u00e0 e di guerra, sia nel Medio\nOriente, sia in vari Stati del nord Africa, come pure tra diverse\netnie o gruppi religiosi e confessionali; n\u00e9 possiamo dimenticare il\nconflitto ancora irrisolto tra israeliani e palestinesi, con il\npericolo di soluzioni non eque e, quindi, foriere di nuove crisi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<strong>La\nguerra, che orienta le risorse all\u2019acquisto di armi e allo sforzo\nmilitare, distogliendole dalle funzioni vitali di una societ\u00e0, quali\nil sostegno alle famiglie, alla sanit\u00e0 e all\u2019istruzione, \u00e8\ncontraria alla ragione, secondo l\u2019insegnamento di san Giovanni\nXXIII&nbsp;(cfr Enc.&nbsp;<em>Pacem in terris<\/em>, 62; 67). In altre\nparole, essa \u00e8 una follia, perch\u00e9 \u00e8 folle distruggere case, ponti,\nfabbriche, ospedali, uccidere persone e annientare risorse anzich\u00e9\ncostruire relazioni umane ed economiche. \u00c8 una pazzia alla quale non\nci possiamo rassegnare: mai la guerra potr\u00e0 essere scambiata per\nnormalit\u00e0 o accettata come via ineluttabile per regolare divergenze\ne interessi contrapposti. Mai.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<strong>Il\nfine ultimo di ogni societ\u00e0 umana rimane la pace, tanto che si pu\u00f2\nribadire che \u00abnon c\u2019\u00e8 alternativa alla pace, per nessuno\u00bb.&nbsp;\nNon c\u2019\u00e8 alcuna alternativa sensata alla pace, perch\u00e9 ogni\nprogetto di sfruttamento e supremazia abbruttisce chi colpisce e chi\nne \u00e8 colpito, e rivela una concezione miope della realt\u00e0, dato che\npriva del futuro non solo l\u2019altro, ma anche se stessi. La guerra\nappare cos\u00ec come il fallimento di ogni progetto umano e divino:\nbasta visitare un paesaggio o una citt\u00e0, teatri di un conflitto, per\naccorgersi come, a causa dell\u2019odio, il giardino si trasformi in una\nterra desolata e inospitale e il paradiso terrestre in un inferno. E\na questo io vorrei aggiungere il grave peccato di&nbsp;<em>ipocrisia,&nbsp;<\/em>quando\nnei convegni internazionali, nelle riunioni, tanti Paesi parlano di\npace e poi vendono le armi ai Paesi che sono in guerra. Questo si\nchiama la grande ipocrisia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<strong>La\ncostruzione della pace, che la Chiesa e ogni istituzione civile\ndevono sempre sentire come priorit\u00e0, ha come presupposto\nindispensabile la giustizia. Essa \u00e8 calpestata dove sono ignorate le\nesigenze delle persone e dove gli interessi economici di parte\nprevalgono sui diritti dei singoli e della comunit\u00e0. La giustizia \u00e8\nostacolata, inoltre, dalla cultura dello scarto, che tratta le\npersone come fossero cose, e che genera e accresce le diseguaglianze,\ncos\u00ec che in modo stridente sulle sponde dello stesso mare vivono\nsociet\u00e0 dell\u2019abbondanza e altre in cui molti lottano per la\nsopravvivenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<strong>A\ncontrastare tale cultura contribuiscono in maniera decisiva le\ninnumerevoli opere di carit\u00e0, di educazione e di formazione attuate\ndalle comunit\u00e0 cristiane. E ogni volta che le diocesi, le\nparrocchie, le associazioni, il volontariato \u2013 il volontariato \u00e8\nuno dei grandi tesori della pastorale italiana \u2013 o i singoli si\nadoperano per sostenere chi \u00e8 abbandonato o nel bisogno, il Vangelo\nacquista nuova forza di attrazione.&nbsp; Nel perseguire il bene\ncomune \u2013 che \u00e8 un altro nome della pace \u2013 \u00e8 da assumere il\ncriterio indicato dallo stesso La Pira: lasciarsi guidare dalle\n\u00abattese della povera gente\u00bb.&nbsp;Tale principio, che non \u00e8 mai\naccantonabile in base a calcoli o a ragioni di convenienza, se\nassunto in modo serio, permette una svolta antropologica radicale,\nche rende tutti pi\u00f9 umani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<strong>A\ncosa serve, del resto, una societ\u00e0 che raggiunge sempre nuovi\nrisultati tecnologici, ma che diventa meno solidale verso chi \u00e8 nel\nbisogno? Con l\u2019annuncio evangelico, noi trasmettiamo invece la\nlogica per la quale non ci sono ultimi e ci sforziamo affinch\u00e9 la\nChiesa, le Chiese, mediante un impegno sempre pi\u00f9 attivo, sia segno\ndell\u2019attenzione privilegiata per i piccoli e i poveri, perch\u00e9\n\u00abquelle membra del corpo che sembrano pi\u00f9 deboli, sono pi\u00f9\nnecessarie\u00bb (<em>1 Cor<\/em>&nbsp;12,22) e, \u00abse un membro soffre,\ntutte le membra soffrono insieme\u00bb (<em>1 Cor<\/em>&nbsp;12,26).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<strong>Tra\ncoloro che nell\u2019area del Mediterraneo pi\u00f9 faticano, vi sono quanti\nfuggono dalla guerra o lasciano la loro terra in cerca di una vita\ndegna dell\u2019uomo. Il numero di questi fratelli \u2013 costretti ad\nabbandonare affetti e patria e ad esporsi a condizioni di estrema\nprecariet\u00e0 \u2013 \u00e8 andato aumentando a causa dell\u2019incremento dei\nconflitti e delle drammatiche condizioni climatiche e ambientali di\nzone sempre pi\u00f9 ampie. \u00c8 facile prevedere che tale fenomeno, con le\nsue dinamiche epocali, segner\u00e0 la regione mediterranea, per cui gli\nStati e le stesse comunit\u00e0 religiose non possono farsi trovare\nimpreparati. Sono interessati i Paesi attraversati dai flussi\nmigratori e quelli di destinazione finale, ma lo sono anche i Governi\ne le Chiese degli Stati di provenienza dei migranti, che con la\npartenza di tanti giovani vedono depauperarsi il loro futuro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nSiamo\nconsapevoli che in diversi contesti sociali \u00e8 diffuso un senso di\nindifferenza e perfino di rifiuto, che fa pensare all\u2019atteggiamento,\nstigmatizzato in molte parabole evangeliche, di quanti si chiudono\nnella propria ricchezza e autonomia, senza accorgersi di chi, con le\nparole o semplicemente con il suo stato di indigenza, sta invocando\naiuto. Si fa strada un senso di paura, che porta ad alzare le proprie\ndifese davanti a quella che viene strumentalmente dipinta come\nun\u2019invasione.&nbsp;<strong>La retorica dello scontro di civilt\u00e0 serve\nsolo a giustificare la violenza e ad alimentare l\u2019odio.\nL\u2019inadempienza o, comunque, la debolezza della politica e il\nsettarismo sono cause di radicalismi e terrorismo. La comunit\u00e0\ninternazionale si \u00e8 fermata agli interventi militari, mentre\ndovrebbe costruire istituzioni che garantiscano uguali opportunit\u00e0 e\nluoghi nei quali i cittadini abbiano la possibilit\u00e0 di farsi carico\ndel bene comune.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nA\nnostra volta, fratelli, alziamo la voce per chiedere ai Governi la\ntutela delle minoranze e della libert\u00e0 religiosa. La persecuzione di\ncui sono vittime soprattutto \u2013 ma non solo \u2013 le comunit\u00e0\ncristiane \u00e8 una ferita che lacera il nostro cuore e non ci pu\u00f2\nlasciare indifferenti. Nel contempo,&nbsp;<strong>non accettiamo mai che\nchi cerca speranza per mare muoia senza ricevere soccorso o che chi\ngiunge da lontano diventi vittima di sfruttamento sessuale, sia\nsottopagato o assoldato dalle mafie.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nCerto,&nbsp;<strong>l\u2019accoglienza\ne una dignitosa integrazione sono tappe di un processo non facile;\ntuttavia, \u00e8 impensabile poterlo affrontare innalzando muri<\/strong>.&nbsp;<strong>A\nme fa paura quando ascolto qualche discorso di alcuni leader\ndelle&nbsp;<\/strong><em><strong>nuove forme di populismo<\/strong><\/em><strong>, e mi fa\nsentire discorsi che seminavano paura e poi odio nel decennio \u201930\ndel secolo scorso. Questo processo di accoglienza e dignitosa\nintegrazione \u00e8 impensabile, ho detto, poterlo affrontare innalzando\nmuri. In tale modo, piuttosto, ci si preclude l\u2019accesso alla\nricchezza di cui l\u2019altro \u00e8 portatore e che costituisce sempre\nun\u2019occasione di crescita. Quando si rinnega il desiderio di\ncomunione, inscritto nel cuore dell\u2019uomo e nella storia dei popoli,\nsi contrasta il processo di unificazione della famiglia umana, che\ngi\u00e0 si fa strada tra mille avversit\u00e0<\/strong>. La settimana scorsa, un\nartista torinese mi ha inviato un quadretto, fatto con la tecnica del\nbruciato sopra il legno, sulla fuga in Egitto e c\u2019era un San\nGiuseppe, non cos\u00ec tranquillo come siamo abituati a vederlo nelle\nimmaginette, ma un San Giuseppe con l\u2019atteggiamento di un rifugiato\nsiriano, col bambino sulle spalle: fa vedere il dolore, senza\naddolcire il dramma di Ges\u00f9 Bambino quando dovette fuggire in\nEgitto. \u00c8 lo stesso che sta succedendo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nIl\nMediterraneo ha una vocazione peculiare in tal senso: \u00e8&nbsp;<strong>il\nmare del meticciato,<\/strong>&nbsp;\u00abculturalmente sempre aperto\nall\u2019incontro, al dialogo e alla reciproca inculturazione\u00bb.&nbsp;Le\npurezze delle razze non hanno futuro. Il messaggio del meticciato ci\ndice tanto. Essere affacciati sul Mediterraneo rappresenta dunque una\nstraordinaria potenzialit\u00e0: non lasciamo che a causa di uno spirito\nnazionalistico, si diffonda la persuasione contraria, che cio\u00e8 siano\nprivilegiati gli Stati meno raggiungibili e geograficamente pi\u00f9\nisolati.&nbsp;<strong>Solamente il dialogo permette di incontrarsi, di\nsuperare pregiudizi e stereotipi, di raccontare e conoscere meglio s\u00e9\nstessi. Il dialogo e quella parola che ho sentito oggi:&nbsp;<\/strong><em><strong>convivialit\u00e0<\/strong><\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nUna\nparticolare opportunit\u00e0, a questo riguardo, \u00e8 rappresentata dalle\nnuove generazioni, quando \u00e8 loro assicurato l\u2019accesso alle risorse\ne sono poste nelle condizioni di diventare protagoniste del loro\ncammino: allora si rivelano linfa capace di generare futuro e\nsperanza&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nC\u2019\u00e8\nbisogno di elaborare&nbsp;<strong>una teologia dell\u2019accoglienza e del\ndialogo<\/strong>, che reinterpreti e riproponga l\u2019insegnamento biblico.\nPu\u00f2 essere elaborata solo se ci si sforza in ogni modo di fare il\nprimo passo e non si escludono i semi di verit\u00e0 di cui anche gli\naltri sono depositari. In questo modo, il confronto tra i contenuti\ndelle diverse fedi potr\u00e0 riguardare non solo le verit\u00e0 credute, ma\ntemi specifici, che diventano punti qualificanti di tutta la\ndottrina. Troppo spesso la storia ha conosciuto contrapposizioni e\nlotte, fondate sulla distorta persuasione che, contrastando chi non\ncondivide il nostro credo, stiamo difendendo Dio. In\nrealt\u00e0,&nbsp;<strong>estremismi e fondamentalismi&nbsp;<\/strong>negano la\ndignit\u00e0 dell\u2019uomo e la sua libert\u00e0 religiosa, causando un declino\nmorale e incentivando una concezione antagonistica dei rapporti\numani. \u00c8 anche per questo che si rende urgente un incontro pi\u00f9 vivo\ntra le diverse fedi religiose, mosso da un sincero rispetto e da un\nintento di pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nTale\nincontro muove dalla consapevolezza, fissata nel&nbsp;<strong>Documento\nsulla fratellanza&nbsp;firmato ad Abu Dhabi,<\/strong>&nbsp;che \u00abi veri\ninsegnamenti delle religioni invitano a restare ancorati ai valori\ndella pace; a sostenere i valori della reciproca conoscenza, della\nfratellanza umana&nbsp;e della convivenza comune\u00bb. Anche attorno al\nsostegno dei poveri e all\u2019accoglienza dei migranti, si pu\u00f2 quindi\nrealizzare una pi\u00f9 attiva collaborazione tra i gruppi religiosi e le\ndiverse comunit\u00e0, in modo che il confronto sia animato da intenti\ncomuni e si accompagni a un impegno fattivo. Quanti insieme si\nsporcano le mani per costruire la pace e praticare l\u2019accoglienza,\nnon potranno pi\u00f9 combattersi per motivi di fede, ma percorreranno le\nvie del confronto rispettoso, della solidariet\u00e0 reciproca, della\nricerca dell\u2019unit\u00e0. E il contrario \u00e8 quello che ho sentito quando\nsono andato a Lampedusa, quell\u2019aria di indifferenza: nell\u2019isola\nc\u2019era accoglienza, ma poi nel mondo la cultura\ndell\u2019indifferenza&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<strong>Come\nmandato, vi consegno le parole del profeta Isaia<\/strong>, perch\u00e9 diano\nsperanza e comunichino forza a voi e alle vostre rispettive comunit\u00e0.\nDavanti alla desolazione di Gerusalemme a seguito dell\u2019esilio, il\nprofeta non cessa di intravedere un futuro di pace e prosperit\u00e0:\n\u00ab<em><strong>Ricostruiranno le vecchie rovine, rialzeranno gli antichi\nruderi, restaureranno le citt\u00e0 desolate, devastate da pi\u00f9\ngenerazioni<\/strong><\/em>\u00bb (<em>Is<\/em>&nbsp;61,4).&nbsp;<strong>Ecco l\u2019opera\nche il Signore vi affida per questa amata area del Mediterraneo:\nricostruire i legami che sono stati interrotti, rialzare le citt\u00e0\ndistrutte dalla violenza, far fiorire un giardino laddove oggi ci\nsono terreni riarsi, infondere speranza a chi l\u2019ha perduta ed\nesortare chi \u00e8 chiuso in s\u00e9 stesso a non temere il fratello. E\nguardare questo, che \u00e8 gi\u00e0 diventato cimitero, come un luogo di\nfutura risurrezione di tutta l\u2019area. Il Signore accompagni i vostri\npassi e benedica la vostra opera di riconciliazione e di pace.\nGrazie.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta con l&#8217;ipocrisia di chi parla di pace e vende armi!&nbsp; Non c&#8217;\u00e8 pace senza disarmo e giustizia,&nbsp;senza dialogo e convivialit\u00e0 Un intervento di grande rilievo, quasi un&#8217;enciclica sulla pace!. Domenica 23 febbraio a Bari, nella basilica di San Nicola, il papa conclude&nbsp;l&#8217;incontro dei vescovi del Mediterraneo, una sorta di Sinodo orientato a promuovere percorsi di pace, giustizia e cura della terra. 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