{"id":16384,"date":"2020-01-20T11:27:59","date_gmt":"2020-01-20T11:27:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16384"},"modified":"2020-06-22T07:57:55","modified_gmt":"2020-06-22T07:57:55","slug":"un-mondo-senza-armi-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=16384","title":{"rendered":"Un mondo senza armi \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nel tradizionale discorso di inizio anno al corpo diplomatico,  il 9 gennaio scorso il papa affronta il difficile panorama  internazionale partendo dall&#8217;invito a sperare in modo realistico e  coraggioso. Il discorso\u00a0 lunghissimo (se ne riporta una parte) e cita  tutti i conflitti aperti o dimenticati. Verso la conclusione riprende il  forte monito riguardante il disarmo nucleare citando i suoi interventi a  Hiroshima e a Nagasaki e auspicando una riforma del sistema ONU (s.p.)\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Eccellenze, Signore e Signori,\u00a0\u00a0<\/em><strong>un nuovo anno si apre dinanzi a noi e, come il vagito di un  bimbo appena nato, ci invita alla gioia e ad assumere un atteggiamento  di speranza. Vorrei che questa parola \u2013 speranza \u2013, che per i cristiani \u00e8  una virt\u00f9 fondamentale, animasse lo sguardo con cui ci addentriamo nel  tempo che ci attende.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo,&nbsp;<strong>sperare esige realismo.<\/strong>&nbsp;Esige\n la consapevolezza delle numerose questioni che affliggono la nostra \nepoca e delle sfide all\u2019orizzonte. Esige che si chiamino i problemi per \nnome e che si abbia il coraggio di affrontarli. Esige di non dimenticare\n che la comunit\u00e0 umana porta i segni e le ferite delle guerre \nsuccedutesi nel tempo, con crescente capacit\u00e0 distruttiva, e che non \ncessano di colpire specialmente i pi\u00f9 poveri e i pi\u00f9 deboli<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2020\/january\/documents\/papa-francesco_20200109_corpo-diplomatico.html#_ftn1\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;[1]<\/a>.\n Purtroppo, il nuovo anno non sembra essere costellato da segni \nincoraggianti, quanto piuttosto da un inasprirsi di tensioni e \nviolenze.\u00c8 proprio alla luce di queste circostanze che non possiamo \nsmettere di sperare. E&nbsp;<strong>sperare esige coraggio.<\/strong>&nbsp;Esige la \nconsapevolezza che il male, la sofferenza e la morte non prevarranno e \nche anche le questioni pi\u00f9 complesse possono e devono essere affrontate e\n risolte. La speranza \u00ab\u00e8 la virt\u00f9 che ci mette in cammino, ci d\u00e0 le ali \nper andare avanti, perfino quando gli ostacoli sembrano insormontabili\u00bb.\n [<strong>&#8230;] la speranza non \u00e8 un\u2019utopia e la pace \u00e8 un bene sempre \npossibile.&nbsp; &nbsp;Lo abbiamo visto nel modo con cui molti giovani si stanno \nimpegnando per sensibilizzare i leader politici sulla questione dei \ncambiamenti climatici.<\/strong>&nbsp;<strong>La cura della nostra casa comune&nbsp;dev\u2019essere una preoccupazione di tutti <\/strong>e\n non oggetto di contrapposizione ideologica fra diverse visioni della \nrealt\u00e0, n\u00e9 tantomeno fra le generazioni, poich\u00e9 \u00aba contatto con la \nnatura \u2013 come ricordava Benedetto XVI\u2013, la persona ritrova la sua giusta\n dimensione, si riscopre creatura, piccola ma al tempo stesso unica, \n\u201ccapace di Dio\u201d perch\u00e9 interiormente aperta all\u2019Infinito\u00bb. La custodia \ndel luogo che ci \u00e8 stato donato dal Creatore per vivere non pu\u00f2 dunque \nessere trascurata, n\u00e9 ridursi ad una problematica elitaria. I giovani ci\n dicono che non pu\u00f2 essere cos\u00ec, poich\u00e9 esiste una sfida urgente, a \ntutti i livelli, di proteggere la nostra casa comune e \u00abdi unire tutta \nla famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e \nintegrale\u00bb. Essi ci richiamano all\u2019urgenza di una&nbsp;<em><strong>conversione ecologica<\/strong><\/em>,\n che \u00abva intesa in maniera integrale, come una trasformazione delle \nrelazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, \ncon gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima \nvariet\u00e0, con il Creatore che \u00e8 origine di ogni vita\u00bb[&#8230;].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Queste \nconsiderazioni riportano la nostra attenzione all\u2019America Latina, in \nparticolare all\u2019Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per la regione\n amazzonica, svoltasi in Vaticano lo scorso mese di ottobre. Il Sinodo \u00e8\n stato un evento essenzialmente ecclesiale, mosso dalla volont\u00e0 di \nmettersi in ascolto delle speranze e delle sfide della Chiesa in \nAmazzonia e di aprire nuove strade all\u2019annuncio del Vangelo al Popolo di\n Dio, specialmente alle popolazioni indigene.&nbsp;<\/strong>Tuttavia, l\u2019Assemblea \nsinodale non poteva esimersi dal toccare anche altre tematiche, a \npartire dall\u2019ecologia integrale, che riguardano la vita stessa di quella\n Regione, cos\u00ec vasta e importante per tutto il mondo, poich\u00e9 \u00abla foresta\n amazzonica \u00e8 un \u201ccuore biologico\u201d per la Terra, sempre pi\u00f9 minacciata\u00bb.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alla \nsituazione nella regione amazzonica, desta preoccupazione il \nmoltiplicarsi di crisi politiche in un crescente numero di Paesi del \ncontinente americano [&#8230;].&nbsp; In generale, i conflitti della regione \namericana, pur avendo radici diverse, sono accomunati dalle profonde \ndisuguaglianze, dalle ingiustizie e dalla corruzione endemica, nonch\u00e9 \ndalle varie forme di povert\u00e0 che offendono la dignit\u00e0 delle persone. \nOccorre, pertanto, che i leader politici si sforzino di ristabilire con \nurgenza una cultura del dialogo per il bene comune e per rafforzare le \nistituzioni democratiche e promuovere il rispetto dello stato di \ndiritto, al fine di prevenire derive antidemocratiche, populiste ed \nestremiste.<strong>Nel mio secondo viaggio del 2019, mi sono recato negli Emirati \nArabi Uniti, prima visita di un Successore di Pietro nella Penisola \narabica. Ad Abu Dhabi ho firmato con il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad \nal-Tayyib il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale<\/strong><strong>.&nbsp;&nbsp;<\/strong>Si tratta di un testo importante, volto a favorire la \nmutua comprensione tra cristiani e musulmani e la convivenza in societ\u00e0 \nsempre pi\u00f9 multietniche e multiculturali, poich\u00e9 nel condannare \nfermamente l\u2019uso del \u00abnome di Dio per giustificare atti di omicidio, di \nesilio, di terrorismo e di oppressione\u00bb, richiama l\u2019importanza del&nbsp;\n      <em>concetto di cittadinanza<\/em>, che \u00absi basa sull\u2019eguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia\u00bb [&#8230;].\n     \n     <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un pi\u00f9 \nassiduo ed efficace impegno da parte della Comunit\u00e0 internazionale \u00e8 \nquanto mai urgente anche in altre parti dell\u2019area mediterranea e del \nMedio Oriente.&nbsp;&nbsp;<\/strong>Mi riferisco anzitutto alla coltre di silenzio che rischia di coprire la guerra che ha devastato<strong> la Siria<\/strong>\n nel corso di questo decennio. \u00c8 particolarmente urgente trovare \nsoluzioni adeguate e lungimiranti che permettano al caro popolo siriano,\n stremato dalla guerra, di ritrovare la pace e avviare la ricostruzione \ndel Paese. La Santa Sede accoglie con favore ogni iniziativa volta a \nporre le basi per la risoluzione del conflitto ed esprime ancora una \nvolta la propria gratitudine alla Giordania e al Libano per aver accolto\n ed essersi fatti carico, con non pochi sacrifici, di migliaia di \nprofughi siriani. Purtroppo, oltre alle fatiche provocate \ndall\u2019accoglienza, altri fattori di incertezza economica e politica, in \nLibano e in altri Stati, stanno provocando tensioni tra la popolazione, \nmettendo ulteriormente a rischio la fragile stabilit\u00e0 del Medio Oriente.\n     \n      [&#8230;].&nbsp;&nbsp;\n      <strong>L\u2019Europa non perda dunque il senso di solidariet\u00e0 che per \nsecoli l\u2019ha contraddistinta, anche nei momenti pi\u00f9 difficili della sua \nstoria. Non perda quello spirito che affonda le sue radici, tra l\u2019altro,\n nella&nbsp;<\/strong><em><strong>pietas&nbsp;<\/strong><\/em><strong>romana e nella&nbsp;<\/strong><em><strong>caritas&nbsp;<\/strong><\/em><strong>cristiana, che ben descrivono l\u2019animo dei popoli europei.<\/strong>&nbsp;L\u2019incendio della Cattedrale di&nbsp;\n      <em>Notre Dame<\/em>&nbsp;a Parigi ha mostrato quanto sia fragile e facile\n da distruggere anche ci\u00f2 che sembra solido. I danni sofferti da un \nedificio, non solo caro ai cattolici ma significativo per tutta la \nFrancia e l\u2019umanit\u00e0 intera, hanno ridestato il tema dei valori storici e\n culturali dell\u2019Europa e delle radici sulle quali essa si fonda. In un \ncontesto in cui mancano valori di riferimento, diventa pi\u00f9 facile \ntrovare elementi di divisione pi\u00f9 che di coesione.\n     \n     \n      <strong>Il trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino <\/strong>ci\n ha posto dinanzi agli occhi uno dei simboli pi\u00f9 laceranti della storia \nrecente del continente, rammentandoci quanto sia facile ergere barriere.\n Il Muro di Berlino rimane emblematico di una cultura della divisione \nche allontana le persone le une dalle altre e apre la strada \nall\u2019estremismo e alla violenza. Lo vediamo sempre pi\u00f9 nel linguaggio di \nodio diffusamente usato in internet e nei mezzi di comunicazione \nsociale.&nbsp;\n      <strong>Alle barriere dell\u2019odio, noi preferiamo i ponti della \nriconciliazione e della solidariet\u00e0, a ci\u00f2 che allontana preferiamo ci\u00f2 \nche avvicina, consapevoli che \u00abnessuna pace [pu\u00f2] consolidarsi [\u2026] se \ncontemporaneamente non si placano gli odi e i rancori per mezzo di una \nriconciliazione fondata sulla vicendevole carit\u00e0\u00bb<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2020\/january\/documents\/papa-francesco_20200109_corpo-diplomatico.html#_ftn18\" rel=\"noreferrer noopener\">[18]<\/a>, come scrisse cent&#8217;anni fa il mio predecessioe Benedetto XV.&nbsp;<\/strong><strong>[&#8230;] in Giappone ho toccato con mano il dolore e l\u2019orrore che come esseri umani siamo in grado di infliggerci.&nbsp;&nbsp;<\/strong><strong>Ascoltando le testimonianze di alcuni Hibakusha, i \nsopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, mi \u00e8 \nparso evidente che non si pu\u00f2 costruire una vera pace sulla minaccia di \nun possibile annientamento totale dell\u2019umanit\u00e0 provocato dalle armi \nnucleari. Gli Hibakusha \u00abmantengono viva la fiamma della coscienza \ncollettiva, testimoniando a generazioni successive l\u2019orrore di ci\u00f2 che \naccadde nell\u2019agosto del 1945 e le sofferenze indicibili che ne sono \nseguite fino ad oggi. La loro testimonianza risveglia e conserva in \nquesto modo la memoria delle vittime, affinch\u00e9 la coscienza umana \ndiventi sempre pi\u00f9 forte di fronte ad ogni volont\u00e0 di dominio e di \ndistruzione\u00bb, specialmente quella provocata da ordigni a cos\u00ec alto \npotenziale distruttivo, come le armi nucleari. Esse non solo favoriscono\n un clima di paura, diffidenza e ostilit\u00e0, ma distruggono la speranza. \nIl loro uso \u00e8 immorale, \u00abun crimine, non solo contro l\u2019uomo e la sua \ndignit\u00e0, ma contro ogni possibilit\u00e0 di futuro nella nostra casa comune\u00bb.<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"625\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Papa-Foto-Dalet-768x625.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16263\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Papa-Foto-Dalet-768x625.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Papa-Foto-Dalet-768x625-300x244.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un mondo \n\u00absenza armi nucleari \u00e8 possibile e necessario\u00bb, ed \u00e8 tempo che quanti \nhanno responsabilit\u00e0 politiche ne divengano pienamente consapevoli, \npoich\u00e9 non \u00e8 il possesso deterrente di potenti mezzi di distruzione di \nmassa a rendere il mondo pi\u00f9 sicuro, bens\u00ec il paziente lavoro di tutte \nle persone di buona volont\u00e0 che si dedicano concretamente, ciascuno nel \nproprio ambito, a edificare un mondo di pace, solidariet\u00e0 e rispetto \nreciproco. Il 2020 offre un\u2019opportunit\u00e0 importante in questa direzione, \npoich\u00e9 dal 27 aprile al 22 maggio si svolger\u00e0 a New York la&nbsp;<em>X<\/em>&nbsp;<em>Conferenza d\u2019Esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari<\/em>.\n Auspico vivamente che in quella occasione la Comunit\u00e0 internazionale \nriesca a trovare un consenso finale e proattivo sulle modalit\u00e0 di \nattuazione di questo strumento giuridico internazionale, che si rileva \nessere ancora pi\u00f9 importante in un momento come quello attuale.<\/strong><br>\n     \n      Quest\u2019anno, la Comunit\u00e0 internazionale ricorda&nbsp;\n      <strong>il 75\u00b0 anniversario della fondazione delle<\/strong><strong>Nazioni Unite<\/strong>. In seguito alle tragedie sperimentate nelle due guerre mondiali, con la&nbsp;\n      <em>Carta delle Nazioni Unite<\/em>, firmata il 26 giugno 1945, \nquarantasei Paesi diedero vita ad una nuova forma di collaborazione \nmultilaterale. Le quattro finalit\u00e0 dell\u2019Organizzazione, delineate nell\u2019\n      <strong>articolo 1 della Carta<\/strong>, rimangono valide ancora oggi e \npossiamo dire che l\u2019impegno delle Nazioni Unite in questi 75 anni \u00e8 \nstato, in gran parte, un successo, specialmente nell\u2019evitare un\u2019altra \nguerra mondiale. I principi fondativi dell\u2019Organizzazione \u2013 il desiderio\n della pace, la ricerca della giustizia, il rispetto della dignit\u00e0 della\n persona, la cooperazione umanitaria e l\u2019assistenza \u2013 esprimono le \ngiuste aspirazioni dello spirito umano e costituiscono gli ideali che \ndovrebbero sottostare alle relazioni internazionali.&nbsp; In questo \nanniversario, vogliamo riaffermare il proposito di tutta quanta la \nfamiglia umana a operare per il bene comune, quale criterio di \norientamento dell\u2019azione morale e prospettiva che deve impegnare ogni \nPaese a collaborare per garantire l\u2019esistenza e la sicurezza nella pace \ndi ogni altro Stato, in uno spirito di uguale dignit\u00e0 e di effettiva \nsolidariet\u00e0, nell\u2019ambito di un ordinamento giuridico fondato sulla \ngiustizia e sulla ricerca di equi compromessi.&nbsp; Ma tale azione sar\u00e0 \ntanto pi\u00f9 efficace quanto pi\u00f9 si cercher\u00e0 di superare quell\u2019approccio \ntrasversale, utilizzato nel linguaggio e negli atti degli organi \ninternazionali, che mira a legare i diritti fondamentali a situazioni \ncontingenti, dimenticando che essi sono intrinsecamente fondati nella \nnatura stessa dell\u2019essere umano. Laddove al lessico delle Organizzazioni\n internazionali viene a mancare un chiaro ancoraggio oggettivo, si \nrischia di favorire l\u2019allontanamento, anzich\u00e9 l\u2019avvicinamento, dei \nmembri della Comunit\u00e0 internazionale, con la conseguente crisi del \nsistema multilaterale, che \u00e8 tristemente sotto gli occhi di tutti.&nbsp;\n      <strong>In questo contesto, appare urgente riprendere il percorso verso\n una complessiva riforma del sistema multilaterale, a partire dal \nsistema onusiano, che lo renda pi\u00f9 efficace, tenendo in debita \nconsiderazione l\u2019attuale contesto geo-politico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[&#8230;]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel tradizionale discorso di inizio anno al corpo diplomatico, il 9 gennaio scorso il papa affronta il difficile panorama internazionale partendo dall&#8217;invito a sperare in modo realistico e coraggioso. 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