{"id":1551,"date":"2011-08-08T18:07:40","date_gmt":"2011-08-08T18:07:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1551"},"modified":"2020-06-22T09:23:15","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:15","slug":"don-tonino-20anni-fa-e-gli-albanesi-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1551","title":{"rendered":"don Tonino 20anni fa e gli albanesi di oggi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/vlora_sbarco_bari_albanesi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/vlora_sbarco_bari_albanesi-300x187.jpg\" alt=\"\" title=\"vlora_sbarco_bari_albanesi\" width=\"300\" height=\"187\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1555\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/vlora_sbarco_bari_albanesi-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/vlora_sbarco_bari_albanesi.jpg 738w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Era l&#8217;8 agosto 1991. Nell&#8217;inferno dei 20.000 disperati albanesi non ci sono autorit\u00e0 ma il vescovo Tonino Bello, a protestare. Lui che non vedeva una turba indistinta ma &#8220;i volti dei giovani albanesi uno per uno. Anzi non proprio loro, ma per trasposizione i volti di chi li ha generati: le madri gravide al posto dei figli sul molo. E ho pensato: chiss\u00e0 quante carezze su quei ventri in attesa, quante tenerezze a levigarne la rotondit\u00e0, quanti baci a benedire l\u2019attesa; chiss\u00e0 quante parole d\u2019affetto sussurrate su quelle cupole, perch\u00e9 arrivasse l\u2019eco nel ricettacolo pi\u00f9 profondo; e chiss\u00e0 quante scommesse, e quante ambizioni, e quanti progetti sul frutto di quell\u2019amore gestante. Poi, che ne \u00e8? Lo scempio che constatiamo! Gemme sfo gliate\u2026 petali al vento. No, non \u00e8 giusto! Quei giovani vanno rispettati e amati. Uno per uno. Come se di ciascuno fossimo madre\u00bb .<\/p>\n<p>Quelle due sorelline<br \/>\nnotate da don Tonino<br \/>\nnell\u2019inferno della Vlora <\/p>\n<p>Esattamente vent\u2019anni fa, l\u20198 agosto 1991, arriv\u00f2 nel porto di Bari la nave \u00abVlora\u00bb carica di 20.000 albanesi. Fu una vicenda che ha segnato la storia di Bari, della Puglia e dell\u2019emigrazione in Italia. Il Comune di Bari ha ricevuto nei giorni scorsi dal presidente della repubblica albanese, Bamir Topi, la medaglia della riconoscenza. Noi ricordiamo quell\u2019evento con la testimonianza inedita di Renato Brucoli, che ricorda l\u2019incontro di don Tonino Bello con quell\u2019umanit\u00e0 disperata<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>di RENATO BRUCOLI<br \/>\nEra il 10 agosto 1991: afa fin dal mattino. La gente ai bagni a spegnere la calura. Lui, don Tonino Bello, a ulcerarsi per il dramma dei profughi albanesi nel porto di Bari, al secondo esodo di massa verso l\u2019Italia. Tristissimo. Il volto contratto. Non una parola di commento alle immagini che si accavallano nei Tg. Ecco la Vlora che vomita migliaia di giovani in fuga dal regime di Hoxha, che maledicono la miseria pi\u00f9 nera e si azzuffano e si aiutano nella disperazione, che si fanno cercatori di futuro a rischio della vita. Ecco la proposta di don Tonino: andiamo? Andiamo allo stadio \u00abdella Vittoria\u00bb. <\/p>\n<p>Perimetro di sconfitta. Andiamo al molo dodici. Scenario disperato. Lungo la litoranea, la spiaggia brulicante. Fra lo stadio e il porto, scampoli d\u2019umanit\u00e0 in un clima infernale. In 20.000 ammassati \u2013 donne, giovani, bambini; onesti, ladri, violenti \u2013 in poche centinaia di metri quadrati. Sul molo svengono per insolazione, per disidratazione: in molti cadono collassati a causa dei quaranta gradi che fanno ribollire perfino il manto d\u2019asfalto sotto i nostri piedi. Inerti vengono tirati per le braccia oltre il cordone militare come sacchi di patate. Un getto d\u2019acqua rigorosamente non potabile, il capo accenna un movimento: \u00abIndietro!\u00bb, nella turba, a consumare la speranza residuale di un\u2019accoglienza che non ci sar\u00e0. <\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 il ministro della Protezione civile? Quello degli Interni? Desidero invocare un trattamento pi\u00f9 umano\u00bb, \u00e8 il grido di don Tonino Bello. Ma i ministri non ci sono. Sono di Napoli e di Bari, s\u00ec proprio di Bari, ma non ci sono. Fra le autorit\u00e0, solo il sindaco Dalfino \u00e8 indaffarato e segnato. Non altri. Non ci sono i graduati fra i militari n\u00e9 i medici al posto di pronto soccorso. Sono al limite di sopportazione i militari d\u2019ordine pubblico. Lamentano il turno di otto ore ancora senza cambio. Disfatti i salpati dal porto di Durazzo: due giorni di viaggio e altri tre all\u2019addiaccio in condizioni proibitive. Persino l\u2019occhio della Rai si vergogna a riprenderli con insistenza. Anche lo Stadio della Vittoria \u00e8 circondato dal cordone della forza pubblica. <\/p>\n<p>Gli albanesi sono nel perimetro ovale del campo di calcio, come i cileni del \u201973, concentrati nell\u2019estadio nacional di Santiago. Non molti, al di fuori, contenuti da transenne e da militari di leva. Questuano un po\u2019 d\u2019acqua o di latte, qualche arancia. Frutti e cartocci vengono lanciati loro a distanza, come fossero animali in gabbia. C\u2019\u00e8 anche la polizia, che di tanto in tanto carica: al minimo sussulto, a ogni tentativo di margine valicato. Il limite deve tenere. Va evitato l\u2019abbraccio fra i profughi e i pochi accoglienti. Al di l\u00e0 del cordone militare, una bambina di sei o sette anni: riconosce la sorella pi\u00f9 grande al di qua. \u00c8 in Puglia dal primo esodo. Entrambe vorrebbero varcare lo sbarramento disumano che le contiene. Si chiamano a distanza, si fanno eco. Si lanciano baci e tenerezze con il linguaggio dei gesti. Accarezzano l\u2019aria, l\u2019una alla ricerca dell\u2019altra. Si protendono, vogliono abbracciarsi. Lo dicono supplicanti nella loro lingua alla polizia che non pu\u00f2 capire, che non vuol capire. <\/p>\n<p>Lo ribadiscono al \u201cprete \u201d che ho al fianco: \u00abPrete, lo chieda lei per noi, lei che porta la croce\u00bb. Di legno. Come quella su cui \u00e8 salito Cristo. Come quella su cui sarebbe salito, di l\u00ec a qualche settimana, anche don Tonino Bello, divorato dal cancro allo stomaco per aver somatizzato gli eventi. Il \u201cprete\u201d supplica anch\u2019egli: \u00abSono sorelle, lasciate che si abbraccino\u00bb. Come ricordo, don Tonino, quando ce ne siamo tornati in auto a Molfetta, nell\u2019ostensorio della tua Cinquecento dipinta di blu; silenti, impotenti, \u201cconflitti ma non sconfitti\u201d. <\/p>\n<p>\u00abLo so perch\u00e9 non parli \u2013 ti ho sollecitato per lacerare il silenzio -: perch\u00e9 vagheggi arche di pace che solchino il Mediterraneo a ricomporre l\u2019umanit\u00e0, a riunire la famiglia umana, e sperimenti boat-people risucchiate dal mare grosso se non addirittura all\u2019ancora, rifiutate e pronte a ripartire\u00bb.<br \/>\nMi hai risposto: \u00abC\u2019\u00e8 stato un momento in cui ho visto meglio: non quella turba indistinta ma i volti dei giovani albanesi uno per uno. Anzi non proprio loro, ma per trasposizione i volti di chi li ha generati: le madri gravide al posto dei figli sul molo. E ho pensato: chiss\u00e0 quante carezze su quei ventri in attesa, quante tenerezze a levigarne la rotondit\u00e0, quanti baci a benedire l\u2019attesa; chiss\u00e0 quante parole d\u2019affetto sussurrate su quelle cupole, perch\u00e9 arrivasse l\u2019eco nel ricettacolo pi\u00f9 profondo; e chiss\u00e0 quante scommesse, e quante ambizioni, e quanti progetti sul frutto di quell\u2019amore gestante. Poi, che ne \u00e8? Lo scempio che constatiamo! Gemme sfo gliate\u2026 petali al vento. No, non \u00e8 giusto! Quei giovani vanno rispettati e amati. Uno per uno. Come se di ciascuno fossimo madre\u00bb .<\/p>\n<p>Altroch\u00e9 se lo ricordo, quel momento estatico. Da allora m\u2019interrogo se e quando metter\u00e0 radici l\u2019etica del volto, che \u00e8 la profezia pi\u00f9 vera di don Tonino Bello: la scoperta dell\u2019altro, uguale nella distinzione. Da allora m\u2019interrogo se la fraternit\u00e0 e l\u2019amore hanno occhi di madre. Se la femminilit\u00e0 non sia il valore da liberare per rigenerare la storia. Se la teologia non debba finalmente arricchirsi della riflessione su Diomadre\u2026 Natali che non possono tardare. Di barconi pieni di umanit\u00e0 alla deriva, continuano ad arrivarne. Non pi\u00f9 a Bari, ma a Lampedusa s\u00ec. Sono passati vent\u2019anni. Il ricordo s\u2019impone d\u2019attualit\u00e0  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era l&#8217;8 agosto 1991. Nell&#8217;inferno dei 20.000 disperati albanesi non ci sono autorit\u00e0 ma il vescovo Tonino Bello, a protestare. Lui che non vedeva una turba indistinta ma &#8220;i volti dei giovani albanesi uno per uno. Anzi non proprio loro, ma per trasposizione i volti di chi li ha generati: le madri gravide al posto dei figli sul molo. E ho pensato: chiss\u00e0 quante carezze su quei ventri in attesa, quante tenerezze a levigarne la rotondit\u00e0, quanti baci a benedire l\u2019attesa; chiss\u00e0 quante parole d\u2019affetto sussurrate su quelle cupole, perch\u00e9 arrivasse l\u2019eco nel ricettacolo pi\u00f9 profondo; e chiss\u00e0 quante scommesse, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1556,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[180],"tags":[232,224,231],"class_list":["post-1551","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano","tag-diritti-umani","tag-don-tonino-bello","tag-migranti"],"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1551"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1558,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551\/revisions\/1558"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}