{"id":15417,"date":"2019-05-20T12:02:01","date_gmt":"2019-05-20T12:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=15417"},"modified":"2020-06-22T07:58:05","modified_gmt":"2020-06-22T07:58:05","slug":"convegno-dalla-parte-della-madre-terra-a-potenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=15417","title":{"rendered":"Convegno: \u201cDALLA PARTE DELLA MADRE TERRA\u201d a Potenza"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_15418\" style=\"width: 222px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=15418\" rel=\"attachment wp-att-15418\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15418\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/convegno-di-Potenza-4.5.2019-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-15418\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/convegno-di-Potenza-4.5.2019-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/convegno-di-Potenza-4.5.2019-768x1089.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/convegno-di-Potenza-4.5.2019-722x1024.jpg 722w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/convegno-di-Potenza-4.5.2019.jpg 1055w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15418\" class=\"wp-caption-text\">Convegno di Potenza 4.5.2019<\/p><\/div>\n<p>Il 4 maggio 2019, organizzato dal Punto Pace Pax Christi di Potenza, si \u00e8 svolto il Convegno &#8220;DALLA PARTE DELLA MADRE TERRA&#8221;, presso la parrocchia di S. Anna e S. Gioacchino.<\/p>\n<p>Il tema trattato \u00e8 quello dell\u2019attivit\u00e0 estrattiva in Basilicata, che segna profondamente le sorti di questa regione a causa delle sue ricadute fortemente negative in termini di inquinamento di tutte le matrici ambientali, di aumento delle ospedalizzazioni e della mortalit\u00e0 per malattie derivanti da tali cause, di emigrazione conseguente alla chiusura di tantissime piccole attivit\u00e0 turistiche, agricole, zootecniche, alimentari e, paradossalmente, di aumento della povert\u00e0 degli abitanti della regione.<br \/>\nAd oggi in Basilicata si estrae pi\u00f9 dell\u201980% del petrolio italiano, ci sono ben 487 pozzi petroliferi, 19 concessioni di coltivazione, 6 permessi di ricerca gi\u00e0 accordati, una concessione di stoccaggio, 130 Km. di oleodotto su cinque linee di tubi e ben tre centri oli (impianti di prima desolforizzazione del greggio). Il primo \u00e8 a Pisticci  in Val Basento, una zona SIN in cui \u00e8 ubicato anche l\u2019impianto Tecnoparco Valbasento S.p.A che tratta i reflui dell\u2019attivit\u00e0 estrattiva e che \u00e8 attualmente al centro del processo \u201cPetrolgate\u201d per reati, tra l\u2019altro, di contraffazione dei codici CER che contraddistinguono i vari tipi di rifiuti.<br \/>\nIl secondo \u00e8  il Centro Olio Val d\u2019Agri (COVA &#8211; la pi\u00f9 grande piattaforma estrattiva in terraferma d\u2019Europa) in cui nel 2017 si verific\u00f2 lo sversamento di ben 400 tonnellate di petrolio che hanno inquinato terreni e falde acquifere.<br \/>\nVa detto che una recentissima inchiesta ha appurato che questo sversamento, scoperto casualmente nel 2017, era in realt\u00e0 iniziato gi\u00e0 nel 2010 e che, nonostante ci\u00f2, da quella data l\u2019impianto lavorava a ritmi superiori alle proprie possibilit\u00e0 tecniche, con enormi rischi di inquinamento e di danni alla salute dei lavoratori e degli abitanti della zona.<br \/>\nNotizie, queste, in buona parte riportate nel memoriale scritto dal giovane dirigente del COVA Ing. Gianluca Griffa, rinvenuto cadavere il 9 agosto del 2013 a seguito di quello che le indagini definirono un suicidio, il quale invano aveva cercato di allertare la dirigenza ENI che, invece di attivarsi, gli intim\u00f2 il silenzio minacciando ritorsioni.<br \/>\nIl terzo centro oli, quello di Tempa Rossa,  sta per entrare in funzione.<br \/>\nMilioni di metri cubi di gas  e ben 85.000 barili al giorno \u2013 che potrebbero diventare 104.00 in base ad un accordo del 1998 &#8211; vengono estratti oggi in Val d\u2019Agri ed altri 50.000 (forse 60.000) si estrarranno ogni giorno a Tempa Rossa.<br \/>\nOltre a tutto ci\u00f2, ben 17 nuove istanze di permesso ad estrarre petrolio e gas pendono sulle teste dei lucani come una spada di Damocle: se esse venissero concesse, pi\u00f9 del 60% del territorio regionale sarebbe interessato da attivit\u00e0 estrattive.<br \/>\nLe problematiche connesse a tale attivit\u00e0 sono state  descritte nel \u201cDossier Basilicata 2018 : Ambiente \u2013 Salute\u201d, un documento informativo  \u2013unico nel suo genere \u2013 redatto durante l\u2019estate del 2018 da un gran numero di Movimenti, Associazioni, Comitati e Cittadini lucani impegnati nella tutela dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p><strong>Si riportano di seguito gli interventi riguardanti tali tematiche, precisando che nel corso del Convegno Liliana Ricchiuti, coordinatrice dell\u2019area del sud Italia di Pax Christi,  ha fatto una bella presentazione del Movimento, delle sue finalit\u00e0 e delle sue principali azioni. Ci auguriamo che le sue parole invoglino molte altre persone ad avvicinarsi a Pax Christi per  incrementare le attivit\u00e0 e l\u2019incisivit\u00e0 dei Punti Pace lucani.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Don Franco Corbo, parroco di S.Anna e S. Gioacchino, che da decenni sostiene attivamente i principi del Concilio Vaticano II e quelli oggi sistematizzati nella \u201cLaudato Si\u201d:<\/strong><\/p>\n<p>Questa sera noi ci interroghiamo su problemi concreti legati alla nostra sopravvivenza attuale nella nostra Madre terra, la Pachamama lucana. Stiamo vedendo come le multinazionali usano la tecnologia per arricchirsi costringendo alla fame noi lucani o, peggio, alla desertificazione della Basilicata, grazie all\u2019emigrazione. Mentre ci tengono occupati su questo fronte, i padroni del mondo studiano, progettano gli altri passi da fare per conservare o incrementare il loro dominio economico.<br \/>\nPerci\u00f2 stasera, partendo dal tema in corso, voglio aprire il nostro sguardo agli scenari futuri, gi\u00e0 iniziati, con i quali, nel prossimo futuro, dovremo confrontarci. In particolare mi riferisco all\u2019odierna ricerca tecnologica centrata sull&#8217;intelligenza artificiale, che ha fatto negli ultimi decenni enormi progressi e la cui ricerca \u00e8 stata (ed \u00e8) fatta oggetto di grandi finanziamenti, anche a scapito dell&#8217;intervento in altri importanti settori della vita sociale.<br \/>\nSi va infatti dal potenziamento dell&#8217;umano &#8211; basti pensare alla possibilit\u00e0 di manipolare il corpo umano per superare limiti fisici o mentali, considerati tuttora invalicabili, mediante la sostituzione di parti di esso con organi elettronici e meccanici &#8211; alla produzione e all&#8217;uso di armi completamente autonome, che agiscono cio\u00e8 indipendentemente dall&#8217;intervento dell&#8217;uomo, fino all\u2019analisi di dati strettamente personali (e delicati) di un individuo (abitudini, preferenze, idee politiche e religiose, ecc.) allo scopo di predirne o condizionarne il comportamento.<br \/>\nAccanto agli indubbi effetti positivi, che \u00e8 possibile si registrino in vari ambiti della vita, esistono &#8211; come risulta evidente da quanto accennato &#8211; possibili ricadute negative di grave entit\u00e0, che esigono pertanto l&#8217;esercizio di una preventiva vigilanza e di un costante controllo. Sono state proprio queste potenziali ricadute negative a sollecitare la nascita di un nuovo filone della riflessione etica, la cosiddetta \u201crobotetica\u201d, che si propone, da un lato, di inserire le conquiste che in questo ambito sono avvenute (e avvengono) entro un orizzonte umanistico e di fornire, dall&#8217;altro, una serie di regole che consentano il loro utilizzo in direzione di un&#8217;autentica umanizzazione. \u00abSe da una parte si lavora al progetto di potenziare il soggetto umano grazie alle tecnologie, dall&#8217;altra si concretizza il rischio di esonerare l&#8217;umano dalla cabina di regia della potenza della tecnica\u203a\u203a.<br \/>\nSi tratta, in altri termini, di dare vita a una nuova alleanza tra umanesimo e tecnica o di sviluppare una forma di \u00abnuova intelligenza\u00bb, capace di interpretare e di affrontare correttamente le nuove prospettive emergenti.<br \/>\nSi rende necessaria anche l\u2019individuazione di precise normative che rendano efficaci gli obiettivi perseguiti. A tale riguardo, l&#8217;Unione europea ha elaborato lo scorso anno una proposta per definire l&#8217;approccio all\u2019intelligenza artificiale e alla robotica avanzata. La pro-posta, che mette al centro la promozione dei valori umani, fornisce una serie di linee-guida, con l&#8217;indicazione di criteri di valutazione dei processi indotti dall&#8217;innovazione in corso; criteri che hanno come base la Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione: \u00ablo sviluppo  e l&#8217;uso dell\u2019intelligenza artificiale non debbono essere percepiti come fine in s\u00e9, ma con lo scopo di aumentare il benessere dei cittadini\u00bb Partendo da tali presupposti il testo europeo fissa cinque principi fondamentali &#8211; quattro dei quali non sono altro che la ripresa dei principi della bioetica formulati in origine da T. L. Beauchamp e I. F. Childress (Principles of Biomedical Ethics, New York 1983) e divenuti successivamente classici.<br \/>\nI primi due principi sono il principio di \u00abbeneficenza\u00bb (Bene\ufb01ciency) e di \u00abnon maleficenza\u203a\u203a (Non-male\ufb01ency); essi implicano che gli sviluppi della ricerca e l&#8217;applicazione dei suoi risultati avvengano nel segno della promozione del benessere degli individui e della societ\u00e0, favorendo crescita economica, equit\u00e0 sociale e tutela ambientale; e che -in questo consiste la non-maleficenza &#8211; ci si preoccupi di evitare manipolazioni alterative dell\u2019identit\u00e0 dell&#8217;umano, non solo a livello individuale ma anche a riguardo della specie e delle generazioni future, e che si ponga un robusto argine nei confronti di ogni forma di discriminazione.<br \/>\nEntro questo quadro, si inseriscono il principio di \u00abautonomia\u00bb (Autonomy) e quello di \u00abgiustizia\u00bb (Justice). Scopo del primo \u00e8 la salvaguardia di un bene fondamentale che rischia di essere gravemente minacciato, quello della libert\u00e0 della persona, la garanzia cio\u00e8 della possibilit\u00e0 di essere protetta dalla subordinazione e dalla coercizione di un sistema che ha un forte potere di condizionamento; mentre il secondo -la giustizia &#8211; ha come obiettivo l&#8217;attenzione a fare i conti con la corretta distribuzione dei costi e dei benefici; a verificare, in una parola, che essi vengano equamente ripartiti tra i cittadini, senza privilegi per nessuno e per nessuna categoria sociale.<br \/>\nUn posto particolare (e qualificante) va riservato al principio (l&#8217;ultimo) di \u00abcomprensibilit\u00e0\u00bb (Explicability), che riguarda tanto la possibilit\u00e0 di fruire di una piena comprensibilit\u00e0 dei procedimenti usati dal sistema quanto l&#8217;esigenza di trasparenza e di controllo del business soggiacente. L&#8217;importanza di tale principio e strettamente connessa alla sempre maggiore complessit\u00e0 del sistema informati-co e alla difficolt\u00e0 di comprendere i processi ad esso connessi e le ricadute positive e negative della loro concreta applicazione. Di qui la necessit\u00e0 di una costante interfaccia tra scienza e opinione pubblica, in modo da giungere, attraverso un vero dialogo, a una conoscenza sempre maggiore degli effetti dei vari interventi e di rendere perci\u00f2 possibile l&#8217;esercizio effettivo del controllo.<br \/>\nL&#8217;insieme dei principi ricordati prevede, da un lato, la messa in atto di un sistema di conoscenze indispensabili a potersi accostare con consapevolezza alle innovazioni in corso &#8211; sistema che comporta, per avere effetti positivi, il coinvolgimento delle diverse agenzie educative e della scuola in particolare &#8211; e, dall&#8217;altro, la creazione di appositi comitati etici che intervengano nei processi in atto con la produzione di norme adeguate a tutelare la libert\u00e0 degli individui e a definire i limiti invalicabili della sperimentazione e dell&#8217;uso dell\u2019intelligenza artificiale nell&#8217;interesse generale dell&#8217;intera umanit\u00e0.<br \/>\nLe ambivalenze ricordate impongono infatti la capacit\u00e0 di un discernimento della situazione e l&#8217;esercizio di una precisa responsabilit\u00e0 da parte di tutti. La tensione \u00e8 oggi tra gli entusiasti &#8211; che mettono in evidenza gli effetti positivi di tale innovazione, cio\u00e8 i cambiamenti radicali da essa indotti in grado di allungare la vita, di ridimensionare il lavoro e di formare esseri umani migliori &#8211; e i pessimisti, che mettono l&#8217;accento, talora con toni apocalittici, sulla possibilit\u00e0 che si produca la crisi della organizzazione sociale, con il rischio che si determini la fine dell\u2019attuale civilt\u00e0.<br \/>\n     L&#8217;uno e l\u2019altro di questi atteggiamenti va superato. \u00c8 importante fare proprio un atteggiamento di disponibilit\u00e0 e di vigilanza, di apertura alle potenzialit\u00e0 offerte dalle nuove tecnologie, ma anche di costante attenzione ai risvolti negativi che possono derivare dal loro uso incontrollato e della necessit\u00e0 di non farsi soverchie illusioni sulla loro illimitata applicazione o sulla capacit\u00e0 di sostituire totalmente l&#8217;intelligenza umana.<br \/>\nMarc M\u00e9zard, direttore della prestigiosa Ecole Normal Sup\u00e9rieure di Parigi: &lt;&gt;. Sempre e comunque tutto ci\u00f2 rende indispensabile (e lo render\u00e0 anche in futuro) il ricorso all&#8217;intervento umano al quale, in definitiva, occorrer\u00e0 fare sempre riferimento sia per definire gli obiettivi da perseguire nello sviluppo dei processi tecnologici, sia per controllare concretamente l&#8217;uso degli strumenti a disposizione, sia per provvedere, laddove occorra, agli eventuali correttivi.<br \/>\nUn giudizio che non pu\u00f2 (e non deve) limitarsi a mettere in guardia dalle gravi conseguenze che possono aver luogo. Deve soprattutto indirizzare l&#8217;agire umano verso il perseguimento di obiettivi che accrescano il benessere degli individui e della comunit\u00e0 umana e che rendano possibile la conquista della felicit\u00e0.<br \/>\nDunque parlando di petrolio ci immergiamo in questa dinamica per acquisire conoscenze, consapevolezze ed iniziamo a fare politica.<br \/>\nVedendo la caccia che si \u00e8 svolta in questi giorni per redigere le liste di appoggio ai diversi candidati, mi chiedo e chiedo loro: \u201cma quali conoscenze hai della geopolitica, dell\u2019ecosistema, ecc.?\u201d E parlando di elezioni comunali ed europee e addentellati chiedo ai candidati in queste elezioni: \u201cda che parte state?\u201d<br \/>\n(cfr. Giannino Piana su rocca 8,2019)<\/p>\n<p><strong>Mimmo Nardozza, autore \u2013insieme a Salvatore Laurenzana-  del documentario \u201cMal d\u2019Agri 2019\u201d che \u00e8 stato proiettato ed ha destato grande interesse fra i presenti.<\/strong><\/p>\n<p>Questo filmato \u00e8 un aggiornamento della precedente  versione del 2018 e non \u00e8 ancora on-line;  ci si augura che possa esserlo a partire da ottobre del 2019.<br \/>\nLa prima parte del filmato \u00e8 invece visualizzabile al link <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KDpnkQ6uL5A\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KDpnkQ6uL5A<\/a><\/p>\n<p><strong>Maria Licciardi -coordinatrice del catechismo nella Parrocchia di S. Anna e S. Gioacchino- ed i ragazzi del Catechismo:<\/strong><br \/>\nNel mese di ottobre 2018, in questo salone \u00e8 stato presentato il Dossier Basilicata 2018 Ambiente e Salute. Il giorno in cui ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, non ho potuto non notare che le persone presenti erano tutte \u201caddette ai lavori\u201d, autori degli articoli, membri di associazioni ambientalistiche.<br \/>\nIl mio pensiero \u00e8 andato agli assenti, a quelli che per motivi vari non erano riusciti a venire, alle famiglie e ai ragazzi della catechesi.<br \/>\nIl dossier Basilicata 2018, prendendo a prestito le parole della Laudato s\u00ec, non \u00e8 altro che \u201cil grido di protesta di nostra madre Terra, per il male che le provochiamo, a causa dell\u2019uso irresponsabile e dell\u2019abuso dei beni che Dio ha posto in lei.\u201d<br \/>\nQuesto grido doveva essere ascoltato e i primi ad udirlo sarebbero stati i ragazzi che stavo preparando alla Cresima.<br \/>\nHo proposto loro di leggere gli articoli del Dossier, di sintetizzarli e di pubblicarli sul notiziario on line della nostra parrocchia   <a href=\"http:\/\/www.santannapotenza.org\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\">www.santannapotenza.org<\/a> .<br \/>\nTutto questo allo scopo di informare, con un linguaggio pi\u00f9 semplice, il maggior numero di persone su quanto stava accadendo nella nostra Regione.<br \/>\nSono stata molto colpita della seriet\u00e0 con cui i ragazzi hanno affrontato il compito: erano consapevoli della gravit\u00e0 del momento ed hanno compreso che anche loro potevano fare qualcosa per il nostro Pianeta; Greta Thumberg era il modello di riferimento.<br \/>\nDurante il periodo quaresimale, i ragazzi sono stati invitati a meditare le stazioni della Via Crucis.<br \/>\nIl tema di quest\u2019anno \u00e8 stato \u201cCon Ges\u00f9 verso la santit\u00e0\u201d.  Ad ogni stazione \u00e8 stato collegato un santo o un testimone di ieri e di oggi.<br \/>\nAi cresimandi \u00e8 stato affidato il compito di commentare la XV stazione, \u201c La risurrezione\u201d,  abbinata a Greta Thumberg.<br \/>\nLa meditazione che segue evidenzia il processo di maturazione  che questo \u201claboratorio giornalistico\u201d ha prodotto in loro:<br \/>\nMeditazione: \u201c La Terra in cui viviamo \u00e8 il luogo in cui siamo nati, il luogo in cui moriremo; per\u00f2 a questo nessuno ci pensa, nessuno si ricorda che Dio oltre alla vita ci ha dato un luogo di cui dovremmo avere cura ed essere grati per il dono ricevuto; invece, succede il contrario.<br \/>\nNessuno riflette  su ci\u00f2 che \u00e8 successo alla Terra dopo l\u2019arrivo dell\u2019uomo.  Nessuno di noi giovani ha mai pensato di scendere in piazza o ha scritto sul web  dei cambiamenti climatici che sono sotto gli occhi di tutti. Solo una  persona ha avuto questo coraggio , Greta Thumberg. E\u2019 una ragazza che ha la nostra et\u00e0 e ha capito che la Terra \u00e8 in pericolo ed ha scelto di difenderla. Si \u00e8 inventata lo sciopero scolastico per il clima e ha coinvolto in questa azione di protesta milioni di persone e tra questi tantissimi ragazzi.<br \/>\nPreghiera: \u201cSignore, aiutaci a comprendere che non siamo troppo giovani per pensare al nostro futuro e che la risurrezione della Terra passa anche attraverso il nostro impegno. Preghiamo\u201d<br \/>\nTutti: \u201cGes\u00f9, aiutaci ad essere testimoni del Vangelo\u201d.<\/p>\n<p>Dopo questa presentazione di Maria Licciardi, due gruppi di ragazzi hanno presentato il loro lavoro, consistente in due elaborazioni Power Point tratte da due articoli del \u201cDossier Basilicata 2018: ambiente \u2013 salute\u201d:<\/p>\n<p>\u201cIl COVA, le sue sfiammate e l\u2019inquinamento dell\u2019aria\u201d elaborato da Antonella Genovese, Angelica Genovese, Maria Papariello e Rosalucia Papariello e visualizzabile al link <a href=\"http:\/\/www.santannapotenza.org\/images\/Documenti\/COVA.pdf\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\">http:\/\/www.santannapotenza.org\/images\/Documenti\/COVA.pdf<\/a><br \/>\n\u201cLa sismicit\u00e0 in Val d\u2019Agri e le estrazioni petrolifere\u201d elaborato da Raffaele Caporaso, Mario Garramone, Gabriel Jaafari, Mattia Santangelo, Gennaro Sereno, Antonio Taurisano e Luigi Taurisano e visualizzabile al link <a href=\"http:\/\/www.santannapotenza.org\/images\/Documenti\/IL_PETROLIO_IN_BASILICATA.pdf\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\">http:\/\/www.santannapotenza.org\/images\/Documenti\/IL_PETROLIO_IN_BASILICATA.pdf<\/a> <\/p>\n<p><strong>Don Giuseppe Ditolve, giovane parroco della Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore situata a Pisticci Scalo (Val Basento,   una delle zone pi\u00f9 inquinate di tutta la Basilicata) a pochi metri dall\u2019impianto Tecnoparco che smaltisce i rifiuti della lavorazione del petrolio e che \u00e8 attualmente coinvolta nel processo \u201cPetrolgate\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Permettetemi innanzitutto di fare prima una piccola premessa  prendendo spunto dall\u2019Enciclica Caritas in Veritate con le parole di Benedetto XVI: .<br \/>\n<strong>NON SEMPRE TACERE E\u2019 SEGNO DI RISPETTO<\/strong> (don Lorenzo Milani). Siamo consapevoli della nostra realt\u00e0 Regionale? Attenzione, dobbiamo cancellare l\u2019Omert\u00e0 e rispolverare le nostre coscienze addormentate,  dobbiamo avere  il Coraggio di denunciare senza nasconderci perch\u00e9 \u00e8 grave non solo fare il male, ma anche guardare e lasciar fare. Ed allora non possiamo continuare ad essere spettatori della realt\u00e0 distorta del nostro territorio Regionale, ma dobbiamo sforzarci di essere protagonisti degli accadimenti contemporanei, senza lasciarci rubare il Coraggio; per dirla con Papa Francesco: NON LASCIAMOCI RUBARE LA SPERANZA.<br \/>\nNon guardiamo quest&#8217;orrore dal balcone della nostra indifferenza, ma collochiamoci l\u00ec dove ci sono le sfide e stiamo in prima linea, perch\u00e9 non vive chi non risponde alle sfide. La vera battaglia da combattere \u00e8 quella sui temi fondamentali come la vita, la dignit\u00e0 delle persone, la povert\u00e0.<br \/>\nBisogna allora stare in allerta: non facciamoci appesantire dalla mediocrit\u00e0 e dalla noia, non rassegniamoci alla monotonia del vivere quotidiano, ma coltiviamo progetti di ampio respiro che vadano oltre l\u2019ordinario.<br \/>\nNon lasciamoci condizionare dall\u2019opinione dominante, ma restiamo fedeli ai principi etici e troveremo il coraggio di andare anche controcorrente. Il beato  Piergiorgio Frassati ci aiuta in questo: \u201cVivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verit\u00e0, non \u00e8 vivere ma vivacchiare\u201d. Noi non dobbiamo mai vivacchiare, ma vivere.<br \/>\nViviamo un momento in cui abbiamo davanti a noi un\u2019enorme scelta da compiere; io la chiamerei una decisione antropologica. Quand\u2019\u00e8 che incominceremo davvero a porre il problema della giustizia? E non parlo solo della giustizia distributiva, ma anche di quella rispetto all\u2019ambiente, che non prendiamo ancora in considerazione.<br \/>\nIn tutto questo c\u2019\u00e8 un problema etico. Quando confesso, non ho ancora sentito qualcuno che sia venuto a confessare peccati contro l\u2019ambiente. Stiamo ammazzando la terra, ma nessuno si sente colpevole.<br \/>\nNon riusciamo a capire quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Quello che stiamo perdendo \u00e8 un diritto fondamentale: IL DIRITTO ALLA SALUTE.<br \/>\nDi chi \u00e8 la colpa? Di chi ha gestito in questi ultimi 30 anni? Questo \u00e8 il tempo dell\u2019 \u201cAGIRE\u201d,  \u00e8 il tempo della concretezza da parte di tutti; qui non c\u2019\u00e8 solo la responsabilit\u00e0 mia o tua, qui c\u2019\u00e8 in ballo  il \u201cNOI\u201d.<br \/>\nMa a chi dobbiamo chiedere questo cambiamento? Alle Istituzioni, alla Politica? Noi dobbiamo certamente essere una spina propositiva nel fianco della politica e delle istituzioni per chiedere che facciano la loro parte ma c\u2019\u00e8 anche una parte di Responsabilit\u00e0 che chiama in gioco tutti noi e nessuno deve sentirsi escluso.<br \/>\nBasta con quelli che chiedono sempre agli altri di fare. C\u2019\u00e8 una parte che appartiene a ciascuno di noi. E\u2019 il noi che vince. Dobbiamo mettere a disposizione la nostra vita per dare vita, per dare speranza.<br \/>\nDio affida all\u2019uomo e alla donna il Creato perch\u00e9 venga custodito e coltivato; Dio non lo ha affidato alle multinazionali, ma a ciascuno di noi.<br \/>\nL\u2019agricoltura \u00e8 vita e fiorisce se c\u2019\u00e8 acqua pulita, se la terra \u00e8 viva e la terra \u00e8 maestra. Se noi non abbiamo l\u2019agricoltura non abbiamo il cibo, se non c\u2019\u00e8 il cibo non si vive; a maggior ragione se non c\u2019\u00e8 acqua limpida rischieremo di morire senza alternative.<br \/>\nOggi, per\u00f2, il patrimonio delle sementi \u00e8 in mano a 5 multinazionali nel mondo; sono loro che  governano l\u201980% delle sementi. E la documentazione \u00e8 seria tanto da portare Papa Francesco a scrivere un\u2019Enciclica che \u00e8 una meraviglia: . E\u2019 un grido di allarme. Pone all\u2019attenzione del mondo il cruciale tema dell\u2019ambiente, denunciando i fenomeni che oggi devastano \u201cla nostra casa comune\u201d, inquinata, maltrattata, saccheggiata \u201cdai fumi dell\u2019industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all\u2019acidificazione del suolo e dell\u2019acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale\u201d.<br \/>\nDal punto di vista umano e ambientale, Sora Nostra Madre Terra \u2013 come la chiamava San Francesco d\u2019Assisi, \u2013 porta le innumerevoli \u201cferite\u201d prodotte \u201cdal nostro comportamento irresponsabile\u201d. \u201cLa terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre pi\u00f9 in un immenso deposito di immondizia\u201d (21), scrive il Papa. Essa \u201cgeme e soffre le doglie del parto\u201d e, oggi, \u2013 ammonisce \u2013 \u201cprotesta per il male che le provochiamo, a causa dell\u2019uso irresponsabile e dell\u2019abuso dei beni che Dio ha posto in lei\u201d. \u201cSiamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla\u201d (2), osserva Francesco.<br \/>\nPone quindi un interrogativo a chiunque legger\u00e0 il suo scritto: \u201cChe tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?\u201d. Una domanda che \u201cnon riguarda solo l\u2019ambiente\u201d e che spinge \u201ca interrogarsi sul senso dell\u2019esistenza e sui valori alla base della vita sociale\u201d.<br \/>\nNegli ultimi anni \u00e8 stato distrutto o degradato il 60% degli ecosistemi terrestri mondiali.<br \/>\nPapa Francesco, andando al Sacrario militare di Redipuglia e parlando della Pace, ha parlato anche della terza guerra mondiale a pezzi. Sono almeno un centinaio i paesi che vivono in conflitto. Negli ultimi anni il 40% dei conflitti interni mondiali sono nati per il sottosuolo, per la terra, per l\u2019acqua. Ed allora abbiamo il grande compito di rimettere al centro quel dovere che tanti hanno disatteso distruggendo, inquinando, sfruttando la terra.<br \/>\nCi vuole pi\u00f9 consapevolezza, pi\u00f9 conoscenza, per capire che ogni ferita inferta alla terra \u00e8 una ferita inferta a noi stessi. Uno dei maggiori peccati oggi \u00e8 il Peccato del Sapere, cio\u00e8 la mancanza di Profondit\u00e0: c\u2019\u00e8 troppo sapere \u201cdi seconda mano\u201d e per sentito dire.<br \/>\nAllora io mi chiedo: possiamo fare qualcosa di pi\u00f9? Noi siamo testimoni di una situazione paradossale: nonostante l\u2019enormit\u00e0 dei problemi, nessuno ci crede davvero e tanti fanno finta di non sapere e non reagiscono. L\u2019INDIFFERENZA \u00e8 la prima prova di suicidio ed omicidio tra noi. I cittadini sono i primi responsabili se non reagiscono. Senza il POPOLO le battaglie non si fanno.<br \/>\nNoi lucani che beneficio abbiamo avuto dal petrolio? Ed oggi rischiamo di avere anche un altro problema: l\u2019assalto alla nostra acqua. Dobbiamo fare molta attenzione a non farci rubare l\u2019ACQUA che \u00e8 fonte di vita e di speranza e, soprattutto, a non farla privatizzare.<br \/>\nLa questione dell\u2019accesso all\u2019acqua potabile e sicura, \u00e8 \u201cun diritto umano essenziale, fondamentale e universale\u201d perch\u00e9 l\u2019acqua \u00e8 un \u201cbene comune indispensabile alla sopravvivenza delle persone\u201d.<br \/>\nGuai, in queste battaglie, a mostrarci come eroi: tutti dobbiamo fare solo il nostro dovere senza delegare ad altri quello che deve essere l\u2019impegno di ognuno. Don Luigi Ciotti continua a dire una cosa fondamentale per tutti: \u201cAbbiamo solo questa vita per vivere, per amarci, per impegnarci, per portare il nostro contributo che comincia dalle piccole cose\u201d. E continua \u2013 \u201cOggi, ci sono tante cose che non vanno bene perch\u00e9 ci sono dei cittadini a intermittenza, cio\u00e8, a seconda delle emozioni; noi, invece, abbiamo bisogno di cittadini responsabili che prendono coscienza che il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi\u201d.<br \/>\nTre anni fa, dopo aver constatato con i miei occhi tutta la sofferenza della gente della Valbasento, ho proposto l\u2019iniziativa <strong>\u201cPER NON DIMENTICARE: UNA MESSA PER LA VITA\u201d<\/strong>: dopo aver avviato un censimento territoriale (Pisticci) delle Vittime di Cancro dagli anni \u201970 ad oggi, ho invitato tutti i miei  parrocchiani a pregare, nella Messa dell\u2019ultima domenica di ogni mese, per i tanti compaesani morti per tumore ed a ricordarli leggendo l\u2019elenco di tutti i loro nomi. Questa iniziativa \u00e8 nata (ed ora \u00e8 stata sospesa) nel segno del rispetto di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e che \u00e8 doveroso ricordare sempre.<br \/>\nLa <strong>MEMORIA<\/strong> non \u00e8 retorica o celebrazione \u2013 come qualcuno ha avuto il coraggio di dire \u2013 ma indica RISPETTO, IMPEGNO anche grazie all\u2019elencazione di tutti i nomi, uno ad uno. La Memoria, dunque, vuol dire impegnarci di pi\u00f9 tutti. In questo lungo elenco, un domani, possiamo esserci anche noi. Ecco perch\u00e9 non dobbiamo perdere altro tempo. Questo \u00e8 l\u2019invito che oggi voglio rivolgere a tutti voi.<br \/>\nAnche la <strong>MARCIA APARTITICA PER LA VITA<\/strong>,che si \u00e8 svolta il 29 settembre 2018, \u00e8 servita ad innalzare il nostro grido di allarme con Azioni concrete nella Continuit\u00e0 della Condivisione e della Co-Responsabilit\u00e0, disposti a collaborare con le Istituzioni ed essere una spina nel loro fianco se non fanno quello che devono o dovrebbero fare. Non si pu\u00f2 giocare sulla pelle della povera gente ed a maggior ragione sulla dignit\u00e0 della persona umana. A questo proposito, non \u00e8 importante Commuoversi ma Muoversi.<br \/>\nE\u2019 vero, le persone hanno tanta paura. La paura di manifestare la propria malattia, di essere licenziati perdendo il lavoro perch\u00e9 si \u00e8 sottoposti a ricatto occupazionale, e poi c\u2019\u00e8 la rassegnazione perch\u00e9 non ci sono altre prospettive. Allora vi domando: dobbiamo rassegnarci o lottare? Io preferisco lottare.  Il dato di fatto \u00e8 che il pi\u00f9 delle volte viviamo di una cultura gretta che porta a dire <strong>\u201cMEGLIO MORIRE DI CANCRO E NON DI FAME\u201d<\/strong>, un\u2019affermazione assurda e vergognosa, solo per la paura di essere licenziati. Non si possono barattare la Salute e la Vita (beni preziosi) soltanto per un posto di lavoro. La tutela dell\u2019ambiente oggi viene riconosciuta come valore pi\u00f9 alto della societ\u00e0 civile. E allora perch\u00e9 lo Stato non si attiva, visto che l\u2019art. 32 della Costituzione impone la tutela della salute dei cittadini?<br \/>\nParlare di ecologia per noi significa evidenziare il fatto che l\u2019ambiente ci \u00e8 stato sottratto, \u00e8 stato devastato; significa denunciare che qualcuno si arricchisce sfruttandolo e che qui la gente muore per mantenere il benessere degli altri. Non mi sembra che questa sia una logica accettabile.<br \/>\nConcludo riportando alla nostra memoria i due paragrafi della LAUDATO SI\u2019  che generosamente Papa Francesco ci ha donato:<br \/>\nn. 179: &#8220;La societ\u00e0, attraverso organismi non governativi e associazioni intermedie, deve obbligare i governi a sviluppare normative, procedure e controlli pi\u00f9 rigorosi. Se i cittadini non controllano il potere politico \u2013 nazionale, regionale e municipale \u2013 neppure \u00e8 possibile un contrasto dei danni ambientali. D\u2019altra parte, le legislazioni municipali possono essere pi\u00f9 efficaci se ci sono accordi tra popolazioni vicine per sostenere le medesime politiche ambientali&#8221;;<br \/>\nn. 205: &#8220;Eppure, non tutto \u00e8 perduto, perch\u00e9 gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all\u2019estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, al di l\u00e0 di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale che venga loro imposto. Sono capaci di guardare a se stessi con onest\u00e0, di far emergere il proprio disgusto e di intraprendere nuove strade verso la vera libert\u00e0. Non esistono sistemi che annullino completamente l\u2019apertura al bene, alla verit\u00e0 e alla bellezza, n\u00e9 la capacit\u00e0 di reagire, che Dio continua ad incoraggiare dal profondo dei nostri cuori. Ad ogni persona di questo mondo chiedo di non dimenticare questa sua dignit\u00e0 che nessuno ha diritto di toglierle&#8221;.<br \/>\nQuesto \u00e8 l\u2019invito che oggi mi sento di rivolgere a tutti voi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 4 maggio 2019, organizzato dal Punto Pace Pax Christi di Potenza, si \u00e8 svolto il Convegno &#8220;DALLA PARTE DELLA MADRE TERRA&#8221;,<br \/>\npresso la parrocchia di S. Anna e S. 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