{"id":14997,"date":"2019-01-22T08:13:52","date_gmt":"2019-01-22T08:13:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14997"},"modified":"2020-06-22T07:59:15","modified_gmt":"2020-06-22T07:59:15","slug":"il-primato-della-pace-e-della-giustizia-nel-diritto-internazionale-per-la-cura-della-casa-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14997","title":{"rendered":"Il primato della pace e della giustizia nel diritto internazionale per la cura della casa comune"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"color: #663300; font-size: x-large;\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8440 alignleft\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/papa-francesco-udienza-generale.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/papa-francesco-udienza-generale.jpg 1024w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/papa-francesco-udienza-generale-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/papa-francesco-udienza-generale-768x522.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/i><\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #663300;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #663300;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/div>\n<div><i>Intervenendo il 7 gennaio scorso davanti ai membri del corpo diplomatico, il papa propone un ampio ragionamento sullo scenario internazionale centrato su quattro punti: il primato della giustizia e del diritto, la difesa dei pi\u00f9 deboli, la capacit\u00e0 di costruire ponti, il ripensamento del nostro destino comune. Costante \u00e8 il suo richiamo alla storia del Novecento e alle guerre mondiali. Deciso \u00e8 il suo monito contro il mercato delle armi. Frequente \u00e8 il riferimento all&#8217;Europa libera da\u00a0 nazionalismi. Riportiamo alcuni spunti (s.p.).<\/i><\/div>\n<div><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<p><b>[&#8230;] <i>Il primato della giustizia e del diritto<\/i><\/b><\/p>\n<p>Il primo elemento di contatto che vorrei richiamare \u00e8 il primato della giustizia e del diritto: \u00abVoi \u2013 diceva Papa Montini \u2013 sancite il grande principio che i rapporti fra i popoli devono essere regolati dalla ragione, dalla giustizia, dal diritto, dalla trattativa, non dalla forza, non dalla violenza, non dalla guerra, e nemmeno dalla paura, n\u00e9 dall\u2019inganno\u00bb. <b>Nella nostra epoca, preoccupa il riemergere delle tendenze a far prevalere e a perseguire i singoli interessi nazionali senza ricorrere a quegli strumenti che il diritto internazionale prevede per risolvere le controversie e assicurare il rispetto della giustizia, anche attraverso le Corti internazionali. Tale atteggiamento \u00e8 talvolta frutto della reazione di quanti sono chiamati a responsabilit\u00e0 di governo dinanzi a un accentuato malessere che sempre pi\u00f9 si sta sviluppando tra i cittadini di non pochi Paesi, i quali percepiscono le dinamiche e le regole che governano la comunit\u00e0 internazionale come lente, astratte e in ultima analisi lontane dalle loro effettive necessit\u00e0.<\/b> \u00c8 opportuno che le personalit\u00e0 politiche ascoltino le voci dei propri popoli e che ricerchino soluzioni concrete per favorirne il maggior bene. Ci\u00f2 esige tuttavia il rispetto del diritto e della giustizia tanto all\u2019interno delle comunit\u00e0 nazionali che in seno a quella internazionale, perch\u00e9 soluzioni reattive, emotive e affrettate potranno s\u00ec accrescere un consenso di breve respiro, ma non contribuiranno di certo alla soluzione dei problemi pi\u00f9 radicali, anzi li aumenteranno.<\/p>\n<p>Proprio a partire da questa preoccupazione ho inteso dedicare il messaggio per la LII giornata mondiale della pace,\u00a0 celebratasi lo scorso 1\u00b0 gennaio, al tema: \u201c<b><i>La buona politica \u00e8 al servizio della pace<\/i><\/b>\u201d, poich\u00e9 vi \u00e8 un\u2019intima relazione fra la buona politica e la pacifica convivenza fra i popoli e le nazioni. La pace non \u00e8 mai un bene parziale, ma abbraccia tutto il genere umano. Un aspetto essenziale, dunque, della buona politica \u00e8 quello di perseguire il bene comune di tutti, in quanto \u00abbene di tutti gli uomini e di tutto l\u2019uomo\u00bb<a class=\"ox-1e0f936f5c-enhancr_card_8909579506\" href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2019\/january\/documents\/papa-francesco_20190107_corpo-diplomatico.html#_ftn4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" name=\"_ftnref4\"><\/a> e condizione sociale che permette a ciascuna persona e all\u2019intera comunit\u00e0 di raggiungere il proprio benessere materiale e spirituale. Alla politica \u00e8 richiesto di essere lungimirante, di non limitarsi a cercare soluzioni di corto respiro. Il buon politico non deve occupare spazi, ma avviare processi; egli \u00e8 chiamato a far prevalere l\u2019unit\u00e0 sul conflitto, alla cui base vi \u00e8 \u00abla solidariet\u00e0, intesa nel suo significato pi\u00f9 profondo e di sfida\u00bb. Essa \u00abdiventa cos\u00ec uno stile di costruzione della storia, un ambito vitale dove i conflitti, le tensioni e gli opposti possono raggiungere una pluriforme unit\u00e0 che genera nuova vita\u00bb [&#8230;].. In quest\u2019ambito, un ruolo fondamentale \u00e8 svolto dai diritti umani, enunciati nella <b><i>Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo<\/i>,<\/b> di cui abbiamo da poco celebrato il 70\u00b0 anniversario, il cui carattere universale, oggettivo e razionale sarebbe opportuno riscoprire, affinch\u00e9 non prevalgano visioni parziali e soggettive dell\u2019uomo, le quali rischiano di aprire la via a nuove disuguaglianze, ingiustizie, discriminazioni e, in estremo, anche a nuove violenze e soprusi.<\/p>\n<p><b><i>La difesa dei pi\u00f9 deboli<\/i><\/b><\/p>\n<p>Il secondo elemento che vorrei ricordare \u00e8 la difesa dei deboli [&#8230;]&#8230;<b>.la comunit\u00e0 internazionale con le sue organizzazioni \u00e8 chiamata a dare voce a chi non ha voce<\/b>. E tra i senza voce del nostro tempo vorrei ricordare le vittime delle altre guerre in corso, specialmente di quella in Siria, con l\u2019immenso numero di morti che ha causato [&#8230;].<\/p>\n<p>Prossimamente avr\u00f2 l\u2019occasione di recarmi in due Paesi a maggioranza musulmana, il Marocco e gli Emirati arabi uniti. Si tratter\u00e0 di due importanti opportunit\u00e0 per<i> <b>sviluppare ulteriormente il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra i fedeli di entrambe le religioni, nell\u2019ottavo centenario dello storico incontro tra san Francesco d\u2019Assisi e il sultano al-Malik al-K\u0101mil.<\/b><\/i><\/p>\n<p>Tra i deboli del nostro tempo che la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 chiamata a difendere ci sono,<b> insieme ai rifugiati, anche i migranti. Ancora una volta desidero richiamare l\u2019attenzione dei Governi affinch\u00e9 si presti aiuto a quanti sono dovuti emigrare a causa del flagello della povert\u00e0, di ogni genere di violenza e di persecuzione, come pure delle catastrofi naturali e degli sconvolgimenti climatici, e affinch\u00e9 si facilitino le misure che permettono la loro integrazione sociale nei Paesi di accoglienza. Occorre poi che ci si adoperi perch\u00e9 le persone non siano costrette ad abbandonare la propria famiglia e nazione, o possano farvi ritorno in sicurezza e nel pieno rispetto della loro dignit\u00e0 e dei loro diritti umani. Ogni essere umano anela a una vita migliore e pi\u00f9 felice e non si pu\u00f2 risolvere la sfida della migrazione con la logica della violenza e dello scarto, n\u00e9 con soluzioni parziali [&#8230;]. <\/b>In tale prospettiva, la Santa Sede si \u00e8 adoperata attivamente nei negoziati e per l\u2019adozione dei due <i>Global Compacts<\/i> sui <i>Rifugiati<\/i> e sulla <i> Migrazione sicura, ordinata e regolare<\/i> [&#8230;]. Di entrambi i Patti, la Santa Sede apprezza l\u2019intento e il carattere che ne facilita la messa in pratica, pur avendo espresso riserve circa quei documenti, richiamati nel Patto riguardante le migrazioni, che contengono terminologie e linee guida non corrispondenti ai suoi principi circa la vita e i diritti delle persone.<\/p>\n<p>Tra gli altri deboli, \u00absentiamo di fare Nostra \u2013 continuava Paolo VI \u2013 la voce [\u2026] dei <b>giovan<\/b>i delle presenti generazioni, che sognano a buon diritto una migliore umanit\u00e0\u00bb. Ai giovani, che tante volte si sentono smarriti e privi di certezze per l\u2019avvenire, [&#8230;]. I giovani sono il futuro, e compito della politica \u00e8 aprire le strade del futuro. Per questo \u00e8 quanto mai necessario investire in iniziative che permettano alle prossime generazioni di costruirsi un avvenire, avendo la possibilit\u00e0 di trovare lavoro, formare una famiglia e crescere dei figli. Accanto ai giovani meritano particolare menzione<b> i fanciulli, <\/b> specialmente in quest\u2019anno in cui ricorre il 30\u00b0 anniversario dell\u2019adozione della <i>Convenzione sui Diritti del Fanciullo<\/i>. Si tratta di un\u2019occasione propizia per una seria riflessione sui passi compiuti per vigilare sul bene dei nostri piccoli e sul loro sviluppo sociale e intellettuale, come pure sulla loro crescita fisica, psichica e spirituale. In questa circostanza non posso tacere una delle piaghe del nostro tempo, che purtroppo ha visto protagonisti anche diversi membri del clero. Gli <b>abusi contro i minori<\/b> costituiscono uno dei crimini pi\u00f9 vili e nefasti possibili. Essi spazzano via inesorabilmente il meglio di ci\u00f2 che la vita umana riserva ad un innocente, arrecando danni irreparabili per il resto dell\u2019esistenza. La Santa Sede e la Chiesa tutta intera si stanno impegnando per combattere e prevenire tali delitti e il loro occultamento, per accertare la verit\u00e0 dei fatti in cui sono coinvolti ecclesiastici e per rendere giustizia ai minori che hanno sub\u00ecto violenze sessuali, aggravati da abusi di potere e di coscienza. L\u2019incontro che avr\u00f2 con gli episcopati di tutto il mondo nel prossimo febbraio intende essere un ulteriore passo nel cammino della Chiesa per fare piena luce sui fatti e lenire le ferite causate da tali delitti.\u00a0 Duole constatare che nelle nostre societ\u00e0, tante volte caratterizzate da contesti familiari fragili, si sviluppano comportamenti violenti anche nei confronti delle<b> donne [&#8230;].<\/b> Davanti alla piaga degli abusi fisici e psicologici sulle donne, c\u2019\u00e8 l\u2019urgenza di riscoprire forme di relazioni giuste ed equilibrate, basate sul rispetto e sul riconoscimento reciproci, nelle quali ciascuno possa esprimere in modo autentico la propria identit\u00e0, mentre la promozione di talune forme di indifferenziazione rischia di snaturare lo stesso essere uomo o donna.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione per i pi\u00f9 deboli ci spinge a riflettere anche su un\u2019altra piaga del nostro tempo, ovvero le condizioni dei <b>lavoratori<\/b>. Se non adeguatamente tutelato, il lavoro cessa di essere il mezzo attraverso il quale l\u2019uomo si realizza e diventa una moderna forma di schiavit\u00f9. Cento anni fa nasceva l\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro, che si \u00e8 adoperata per favorire condizioni adeguate di lavoro e accrescere la dignit\u00e0 degli stessi lavoratori [&#8230;]. In questa sua missione essa \u00e8 chiamata ad affrontare, con altre istanze della comunit\u00e0 internazionale, anche la piaga del <b>lavoro minorile<\/b> e delle nuove forme di schiavit\u00f9, cos\u00ec come una progressiva diminuzione del valore delle retribuzioni, specialmente nei Paesi sviluppati, e la persistente discriminazione delle donne negli ambiti lavorativi.<\/p>\n<p><b><i>Essere ponte tra i popoli e costruttori della pace<\/i><\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2019\/january\/documents\/papa-francesco_20190107_corpo-diplomatico.html#_ftn9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" name=\"_ftnref9\"><\/a><\/p>\n[&#8230;] Nel corso dell\u2019ultimo anno vi sono stati alcuni significativi segnali di pace, a cominciare dallo storico Accordo tra Etiopia ed Eritrea, che pone fine a vent\u2019anni di conflitto e ripristina le relazioni diplomatiche fra i due Paesi. Anche l\u2019intesa sottoscritta dai leader del Sud Sudan, che consente di riprendere la convivenza civile e di riattivare il funzionamento delle istituzioni nazionali, \u00e8 un segno di speranza per il Continente africano, dove tuttavia permangono gravi tensioni e diffusa povert\u00e0. Seguo con speciale attenzione l\u2019evolversi della situazione nella Repubblica Democratica del Congo, esprimendo l\u2019auspicio che il Paese possa ritrovare la riconciliazione che da tempo attende e intraprendere un deciso cammino verso lo sviluppo, ponendo fine al persistente stato di insicurezza che interessa milioni di persone, tra cui tanti bambini. A tal fine, il rispetto del risultato elettorale \u00e8 fattore determinante per una pace sostenibile. Parimenti esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono a causa della violenza fondamentalista, specialmente in Mali, Niger e Nigeria, o per le perduranti tensioni interne al Camerun che seminano non di rado morte anche tra la popolazione civile. Nel complesso, occorre pure rilevare che l<b>\u2019Africa,<\/b> al di l\u00e0 di diverse drammatiche vicende, rivela un potenziale dinamismo positivo, radicato nella sua antica cultura e tradizionale accoglienza. Un esempio di solidariet\u00e0 effettiva tra le Nazioni \u00e8 costituito dall\u2019apertura delle frontiere in diversi Paesi per accogliere generosamente i rifugiati e gli sfollati. \u00c8 da apprezzare il fatto che in molti Stati cresce la pacifica convivenza tra credenti di diverse religioni e si favoriscono iniziative solidali comuni [&#8230;].<\/p>\n<p><b><i>Ripensare al nostro destino comune<\/i><\/b><\/p>\n<p>Infine, vorrei richiamare un quarto tratto della diplomazia multilaterale: essa ci invita a ripensare il nostro destino comune. Paolo VI lo ebbe a dire in questi termini: \u00ab<b>Dobbiamo abituarci a pensare [\u2026] in maniera nuova la convivenza dell\u2019umanit\u00e0, in maniera nuova le vie della storia e i destini del mondo. [\u2026] \u00c8 l\u2019ora in cui [\u2026] ripensare, cio\u00e8, alla nostra comune origine, alla nostra storia, al nostro destino comune. Mai come oggi, in un\u2019epoca di tanto progresso umano, si \u00e8 reso necessario l\u2019appello alla coscienza morale dell\u2019uomo! Il pericolo non viene n\u00e9 dal progresso n\u00e9 dalla scienza. [\u2026] Il pericolo vero sta nell\u2019uomo, padrone di sempre pi\u00f9 potenti strumenti, atti alla rovina ed alle pi\u00f9 alte conquiste!\u00bb.\u00a0 <\/b>Nel contesto dell\u2019epoca, il Pontefice si riferiva essenzialmente alla <i><b>proliferazione delle armi nucleari. <\/b><\/i>\u00abLe armi \u2013 diceva \u2013, quelle terribili specialmente, che la scienza moderna [ci] ha date, ancor prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi, creano incubi, diffidenze e propositi tristi, esigono enormi spese, arrestano progetti di solidariet\u00e0 e di utile lavoro, falsano la psicologia dei popoli\u00bb.<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2019\/january\/documents\/papa-francesco_20190107_corpo-diplomatico.html#_ftn11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" name=\"_ftnref11\">]<\/a><\/p>\n<p><b>Purtroppo, duole constatare che non solo <i>il mercato delle armi<\/i> non sembra subire battute d\u2019arresto, ma anzi che vi \u00e8 una sempre pi\u00f9 diffusa tendenza ad armarsi, tanto da parte dei singoli che da parte degli Stati. Preoccupa specialmente che il disarmo nucleare, ampiamente auspicato e in parte perseguito nei decenni passati, stia ora lasciando il posto alla ricerca di nuove armi sempre pi\u00f9 sofisticate e distruttive. In questa sede, intendo ribadire che \u00abnon possiamo non provare un vivo senso di inquietudine se consideriamo le catastrofiche conseguenze umanitarie e ambientali che derivano da qualsiasi utilizzo degli ordigni nucleari. Pertanto, anche considerando il rischio di una detonazione accidentale di tali armi per un errore di qualsiasi genere, \u00e8 da condannare con fermezza la minaccia del loro uso \u2013 mi viene da dire l\u2019immoralit\u00e0 del loro uso \u2013 nonch\u00e9 il loro stesso possesso, proprio perch\u00e9 la loro esistenza \u00e8 funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l\u2019intero genere umano. Le relazioni internazionali non possono essere dominate dalla forza militare, dalle intimidazioni reciproche, dall\u2019ostentazione degli arsenali bellici. Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un\u2019etica di solidariet\u00e0\u00bb<\/b>.<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2019\/january\/documents\/papa-francesco_20190107_corpo-diplomatico.html#_ftn12\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" name=\"_ftnref12\"><\/a><\/p>\n<p><b>Ripensare il nostro destino comune nel contesto attuale significa anche ripensare il rapporto col nostro Pianeta<\/b>. Anche quest\u2019anno indicibili disagi e sofferenze provocate da alluvioni, inondazioni, incendi, terremoti e siccit\u00e0 hanno colpito duramente le popolazioni di varie regioni del continente americano e del sud-est asiatico. Tra le questioni su cui \u00e8 particolarmente urgente trovare un accordo in seno alla comunit\u00e0 internazionale vi \u00e8 dunque la cura dell\u2019ambiente e il cambiamento climatico. Al riguardo, anche alla luce del consenso raggiunto alla recente Conferenza internazionale sul clima (COP-24) svoltasi a Katowice, auspico un impegno pi\u00f9 deciso da parte degli Stati a rafforzare la collaborazione nel contrastare con urgenza il preoccupante fenomeno del riscaldamento globale. La Terra \u00e8 di tutti e le conseguenze del suo sfruttamento ricadono su tutta la popolazione mondiale, con effetti pi\u00f9 drammatici in alcune regioni. Tra queste vi \u00e8 l\u2019Amazzonia, che sar\u00e0 al centro della prossima Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi prevista in Vaticano nel mese di ottobre, la quale, pur trattando principalmente dei cammini di evangelizzazione per il popolo di Dio, non mancher\u00e0 anche di affrontare le problematiche ambientali in stretto rapporto con le ricadute sociali.<\/p>\n<p><i>Eccellenze, Signore e Signori,\u00a0 <\/i><b>il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino<\/b>. Da l\u00ec a pochi mesi si sarebbe posto fine all\u2019ultimo retaggio del secondo conflitto mondiale: la lacerante divisione dell\u2019Europa decisa a Yalta e la guerra fredda. I Paesi a est della cortina di ferro ritrovarono la libert\u00e0 dopo decenni di oppressione e molti di essi iniziarono a incamminarsi lungo la strada che li avrebbe portati ad aderire all<b>\u2019Unione Europea.<\/b> Nel contesto attuale, in cui prevalgono nuove spinte centrifughe e la tentazione di erigere nuove cortine, non si perda in Europa la consapevolezza dei benefici \u2013 primo fra tutti la pace \u2013 apportati dal cammino di amicizia e avvicinamento tra i popoli intrapreso nel secondo dopoguerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 Intervenendo il 7 gennaio scorso davanti ai membri del corpo diplomatico, il papa propone un ampio ragionamento sullo scenario internazionale centrato su quattro punti: il primato della giustizia e del diritto, la difesa dei pi\u00f9 deboli, la capacit\u00e0 di costruire ponti, il ripensamento del nostro destino comune. Costante \u00e8 il suo richiamo alla storia del Novecento e alle guerre mondiali. Deciso \u00e8 il suo monito contro il mercato delle armi. Frequente \u00e8 il riferimento all&#8217;Europa libera da\u00a0 nazionalismi. Riportiamo alcuni spunti (s.p.). \u00a0 [&#8230;] Il primato della giustizia e del diritto Il primo elemento di contatto che vorrei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":8440,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[193],"tags":[952],"class_list":["post-14997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter","tag-papa-francesco"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-16 15:58:05","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14997"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16854,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14997\/revisions\/16854"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}