{"id":14994,"date":"2019-01-21T16:17:40","date_gmt":"2019-01-21T16:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14994"},"modified":"2020-06-22T07:59:16","modified_gmt":"2020-06-22T07:59:16","slug":"riflessione-sulle-shoa-di-ieri-e-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14994","title":{"rendered":"Riflessione sulle Sho\u00e0, di ieri e di oggi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_14995\" style=\"width: 143px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=14995\" rel=\"attachment wp-att-14995\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14995\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/carmelo-salanitro.jpeg\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"160\" class=\"size-full wp-image-14995\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14995\" class=\"wp-caption-text\">Carmelo Salanitro<\/p><\/div>\n<p>Il 27 gennaio si commemora la Sho\u00e0, l\u2019orrendo sterminio di 6 milioni di ebrei da parte della follia nazista. Fare memoria dell\u2019olocausto \u00e8 un dovere imprescindibile della nostra civilt\u00e0. Pu\u00f2 essere opportuno rammentare che nel secolo scorso sono stati vittime di spaventosi genocidi anche il popolo armeno agli inizi del novecento e le etnie hutu e tutsi tra Rwanda e Burundi, ripetutamente, nella seconda met\u00e0 del secolo.<br \/>\nRicordare quanto \u00e8 accaduto \u00e8 altamente educativo per le nuove generazioni, come monito affinch\u00e9 tragedie simili non abbiano pi\u00f9 a ripetersi. Non \u00e8 quindi solo un commosso ricordo di quanti brutalmente persero la vita e i loro sogni, o del dolore incancellabile dei familiari e dei sopravvissuti. E\u2019 qualcosa di pi\u00f9: \u00e8 un avvertimento perch\u00e9 gli uomini, dotati di ragione, non cadano nuovamente in questi errori mostruosi.<br \/>\nMa neanche questo \u00e8 sufficiente.<br \/>\nLa memoria dell\u2019olocausto ebraico (e anche dell\u2019eliminazione di zingari e altre categorie di \u201cdiversi\u201d) ci invita contemporaneamente ad analizzare la realt\u00e0 di oggi, a vigilare, a valutare se altre \u201csho\u00e0\u201d siano in atto al tempo presente o minaccino di ripetersi in mutati contesti geografici, sociali e politici. Sarebbe veramente pura e vuota retorica commemorare il passato senza nemmeno curarsi se tragedie simili stiano avvenendo anche nel presente.<br \/>\nNaturalmente questo impone anche la riflessione su altri meccanismi di sho\u00e0, al di l\u00e0 dell\u2019eliminazione fisica brutale, a volte meno riconoscibili, ma il cui terribile risultato \u00e8 alla fine simile.<br \/>\nTale riflessione implica non soltanto i focolai di guerra, ma anche le loro cause e chi ne sia responsabile. A cerchi concentrici, al di l\u00e0 dei conflitti bellici veri e propri, dovremmo chiederci quali sono le cause della povert\u00e0, della fame, della malnutrizione, delle carestie da cambiamenti climatici. E\u2019 doveroso individuare i responsabili di queste disgrazie e denunciarli. L\u2019esito di questi mali sono infatti altrettante sho\u00e0, di cui non si parla e che restano nascoste nei sotterranei della storia e delle vicende umane.<br \/>\nInoltre, contrariamente al passato, non \u00e8 pi\u00f9 lecito oggi dire che non sappiamo o che non possiamo farci niente, perch\u00e9 attraverso vari mezzi odierni di comunicazione e il loro uso appropriato, possiamo essere consapevoli in tempo reale di ci\u00f2 che accade in qualsiasi punto del globo.<br \/>\nCertamente, tutto questo richiede analisi, discernimento, senso critico, capacit\u00e0 e strumenti di azione. Queste funzioni e competenze sono oggi disponibili, attraverso le attivit\u00e0 giornalistiche, la forza delle associazioni e della societ\u00e0 civile, per non parlare dei governi e delle forze politiche, che dovrebbero proprio svolgere questo compito, ma la cui credibilit\u00e0 spesso \u00e8 assai dubbia.<br \/>\nSe le forze migliori dell\u2019umanit\u00e0 vogliono\u2026, si pu\u00f2 fare.<br \/>\nGli esempi di sho\u00e0, purtroppo, oggi non mancano.<br \/>\nNegli ultimi 20 anni nella Repubblica Democratica del Congo le vittime uccise nelle guerre civili assommano a circa 5-6 milioni, prevalentemente nelle regioni dei laghi, nella parte orientale del Paese. La straordinaria ricchezza mineraria (diamanti, coltan, oro, uranio, zinco, stagno, nichel, gas, petrolio) ha scatenato continue guerre civili tra gruppi armati (inclusi quelli governativi), dietro i quali si agitano gli interessi delle multinazionali. Di queste risorse alla popolazione congolese arriva poco o niente, mentre i lavoratori delle miniere vengono sfruttati in modo disumano. I minerali vengono perlopi\u00f9 esportati in modo irregolare nei Paesi limitrofi (Rwanda, Burundi, Uganda), che se ne avvantaggiano in abbondanza. Di recente, poi, nel sud-est del Paese si \u00e8 affacciata la Cina, interessata alle miniere di cobalto e di rame nello Stato del Katanga. I beneficiari ultimi sono poi sempre gli stessi: noi occidentali, o meglio, la parte ricca della popolazione mondiale, che utilizza questi metalli preziosi ottenuti a basso costo per fare profitti altissimi. Nel frattempo il Congo resta una delle nazioni pi\u00f9 povere e sottosviluppate del pianeta.<br \/>\nDa diversi anni \u00e8 in atto nello Yemen una devastante guerra civile, che oltre a causare decine di migliaia di morti, ha provocato nella popolazione una gravissima crisi umanitaria sotto tutti gli aspetti (alimentare, sanitaria, ecc.). Come ormai tutti sanno, in Sardegna vengono prodotte bombe che, vendute all\u2019Arabia Saudita, vengono poi lanciate sulla popolazione yemenita. A quanto pare, la palese violazione della nostra legge 185\/90 che proibisce la fornitura di armi a Paesi belligeranti non turba minimamente il governo italiano. Ogni commento \u00e8 superfluo.<br \/>\nSono esempi devastanti, ma si potrebbe fare un lungo elenco di guerre e terrorismo, la cui analisi riempirebbe molte pagine: il genocidio Rohingya in Myanmar, Libia, Siria, Iraq, Palestina, Afghanistan, Sud-Sudan, Somalia e l\u2019intero Corno d\u2019Africa, la questione irrisolta del Sahara Occidentale, Repubblica Centrafricana, Mali, Nigeria, ecc. e molti altri ecc.<br \/>\nOltre ai responsabili diretti delle guerre, vi sono anche tanti complici: chi produce e vende le armi, chi sa e tace, gli appetiti delle multinazionali, l\u2019ipocrisia delle diplomazie internazionali, l\u2019indifferenza.<br \/>\nGuerre e terrorismo, come si sa, portano con s\u00e9 altri effetti \u201ccollaterali\u201d, quali povert\u00e0, malnutrizione, epidemie, altre emergenze sanitarie.<br \/>\nSe il risultato sono milioni di morti (ed \u00e8 cos\u00ec), non sono tutte queste delle sho\u00e0? E non dobbiamo forse evitarle, dal momento che ci sgomenta lo sterminio degli ebrei? I Congolesi sono meno importanti degli ebrei, sono di categoria B? O sono meno importanti perch\u00e9 neri e lontani? Ma dire lontano oggi non ha pi\u00f9 senso, in un mondo globalizzato, dove tutto sembra essere a portata di mano. O la globalizzazione \u00e8 solo tecnologica e commerciale, e non umana? Possiamo accettare questo?<br \/>\nSono del tutto evidenti le responsabilit\u00e0 dei Paesi occidentali, dei loro governi, delle multinazionali (in prima linea il cosiddetto complesso militar-industriale), che a loro volta influenzano gli stessi governi e il sistema economico mondiale. Questo intreccio perverso causa l\u2019iniqua distribuzione della ricchezza, il disastro economico, i flussi migratori dei disperati, l\u2019impoverimento del sud del mondo cronicamente depredato dal ricco nord. Le conseguenze negative di questo processo per l\u2019umanit\u00e0 intera sono incalcolabili.<br \/>\nCome ci interroga tutto questo?<br \/>\nCos\u00ec come noi oggi ci chiediamo \u201cdov\u2019era l\u2019umanit\u00e0 quando veniva sterminato il popolo ebraico\u201d, tra pochi decenni chi viene dopo di noi si chieder\u00e0 \u201cdov\u2019erano le ricche societ\u00e0 \u2018occidentali\u2019, quando intere popolazioni subivano il flagello della guerra, quando milioni di persone soffrivano e morivano di fame, quando innumerevoli bambini soccombevano a malattie facilmente curabili? E quando tutti questi disastri erano associati a ben noti \u2018effetti collaterali\u2019, quali violenze e soprusi di ogni genere, sfruttamento delle fasce pi\u00f9 deboli, povert\u00e0, fenomeno dei bambini-soldato, flussi migratori che \u2019davano tanto fastidio\u2019? E non sapevano forse tutto? S\u00ec, erano consapevoli. E cosa hanno fatto?\u201d<br \/>\nNaturalmente il problema ha una sua complessit\u00e0, e non \u00e8 possibile risolvere il dibattito con formule semplici. Al tempo stesso, neanche \u00e8 possibile rifugiarsi in alibi di comodo.<br \/>\nPu\u00f2 forse servire, in conclusione, fare un riferimento, anche se banale, alla nostra comune vita quotidiana. Chi potrebbe negare che fare festa \u00e8 un aspetto importante del nostro vivere una piena umanit\u00e0 condivisa con gli altri, anche stando allegramente a tavola? Tuttavia, la nostra coscienza viene per forza interrogata quando, a fronte di una situazione mondiale in netto peggioramento, nelle nostre societ\u00e0 il \u201ctroppo cibo\u201d diventa addirittura un problema, o quando durante le festivit\u00e0 l\u2019abbondanza \u00e8 tale che non riusciamo neanche a mangiare tutto quello che ci ritroviamo sulle nostre tavole ben imbandite. Allora sicuramente qualcosa non va, dovremmo percepire un campanello di allarme.<br \/>\nE\u2019 davvero giunto il momento, a partire dalle macerie di una crisi generale dell\u2019umanit\u00e0, di tentare di costruire una societ\u00e0 universale pi\u00f9 umana, dignitosa e civile, in linea con la nostra ragione e con il nostro senso etico.<br \/>\nCi vorr\u00e0 un po\u2019 di tempo, ma bisogna pur intraprendere il cammino.<br \/>\n<em>Vincenzo Pezzino<\/em><\/p>\n<p><em>N.B.<br \/>\nL\u2019immagine nell\u2019articolo \u00e8 quella del prof. Carmelo Salanitro, nato ad Adrano (CT) il 30 ottobre 1894 e morto nel Campo di concentramento di Mauthausen il 24 aprile 1945.<br \/>\nDocente di latino e greco, si oppose al fascismo diffondendo nascostamente volantini contrari al regime. Scoperto e denunciato il 14 novembre 1940, fu arrestato e condannato il 25 febbraio 1941 a 18 anni di carcere per \u201cPropaganda antinazionale, offese al duce e a Hitler\u201d. Dopo l\u20198 settembre 1943 fu prelevato dal carcere di Sulmona, consegnato alle autorit\u00e0 naziste e deportato in diversi campi di concentramento. Fu ucciso in una camera a gas a Mauthausen il 24 aprile 1945. E\u2019 una vittima italiana dell\u2019olocausto.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 27 gennaio si commemora la Sho\u00e0, l\u2019orrendo sterminio di 6 milioni di ebrei da parte della follia nazista. 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