{"id":1449,"date":"2011-07-27T16:17:24","date_gmt":"2011-07-27T16:17:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1449"},"modified":"2020-06-22T09:23:16","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:16","slug":"davvero-vogliamo-il-far-west-delle-armi-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1449","title":{"rendered":"Davvero vogliamo il far west delle armi in Italia?"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; urgente opporsi alla distruzione pezzo per pezzo della legislazione di controllo sulle armi. Al Senato ancora con il metodo di inserire a sorpresa un emendamento su un testo di altro tema, si \u00e8 tentato di far passare una modifica decisiva sulla definizione di legge di &#8220;arma da fuoco&#8221;. Chi ha proposto l\u2019emendamento \u00e8 sicuramente alfiere della lobby armiera.<\/p>\n<p><strong>Davvero vogliamo il far west delle armi in Italia? Rete Disarmo si oppone alla distruzione pezzo per pezzo della legislazione di controllo sulle armi<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Ieri in Senato si \u00e8 tentato di diminuire il controllo sulle armi leggere e si \u00e8 data delega al Governo per riscrivere la legislazione sull\u2019export militare italiano<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u201cCon la scongiurata approvazione dell\u2019emendamento della Lega tendente ad eliminare il Catalogo Nazionale delle armi da spari, ieri l&#8217;Italia ha rischiato <strong>un passo verso un far west armiero<\/strong>. Per fortuna alcuni senatori si sono opposti al tentativo di blitz durante la discussione sulla legge di rifinanziamento delle missioni militari\u201d afferma <strong>Francesco Vignarca <\/strong>coordinatore di <strong>Rete Italiana per il Disarmo<\/strong>. \u201cNoi continueremo a contrastare i <strong>vari tentativi in corso da tempo verso uno smantellamento dei controlli sugli armamenti<\/strong>, sia per la circolazione intera che per l\u2019export. Bene ha fatto il senatore Casson a citare i recenti fatti di sangue di Oslo: con questa spinta verso una deregolamentazione senza nuove forme di controllo ad essere favorita sar\u00e0 la criminalit\u00e0 organizzata&#8221;.<\/p>\n<p>La posizione di Rete Disarmo (di cui fanno parte oltre trenta organismi impegnati sui temi del controllo degli armamenti) continua ad essere quella gi\u00e0 espressa in numerose prese di posizione pubbliche: <strong>aumentare gli standard di controllo dei trasferimenti di armamenti partendo dall\u2019esperienza e dal buon impianto della legislazione esistente adeguandola alle normative internazionali<\/strong>. Il che significa sottoporre anche <strong>tutte le armi leggere alla legge 185\/90 ed accogliere finalmente la posizione comune UE sui broker (i trafficanti) di armi<\/strong>. Diversamente avremo ancora casi come quello degli <strong>oltre 11.000 fucili e pistole consegnati a Gheddafi nel 2010 con la semplice autorizzazione del Prefetto di Brescia <\/strong>e la recente vicenda delle <strong>armi leggere finite in mano ai ribelli <\/strong>libici nonostante un ordine di distruzione della magistratura (armi che erano state <strong>confiscate ad un trafficante russo che non si \u00e8 potuto condannare per mancanza di giurisdizione <\/strong>e legislazione in merito).<\/p>\n<p>Ieri <strong>un passo verso lo smantellamento dei controlli \u00e8 stato fatto in entrambi i rami del Parlamento<\/strong>. Al Senato ancora una volta con lo stesso metodo &#8211; inserimento di un emendamento in provvedimento di altro tema &#8211; si \u00e8 tentato di far passare una modifica decisiva sulla definizione di legge di &#8220;arma da fuoco&#8221;. Ci\u00f2 avrebbe indebolito la legge 110\/75 che ha sempre dimostrato un grosso controllo sulla circolazione interna di armi pur essendo molto debole sull\u2019export. \u201cChi ha proposto l\u2019emendamento \u00e8 sicuramente <strong>alfiere della lobby armiera<\/strong>, che peraltro il 1 luglio scorso, in un comunicato del presidente dell&#8217;ANPAM (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni), aveva dettato la linea\u201d afferma <strong>Carlo Tombola <\/strong>coordinatore scientifico di OPAL (<strong>Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere <\/strong>di Brescia). Nel comunicato in questione si legge infatti che: <em>\u201cIn relazione al Catalogo nazionale, pensiamo che l\u2019attenzione dedicata ai requisiti di catalogazione dovrebbe essere spostata verso l\u2019aderenza al criterio unico di accesso alle armi comuni da parte dei cittadini europei riservando a forze e corpi armati dello Stato solo la categoria A (Armi da fuoco proibite), e <strong>considerando tutte le altre come armi consentite<\/strong>&#8220;<\/em>. In questo senso sono del tutto errate e fuorvianti le dichiarazioni, fatte da alcuni Parlamentari in aula per cercare di tranquillizzare gli oppositori, tendenti ad affermare che le armi di natura militare sarebbero gi\u00e0 ampiamente normate dalla 185\/90. Se ci\u00f2 \u00e8 vero per alcune di esse (ma non per tutte, tanto che <strong>nel caso libico gi\u00e0 ricordato fucili che sono in dotazione ai <em>marines <\/em>USA si sono venduti senza controllo e comunicazione pubblica di dati<\/strong>) bisogna per\u00f2 ricordare che la legge in questione disciplina solo l\u2019export e non la vendita all\u2019interno dei nostri confini.<\/p>\n<p>Ancora una volta <strong>l&#8217;aderenza alla normativa europea \u00e8 il grimaldello <\/strong>con cui si tenta di intervenire sulle leggi che regolano la produzione e il commercio delle armi. Se per ora il tentativo \u00e8 stato sventato, quello che allarma \u00e8 soprattutto la <strong>strategia di evitare una discussione parlamentare di complessivo riordino della materia<\/strong>, strategia che ha avuto successo anche alla Camera. Contemporaneamente alla discussione in Senato, infatti, \u00e8 stato approvato un articolo nella Legge Comunitaria che <strong>delega il Governo a riscrivere (a partire dalla ratifica di alcune decisioni europee) una parte della legislazione in materia<\/strong>. Rete Disarmo si \u00e8 gi\u00e0 opposta a questa ipotesi diriordino per mezzo di Legge Delega e, anche se nella prima lettura al Senato la portata di tala delega si \u00e8 ristretta, conferma la propria contrariet\u00e0 a questa proposta che in sordina e sotto il falso abito di passaggio \u201ctecnico\u201d permette al Governo una mano libera pericolosa sulle norme e i controlli delle esportazioni di armi: <strong>su questi temi un\u2019approvazione senza un vero confronto nelle competenti sedi istituzionali \u00e8 sicuramente un rischio per la democrazia e la sicurezza<\/strong>. Tanto pi\u00f9 che i dati degli ultimi anni, desunti proprio dalle Relazioni al Parlamento che la trasparenza delle attuali norme impone al Governo, <strong>dimostrano come siano costantemente cresciuti i trasferimenti di armi italiane all\u2019estero<\/strong>.<\/p>\n<p>Se invece la Legge Comunitaria passer\u00e0 indenne anche la seconda lettura in Senato sar\u00e0 poi l\u2019esecutivo a scrivere, attraverso un decreto legislativo, le norme sul commercio di armi sulla base delle poche indicazioni contenute articolo approvato. <strong>Senza alcuna trasparenza e senza nessun confronto in Parlamento<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 succede proprio mentre a livello di Nazioni Unite sono ormai in dirittura d\u2019arrivo per il 2012 i lavori di stesura di un <strong>Trattato Internazionale sui Trasferimenti di Armi <\/strong>(ATT) vincolante per tutto il mondo. Anche in Europa ci si sta muovendo in tal senso, eppure il nostro Governo (sia nelle ipotesi di riforma della legislazione italiana sia nelle sedi internazionali) sta \u201ccontinuando a voler <strong>mantenere la differenziazione normativa tutta nostrana tra armi leggere ad uso civile e armi leggere ad uso militare<\/strong>, che permette alle <strong>nostre industrie con il placet dei nostri governi disinvolte esportazioni <\/strong>in diversi paesi problematici &#8211; sottolinea <strong>Maurizio Simoncelli <\/strong>vicepresidente di <strong>Archivio Disarmo <\/strong>(Istituto di ricerca parte della Rete) &#8211; con l\u2019aggravante che non \u00e8 obbligatoria nemmeno la comunicazione dei dati in sede europea\u201d.<\/p>\n<p>Secondo la Rete Italiana per il Disarmo questa rimane, insieme alla non ratifica della Posizione comune UE obbligatoria sui trafficanti (e stranamente in questo caso non si corre per \u201cevitare le multe\u201d come evocato ieri al Senato), una <strong>grave lacuna del nostro ordinamento ed un pericolo per l&#8217;intera comunit\u00e0 internazionale<\/strong>. Ci troviamo di fronte ad un Governo che nei fatti opera sempre pi\u00f9 in pericolosa contro- tendenza mondiale in un settore altamente delicato.<\/p>\n<p>A vantaggio di chi? \u201cSicuramente dell\u2019industria armiera e di produzione militare, come abbiamo pi\u00f9 volte detto &#8211; conclude Francesco Vignarca &#8211; e <strong>nel caso di questo colpo di mano tentato al Senato forse si pu\u00f2 intravedere anche la necessit\u00e0 di poter armare facilmente e senza problemi di natura legale e di export i vigilantes privati <\/strong>che un recente Decreto-Legge di met\u00e0 luglio permetter\u00e0 di imbarcare sulle navi italiane a protezione degli assalti dei pirati\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>La Rete Italiana Disarmo \u00e8 composta da<\/em><\/strong><em>: ACLI &#8211; Agenzia per la Pace Sondrio &#8211; Amnesty International \u2013 Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo &#8211; ARCI &#8211; ARCI Servizio Civile &#8211; Associazione Obiettori Nonviolenti &#8211; Associazione Papa Giovanni XXIII &#8211; Associazione per la Pace &#8211; ATTAC &#8211; Beati i costruttori di Pace &#8211; Campagna Italiana contro le Mine &#8211; Campagna OSM-DPN &#8211; Centro Studi Difesa Civile &#8211; Conferenza degli Istituti Missionari in Italia &#8211; Coordinamento Comasco per la Pace &#8211; FIM-Cisl &#8211; FIOM-Cgil &#8211; Fondazione Culturale Responsabilit\u00e0 Etica &#8211; Gruppo Abele &#8211; ICS &#8211; Libera &#8211; Mani Tese &#8211; Movimento Internazionale della Riconciliazione &#8211; Movimento Nonviolento &#8211; OPAL &#8211; OSCAR Ires Toscana &#8211; Pax Christi &#8211; PeaceLink &#8211; Rete di Lilliput &#8211; Rete Radi\u00e8 Resch &#8211; Traduttori per la Pace &#8211; Un ponte per&#8230;<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/images1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1452\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/images1.jpeg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;   27 luglio 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; urgente opporsi alla distruzione pezzo per pezzo della legislazione di controllo sulle armi. 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