{"id":1433,"date":"2011-07-26T12:44:17","date_gmt":"2011-07-26T12:44:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1433"},"modified":"2020-06-22T09:23:17","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:17","slug":"amore-per-la-vita-crociata-o-invito-a-riflettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1433","title":{"rendered":"Amore per la vita. crociata o invito a riflettere?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/testamento.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1435\" title=\"testamento\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/testamento-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" \/><\/a>Di fronte al disegno di legge dedicato al testamento biologico, e che propriamente riguarda disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, sarebbe auspicabile un ampio dibattito ma, in un clima di nuova crociata, siamo costretti a subire l&#8217;aspra contrapposizione ideologica che invece di aiutare il discernimento, fa aumentare il disagio dei cittadini e dei cristiani. Pax Christi offre per questo una riflessione differente e propositiva ai suoi aderenti e nel suo sito internet www.paxchristi.it<\/p>\n<p>Amore per la vita, relazione di cura e dignit\u00e0 umana<\/p>\n<p>Si tratta di temi di grande rilievo etico in quanto vanno a incidere nella relazione con il medico, con i parenti e non solo, in quelle situazioni delicatissime in cui il paziente non \u00e8 in grado di manifestare una sua propria volont\u00e0 per una grave invalidit\u00e0 come quando egli versa in uno stato vegetativo (anche se purtroppo il disegno di legge non \u00e8 del tutto chiaro sul punto). Inoltre, si tratta di casi relativamente nuovi in quanto sono stati resi possibili dai recenti e positivi successi della medicina che hanno consentito di strappare alla morte sempre nuove tipologie di ammalati. E paradossalmente numerosi tra i casi in questione sono in parte provocati dai progressi della scienza medica e dai sviluppi della tecnica.<\/p>\n<p>L\u2019importanza etica di tali temi, unita alla loro novit\u00e0, ha determinato un clima di contrapposizione che non ha favorito la ricerca delle soluzioni pi\u00f9 ragionevoli e maggiormente orientate al bene comune. Cos\u00ec come \u00e8 probabile che anche l\u2019approvazione definitiva da parte del Senato della Repubblica in realt\u00e0 sar\u00e0 solo una prima tappa di un percorso che si annuncia controverso anche in considerazione del quadro costituzionale, giurisprudenziale e politico in cui si inserisce.<\/p>\n<p>In questo contesto ci sembra opportuno, come cristiani appartenenti al Movimento Internazionale Pax Christi, di farci carico della condizione di incomprensione e di disagio determinatasi nella compagine ecclesiale e nella societ\u00e0 civile a seguito delle modalit\u00e0 con cui si \u00e8 giunti al voto in Parlamento. Anche in vista degli sviluppi successivi all\u2019approvazione finale della legge, \u00e8 importante che noi cristiani favoriamo un dibattito pubblico in cui sia ridotta la polemicit\u00e0 del confronto, siano mostrati i limiti di posizioni ideologiche (che potrebbero addirittura condurre alla diffusione di tesi dichiaratamente favorevoli all\u2019eutanasia) e sia favorita la formazione di una convergenza di alto profilo attorno ai valori della persona, specialmente se malata, nella convinzione secondo cui \u201ctutti gli uomini, credenti e non credenti, debbano contribuire alla retta edificazione di questo mondo, entro il quale si trovano a vivere insieme: il che non pu\u00f2 avvenire senza un sincero e prudente dialogo\u201d (Gaudium et spes, \u00a7 21).<\/p>\n<p>Anzitutto ci richiamiamo con forza all\u2019imperativo che riassume tutti gli altri imperativi: l\u2019amore che \u00e8 dovuto al fratello specie quando \u00e8 solo, debole, ammalato. Questo significa che la vita, la concreta vita di chi soffre, deve essere costantemente sostenuta, protetta, tutelata nella sua interezza. E la vita pu\u00f2 essere criminosamente sottratta dall\u2019eutanasia, ma pu\u00f2 essere gravemente offesa anche nella situazione opposta dell\u2019accanimento terapeutico in cui essa viene vanamente protratta attraverso \u2013 per usare le espressioni del Catechismo della Chiesa cattolica (n. 2278)\u2013 procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi. E va anche ribadito (pi\u00f9 di quanto lo si sia fatto finora) che la vita \u00e8 altres\u00ec minacciata nelle ancora pi\u00f9 frequenti ipotesi di abbandono terapeutico in cui, per ragioni ultimamente economiche, al paziente non vengono offerte la cura e l\u2019assistenza richieste. E l\u2019abbandono terapeutico \u00e8 la vera emergenza bioetica nei paesi pi\u00f9 poveri del nostro (cio\u00e8 per la grande maggioranza della popolazione mondiale). Chi oggi difende l\u2019attuale legge, esibendo l\u2019intenzione di difendere il valore della vita, deve porsi con coerenza il problema di garantirne sempre le condizioni in vari contesti: nella cooperazione internazionale, oggi sollecitata a ridurre il dramma della fame nel Corno d\u2019Africa; nella politica estera, dove l\u2019intervento militare si arroga il diritto di scegliere quali vite difendere a scapito di altre; nell\u2019economia nazionale, dove la manovra finanziaria colpisce pesantemente la vita di moltissime famiglie anche nell\u2019ambito della sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Da parte dei cristiani va poi affermato con chiarezza che l\u2019amore verso chi soffre comporta una speciale attenzione alla considerazione della sua dignit\u00e0 di cui \u00e8 parte essenziale il rispetto della sua ragionevole volont\u00e0 in ordine all\u2019avvio e prosecuzione delle terapie anche, come ci ricorda sempre il Catechismo, qualora egli non sia competente o capace. L\u2019autodeterminazione del paziente (se intesa come arbitraria disposizione di s\u00e9) e il paternalismo del medico (se inteso come unilaterale decisione della terapia pi\u00f9 adeguata) sono entrambe posizioni che non rendono conto di ci\u00f2 che deve caratterizzare la relazione di cura. Il paziente deve potere essere certo che, senza complesse formalit\u00e0, sar\u00e0 rispettato nella sua volont\u00e0 ragionevole anche qualora non potesse pi\u00f9 confermarla personalmente e il medico deve potere, fin che \u00e8 possibile, dialogare con il suo assistito e quindi con le persone che gli sono vicine per attuare le terapie che egli giudica pi\u00f9 opportune con la massima serenit\u00e0 anche sotto il profilo giuridico. In questa prospettiva, l\u2019\u201calleanza terapeutica\u201d di paziente e medico non deve essere solo un obiettivo programmatico, ma una pratica da realizzare anche nelle situazioni in cui il paziente pu\u00f2 apparire come un soggetto passivo rispetto ad interventi altrui.<\/p>\n<p>Pax Christi Italia, 25 luglio 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte al disegno di legge dedicato al testamento biologico, e che propriamente riguarda disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, sarebbe auspicabile un ampio dibattito ma, in un clima di nuova crociata, siamo costretti a subire l&#8217;aspra contrapposizione ideologica che invece di aiutare il discernimento, fa aumentare il disagio dei cittadini e dei cristiani. 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