{"id":14251,"date":"2018-07-03T06:33:45","date_gmt":"2018-07-03T06:33:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14251"},"modified":"2021-06-08T10:51:42","modified_gmt":"2021-06-08T10:51:42","slug":"siria-manbji-in-mano-ai-turchi-amnesty-a-raqqa-starge-di-civili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14251","title":{"rendered":"Siria, Manbji in mano ai turchi. Amnesty: &#8220;A Raqqa starge di civili&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Accordo tra Washington ed Ankara: via le Ypg\/Ypj dalla citt\u00e0 liberata dall\u2019Isis. Il doppiogiochismo statunitense serve i progetti di zona cuscinetto di Erdogan. Intanto l\u2019organizzazione accusa gli Usa di crimini di guerra: \u00abLa citt\u00e0 \u00e8 stata rasa al suolo\u00bb<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>di Chiara Cruciati \u2013&nbsp;<a href=\"http:\/\/nena-news.it\/siria-manbij-ai-turchi-amnesty-a-raqqa-stragi-di-civili\/ilmanifesto.it\">il Manifesto<\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>Roma, 6 giugno 2018, Nena News<\/em>&nbsp;\u2013 A due anni dalla liberazione di Manbij, dalle sigarette accese per festeggiare la libert\u00e0, i burqa neri dati alle fiamme, gli abbracci ai combattenti delle Ypg e le Ypj, Turchia e Stati uniti decidono a tavolino il destino della citt\u00e0 siriana.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec il ministro degli Esteri turco Cavusoglu e il segretario di Stato Usa Pompeo hanno raggiunto l\u2019accordo definitivo su Manbij<\/strong>. Che si basa su un punto solo: la rimozione delle Forze Democratiche Siriane (la federazione multietnica e multiconfessionale che nell\u2019agosto 2016 l\u2019ha liberata) e la loro sostituzione con forze militari turche e statunitensi.<\/p>\n<p><strong>Si compie cos\u00ec l\u2019ennesimo passo di Ankara verso l\u2019agognata zona cuscinetto<\/strong>, pensiero fisso del presidente Erdogan dallo scoppio della guerra siriana:&nbsp;<strong>un corridoio che corrisponde alla regione a maggioranza curda di Rojava, lungo il confine tra Siria e Turchia, da usare come avamposto, \u00abmagazzino\u00bb di rifugiati, focolaio di islamisti<\/strong>. Da Afrin, cantone occupato a marzo, ad Hasakah, estremo oriente siriano.<\/p>\n<p><strong>Ieri alla road map le Ypg curde hanno risposto di essersi gi\u00e0 ritirate a novembre 2016<\/strong>: le unit\u00e0 presenti, si legge nel comunicato del comando generale, avevano gi\u00e0 consegnato la gestione della sicurezza al Consiglio militare di Manbij, formato da locali. \u00abQuando il Consiglio ce lo ha chiesto, un gruppo dei nostri comandanti \u00e8 rimasto come consigliere. Ora il Consiglio ha raggiunto un livello tale da potersi organizzare da solo, per questo le Ypg hanno deciso di ritirarsi\u00bb. Ma, aggiunge la nota, se necessario torneremo.<\/p>\n<p><strong>La questione \u00e8 ovviamente politica, non militare.<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9 il ritiro di Ypg e Sdf, nella visione della Turchia, non significa l\u2019auto-gestione dei cittadini di Manbij, ma l\u2019assunzione di controllo di una citt\u00e0 strategica a ovest dell\u2019Eufrate e a met\u00e0 strada tra Afrin e Kobane. E che non si fermer\u00e0: Cavusoglu ha precisato che identica road map sar\u00e0 applicata a Raqqa e Kobane, come Ankara fosse potere sovrano in Siria.<\/p>\n<p><strong>Il tradimento statunitense consumato ad Afrin si ripete, proprio mentre lo Stato Islamico<\/strong>\u2013 ragione del sostegno accordato da Washington alle Ypg\/Ypj \u2013&nbsp;<strong>compiva un massacro di combattenti sciiti filo-governativi al confine con l\u2019Iraq e occupava quattro villaggi<\/strong>. L\u2019attacco \u00e8 stato compiuto nella provincia di Deir Ezzor, tra il capoluogo e la citt\u00e0 di Albu Kamal, lungo l\u2019Eufrate: 45 morti a ricordare che cellule del \u00abcaliffato\u00bb sono ancora attive.<\/p>\n<p>Alle Sdf, in questi giorni impegnate contro lo Stato Islamico ad al-Dashisha (provincia nord-est di Hasakah), Pompeo ha dedicato un pensiero mentre siglava l\u2019accordo con Erdogan. Doppiogiochismo di vecchia data: alleati quando serve, sacrificabili al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>In tale contesto entra a gamba tesa&nbsp;<strong>Amnesty International che in un rapporto pubblicato ieri accusa la coalizione a guida Usa di aver devastato la citt\u00e0 e aver ucciso centinaia di civili<\/strong>. Dopo visite in loco e interviste a 112 sopravvissuti, Amnesty denuncia attacchi diretti contro i civili in violazione del diritto internazionale umanitario (ovvero crimini di guerra).&nbsp;<strong>Ma nel mirino dell\u2019organizzazione non sta \u00absolo\u00bb il massacro. Sta anche il dopo: nessuna indagine \u00e8 stata mai aperta.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn alto ufficiale Usa \u2013 dice la consulente di Ai, Donatella Rivera \u2013 ha dichiarato che a Raqqa sono stati esplosi pi\u00f9 colpi di artiglieria dalla fine della guerra del Vietnam (30mila,&nbsp;<em>ndr<\/em>). Dato che hanno un margine di errore di oltre 100 metri, non ci si deve meravigliare che il risultato sia stato un massacro di civili\u00bb. Morti in trappola, mentre la citt\u00e0 veniva rasa al suolo dalle mine Isis e dalle bombe Usa su case, edifici pubblici, infrastrutture. Nena News<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accordo tra Washington ed Ankara: via le Ypg\/Ypj dalla citt\u00e0 liberata dall\u2019Isis. Il doppiogiochismo statunitense serve i progetti di zona cuscinetto di Erdogan. Intanto l\u2019organizzazione accusa gli Usa di crimini di guerra: \u00abLa citt\u00e0 \u00e8 stata rasa al suolo\u00bb di Chiara Cruciati \u2013&nbsp;il Manifesto Roma, 6 giugno 2018, Nena News&nbsp;\u2013 A due anni dalla liberazione di Manbij, dalle sigarette accese per festeggiare la libert\u00e0, i burqa neri dati alle fiamme, gli abbracci ai combattenti delle Ypg e le Ypj, Turchia e Stati uniti decidono a tavolino il destino della citt\u00e0 siriana. 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