{"id":14142,"date":"2018-05-13T20:40:29","date_gmt":"2018-05-13T20:40:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14142"},"modified":"2020-06-22T07:59:27","modified_gmt":"2020-06-22T07:59:27","slug":"assemblea-di-pax-christi-molfetta-21-22-aprile-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=14142","title":{"rendered":"Assemblea di Pax Christi, Molfetta, 21-22 aprile 2018"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_14143\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=14143\" rel=\"attachment wp-att-14143\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14143\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/celebrazione-eucaristica-allassemblea-di-Molfetta-300x225.jpg\" alt=\"celebrazione eucaristica all&#039;assemblea di Molfetta\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-14143\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/celebrazione-eucaristica-allassemblea-di-Molfetta-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/celebrazione-eucaristica-allassemblea-di-Molfetta-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/celebrazione-eucaristica-allassemblea-di-Molfetta-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14143\" class=\"wp-caption-text\">celebrazione eucaristica all&#8217;assemblea di Molfetta<\/p><\/div>\n<p>Il 21 aprile, di mattina, l\u2019assemblea si apre con una preghiera guidata da Gianni Novello, dedicata alle vittime della \u201cnon pace\u201d, dalla Siria al Congo. A sostegno del messaggio di non scoraggiarci, vengono letti alcuni brani di Hetty Hillesum, improntati alla \u201cfedelt\u00e0\u201d a ci\u00f2 che si \u00e8 cominciato. \u201cNella vita non contano i fatti, ma ci\u00f2 che grazie ai fatti si diventa\u201d. Solo chi non \u00e8 impegnato \u00e8 pessimista. Chi \u00e8 impegnato ha sempre un pezzetto di speranza. Di analogo significato alcune parole di don Primo Mazzolari: \u201cCi impegniamo a prescindere dagli altri\u2026, ci impegniamo solo per amore, la sola certezza che non teme confronti\u201d.<\/p>\n<p>Successivamente, nel suo saluto introduttivo, il presidente don Giovanni Ricchiuti ha esortato a rimanere fedeli al Vangelo. Ha raccontato che, nel veloce momento dei saluti dopo la celebrazione della messa a Molfetta, ha chiesto a papa Francesco una benedizione. E il papa ha risposto: \u201cAndate avanti, continuate\u201d. E di fatto stiamo continuando, con i programmi dei vari gruppi ispirati alla parola centrale \u201cDisarmiamo\u2026\u201d. Le visite del papa, ha proseguito don Giovanni, in onore di don Milani, di don Mazzolari, di don Tonino e quelle programmate per don Zeno Saltini a Nomadelfia e per il Movimento dei Focolari a Loppiano (Firenze), ci danno la visione di una chiesa che guarda a questi testimoni. Oggi dobbiamo quindi liberare questa voce della profezia nella chiesa. E come diceva don Tonino, la parola PACE potrebbe essere intesa come l\u2019acronimo di Preghiera, Audacia, Convivialit\u00e0 delle differenze, Esodo. Ha poi ricordato amaramente le tragiche uccisioni di pacifici manifestanti a Gaza, che puntualmente vengono perpetrate ogni Venerd\u00ec in questo periodo. A questo proposito, invertendo il luogo comune di molta stampa, che spesso ripete \u201cma dove sono i pacifisti?\u201d, si \u00e8 chiesto sarcasticamente \u201cma dove sono i giornalisti?\u201d. Il presidente ha infine concluso citando il verso di una preghiera: \u201cDissi a un soldato: parlami di Dio! Ed egli lasci\u00f2 cadere le armi\u201d.<br \/>\nIl coordinatore don Renato Sacco, riprendendo l\u2019invito a coltivare \u201csogni diurni\u201d, idea a cui si ispira il titolo dell\u2019assemblea di quest\u2019anno, ha ricordato i nomi di alcuni amici scomparsi.<\/p>\n<p>Sessione \u201cDisarmare la politica\u201d<br \/>\nNino Messina, della Fondazione Guglielmo Minervini, amministratore aziendale, ha parlato di \u201cgestione nonviolenta\u201d. Ha illustrato la sua idea di \u201cgestione etica\u201d, sviluppata in dieci punti, corrispondenti ai \u201cdoveri\u201d, contrapposti ad altrettanti \u201cpeccati\u201d. Le parole-chiave di questo programma sono: sviluppo, creativit\u00e0, risveglio, innovazione, partenza (transumanza), costanza, periferia (entrare nel tessuto connettivo), non rinviare, carit\u00e0 (da capitalizzare), riconciliazione.<\/p>\n<p>Angelo Papia, ancora della Fondazione Minervini, si \u00e8 chiesto come disarmare la politica. Riferendosi al testamento politico di Minervini, ha affermato la necessit\u00e0 di una nuova concezione del potere. Dovremmo passare dal potere come \u201csostantivo\u201d al potere come \u201cverbo\u201d, assieme agli altri. La pi\u00f9 alta forma di potere \u00e8 quella su se stessi, \u00e8 il servizio, volto a liberare le energie degli altri, ad aiutare gli altri a mettersi in relazione. Ancora citando Minervini, ha ricordato che il futuro appartiene agli \u201ceretici\u201d, che credono nella \u201copportunit\u00e0\u201d. Il tempo della sfida non \u00e8 pi\u00f9 il \u201ccronos\u201d, ma il \u201ckair\u00f2s\u201d, il tempo\/evento opportuno, in cui dalla porticina irrompe il cambiamento. E per governare il cambiamento abbiamo bisogno di nuovi profeti del nostro tempo.<\/p>\n<p>Rino Basile, della Casa di Accoglienza di Ruvo, ha innanzitutto affermato che la sua vicinanza a don Tonino non \u00e8 stata intellettuale, ma emotiva. Si ritiene testimone di un periodo difficile, ma bello e illuminante. Don Tonino, ha ricordato, port\u00f2 in diocesi le sofferenze della tossico-dipendenza, e diceva che \u201cdietro ogni buco c\u2019\u00e8 una vita, ma anche dietro ogni vita c\u2019\u00e8 un buco\u201d (di sofferenza, di solitudine). L\u2019esperienza della Casa di Accoglienza ha cambiato la vita a molti, lui ha scelto un altro lavoro e ha fatto il volontario. Don Tonino intendeva la politica come \u201carte nobile\u201d e inizialmente invit\u00f2 i politici del territorio per gli auguri di Natale. Dopo alcuni anni, per\u00f2, le presenze si diradarono, perch\u00e9 non gradivano le sue sollecitazioni sul governo, sulle case sfitte, sul loro ruolo di \u201cservizio\u201d e non di \u201cself-service\u201d\u2026 Quando non ci and\u00f2 pi\u00f9 nessuno, don Tonino registr\u00f2 il suo messaggio su una cassetta e la sped\u00ec per posta a tutti i politici. Basile ha raccontato di essere entrato in politica nel 1996 e di esserne uscito nel 2009, disgustato, non toccato da alcun processo. Ha concluso con una citazione di don Tonino: \u201cNon avere paura di stare in mezzo allo sterco, ma poi fatti la doccia\u201d.<\/p>\n<p>Sessione \u201cDisarmare la chiesa\u201d<br \/>\nAll\u2019inizio della sessione \u00e8 stata letta la lettera di don Tonino Bello ai seminaristi, a cui ha fatto s\u00e9guito la risposta, odierna, dei seminaristi di oggi. Il vescovo di Molfetta, mons. Cornacchia ha poi rivolto un saluto all\u2019assemblea, rimarcando la coerenza di Pax Christi con il Vangelo e che, come in una barca a vela, \u00e8 necessario procedere \u201ccontrovento\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019intervento di Tonio Dell\u2019Olio, presidente della Pro Civitate Christiana, \u00e8 cominciato con un filmato di un convegno svoltosi ad Assisi, in cui un Tonino Bello ancora in buona salute raccontava che nel suo discorso di insediamento nella diocesi di Molfetta aveva citato Gramsci. Quest\u2019ultimo, riferendosi ai compagni comunisti, lamentava di non sentire \u201cil brivido della passione\u201d e lui, don Tonino, riferendosi parallelamente ai cristiani, aveva auspicato che essi sentissero il brivido della passione cristiana. Gli era andata bene ed era stato applaudito; ma il giorno dopo arriv\u00f2 la prima lettera anonima\u2026 La realizzazione della \u201cchiesa del grembiule\u201d, ha affermato Tonio Dell\u2019Olio, \u00e8 certamente difficile. Proprio il giorno prima, per\u00f2, papa Francesco, nella sua visita ad Alessano e a Molfetta, aveva proposto questa immagine di Tonino Bello come modello per una chiesa universale. Ha poi raccontato il suo incontro, come rappresentante di \u201cLibera\u201d con l\u2019allora cardinale Bergoglio, a Buenos Aires, nel 2011. Avendogli parlato di don Tonino Bello, del tutto sconosciuto al futuro papa, cit\u00f2 queste sue due espressioni: \u201cchiesa del grembiule\u201d  e \u201cpotere dei segni invece dei segni del potere\u201d. Entrambe le espressioni piacquero molto al cardinale Bergoglio. Incontratolo poi da papa, nel 2013, Francesco disse a Tonio che sarebbe andato a Lampedusa proprio per \u201cmostrare il potere dei segni e non i segni del potere\u201d, \u2026 \u201ccome disse l\u2019amico tuo Tonino Bello\u201d. Come sappiamo, ha continuato Tonio, a don Tonino non sono certo mancate le amarezze. Una volta, tornando da una riunione della CEI, si lamentava che nonostante le sue parole, tutto continuava come prima, nella pi\u00f9 completa indifferenza. Naturalmente \u201cchiesa del grembiule\u201d vuol dire anche al servizio della pace. Quest\u2019ultima, diceva don Tonino, \u201c\u00e8 ormai pi\u00f9 un vocabolario che un vocabolo\u2026\u201d. Infatti, pace \u00e8 anche servizio alla giustizia, ai poveri, alla nonviolenza, a tutto ci\u00f2 che concorre alla \u201cvera pace\u201d. E su che cosa si intende per \u201cpace\u201d oggi non mancano gli equivoci\u2026 Come tradurre allora oggi la chiesa del grembiule? Tonio Dell\u2019Olio ha quindi affermato che oggi dobbiamo occuparci anche di divorziati, di femminicidio, di modello economico nonviolento, di carceri, di educazione alla nonviolenza nella scuola\u2026 Ha poi citato l\u2019Associazione Libera e i suoi programmi di incontro tra terroristi e vittime. Ha infine concluso, non a caso,  con la particolare caratteristica della pace offerta da Ges\u00f9 di Nazareth: \u201cNon come ve la d\u00e0 il mondo, io ve la do\u201d.<\/p>\n<p>Nel suo breve intervento, don Luigi Bettazzi, sempre vicino a don Tonino, ci ha offerto alcuni suoi ricordi personali. Argutamente ha osservato che entrambi scrivevano molto, ma mentre lui scriveva a Berlinguer, don Tonino scriveva ad Abramo\u2026Era molto chiara in don Tonino l\u2019idea di come reagire alle difficolt\u00e0 con la nonviolenza. Indic\u00f2 infatti, come modello originario di reazione nonviolenta, il personaggio biblico Rizp\u00e0, la madre che, dopo l\u2019impiccagione dei figli, non potendo fare altro e non avendo altro modo di protestare, ne veglia i corpi per un\u2019intera stagione, impedendo agli uccelli e alle bestie selvatiche di avvicinarsi. Ha raccontato che la madre di don Tonino, terziaria francescana, gli aveva insegnato a voler bene ai poveri. Poi Pax Christi ha fatto vedere a don Tonino il volto della pace. Don Luigi ha ricordato che l\u2019immagine della \u201cchiesa del grembiule\u201d, creata da don Tonino, suscit\u00f2 molte reazioni negli ambienti ecclesiastici. Ha affermato, infine, che nell\u2019opera di don Tonino risultavano perfettamente applicate le quattro grandi costituzioni del Concilio: Gaudium et spes, Dei verbum, Sacrosanctum Concilium e Lumen gentium.<\/p>\n<p>Don Christian Medos ha raccontato come abbia conosciuto don Tonino Bello leggendo i suoi scritti, che ha poi reincontrato attraverso la \u201cteologia spirituale\u201d e finendo con lo svolgere la tesi proprio sulla sua spiritualit\u00e0. Ora, come consigliere nazionale di Pax Christi, \u00e8 stato chiamato a coordinare il gruppo \u201cDisarmare la chiesa\u201d. Come attivit\u00e0 di questo gruppo ha citato il recente convegno svolto ad Agrigento il 23 febbraio scorso, ispirato alla figura di don Tonino, dal titolo \u201cAccogliere e integrare i migranti: la convivialit\u00e0 delle differenze tra paura e desiderio\u201d. Altre attivit\u00e0 sono in programmazione, sia per i giovani, che per i preti, nel Salento, sulle orme di don Tonino. Ha affermato, infine, l\u2019importanza di restituire a giovani e adulti figure come quella di don Tonino Bello, con la loro carica profetica.<\/p>\n<p>Sessione \u201cDisarmare la cultura\u201d<br \/>\nNel pomeriggio, Sergio Paronetto, presidente del Centro Studi di Pax Christi, ha sottolineato il pericolo dello snaturamento dei termini: si potrebbe avere l\u2019impressione che ci siano missili \u201cbuoni\u201d, e che \u201channo salvato l\u2019onore dell\u2019Europa\u201d\u2026 la ricerca della pace \u00e8 un travaglio generativo. La pace \u00e8 anche una scienza, ha i suoi maestri, fa perno sull\u2019educazione e ha ormai una bibliografia sterminata. Ancora, la pace richiede \u201ccompassione\u201d delle mani, del cuore e del cervello, e occorrono studio e competenza. Si scopre cos\u00ec che la sofferenza umana per la mancanza di pace non \u00e8 fatale, ma ha delle cause precise, che fanno risalire a nomi e cognomi, specialmente quelli dei sovrani invisibili e violenti dell\u2019economia. Senza una cultura della pace, non c\u2019\u00e8 proprio cultura. Abbiamo per\u00f2 bisogno di una \u201cbuona cultura\u201d, con parole vere che raggiungono i cuori, non un consumismo culturale, superficiale, banale e urlante. Per essere efficace, la nonviolenza deve arrivare ad essere un valore di popolo. Per queste finalit\u00e0, ha concluso Paronetto, occorre coltivare  un pensiero inquieto, esplorativo, immaginativo e creativo, e non importa se ci sentiamo incompleti, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora molto cammino da fare.<\/p>\n<p>Elvira Zaccagnino, direttrice delle edizioni \u201cla meridiana\u201d, che per lunghi anni ha curato la pubblicazione e la diffusione delle opere di don Tonino, ha ricordato l\u2019intensa collaborazione con l\u2019allora vescovo di Molfetta.<\/p>\n<p>Rosa Siciliano, direttore di redazione della rivista mensile di Pax Christi, ha parlato di \u201cMosaico di pace\u201d come di un luogo di incontro fisico di persone, di denuncia, di racconto del lavoro silenzioso di tanti \u201clillipuziani\u201d. Per fare passare e mettere in pratica l\u2019idea della nonviolenza in tutti i suoi aspetti, \u00e8 necessario affrontare la sfida di nuovi strumenti comunicativi, di linguaggi diversi. Ha infine concluso con la lettura di stralci dell\u2019editoriale \u201czero\u201d di don Tonino Bello, del settembre 1990, con il quale si lanciava \u201cMosaico\u201d come una rivista di strada, che trattava di pace, giustizia, salvaguardia del creato.<\/p>\n<p>Sonia Zuccolotto ha illustrato i lavori e il percorso del gruppo \u201cDisarmare la cultura\u201d, sottolineandone, tra i punti di forza, l\u2019educazione alla pace nelle famiglie, perch\u00e9 \u00e8 la che si sviluppano sia i conflitti che le condivisioni. Ha quindi ricordato l\u2019appuntamento delle \u201cFamiglie in rete\u201d per il 12-19 agosto in Campania, e quello del \u201cCollettivo giovani\u201d per il 20-25 agosto in Puglia, sulle tracce di don Tonino. Ha suggerito, infine, che il 2 ottobre, giornata della nonviolenza, sia anche la giornata di Pax Christi, con la benedizione di don Tonino.<\/p>\n<p>Gianni Novello ha ricordato che Matera \u00e8 stata designata citt\u00e0 europea della cultura per il 2019. Ha suggerito pertanto che Pax Christi si inserisca in questo grande evento proponendo una sorta di \u201cExp\u00f2\u201d della pace, con stand, tende, eventi, serate speciali, presenza di testimoni di pace. In tale scenario si potrebbero rialimentare le iniziative sul disarmo, specialmente quello nucleare, per il quale l\u2019agenzia ICAN \u00e8 stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2017 essendosi adoperata affinch\u00e8 l\u2019Assemblea dell\u2019ONU riuscisse ad approvare, il 7 luglio 2017, il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (non firmato dal governo italiano). In secondo luogo Gianni Novello, in procinto di partire egli stesso per il Congo per una visita di solidariet\u00e0 di Pax Christi, ha sollecitato la realizzazione di iniziative in favore di questo Paese dilaniato dalla guerra civile proprio a causa delle sue enormi ricchezze minerarie che stimolano l\u2019ingordigia dei potentati economici del mondo, e ha auspicato un futuro grande simposio di pace proprio nel Congo. Ha ricordato infine le prossime iniziative estive guidate da lui: la settimana \u201cspirito, arte, pace\u201d in Albania dal 20 al 28 agosto, e una settimana nel Salento, dal 23 al 29 luglio, sulle orme di don Tonino Bello.<\/p>\n<p>Sessione \u201cDisarmare l\u2019economia\u201d<br \/>\nEnrico Piovesana, dell\u2019Osservatorio sulle Spese Militari Italiane \u201cMilex\u201d, \u00e8 intervenuto telefonicamente. Oltre a illustrare la continua crescita delle spese militari italiane (anche per il 2018) che non subiscono mai tagli, ha spiegato che il problema va al di l\u00e0 dell\u2019acquisto di F-35 o del rafforzamento della flotta della Marina Italiana. Le grandi industrie del settore, come Fincantieri, Finmeccanica, Otomelara sono spesso considerate come nostri fiori all\u2019occhiello. Addirittura \u00e8 il ministero per lo sviluppo economico che finanzia il comparto militare, con documenti regolarmente approvati dal Parlamento. Tutto questo apparato non sarebbe commisurato alle reali esigenze militari, ma \u00e8 andata a finire che le nostre missioni militari all\u2019estero si sono rese indispensabili proprio per poter sostenere questo stesso apparato. Questa analisi \u00e8 lucidamente espressa su \u201cmilex.com\u201d e inoltre sul numero di maggio di Mosaico di pace comparir\u00e0 un dossier proprio sul disarmo.<br \/>\nFranco Dinelli, appena tornato dal Consiglio Internazionale di Pax Christi, ha sottolineato le difficolt\u00e0 legate alla lingua in queste riunioni, con particolare riferimento alla partecipazione delle periferie (inclusa l\u2019Italia). Ha poi accennato a importanti movimenti e iniziative in corso, a noi poco noti, in Sud-America, Africa, Filippine, Papua Guinea, specialmente a proposito dell\u2019inquinamento da metalli pesanti.<br \/>\nAntonio de Lellis ha illustrato le profonde anomalie che si scoprono con un\u2019analisi corretta del debito pubblico italiano. In particolare, in quasi quarant\u2019anni (1981-2017) le spese militari hanno sottratto enormi risorse che si sarebbero potute impiegare per una economia diversa. Ha poi analizzato i vari aspetti del debito, mettendo in relazione il debito con le banche, i prodotti derivati, gli interessi, le speculazioni e le cosiddette grandi opere. Inoltre, facendo riferimento alla \u201cCarta di Genova\u201d sul sovraindebitamento dei popoli, ha aggiunto che quote di debito sono spesso illegittime. Ha concluso con un commento sulla cosiddetta tassazione \u201csemplificata\u201d, tanto sbandierata da alcune parti politiche, che in realt\u00e0 per\u00f2 annullerebbe il concetto della tassazione progressiva e che avrebbe come risultato una grave riduzione delle entrate fiscali.<\/p>\n<p>Sessione \u201cDisarmare la societ\u00e0\u201d<br \/>\nFranco De Palo, amico di don Tonino Bello e di Guglielmo Minervini, si \u00e8 rifatto a delle memorie di don Tonino, riportandone alcune frasi significative. Agli obiettori di coscienza diceva, mettendoli in crisi: \u201cAh, siete obiettori di coscienza, ma avete la coscienza dell\u2019obiezione?\u201d La chiave di volta per disarmare la societ\u00e0 si potrebbe anche riassumere nell\u2019espressione \u201cdare pane a chi ha fame e dare fame a chi ha pane\u201d (mettere cio\u00e8 in crisi la coscienza). La santit\u00e0 della societ\u00e0 sta nella quotidianit\u00e0 e quest\u2019ultima deve vivere di condivisione (far le cose insieme, mai da soli).<\/p>\n<p>Comunicazioni brevi<br \/>\nIn assenza di don Nandino Capovilla e Betta Tusset, Angela del punto pace di Corato ha brevemente spiegato la campagna \u201cSulle soglie senza frontiere\u201d e il significato dell\u2019iniziativa \u201cil 10 alle10\u201d (10 di ogni mese alle 22). Ha annunciato inoltre un convegno a Padova il 3-6 ottobre sulle vittime dell\u2019immigrazione, e un viaggio a Lampedusa dal 31 ottobre al 4 novembre.<\/p>\n<p>Norberto Julini, che non aveva potuto intervenire precedentemente nella sessione \u201cDisarmare la politica\u201d, ha sottolineato il ruolo importante della societ\u00e0 civile in Palestina e ha annunciato lo svolgimento della Giornata ONU per il popolo palestinese il prossimo 1 dicembre a Torino.<\/p>\n<p>Conclusioni<br \/>\nLa vice-presidente Giuliana Mastropasqua ha tratto le conclusioni dell\u2019intera giornata di lavori. La memoria di don Tonino Bello ci fa riflettere sul presente e sull\u2019eredit\u00e0 che ci ha lasciato. Dobbiamo perci\u00f2 comprendere, come recita il titolo che abbiamo voluto dare a questa assemblea, \u201cle radici dei sogni diurni\u201d. Con le parole di don Tonino nei nostri cuori dobbiamo tornare a casa \u201ccamminando\u201d. E\u2019 cruciale il ruolo dei giovani. Don Tonino diceva infatti che \u201cil mondo ha bisogno di giovani critici\u201d. E\u2019 urgente pertanto uno sforzo di rinnovato impegno per rendere visibile la nostra aspirazione a un mondo di pace e per essere pi\u00f9 credibili davanti ai giovani. Don Tonino esercitava un\u2019attrattiva sui giovani: andava nelle scuole; ha fondato una casa per i tossico-dipendenti (quindi, giovani); offriva loro testimonianze, affinch\u00e9 essi stessi fossero testimoni \u201cgiovani\u201d, capaci di osare e dare segni di speranza. Anche saper correre un certo rischio appartiene ai giovani. Giuliana ha cos\u00ec ricordato i giovani di \u201cOperazione Colomba\u201d e la loro azione di interposizione in situazioni di conflitto, oppure il movimento degli studenti americani contro le armi a scuola, e anche la lettera di risposta dei seminaristi a don Tonino, letta in questa giornata. Non dobbiamo insomma mettere da parte i giovani: sono i protagonisti nei territori di guerra e sono anche poveri che emigrano. Infine, troviamo nel libretto che raccoglie \u201cParole Nobili\u201d, alla lettera \u201cG\u201d, tutta l\u2019attenzione che don Tonino dedicava a loro.<\/p>\n<p>Domenica 22 aprile l\u2019assemblea ha discusso e approvato il bilancio economico consuntivo (2017) e preventivo (2018). Dopo le conclusioni generali del presidente don Giovanni Ricchiuti, il convegno si \u00e8 concluso con una molto partecipata celebrazione eucaristica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel suo saluto introduttivo, il presidente don Giovanni Ricchiuti ha esortato a rimanere fedeli al Vangelo. Ha raccontato che, nel veloce momento dei saluti dopo la celebrazione della messa a Molfetta, ha chiesto a papa Francesco una benedizione. 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