{"id":13977,"date":"2018-04-16T15:54:14","date_gmt":"2018-04-16T15:54:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=13977"},"modified":"2020-06-22T07:59:29","modified_gmt":"2020-06-22T07:59:29","slug":"in-crisi-limpero-americano-doccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=13977","title":{"rendered":"In crisi l\u2019impero americano d\u2019Occidente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019arte della guerra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Manlio Dinucci<\/p>\n<p>La guerra dei dazi scatenata dagli Usa contro la Cina e le nuove sanzioni contro la Russia sono segnali di una tendenza che va oltre gli attuali eventi. Per comprendere quale sia, si deve risalire a una trentina di anni fa.<\/p>\n<p>Nel 1991 gli Stati uniti, usciti vincitori dalla guerra fredda e dalla prima guerra del dopo guerra fredda, quella del Golfo, dichiarano di essere rimasti \u00abil solo Stato con una forza, una portata e un&#8217;influenza in ogni dimensione \u2013 politica, economica e militare \u2013 realmente globali\u00bb e che nel mondo \u00abnon esiste alcun sostituto alla leadership americana\u00bb.<\/p>\n<p>Fidando sull\u2019egemonia del dollaro, sulla portata globale delle proprie multinazionali e dei propri gruppi finanziari, sul controllo delle organizzazioni internazionali (Fmi, Banca mondiale, Wto), gli Stati uniti promuovono il \u00ablibero commercio\u00bb e il \u00ablibero movimento di capitali\u00bb su scala globale, riducendo o eliminando dazi e regolamenti. Sulla loro scia si muovono le altre potenze dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>La Federazione Russa, in profonda crisi dopo la disgregazione dell\u2019Urss, viene considerata da Washington facile terra di conquista, da smembrare per meglio controllarne le grandi risorse.<\/p>\n<p>La Cina, apertasi all\u2019economia di mercato, appare anch\u2019essa conquistabile con i capitali e i prodotti statunitensi e sfruttabile quale grande serbatoio di manodopera a basso costo.<\/p>\n<p>Trent\u2019anni dopo, il \u00absogno americano\u00bb del dominio incontrastato del mondo \u00e8 svanito. La Russia, costituto un fronte interno a difesa della sovranit\u00e0 nazionale, ha superato la crisi riacquistando lo status di grande potenza. La Cina, la \u00abfabbrica del mondo\u00bb in cui producono anche multinazionali Usa, \u00e8 divenuta il primo esportatore mondiale di merci ed effettua crescenti investimenti esteri. Oggi sfida la supremazia tecnologica degli Stati uniti.<\/p>\n<p>Il progetto di una nuova Via della Seta \u2013 una rete viaria, ferroviaria e marittima tra Cina ed Europa attraverso 60 paesi \u2013 pone la Cina all\u2019avanguardia nel processo di globalizzazione, mentre gli Stati uniti si arroccano erigendo barriere economiche.<\/p>\n<p>Washington guarda con crescente preoccupazione alla partnership economica e politica tra Russia e Cina, che sfida la stessa egemonia del dollaro.<\/p>\n<p>Non riuscendo a contrastare tale processo solo con strumenti economici, gli Stati uniti ricorrono a quelli militari. Il colpo di stato in Ucraina e la conseguente escalation anche nucleare in Europa, lo spostamento strategico in Asia, le guerre in Afghanistan e Siria, fanno parte della strategia con cui gli Usa e le altre potenze dell\u2019Occidente cercano di mantenere il predominio unipolare in un mondo che sta divenendo multipolare.<\/p>\n<p>Tale strategia sta per\u00f2 subendo un serie di scacchi. Russia e Cina, sottoposte a crescente pressione militare, hanno reagito rafforzando la cooperazione strategica. La Russia non solo non \u00e8 stata messa alle corde ma, con una mossa a sorpresa, \u00e8 intervenuta militarmente a sostegno dello Stato siriano che, nei piani Usa\/Nato, avrebbe dovuto fare la fine di quello libico. In Afghanistan, Usa e Nato sono impantanati in una guerra che dura da oltre 17 anni.<\/p>\n<p>Come reazione a tali fallimenti, si intensifica la campagna per far apparire la Russia quale pericoloso nemico, usando anche la false flag degli attacchi chimici in Inghilterra e in Siria.<\/p>\n<p>La tecnica \u00e8 la stessa usata nel 2003 quando, per giustificare la guerra contro l\u2019Iraq, il segretario di stato Colin Powell present\u00f2 all\u2019Onu le \u00abprove\u00bb che l\u2019Iraq possedeva armi di distruzione di massa. Lo stesso Powell, nel 2016, ha dovuto ammettere l\u2019inesistenza di tali armi. In 15 anni, per\u00f2, la guerra ha provocato oltre un milione di morti.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"L&#039;Arte della Guerra - In crisi l\u2019impero americano d\u2019Occidente (EN\/FR\/PT\/SP\/DE)\" width=\"700\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CRjJl0AOuxM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>(il manifesto, 10 aprile 2018)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte della guerra Manlio Dinucci La guerra dei dazi scatenata dagli Usa contro la Cina e le nuove sanzioni contro la Russia sono segnali di una tendenza che va oltre gli attuali eventi. Per comprendere quale sia, si deve risalire a una trentina di anni fa. 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