{"id":13686,"date":"2018-01-25T05:24:04","date_gmt":"2018-01-25T05:24:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=13686"},"modified":"2020-06-22T08:00:08","modified_gmt":"2020-06-22T08:00:08","slug":"editoriale-del-presidente-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=13686","title":{"rendered":"Editoriale del presidente"},"content":{"rendered":"<p>(21 Gennaio 2018)<\/p>\n<p>Carissime\/carissimi,<\/p>\n<p>abbiamo appena concluso il nostro consiglio nazionale in cui abbiamo ripreso i tanti spunti della 50esima Marcia della Pace e del nostro Convegno di fine anno, a Sotto il Monte. Abbiamo davanti scenari inquietanti, che mettono a dura prova anche la nostra speranza: dai riferimenti di casa nostra alla \u2018razza bianca\u2019, alle tragedie e massacri in molti parti del mondo, dall\u2019Afghanistan alla Repubblica del Democratica del Congo, l\u2019elenco sarebbe lungo. Ma noi non ci dobbiamo rassegnare, anzi siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno di annuncio e di denuncia.<\/p>\n<p>Per questo vi segnalo, a conclusione di questo mio editoriale, l\u2019intervista pubblicata da Avvenire lo scorso 17 gennaio, al nostro coordinatore. Ha avuto molta eco ed \u00e8 stata una delle poche voci coraggiose che si sono levate, in un clima abbastanza rassegnato o indifferente, forse anche all\u2019interno della Chiesa?<\/p>\n<p>Il lavoro non ci manca.. Buon lavoro per la Pace!<\/p>\n<p><strong>+ Giovanni Ricchiuti<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=13629\"><strong>www.paxchristi.it\/?p=13629<\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Missioni militari.<\/em><\/strong><strong> Don Sacco (Pax Christi): \u00abBasta con le ipocrisie, Italia ripensaci\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Nello Scavo Avvenire mercoled\u00ec 17 gennaio 2018<\/p>\n<p><strong>Il coordinatore nazionale di Pax Christi: i parlamentari votino contro la decisione del governo sull&#8217;intervento in Niger<\/strong><\/p>\n<p>Ho paura di una guerra nucleare, siamo al limite\u00bb, ha detto papa Bergoglio partendo per l\u2019America del Sud. Don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, fa proprio l\u2019appello del pontefice, anche perch\u00e9 dal 1991 a oggi, \u00abinvece che diminuire, le guerre sono aumentate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 cambiato da allora?<\/strong><\/p>\n<p>La paura del Papa \u00e8 anche la nostra. Lui fa la sua parte, noi dobbiamo fare la nostra e impegnarci con tutte le forze per mettere al bando le armi nucleari, presenti anche sul nostro territorio, per questo abbiamo lanciato insieme a tanti altri, la campagna &#8216;Italia ripensaci!&#8217;. E per tornare all\u2019Iraq: pare che verr\u00e0 ridotto il numero dei militari in Iraq per mandarli in Libia e Niger. Da un\u2019avventura all\u2019altra. Credo sia una scelta folle e insensata. E riapriremo il Parlamento, appena sciolto, per un\u2019altra guerra, sebbene mascherata dal solito lessico edulcorato: non si parla infatti di guerra ma di &#8216;missione umanitaria&#8217;, nascondendo altri interessi. Perci\u00f2 vorrei fare un appello.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><\/p>\n<p>Mi auguro che oggi i <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/oggi-il-s-allinvio-di-militari-la-difesa-nessuno-combatter\"><u>parlamentari votino contro questa decisione del governo<\/u><\/a>. A fine legislatura sarebbe un bel segnale, che ci farebbe ben sperare per il futuro. Papa Francesco continua a ricordarci che siamo in una &#8216;terza guerra mondiale a pezzi&#8217; e noi la alimentiamo in modo vergognoso e ipocrita. Perch\u00e9, come disse Bergoglio a Redipuglia il 13 settembre 2014 \u00aboggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidit\u00e0 di denaro e di potere, c\u2019\u00e8 l\u2019industria delle armi, che sembra essere tanto importante\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 poi il fronte caldo dello Yemen e le iniziative che vedono Pax Christi insieme ad altri movimenti ed associazioni impegnati per suggerire un\u2019alternativa alla produzione di bombe in Sardegna.<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo ascoltato la testimonianza di chi propone una riconversione della fabbrica durante la Marcia della Pace a Sotto il Monte, lo scorso 31 dicembre, e ancora oggi lavoriamo insieme per un impegno concreto e fattibile. Certo, i guadagni e gli interessi sono alti. Pochi giorni fa l\u2019amministratore delegato dell\u2019azienda Rwm, Fabio Sgarzi, ha rilasciato un\u2019intervista nella quale arrivava ad accusare il Comitato per la riconversione di minacciare perfino la &#8216;sicurezza pubblica&#8217; in merito ai trasporti di queste bombe. Dimenticando che l\u2019unica cosa &#8216;sicura&#8217; \u00e8 che quelle bombe uccidono i civili in Yemen, come ha pi\u00f9 volte documentato anche <em>Avvenire.<\/em><\/p>\n<p><strong>Lo stabilimento Rwm si trova, oggettivamente, in una zona economicamente depressa e al momento senza alternative. Cosa chiedete a politica e sindacati?<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei osare chiedere alla politica di interessarsi seriamente di questi temi, di pace e disarmo. E lo chiedo anche ai sindacati, spesso silenti. Lo chiedo alla societ\u00e0 civile. Perch\u00e9 non tutto quel che \u00e8 legale \u00e8 lecito e morale. Come detto in altre occasioni, non voglio colpevolizzare i lavoratori della Rwm, che sono schiacciati in un ricatto morale. In una terra impoverita e sfruttata a loro viene offerta quest\u2019unica possibilit\u00e0: produrre bombe. Ma perch\u00e9 non aprire un tavolo di riflessione sulla riconversione? Con gli operai, con i titolari della Rwm, con la societ\u00e0 civile, la Chiesa, i sindacati, il mondo politico? \u00c8 in gioco la vita e il futuro, quello di civili bombardati e dei lavoratori costretti a sperare nei conflitti, pur di avere un salario.<\/p>\n<p><strong>Cento anni fa finiva la Prima guerra mondiale, &#8216;inutile strage&#8217;, la defin\u00ec Benedetto XV. Cosa, specie in Italia, dobbiamo ancora imparare da quella lezione?<\/strong><\/p>\n<p>Non abbiamo imparato nulla! Penso all\u2019invio dei militari in Niger, alle bombe contro i civili nello Yemen, alle bombe nucleari presenti a Ghedi e ad Aviano: tutto questo conferma come la guerra sia sempre pi\u00f9 considerata un affare. Anche per questo le spese militari non vengono mai tagliate, anzi l\u2019Italia spender\u00e0 circa 27 miliardi di euro in questo 2018: circa 2,6 milioni ogni ora. \u00c8 una follia! Quante bugie e quanta retorica sulle armi e sulla guerra, che non viene pi\u00f9 considerata una tragedia, ripudiata anche dalla Costituzione, ma una scelta possibile, se non addirittura giusta. La stessa cosa vale per i caccia da guerra F-35, assemblati a Cameri, in provincia di Novara. Il progetto militare pi\u00f9 costoso della storia! Noi tutti, da Pax Christi a Rete Disarmo alle associazioni e movimenti ecclesiali, ricordiamo sempre che ogni aereo costa 130 milioni di euro. E poi mancano i soldi per la sanit\u00e0, il lavoro, i giovani, le pensioni, la tutela del territorio. Ricordiamo anche le parole di papa Giovanni XXII nella &#8216;Pacem in Terris&#8217;:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00ab <em>Alienum est a ratione<\/em> \u00bb, vale a dire \u00e8 pura follia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(21 Gennaio 2018) Carissime\/carissimi, abbiamo appena concluso il nostro consiglio nazionale in cui abbiamo ripreso i tanti spunti della 50esima Marcia della Pace e del nostro Convegno di fine anno, a Sotto il Monte. Abbiamo davanti scenari inquietanti, che mettono a dura prova anche la nostra speranza: dai riferimenti di casa nostra alla \u2018razza bianca\u2019, alle tragedie e massacri in molti parti del mondo, dall\u2019Afghanistan alla Repubblica del Democratica del Congo, l\u2019elenco sarebbe lungo. Ma noi non ci dobbiamo rassegnare, anzi siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno di annuncio e di denuncia. 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