{"id":13623,"date":"2018-01-16T22:26:52","date_gmt":"2018-01-16T22:26:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=13623"},"modified":"2020-06-22T08:00:09","modified_gmt":"2020-06-22T08:00:09","slug":"convegno-di-pax-christi-sotto-il-monte-30-31-dicembre-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=13623","title":{"rendered":"Convegno di Pax Christi, Sotto il Monte, 30-31 dicembre 2017"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_13624\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=13624\" rel=\"attachment wp-att-13624\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13624\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Sotto-il-Monte-30.12.2017-300x225.jpg\" alt=\"Convegno di Pax Christi a Sotto il Monte, 30.12.2017\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-13624\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Sotto-il-Monte-30.12.2017-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Sotto-il-Monte-30.12.2017-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Sotto-il-Monte-30.12.2017-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13624\" class=\"wp-caption-text\">Convegno di Pax Christi a Sotto il Monte, 30.12.2017<\/p><\/div>\n<p>Il convegno di Pax Christi svoltosi nei pressi di Bergamo, a Sotto il Monte, presso il P.I.M.E, dal significativo titolo contro la guerra \u201cAlienum est a ratione\u201d, non ha deluso le aspettative, offrendo agli intervenuti contenuti densi, propositi forti e momenti di alta spiritualit\u00e0.<br \/>\nIl coordinatore nazionale di Pax Christi don Renato Sacco ha tenuto saldamente in mano il filo conduttore dell\u2019intero convegno.<br \/>\nLa mattina del 30 dicembre, nel momento iniziale di preghiera Gianni Novello ha sottolineato, attraverso i Salmi e l\u2019opera di padre Turoldo, i valori della famiglia umana, della pace tra i popoli e dell\u2019amore, mettendo in guardia dal pericolo di considerare oggi l\u2019umano una passione inutile, e concludendo con la \u201cpreghiera con il creato\u201d dell\u2019enciclica Laudato si\u2019.<br \/>\nIl presidente don Giovanni Ricchiuti, ricordando che nulla \u00e8 impossibile a Dio, ha invitato a credere nel dono della pace, possibile se tutti ci impegniamo e abbiamo fiducia in Dio. Ha inoltre spiegato che in fondo per un felice imprevisto ci ritrovavamo a Sotto il Monte proprio 50 anni dopo la prima marcia svoltasi nella citt\u00e0 natale di papa Giovanni XXIII.<br \/>\nLa vice-presidente Giuliana Mastropasqua ha significativamente accostato le figure la cui memoria profetica veniva ricordata quel giorno, a tre caratteristiche irrinunciabili della pace: papa Giovanni alla riconciliazione, tra persone, popoli, religioni; padre Turoldo alla resistenza (nonviolenta); don Tonino Bello all\u2019audacia nel ricercare la pace.<br \/>\nSergio Paronetto, presidente del Centro Studi di Pax Christi, nel delineare le tre figure che ci sollecitano \u201cMemoria e Impegno\u201d, ha ricordato che don Tonino Bello e padre David Maria Turoldo erano uniti dal Concilio in una solidariet\u00e0 comune. In particolare padre Turoldo sorreggeva don Tonino quando questi veniva attaccato da parte della gerarchia. Al rivoluzionario messaggio dell\u2019enciclica \u201cPacem in Terris\u201d di papa Giovanni si pu\u00f2 collegare anche l\u2019appello di don Tonino a \u201csognare a occhi aperti, ma con i piedi per terra\u201d. Con la proclamazione di papa Giovanni XXIII come patrono dell\u2019esercito, pessimisticamente potrebbero essersi compiute tre operazioni: la cattura burocratica e corporativa del papa buono; il rilancio della teoria della guerra giusta; imbrigliare lo sforzo di pace di papa Francesco. Volendo invece volgere in termini positivi questo patronato, potremmo immaginare che esso dovrebbe ispirare l\u2019esercito a bloccare le nuove armi, a orientarne la trasformazione in una polizia internazionale dell\u2019ONU, a creare i corpi civili di pace, a smantellare i cappellani militari dalle gerarchie militari. Mai la chiesa italiana ha affrontato \u201cchiaramente\u201d il tab\u00f9 della produzione e commercio delle armi, salvo alcune dichiarazioni sparse e singole. Solo papa Francesco ne parla con estrema chiarezza, tenendo viva la profezia della \u201cPacem in Terris\u201d.<br \/>\nL\u2019intervento di don Luigi Bettazzi, personalmente alla sua 50^ marcia della pace, ha fatto rivivere le origini del movimento. Egli ha ricordato che Pax Christi \u00e8 nata proprio per \u201cdisarmare la chiesa\u201d e che la prima marcia della pace si era svolta proprio a Sotto il Monte 50 anni fa. La marcia fu inizialmente una iniziativa di Pax Christi e solo successivamente divenne una manifestazione anche della CEI. La marcia ha un significato di richiamo e di impegno innanzitutto per chi vi partecipa. Ha sottolineato, infine, che il valore della pace ha un ruolo centrale e non marginale nel cristianesimo.<br \/>\nGiuliana Bonino, gi\u00e0 segretaria nazionale di Pax Christi, ha rievocato l\u2019impegno concreto di Pax Christi, l\u2019unico movimento in ambito ecclesiale a schierarsi a favore dell\u2019obiezione di coscienza. Inoltre, Pax Christi International, nata con determinate caratteristiche nel dopo guerra, rifond\u00f2 il movimento sulla base della \u201cPacem in Terris\u201d. Oggi occorre lavorare nella campagna per la messa al bando delle armi nucleari ed \u00e8 indispensabile collaborare con le altre sezioni nazionali per portare avanti questo progetto. Bisogna chiedere ai fedeli italiani una obiezione di coscienza personale alle armi nucleari e sarebbe molto utile organizzare dei campi di formazione per giovani, alla Casa per la Pace, su questo tema.<br \/>\nDopo la presentazione del libro \u201cVie islamiche alla nonviolenza\u201d di Jawdat Said, da parte di Annarita Cenacchi e Mauro Innocenti del punto pace di Bologna, la sessione pomeridiana del convegno ha affrontato il tema \u201cMigranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace\u201d, ispirato al messaggio di papa Francesco per la Giornata della Pace, 1 gennaio 2018. Don Nandino Capovilla e Betta Tusset hanno commentato i quattro verbi utilizzati da papa Francesco nell\u2019ormai noto messaggio per la Giornata della Pace: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. E\u2019 stata inoltre presentata \u201cSulle soglie, senza frontiere\u201d (https:\/\/sullesogliesenzafrontiere.com), campagna di sensibilizzazione all\u2019accoglienza degna, sulla quale si svolger\u00e0 un seminario di formazione il 26\/27 gennaio prossimi alla casa per la Pace di Firenze. Nell\u2019ambito di questa campagna \u00e8 previsto un \u201cpost bombing\u201d ogni mese \u201cil 10 alle 10\u201d: una bella storia di accoglienza verr\u00e0 condivisa contemporaneamente alle ore 22 il 10 di ogni mese, sul profilo facebook \u201cSulle soglie senza Frontiere\u201d. Si vuole cos\u00ec lanciare un segnale contrario ai \u201cpost\u201d che amplificano razzismo e intolleranza. Questa nuova campagna, lanciata nei mesi scorsi, nasce con la precedente \u201cEro straniero, l\u2019umanit\u00e0 che fa bene\u201d, che in pochi mesi lo scorso anno ha ottenuto il successo di 85.000 firme.<br \/>\nDaniele Biella, giornalista e scrittore, ha efficacemente raccontato la sua esperienza di una settimana dello scorso settembre vissuta a bordo della nave Aquarius della ONG \u201cSOS Mediterran\u00e9e\u201d (collegata a Medici Senza Frontiere), durante la quale \u00e8 stato testimone diretto di drammatici salvataggi in mare. Con le sue parole ha ribadito quanto sia importante sapere quello che sta accadendo nel Mar Mediterraneo.<br \/>\nDon Virginio Colmegna, della Casa della Carit\u00e0 di Milano, infine, ha illustrato l\u2019importanza delle \u201cReti della Carit\u00e0\u201d nel loro complesso. Nel sottolineare i vari aspetti di questa solidariet\u00e0 nei confronti di chi ha bisogno, ha concluso, riferendosi anche a quanto affermato da papa Francesco, che l\u2019attivit\u00e0 della chiesa non \u00e8 paragonabile a quella di una ONG o alla gestione di un\u2019agenzia.<br \/>\nLa mattina del 31 dicembre il convegno ha proseguito i lavori con il momento di spiritualit\u00e0 guidato da Gianni Novello. Egli ha ricordato che quel giorno stesso nel Congo martoriato dalla guerra civile si sarebbe svolta una singolare marcia della pace. Alcuni versi di David Maria Turoldo hanno concluso la preghiera: \u201cVieni di notte\u2026\u201d e \u201cSalva la tua creatura, Signore\u2026\u201d.<br \/>\nDopo un saluto del vescovo di Bergamo, mons. Beschi, un altro saluto, inatteso, \u00e8 stato rivolto da don Giovanni Ricchiuti, costretto suo malgrado a lasciare il convegno (e la marcia) a causa di una fastidiosa quanto insopportabile sciatalgia che lo affliggeva gi\u00e0 da alcuni giorni. Egli ha auspicato che la marcia possa contribuire a scuotere le coscienze: quella ecclesiale, quella di chi ci governa e quella della gente comune, spesso male informata sulle guerre e sulla pace.<br \/>\nHa quindi avuto inizio l\u2019ultima sessione del convegno: \u201cDisarmo: eppur si muove. Nuovi percorsi, metodi e impegni\u201d.<br \/>\nRaul Caruso, docente di economia all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, ha messo l\u2019accento sui concetti di progresso e di non neutralit\u00e0 a proposito dell\u2019economia. Impropriamente spesso si \u00e8 portati a considerare l\u2019economia come \u201cneutrale\u201d nel progresso della societ\u00e0. In realt\u00e0 non \u00e8 affatto cos\u00ec. Se in economia il valore si fa coincidere con il profitto, allora conviene investire in armi, che creano sicuri profitti e aumento del PIL. Ci\u00f2 non porta per\u00f2 al \u201cprogresso\u201d della societ\u00e0. L\u2019economia della pace non \u00e8 quindi \u201cneutrale\u201d da questo punto di vista. Inoltre, l\u2019economia ragiona in tempi di \u201cmesi\u201d, mentre per lo sviluppo della pace ci interessa misurare i prossimi 30 anni. A distanza di tempo, un investimento in asili-nido \u00e8 pi\u00f9 produttivo di un investimento in armamenti in termini di progresso di una societ\u00e0.<br \/>\nRicco di provocazioni, \u00e8 seguito l\u2019intervento di don Fabio Corazzina. Egli si \u00e8 interrogato sulla metodologia. Ha fatto l\u2019esempio degli Stati Uniti, dove quando si vuole modificare una legge o acquisire un certo diritto, viene messa in atto una strategia che comprende l\u2019identificazione di potenziali alleati (e l\u2019esclusione di altri), la pressione da esercitare su determinati gruppi, sui parlamentari o sull\u2019opinione pubblica, e la valutazione delle possibilit\u00e0 di raggiungere l\u2019obiettivo con i mezzi a disposizione. Da noi invece sembra che ci sia molta confusione. Non sappiamo bene con chi stiamo, quali obiettivi o quali priorit\u00e0 abbiamo, per esempio sul disarmo. ICAN c\u2019\u00e8 solo da sette anni e ha costruito il suo risultato con metodi e priorit\u00e0 precisi. Se condividiamo questo obiettivo dobbiamo lavorare perch\u00e9 l\u2019Italia aderisca al Trattato di proibizione delle armi nucleari. Per farlo, chi dobbiamo tirare dalla nostra parte? I politici, certamente, perch\u00e9 \u00e8 necessaria l\u2019approvazione parlamentare; naturalmente le chiese e le religioni (ma cosa si pensa nelle parrocchie del disarmo nucleare?); i militari (difficile); l\u2019economia (difficile). Si devono stabilire le alleanze ed essere disponibili a pagare un prezzo. Se ad un obiettivo se ne aggiungono automaticamente degli altri (per esempio l\u2019Italia fuori dalla NATO\u2026) e in breve diventano cinque obiettivi, allora le cose si complicano.<br \/>\nCinzia Guaita, del comitato per la riconversione della RWM, ci ha infine raccontato l\u2019attivit\u00e0 di contrasto alla produzione delle bombe che, fabbricate a Domusnovas nella Sardegna sud-occidentale, sono state utilizzate nei bombardamenti sulla popolazione civile yemenita da parte dell\u2019Arabia Saudita. Il movimento esisteva a livello embrionale gi\u00e0 dagli inizi del 2000, ma si \u00e8 risvegliato quando nel 2015 \u00e8 stato documentato che le bombe utilizzate nel conflitto yemenita provenivano proprio dalla RWM sarda. Con varie inizative pubbliche sono stati messi in atto tentativi di interruzione dei turni di lavoro in fabbrica, culminati nella staffetta per la pace \u201crun for unity\u201d del 7 maggio scorso e in un convegno svoltosi recentemente il 3 dicembre. Cos\u00ec, dopo un iniziale isolamento e anche ostilit\u00e0 da parte del sindacato dei lavoratori, sono arrivate anche manifestazioni di solidariet\u00e0 (Amnesty International, Oxfam, Banca Etica, Movimento dei Focolari). Pur in assenza di risultati concreti, il Comune di Iglesias con una mozione \u201ccitt\u00e0 della pace\u201d ha approvato un ordine del giorno che mira ad evitare l\u2019ampliamento della fabbrica con un campo per le prove. Su questo aspetto la regione Sardegna far\u00e0 una valutazione di impatto ambientale. L\u2019appassionato intervento si \u00e8 concluso con l\u2019affermazione che la pace \u00e8 di tutti e di tutte le generazioni, e non pu\u00f2 essere strumentalizzata da ideologie o partiti.<br \/>\nAlla fine dei lavori, con i saluti di rito di don Renato Sacco, i partecipanti si sono dati appuntamento al pomeriggio per la tradizionale marcia della pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il convegno di Pax Christi svoltosi nei pressi di Bergamo, a Sotto il Monte, presso il P.I.M.E, dal significativo titolo contro la guerra \u201cAlienum est a ratione\u201d, non ha deluso le aspettative, offrendo agli intervenuti contenuti densi, propositi forti e momenti di alta spiritualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":13624,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[193],"tags":[461,952,1405,1503],"class_list":["post-13623","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter","tag-marcia-per-la-pace","tag-papa-francesco","tag-pax-christi","tag-sotto-il-monte"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-17 00:08:17","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13623"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13625,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13623\/revisions\/13625"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/13624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}