{"id":1337,"date":"2011-07-09T19:11:38","date_gmt":"2011-07-09T19:11:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1337"},"modified":"2020-06-22T09:23:18","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:18","slug":"nasce-un-nuovo-sudan-il-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1337","title":{"rendered":"NASCE UN NUOVO SUDAN. IL SUD"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sud-sudan1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sud-sudan1-295x300.jpg\" alt=\"\" title=\"sud-sudan1\" width=\"295\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1338\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sud-sudan1-295x300.jpg 295w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sud-sudan1.jpg 394w\" sizes=\"auto, (max-width: 295px) 100vw, 295px\" \/><\/a>Il 9 luglio il Sud Sudan \u00e8 diventato ufficialmente indipendente dopo un lungo e doloroso percorso iniziato gi\u00e0 alla fine del periodo coloniale e caratterizzato da due guerre civili intervallate da un breve periodo di instabile pace. La Campagna Italiana per il Sudan, di cui fa parte Pax Christi, si unisce ai festeggiamenti del popolo sud-sudanese che celebra il compimento del suo diritto fondamentale di autodeterminazione. Tuttavia non pu\u00f2 non rilevare con preoccupazione che sono troppe ancora oggi le incognite e le incertezze che minacciano seriamente la stabilit\u00e0 e il rispetto dei diritti fondamentali sia nel Sudan sia nel Sud Sudan, come i fatti di queste ultime settimane dimostrano chiaramente. Si augura che il 9 luglio, grazie all\u2019impegno dei diversi attori presenti sulla scena sudanese &#8211; locali e internazionali, rappresentanti dei governi, delle istituzioni internazionali e della societ\u00e0 civile &#8211; possa diventare la data d\u2019 inizio di un percorso virtuoso, seppur complesso e denso di insidie ma anche di speranze, verso la pace e la stabilit\u00e0 dei due nuovi paesi che si andranno a costituire. <\/p>\n<p>Con il referendum di autodeterminazione svoltosi nello scorso mese di gennaio, atto finale del processo messo in moto con l\u2019Accordo Globale di Pace (CPA) firmato nel gennaio del 2005 a Nairobi dai due contendenti, l\u2019NCP (National Congress Party) e l\u2019SPLM\/A (Movimento di liberazione del Popolo del Sudan), i cittadini del Sud Sudan hanno scelto nella stragrande maggioranza la secessione dal Sudan. <\/p>\n<p>La regolarit\u00e0 con cui le operazioni referendarie si erano svolte e le dichiarazioni del presidente sudanese Omar Hassan El Bashir di accettazione piena della volont\u00e0 espressa dai sudanesi del Sud avevano fatto sperare che si potesse arrivare ad una separazione pacifica e alla costruzione di relazioni di buon vicinato, indispensabili per la stabilit\u00e0 dei due paesi e dell\u2019intera regione e per la messa in moto di un processo di sviluppo necessario per rendere la pace duratura. Purtroppo non \u00e8 stato cos\u00ec. <\/p>\n<p>Nei sei mesi intercorsi tra il referendum e la proclamazione dell\u2019indipendenza, si sarebbero dovuti trovare accordi su molti rilevanti problemi ancora aperti nella definizione dei rapporti tra i due paesi, e in particolare: <\/p>\n<p>&#8211;         il referendum di autodeterminazione per la zona di Abyei;<\/p>\n<p>&#8211;         la consultazione popolare nel Sud Kordofan e nel Blue Nile, <\/p>\n<p>&#8211;         la definizione di tutta la linea di confine,<\/p>\n<p>&#8211;         la divisione delle royalty del petrolio,<\/p>\n<p>&#8211;         le questioni relative alla sicurezza, compreso lo status delle forze SPLA nel Nord Kordofan e nel Blue Nile,<\/p>\n<p>&#8211;         le questioni relative alla cittadinanza e alla circolazione dei beni e delle persone.<\/p>\n<p>Nonostante gli sforzi di mediazione della comunit\u00e0 internazionale, a nessuno di questi problemi \u00e8 stata trovata una soluzione concordata. Ancora una volta si \u00e8 preferito percorrere la via della destabilizzazione dell\u2019avversario e affidarsi alla forza delle armi.  <\/p>\n<p>La Campagna Italiana per il Sudan, preoccupata per il futuro dei due paesi, per la stabilit\u00e0 dell\u2019intera regione, per le sofferenze senza fine della popolazione, per le gravi violazioni dei diritti umani non solo nelle zone di conflitto, si unisce alle altre reti internazionali che monitorano la situazione sudanese nel chiedere ai governi del Sudan e del Sud Sudan un impegno immediato per il cessate il fuoco e la garanzia dell\u2019assistenza umanitaria alla popolazione, e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di pace dei due paesi un impegno di lungo periodo per la costituzione di due Stati fondati sull\u2019inclusione etnica, sociale e politica, in cui i cittadini possano godere del rispetto delle libert\u00e0 individuali e collettive e dei diritti riconosciuti dai trattati internazionali vigenti.   <\/p>\n<p>Nell\u2019immediato, quindi, chiede:<\/p>\n<p>ai governi del Sudan e del Sud Sudan:<\/p>\n<p>&#8211;         di adoperarsi per far cessare immediatamente la voce delle armi, sia quella degli eserciti regolari che quella delle milizie e dei gruppi ribelli <\/p>\n<p>&#8211;         di facilitare le operazioni umanitarie di soccorso alla popolazione civile vittima dei conflitti su tutto il territorio dei due paesi <\/p>\n<p>&#8211;         di garantire il rispetto delle convenzioni internazionali in materia di protezione della popolazione civile e di rispetto dei diritti umani nelle situazioni di conflitto<\/p>\n<p>&#8211;         di dar seguito concreto agli accordi firmati ai tavoli delle trattative in materia di cessate il fuoco, di ritiro delle truppe dai territori contestati, di smilitarizzazione delle zone di confine<\/p>\n<p>alla comunit\u00e0 internazionale, <\/p>\n<p>&#8211;         di continuare e rafforzare l\u2019impegno diplomatico per un cessate il fuoco e l\u2019accordo  tra le parti nei conflitti al momento in corso<\/p>\n<p>&#8211;         di adoperarsi per l\u2019assistenza umanitaria alla popolazione vittima di questi conflitti. <\/p>\n<p>Nel lungo periodo la Campagna Italiana per il Sudan chiede:<\/p>\n<p>ai governi del Sudan e del Sud Sudan: <\/p>\n<p>&#8211;         di garantire un processo costituzionale democratico, partecipato ed inclusivo, al fine di evitare altri potenziali conflitti futuri<\/p>\n<p>&#8211;         di garantire i diritti dei cittadini dei due nuovi paesi sui due territori<\/p>\n<p>&#8211;         di facilitare il passaggio di persone e merci attraverso il nuovo confine, in modo da permettere la continuazione dei legami economici e sociali esistenti<\/p>\n<p>&#8211;         di impegnarsi per un dialogo e una collaborazione reciproca, condizione necessaria per assicurare pace e stabilit\u00e0 tra i due Paesi e nell\u2019intera regione<\/p>\n<p>&#8211;         di impegnarsi a trovare soluzione ai molti rilevanti problemi ancora aperti nella definizione dei rapporti tra i due paesi, nello spirito del CPA <\/p>\n<p>alla comunit\u00e0 internazionale<\/p>\n<p>&#8211;         di monitorare strettamente e sostenere la realizzazione degli impegni presi dai due contendenti al tavolo delle trattative, anche con un sistema di incentivi e sanzioni  <\/p>\n<p>&#8211;         di adoperarsi per il sostegno alla popolazione civile sia nell\u2019emergenza che nell\u2019avvio del processo di sviluppo necessario a rendere duratura la pace<\/p>\n<p>&#8211;         di sostenere gli sforzi della societ\u00e0 civile nei due paesi di diventare agente effettivo di riconciliazione e sviluppo <\/p>\n<p>&#8211;         di sottolineare ai due governi che il processo di democratizzazione, avviato con la firma dell\u2019accordo globale di pace \u2013 CPA &#8211; deve continuare per la stabilit\u00e0 dei due paesi e dell\u2019intera regione<\/p>\n<p>&#8211;         di fare in modo che tutti gli attori internazionali partecipino in maniera attiva e positiva alla costruzione della pace e della stabilit\u00e0 tra e nei due paesi e nella regione.<\/p>\n<p>Impegno dell\u2019Italia<\/p>\n<p>La Campagna Italiana per il Sudan ritiene che per l\u2019Italia sia fondamentale e oggi pi\u00f9 che mai necessario un impegno per la pace, la stabilit\u00e0 e il rispetto dei diritti umani nei due paesi che con il 9 luglio andranno a costituirsi. <\/p>\n<p>E\u2019 prevedibile che il Sudan si avviciner\u00e0 maggiormente, da un punto di vista geo\/politico, ai paesi e alle dinamiche dell\u2019Africa Settentrionale e pi\u00f9 in generale dell\u2019area mediterranea, d\u2019importanza strategica per l\u2019Italia. <\/p>\n<p>Il Sud Sudan, invece, andr\u00e0 a collocarsi in quel Corno d\u2019Africa allargato, da sempre e ancora prioritario nell\u2019impegno italiano nel continente. La Campagna Italiana per il Sudan ritiene che l\u2019Italia non possa permettere che il Sud Sudan vada ad aggiungersi alla lista degli stati falliti, che elenca ai primi posti paesi dell\u2019area, quali la Somalia e l\u2019Eritrea, situazioni per le quali non mancano responsabilit\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>Di conseguenza invita il governo italiano e la maggioranza che lo sostiene:<\/p>\n<p>&#8211;         a rafforzare la sua presenza diplomatica e il suo contributo allo sviluppo dei due paesi, anche in considerazione del ruolo ricoperto durante le trattative che portarono alla firma del CPA, insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna e Norvegia, come paesi \u201camici dell\u2019IGAD\u201d<\/p>\n<p>&#8211;         a riconoscere immediatamente il Sud Sudan e da subito avviare relazioni  diplomatiche con il nuovo paese<\/p>\n<p>&#8211;         ad adoperarsi  in sede di Unione Europea e Nazioni Unite perch\u00e9 gli impegni richiesti alla comunit\u00e0 internazionale, e sopra esposti, siano attuati, e con una partecipazione attiva del nostro paese<\/p>\n<p>&#8211;         a condizionare gli aiuti ai due governi  allo sviluppo di principi di governance inclusivi e rispettosi dei diritti di tutti i cittadini, valorizzando le differenze di genere, di etnia, di religione e di cultura.<\/p>\n<p>Ai parlamentari dell\u2019opposizione chiediamo: <\/p>\n<p>&#8211;         di utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per far pressione sul governo affinch\u00e9  rafforzi il suo impegno nel Paese secondo i principi sopra esposti<\/p>\n<p>&#8211;         di adoperarsi nelle Commissioni Esteri di Camera e Senato perch\u00e9 l\u2018agenda dei lavori tenga in debita considerazione la nuova situazione che si viene a creare. <\/p>\n<p>La Campagna Italiana per il Sudan si impegna a continuare il monitoraggio della situazione nei due paesi e invita ancora una volta tutti i soggetti interessati, i governi, le parti politiche e le organizzazioni della societ\u00e0 civile dentro e fuori dal paese, a mettere al centro dell\u2019attenzione i cittadini, i loro diritti e la loro sicurezza e a mettere in moto ogni sforzo necessario ad ottenere una genuina riconciliazione e ad assicurare una transizione e un futuro pacifico a tutta le persone in Sudan  e  in Sud Sudan.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019indipendenza Campagna Sudan ha pubblicato \u201cUn nuovo Sudan: il Sud\u201d, dossier di approfondimento scaricabile dal sito www.campagnasudan.it .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 luglio il Sud Sudan \u00e8 diventato ufficialmente indipendente dopo un lungo e doloroso percorso iniziato gi\u00e0 alla fine del periodo coloniale e caratterizzato da due guerre civili intervallate da un breve periodo di instabile pace. 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