{"id":1281,"date":"2011-07-04T10:19:28","date_gmt":"2011-07-04T10:19:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1281"},"modified":"2020-06-22T09:23:51","modified_gmt":"2020-06-22T09:23:51","slug":"criminalita-organizzata-al-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=1281","title":{"rendered":"Criminalit\u00e0 organizzata al nord"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/stop_mafia_N.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/stop_mafia_N-150x140.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"140\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1282\" \/><\/a>\ufeff&#8221;La criminalit\u00e0 organizzata al Nord, ovvero qual \u00e8 il ruolo che le Associazioni, gli Enti Locali, e il Sindacato possono attivare contro l&#8217;omert\u00e0, e per attivare la legalit\u00e0&#8221;. E&#8217; questo il tema di un convegno che la Lega SPI-Cgil di Paderno d&#8217;Adda ha organizzato per le 15.00 di domenica 22 maggio a Cascina Maria, centro culturale del Comune rivierasco. Patrocinato dalla stessa amministrazione comunale, l&#8217;incontro ha visto la partecipazione di Sergio Pomari, segretario dello SPI Cgil di Lecco. Relatore \u00e8 stato il dottor Carlo Cecchetti, giudice presso il Tribunale di Como. All&#8217;incontro sono intervenuti anche Virginio Brivio sindaco di Lecco, il vicesindaco di Paderno d&#8217;Adda, Renata Menaballi del Punto pace Pax Christi di Lecco e padre Angelo Cupini della Comunit\u00e0 lecchese di via Gaggio. Dopo le denunce dei mesi scorsi sulla criminalit\u00e0 organizzata in Lombardia, lo Spi Cgil lecchese ha voluto organizzare un convegno proprio su questo, invitando peraltro un giudice, due sindaci e gli operatori del volontariato sul territorio.<br \/>\nDi seguito alcuni tra i passaggi pi\u00f9 significativi della relazione di Cecchetti:<br \/>\n\u2026<br \/>\n<em>L\u2019origine della presenza degli affiliati alla \u2018ndrangheta nelle regioni del centro e del nord Italia \u00e8 legata, principalmente, ad un errore di valutazione della politica dello Stato in materia di criminalit\u00e0; il fenomeno nasce negli anni \u201850, subito dopo la guerra, quando lo Stato utilizza il cosiddetto \u201cconfino di polizia\u201d per allontanare i focolai di criminalit\u00e0 dalle regioni del sud; il soggiorno obbligatorio nel centro o nel nord Italia, utilizzato in un\u2019epoca di rapidissimo sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni, diventa involontariamente un modo per trapiantare l\u2019organizzazione criminale in contesti geografici nuovi: se, infatti, il confinato aveva l\u2019obbligo di non spostarsi dalla sede assegnata, non c\u2019era nulla che vietasse che fossero gli altri a raggiungerlo nelle sedi del soggiorno obbligatorio.<br \/>\nQuesta fu soltanto l\u2019origine storica del fenomeno ma, successivamente, la \u2018ndrangheta diede vita ad un vero e proprio fenomeno di \u201ccolonizzazione\u201d, nel senso proprio del termine (cio\u00e8 di formare colonie \u201cculturalmente\u201d legate alla madrepatria ma per il resto autonome e autorganizzate).<br \/>\nLa riserva economica era stata costituita con i capitali provenienti dai sequestri di persona o dagli omicidi su commissione; la nuova prospettiva \u201cimprenditoriale\u201d era costituita dai lucrosi affari che il controllo a tutti i livelli di comunit\u00e0 ricche ma eticamente deboli poteva offrire.<br \/>\nTra gli elementi che \u00e8 pi\u00f9 interessante ricordare come uno di quegli elementi che favor\u00ec fortemente le organizzazioni criminali, vi \u00e8 una scelta miope e stupida delle comunit\u00e0 locali del nord Italia in campo sociale ed urbanistico: gli amministratori locali del Nord, fortemente spinti a ci\u00f2 dai propri cittadini, concentrarono i \u201cprofughi\u201d del sud nelle periferie delle grandi citt\u00e0, dove \u00e8 stato facile per gli esponenti trapiantati delle \u2018ndrine (cio\u00e8 delle \u201ccolonie \u2013 figlie\u201d della \u2018ndrangheta calabrese) ricreare il clima, i rituali e le gerarchie esistenti nei paesi di origine.<br \/>\nGrazie a questa scelta sociale ed urbanistica rivelatasi insulsa, persone normali che si erano spostate esclusivamente in cerca di lavoro e di nuove prospettive divennero facili prede di reclutamento dell\u2019organizzazione criminale (chiss\u00e0 che questo ci faccia riflettere sulla necessit\u00e0 di integrare diversamente i nuovi profughi del 2000).<br \/>\nL\u2019esempio pi\u00f9 clamoroso \u00e8 costituito dal comune di Bardonecchia, in Liguria, dove il mercato del lavoro e la comunit\u00e0 sociale sono state cos\u00ec fortemente condizionate dall\u2019organizzazione criminale al punto che la \u2018ndrangheta \u00e8 riuscita ad impadronirsi anche delle strutture civili e politiche; Bardonecchia, insieme con la a noi vicinissima Desio, ha il triste primato di essere stato il primo consiglio comunale del Nord Italia ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose;<br \/>\n\u2026<br \/>\nper completare il quadro occorre ricordare l\u2019uso diffuso e massiccio delle armi e della conseguente intimidazione utile a far rispettare il potere dell\u2019organizzazione e, da ultimo &#8211; quanto alla dinamica economica &#8211; il discorso del riciclaggio di denaro sporco.<br \/>\nIl riciclaggio di denaro sporco serve principalmente per due ragioni: in primo luogo perch\u00e9 il denaro immediatamente riconducibile all\u2019attivit\u00e0 criminale \u00e8 molto pi\u00f9 facilmente soggetto alla confisca da parte delle Forze dell\u2019ordine: occorre quindi ripulirlo in un capitale non immediatamente riconducibile all\u2019attivit\u00e0 criminale; in secondo luogo perch\u00e9 il denaro risultato di attivit\u00e0 criminale, se ben gestito, pu\u00f2 fruttare molto di pi\u00f9.<br \/>\nQuesta seconda ragione spiega perch\u00e9 la \u2018ndrangheta, come una specie di tumore, si sia capillarmente diffusa nelle nostre attivit\u00e0 imprenditoriali ed economiche pi\u00f9 presenti sul territorio: in particolare i negozi e la ristorazione, le attivit\u00e0 per il tempo libero in generale (discoteche, palestre etc.).<br \/>\nIn tempi di crisi economica la facilit\u00e0 dell\u2019organizzazione criminale di impadronirsi di queste attivit\u00e0 imprenditoriali \u00e8 stata estrema; la \u2018ndrangheta ha potuto far leva su due grandi punti di forza: la disponibilit\u00e0 di capitali da non retribuire (mentre, invece, un normale imprenditore deve pagare gli interessi alle banche); la gestione non a norma dell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale: evasione dei contributi e delle tasse, sfruttamento del lavoro con retribuzioni ben al di sotto dei minimi sindacali, mancato rispetto degli standard di qualit\u00e0 e di sicurezza (con conseguenti costi di gestione molto competitivi); a questo proposito \u00e8 significativo fare un richiamo a quell\u2019origine storica della \u2018ndrangheta che nasce per sostituirsi ad uno Stato assente e\/o prepotente, offrendo quel lavoro che la collettivit\u00e0 ordinaria non era in grado di offrire: la \u2018ndrangheta recupera questo patrimonio storico perch\u00e9 lo stesso risulta drammaticamente attuale anche ai nostri giorni.<br \/>\nOvviamente attivit\u00e0 imprenditoriali gestite con queste modalit\u00e0 sono attivit\u00e0 fragili e che fondano la loro capacit\u00e0 di fare concorrenza sul mercato soltanto su un\u2019origine drogata, senza essere capaci, tuttavia, di gestire la propria affermazione e la propria permanenza sul mercato stesso: ci siamo mai chiesti come mai tanti negozi, tante pizzerie, tanti bar, tanti ristoranti, alberghi, palestre e discoteche nascono e muoiono come funghi nelle nostre citt\u00e0??<br \/>\nMentre le altre organizzazioni criminali, come ad esempio Cosa nostra, si stabiliscono al Nord Italia esclusivamente per il tempo necessario per condurre in porto un determinato affare, la \u2018ndrangheta, attraverso le proprie \u201ccolonie\u201d territoriali dette \u2018ndrine, si stabilisce in maniera permanente e strutturata al Nord Italia.<br \/>\nIl primo \u201ccapobastone\u201d che arriva e si stabilisce al Nord Italia (siamo nel \u201954) vive per un periodo a Gallarate e poi a Buguggiate, nel Varesotto; negli anni \u201880 la \u2018ndrangheta comincia controllare il traffico dell\u2019eroina: sono gli anni di Giuseppe Flachi e Franco Coco Trovato, quest\u2019ultimo a noi ben noto per la presenza massiccia nel territorio lecchese e di cui tanto si \u00e8 parlato a partire dall\u2019operazione denominata \u201cWall Street\u201d, proprio con riferimento al nome di un ristorante pizzeria poco distante dal centro di Lecco e acquistato da Coco Trovato e da lui utilizzato anche come centrale per l\u2019organizzazione dei suoi traffici illeciti (quel Coco Trovato di cui la popolazione lecchese sembra quasi non essersi mai accorta e che ha confessato appena 57 omicidi!).<br \/>\nGli anni \u201890 rappresentano gli anni di un\u2019ulteriore evoluzione della \u2018ndrangheta: i soldi dei sequestri sono stati capitalizzati nel traffico di droga; i soldi del traffico di droga sono stati capitalizzati nel riciclaggio di denaro sporco e nello svuotamento dall\u2019interno delle nostre attivit\u00e0 imprenditoriali; il nuovo traguardo degli anni \u201890 e 2000 sono i lucrosi affari della Pubblica Amministrazione: gli appalti in generale e, specificamente, il lucroso settore dello smaltimento dei rifiuti; il mezzo per mettere le mani su questi ambiti \u00e8 necessariamente il controllo delle amministrazioni pubbliche locali (e qualche approfondimento si potrebbe fare sulla presenza della spazzatura del nord nei terreni del Sud italia).<br \/>\nQuesti discorsi evocano, inevitabilmente, il problema del rapporto tra \u2018ndrangheta e potere politico; si tratta di un argomento che potrebbe portarci via intere giornate di studio e di riflessione; mi limito, invece, a qualche breve spunto per una successiva riflessione personale: la \u2018ndrangheta non ha colore politico: aggredisce e si impadronisce dall\u2019interno di qualsiasi potere politico si mostri sufficientemente debole da lasciarglielo fare; in secondo luogo, vi propongo una suggestione giornalistica, tanto per ricordarci che non possiamo dare nulla per scontato e che \u00e8 sempre necessario porci nuove domande:<br \/>\n\u2026<br \/>\nMi fermo con questa provocazione quanto all\u2019analisi del fenomeno \u2018ndrangheta e criminalit\u00e0 organizzata in genere nel Nord Italia.<br \/>\nLa seconda e conclusiva parte della mia riflessione dovrebbe riguardare il ruolo che le associazioni, gli enti locali e il sindacato possono svolgere contro l\u2019omert\u00e0 e per favorire la legalit\u00e0.<br \/>\nIn realt\u00e0 credo che l\u2019aver messo in luce i punti di forza della criminalit\u00e0 organizzata ha messo in luce, contemporaneamente, i punti deboli del nostro tessuto sociale e civile e, conseguentemente, il contributo che le associazioni, gli enti locali e il sindacato possono e devono offrire per assicurare la sopravvivenza di una societ\u00e0 civile. Ho gi\u00e0 ampiamente ricordato di come la \u2018ndrangheta storicamente e anche ai nostri giorni utilizza acutamente i vuoti dello Stato per sostituirsi ad esso e per gestire la vita dei cittadini; abbiamo visto come la possibilit\u00e0 di impadronirsi di tantissime attivit\u00e0 imprenditoriali locali dipende, oltre che dalla disponibilit\u00e0 di fondi neri di provenienza criminale, anche dalla possibilit\u00e0 di arruolare lavoratori in nero, gestirli sottocosto e senza contributi, risparmiare omettendo i controlli di qualit\u00e0 e di sicurezza.<br \/>\nAbbiamo visto come scelte miopi come quella di confinare in ghetti \u201ci diversi da noi\u201d costituisca un\u2019ottima occasione per ricreare ambienti di sfruttamento e di asservimento dei derelitti alla criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nIl livello pi\u00f9 recente di condizionamento e di infiltrazione \u00e8 proprio incentrato sul controllo della politica e delle amministrazioni locali: non si tratta soltanto di intimidire &#8211; con la violenza e con le armi &#8211; alcuni amministratori; si tratta pi\u00f9 direttamente di far eleggere i propri amministratori; per fare questo occorre un\u2019ampia base elettorale sufficientemente distratta e disponibile o a vendere il proprio voto per favori piccoli o grandi o, molto pi\u00f9 banalmente \u00e8 molto pi\u00f9 diffusamente, ad orientare il proprio voto in maniera irresponsabile; assecondando proposte grossolane e populistiche che consentono, poi a personaggi collusi con la criminalit\u00e0 di sedere nelle aule dei nostri consigli.<br \/>\nAssociazioni, enti locali e sindacato: ogni attivit\u00e0 che ha come fine soltanto la coltivazione del proprio \u201corticello\u201d, soltanto la garanzia della sopravvivenza ad ogni costo, soltanto il mantenimento del proprio piccolo-grande potere \u00e8 un pezzo di vita ceduto in bianco alla criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nOgni sforzo di coerenza, di impegno al servizio di un nuovo umanesimo, di una rinnovata unit\u00e0 e consapevolezza del bene comune contrapposto all\u2019egoismo particolare, ogni impegno per vivere secondo le regole contrapposto al \u201cfaccio quello che mi pare\u201d \u00e8 un pezzo di vita riconquistato dalla criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nQuesta \u00e8 la nostra personale sfida di tutti i giorni.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\ufeff&#8221;La criminalit\u00e0 organizzata al Nord, ovvero qual \u00e8 il ruolo che le Associazioni, gli Enti Locali, e il Sindacato possono attivare contro l&#8217;omert\u00e0, e per attivare la legalit\u00e0&#8221;. 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