{"id":12183,"date":"2016-09-15T13:52:50","date_gmt":"2016-09-15T13:52:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=12183"},"modified":"2020-06-22T08:08:19","modified_gmt":"2020-06-22T08:08:19","slug":"il-punto-sul-negoziato-ttip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=12183","title":{"rendered":"Il punto sul negoziato TTIP"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019ipotesi di accordo di libero scambio denominato TTIP (<\/strong>trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che ha l\u2019intento dichiarato di modificare regolamentazioni e standard &#8211; le cosiddette \u201cbarriere non tariffarie\u201d- e di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti rendendo, secondo i proponenti, il commercio pi\u00f9 fluido e penetrante tra le due sponde dell\u2019oceano) ha visto una importante battuta d\u2019arresto:\u00a0 <strong>la Francia \u00e8 decisamente contraria, la Germania ha una posizione ambigua,<\/strong> mentre l\u2019Italia, per bocca del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sembra schierata a favore. <strong>In pi\u00f9, l\u2019uscita dall\u2019Unione del principale partner commerciale degli Usa,<\/strong> l\u2019Inghilterra, dopo la Brexit, costituisce una forte perdita per i sostenitori del Trattato. Per molti, la distanza negli standard e nelle normative tra europei e americani non si pu\u00f2 colmare, tanto che il vicecancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, ha gi\u00e0 parlato di fallimento delle trattative, mentre il viceministro del Commercio francese, Matthias Fekl, ha detto che, nel merito, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il sostegno politico del suo Paese. In questa \u2018frenata\u2019 dell\u2019Ue sul trattato un ruolo importante l&#8217;ha avuto anche un rapporto votato il 5 luglio al Parlamento europeo in maggioranza, fatto da un&#8217;europarlamentare italiana, Eleonora Forenza di Altra Europa, che vincola la Commissione europea, nel momento in cui stipula trattati commerciali, a rispettare le clausole presenti nelle convenzioni firmate dall\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda la campagna di mobilitazione contro il Ttip, si \u00e8 <\/strong>puntato sulla questione degli standard dell&#8217;agroalimentare, sui nodi dei tribunali speciali, su cui non ci si sposta nella negoziazione, perch\u00e9 gli Stati Uniti rifiutano la proposta di modifica del meccanismo di Isds, che \u00e8 appunto l\u2019arbitrato privato &#8211; un meccanismo di protezione dell&#8217;investimento straniero che permette alla multinazionale straniera di ricorrere a una giustizia privilegiata, piuttosto che ai meccanismi della giustizia ordinaria -. Nella riforma proposta dalla Francia, ma subito bocciata dagli Usa, s\u2019introduceva un nuovo meccanismo con una Ics (International court system), che in realt\u00e0 permetterebbe la stessa cosa, quindi sempre la possibilit\u00e0 di ricorrere a una giustizia privata, che per\u00f2 non sarebbe pi\u00f9 cos\u00ec arbitraria come la precedente.<\/p>\n<p><strong>Insomma, il dato di fatto \u00e8 che dal 2013 ci sono stati 14 incontri fra le parti,<\/strong> in totale assenza di trasparenza del mandato, ma manca completamente l\u2019accordo, perch\u00e9 su nessuno dei 27 punti del negoziato si \u00e8 registrata uniformit\u00e0 di vedute. Probabilmente, ci\u00f2 si sta verificando anche alla luce di motivazioni di ordine politico: negli Stati Uniti siamo in piena corsa alla Casa Bianca, e sia Trump che Clinton non si sono mostrati favorevoli all&#8217;accordo; nel contempo, nel 2017 si terranno elezioni sia in Francia che in Germania, e quindi anche in Europa mancherebbe la legittimazione di coloro che subentrerebbero, ammesso ci sia una sostituzione ai vertici. Questo \u00e8 un accordo importante, perch\u00e9 Usa e Ue hanno insieme il 46% del Pil mondiale e rappresentano un terzo del commercio globale; dunque, un rafforzamento dei loro rapporti potrebbe portare dei benefici in termini di potenzialit\u00e0 e affermazione nel contesto generale, soprattutto in riferimento all&#8217;ascesa dei paesi emergenti, come Cina e India. Da una parte, quindi, gli Stati Uniti sono orientati a farlo l&#8217;accordo, dall&#8217;altra, non hanno una grande convenienza, perch\u00e9 rappresentano l&#8217;unica potenza economica finanziaria con uno stato di salute soddisfacente.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 vero pure che gli studi economici d\u2019impatto fatti dal rapporto Ecorys<\/strong> parlano di una crescita del Pil per l&#8217;Europa pari allo 0,3% fino al 2030, e perci\u00f2 i dati econometrici vanno ridimensionati. Si pensava che l\u2019economia globalizzata avrebbe risolto tutti i problemi.\u00a0 <strong>Infine, c&#8217;\u00e8 un altro trattato &#8211; il Ceta tra Canada ed Europa &#8211;<\/strong>, il cui destino in qualche modo \u00e8 legato al Ttip. Quel negoziato corre abbastanza speditamente, ma comunque contiene tutte le insidie del Ttip in chiave pi\u00f9 ridotta. Il meccanismo di protezione degli investimenti &#8211; l&#8217;International court system della proposta francese &#8211; \u00e8 stato accettato dal Canada. Poi c&#8217;\u00e8 il ruolo delle corporazioni americane, molte delle quali, come Wallmart, Coca Cola, hanno delle societ\u00e0 controllate canadesi, e quindi il Ceta potrebbe permettere loro di operare sui mercati dell&#8217;Unione europea in condizioni pi\u00f9 favorevoli rispetto a quelle delle nostre imprese, anche in assenza del Ttip. Anche l\u00ec, c\u2019\u00e8 la questione della riduzione della protezione dei prodotti agroalimentari europei doc e dop. In una lettera al ministro Calenda i comitati hanno chiesto che ci sia una discussione approfondita sulle 1.500 pagine che compongono questo trattato. Comunque, il 16 settembre i capi di Stato dei 27 governi europei si riuniranno a Bratislava in consiglio, per discutere dell&#8217;Europa dopo la Brexit, e sicuramente anche del Ceta e del Ttip\u201d.<\/p>\n<p>(A. De Lelllis)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ipotesi di accordo di libero scambio denominato TTIP (trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che ha l\u2019intento dichiarato di modificare regolamentazioni e standard &#8211; le cosiddette \u201cbarriere non tariffarie\u201d- e di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti rendendo, secondo i proponenti, il commercio pi\u00f9 fluido e penetrante tra le due sponde dell\u2019oceano) ha visto una importante battuta d\u2019arresto:\u00a0 la Francia \u00e8 decisamente contraria, la Germania ha una posizione ambigua, mentre l\u2019Italia, per bocca del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sembra schierata a favore. 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