{"id":11899,"date":"2016-05-20T10:56:57","date_gmt":"2016-05-20T10:56:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11899"},"modified":"2020-06-22T08:08:24","modified_gmt":"2020-06-22T08:08:24","slug":"pax-christi-ferentino-progetto-sulla-mediazione-dei-conflitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11899","title":{"rendered":"Pax Christi Ferentino &#8211; Progetto sulla Mediazione dei conflitti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11900 alignright\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/20160510_124753.jpg\" alt=\"20160510_124753\" width=\"430\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/20160510_124753.jpg 4160w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/20160510_124753-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/20160510_124753-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/20160510_124753-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/> Cari amici,<\/p>\n<div>vi informo che l&#8217;altro ieri abbiamo partecipato, come Punto Pace, al convegno che si \u00e8 tenuto presso l&#8217;Universit\u00e0 di Cassino,\u00a0con un nostro intervento.<\/div>\n<div>Vi chiedo di volerne dare notizia!<\/div>\n<div>Cordialmente!<\/div>\n<div>Luigi Tribioli<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/locandina.docx\" rel=\"\">locandina<\/a><\/p>\n<p>Nel mese di febbraio 2013 il nostro Punto Pace di Pax Christi di Ferentino ha presentato alla Direzione della Casa circondariale di Frosinone un progetto per la Mediazione dei conflitti rivolto ai detenuti.<\/p>\n<p>Eravamo mossi dall\u2019idea che fosse necessario uscire dalle nostre comodit\u00e0, sicurezze e anche pregiudizi.; che era il momento di combattere la cultura dello scarto, di cui ha parlato spesso Papa Francesco, ed essere vicini alle persone prive di libert\u00e0 per aver commesso degli errori nella loro vita e aiutarle a compiere un cammino di scoperta di s\u00e9 e sviluppare un processo di cambiamento per migliorare la loro vita interiore e quella relazionale all\u2019interno del carcere ma anche per prepararle al reinserimento nella societ\u00e0 al termine della pena, dando cos\u00ec un piccolo contributo all\u2019attuazione della nostra Carta Costituzionale. Eravamo spinti ad andare nel carcere anche per motivi religiosi, dal messaggio evangelico, dal momento che noi apparteniamo a Pax Christi che \u00e8 un Movimento Cattolico Internazionale per la pace.<\/p>\n<p>Gli obiettivi specifici contenuti nel progetto erano quelli di promuovere la conoscenza dei metodi per le regolazione costruttiva dei conflitti che vanno considerati come il motore di ogni cambiamento personale e sociale, favorire la costruzione di relazioni basate sul rispetto di se e degli altri; sviluppare la capacit\u00e0 di ascolto e di dialogo; sviluppare \u00a0una comunicazione empatica e di tipo assertivo; le tecniche dell\u2019ascolto attive e del comunicare in prima persona; la conoscenza degli assiomi fondamentali per una comunicazione efficace; riconoscere il ruolo delle emozioni in se stessi e negli altri. Tutti questi sono gli aspetti fondamentali di una competenza comunicativa che va oltre la competenza linguistica. L\u2019ambizione era anche quella di formare i detenuti a svolgere il ruolo di Mediatori,secondo i metodi della Sociologia Clinica, a favore della comunit\u00e0 interna\u00a0 per ridurre le tensioni tra i detenuti nelle relazioni interpersonali e creare un clima di maggior benessere con gli operatori del carcere stesso.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 stato accolto molto favorevolmente dalla Direzione della Casa Circondariale e abbiamo iniziato a realizzarlo dal 21 settembre 2013 con un gruppo di 13 detenuti che hanno aderito al progetto. Tra questi c\u2019erano anche 3 detenuti provenienti da altri Paesi con culture diverse. L\u2019et\u00e0 dei detenuti era tra i 40 e i 45 anni. La maggior parte di loro era in possesso del titolo di scuola media inferiore; pochi erano quelli in possesso del titolo della scuola media superiore mentre uno frequentava con successo la Facolt\u00e0 di Giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma.<\/p>\n<p><strong>La metodologia<\/strong>\u00a0\u00a0 da noi usata nel corso degli incontri di formazione \u00e8 stata quella di coinvolgere tutti i detenuti del gruppo nelle attivit\u00e0 lasciando loro la possibilit\u00e0 di esprimersi in modo libero e creativo anche attraverso l\u2019utilizzo della tecnica del Brainstorming. Sono stati realizzati giochi di ruolo nella ricerca di soluzioni condivise. Gli incontri sono stati caratterizzati da un senso amichevole nelle relazioni ed \u00e8 stato utilizzato fra tutti noi il pronome \u201ctu\u201d negli scambi verbali per facilitare lo sviluppo di una comunicazione efficace. Tutti gli incontri si sono aperti e chiusi con l\u2019abbraccio sociologico per creare un clima favorevole tra di noi e per far comprendere l\u2019importanza della relazione fra gruppo e individuo nella vita sociale.<\/p>\n<p><strong>Quali sono stati i risultati raggiunti?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo convinti che ci siano stati profondi progressi sia \u00a0nel modo di comunicare \u00a0che nella gestione dei conflitti. Non esagero se affermo che in loro sia avvenuta una vera e propria\u00a0 rivoluzione sul piano di una competenza comunicativa\u00a0 e linguistica. Questo progresso ha consentito ai detenuti di uscire, anche se non di molto, da un senso di rassegnazione, scoraggiamento verso un contesto istituzionale caratterizzato da una comunicazione autoritaria e repressiva. Nonostante che nostri detenuti siano diventati pi\u00f9 consapevoli del fatto che una comunicazione di tipo assertivo non ferisca l\u2019autorit\u00e0 penitenziaria durante uno scambio comunicativo, \u00e8 rimasta in loro la paura di \u00a0incorrere in sanzioni disciplinari e perci\u00f2,spesso rinunciano ad esprimere il proprio punto di vista e di entrare in conflitto &#8211; che pure veniva considerato come momento importante per una buona relazione interpersonale &#8211; vanificando cos\u00ec uno dei diritti sanciti dalla nostra Carta costituzionale che \u00e8 quello della libert\u00e0 di manifestare il proprio pensiero.<\/p>\n<p>Con questi limiti oggettivi non siamo riusciti a formare il gruppo alla Mediazione dei conflitti, a parte qualche caso di simulazione.<\/p>\n<p><strong>Proposte.<\/strong><\/p>\n<p>Questa esperienza ci ha fatto capire che \u00e8 necessario formare alla comunicazione tutti gli operatori del carcere, e per questo abbiamo gi\u00e0 presentato un progetto; che inoltre, pu\u00f2 essere interessante, in via sperimentale e al termine del corso con il nuovo gruppo di detenuti che dal 7 novembre del 2015 stiamo seguendo con gli stessi contenuti e obiettivi del progetto precedente, aprire uno sportello per la Mediazione dei conflitti che veda i detenuti protagonisti nella gestione dei conflitti stessi. E\u2019 infine nostro desiderio promuovere un\u2019osservazione partecipante all\u2019interno del carcere per condividere fino in fondo con i detenuti<\/p>\n<p>la loro vita quotidiana.<\/p>\n<p><strong>Termine del progetto<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 terminato alla fine di gennaio del 2015 dopo 42 incontri, con due mesi di sospensione durante l\u2019estate, che si sono svolti ogni sabato mattina \u00a0per un totale di 168 ore, comprensive delle ore del convegno che abbiamo promosso presso il Liceo di Ferentino il 25 ottobre del 2015 sul tema \u201cLa mediazione in carcere: interventi di formazione per la regolazione dei conflitti tra detenuti\u201d in collaborazione con la Direzione della Casa circondariale di Frosinone. Al convegno hanno partecipato tra gli altri, il Questore della Provincia di Frosinone Dottor Santarelli, il Procuratore della Repubblica Dottor Mesiti, un membro della direzione investigativa Antimafia di Roma, Dottor Puzzo, il cappellano della Casa circondariale di Frosinone, don Guido Mangiapelo, la docente di Antropologia culturale di questa Universit\u00e0, Professoressa Floriana Ciccodicola e infine il Presidente Nazionale della Societ\u00e0 Italiana di Sociologia, dottor Pietro Zocconali.<\/p>\n<p><strong>Lettera di un detenuto<\/strong><\/p>\n<p>Qualche tempo fa avevo chiesto ad alcuni detenuti che avevano partecipato al primo corso di formazione, di raccontare la loro esperienza. Pochi giorni fa mi \u00e8 pervenuta questa lettera di un detenuto che mia moglie Adele, mia fedele compagna di viaggio, vi legger\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Credo che l\u2019esperienza vissuta nell\u2019ambito intramurario\u00a0 del carcere di Frosinone inerente al corso sulla Mediazione dei conflitti, sia stata una delle pi\u00f9 stimolanti e interessanti in quanto mi ha consentito di riflettere su alcuni aspetti del mio carattere, spesso troppo impulsivo. Sotto la guida del Prof. Luigi Tribioli e dei suoi collaboratori, abbiamo vissuto un\u2019esperienza unica e\u00a0 irripetibile nel contesto intramurario (almeno per quello che mi riguarda). Confrontarsi con altre persone circa il modo di interagire con il prossimo, ti da modo di riflettere su quali siano i comportamenti errati o quelli idonei al fine di poter instaurare dei rapporti di civile convivenza senza trascendere nell\u2019arroganza. Il punto cardine della struttura portante per una mediazione dei conflitti ragionevole, e\u2019\u00a0 saper stabilire, con il soggetto che si ha dinanzi, quel grado di empatia necessario a poter far si che il dialogo non trascenda e trovare i modi e la forma idonea per poter dialogare in modo sereno e costruttivo. In ogni caso, credo che prima di poter interagire con altre persone in modo sereno e costruttivo, bisogna conoscere se stessi, cio\u00e8 riflettere in modo adeguato sui valori in cui credere profondamente e soprattutto avere fiducia e rispetto di se stessi,altrimenti non si possono rispettare i valori degli altri. Oggi, credo che sia molto difficile poter instaurare rapporti costruttivi in quanto sta prevalendo l\u2019egoismo e con l\u2019egoismo non ci pu\u00f2 essere dialogo. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>In conclusione,non solo siamo impegnati a \u00a0realizzare con un nuovo gruppo di detenuti lo stesso progetto precedente e con la novit\u00e0 di far conoscere ai detenuti la nostra Costituzione,\u00a0 ma che tra non molto ci verr\u00e0 affidato, e per la prima volta, di seguire \u00a0un altro gruppo di detenuti dell\u2019alta sicurezza, sempre con gli stessi obiettivi e programmi del progetto sulla Mediazione dei conflitti con altrettanto impegno settimanale.<\/p>\n<p>Da queste esperienze che ho vissuto all\u2019interno del\u00a0 carcere a contatto con i nostri detenuti, sento che il carcere \u00e8 di per se inadeguato al raggiungimento dell\u2019obiettivo fissato dalla Costituzione che \u00e8 quello della rieducazione dei detenuti stessi, \u00e8 strutturalmente inadeguato ed \u00e8 fonte di sofferenze psicologiche nonostante la buona volont\u00e0 degli operatori. Trovo disumano che due detenuti siano costretti a vivere in 3 metri quadrati e 90 centimetri. Trovo altrettanto disumano far soffrire i detenuti quando il servizio sanitario nazionale\u00a0 interviene con notevole ritardo nelle cure sanitarie, come mi \u00e8 capitato di vedere con i miei occhi durante la mia presenza nel carcere. Trovo indegno che il detenuto-studente che frequentava il nostro gruppo era costretto a stare seduto su uno sgabello, anzich\u00e9 su una sedia con lo schienale. Per questo, concordo con coloro che sostengono la necessit\u00e0 di superare il carcere e si applichino sempre pi\u00f9 le misure alternative per punire le persone che commettono i reati previste dalla legge.<\/p>\n<p>Condivido perci\u00f2 quanto scrivono nel libro dal titolo\u201cAbolire il carcere\u201d di Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federica Resta. E\u2019 la posizione che io ho espresso recentemente sulla Rivista Rocca, quindicinale della Pro Civitate Cristiana di Assisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari amici, vi informo che l&#8217;altro ieri abbiamo partecipato, come Punto Pace, al convegno che si \u00e8 tenuto presso l&#8217;Universit\u00e0 di Cassino,\u00a0con un nostro intervento. Vi chiedo di volerne dare notizia! Cordialmente! Luigi Tribioli locandina Nel mese di febbraio 2013 il nostro Punto Pace di Pax Christi di Ferentino ha presentato alla Direzione della Casa circondariale di Frosinone un progetto per la Mediazione dei conflitti rivolto ai detenuti. 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