{"id":11819,"date":"2016-04-21T21:25:33","date_gmt":"2016-04-21T21:25:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11819"},"modified":"2020-06-22T08:08:27","modified_gmt":"2020-06-22T08:08:27","slug":"amnesty-international-il-governo-israeliano-deve-cessare-le-intimidazioni-contro-i-difensori-dei-diritti-umani-e-deve-proteggerli-dagli-attacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11819","title":{"rendered":"Amnesty International: Il Governo Israeliano deve cessare le intimidazioni contro i difensori dei diritti umani  e deve proteggerli dagli attacchi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8296\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=8296\" rel=\"attachment wp-att-8296\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8296\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/israele_palestina1-140x300.gif\" alt=\"cartina di Israele e Palestina\" width=\"140\" height=\"300\" class=\"size-full wp-image-8296\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8296\" class=\"wp-caption-text\">cartina di Israele e Palestina<\/p><\/div>\n<p>Dichiarazione pubblica di Amnesty International<\/p>\n<p>Indice: MDE 15\/3824\/2016<br \/>\n12 Aprile 2016<\/p>\n<p>Il Governo Israeliano deve cessare le intimidazioni contro i difensori dei diritti umani  e deve proteggerli dagli attacchi.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 israeliane devono porre fine ai loro attacchi di lunga data contro i difensori dei diritti umani (DDU) dei Palestinesi e fermare il clima di intimidazione dei DDU in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati (TPO), ha dichiarato oggi Amnesty International. Le autorit\u00e0 israeliane devono prendere misure immediate per assicurare la protezione necessaria ai DDU in Israele e nei TPO per svolgere il loro lavoro liberamente e senza timore di attacchi e vessazioni. Gli attacchi e le minacce contro i DDU devono essere indagati e i responsabili devono essere chiamati a risponderne. Una escalation di atti intimidatori da parte del governo e gli attacchi e le minacce da parte dei coloni e di altri soggetti non statali hanno creato un clima sempre pi\u00f9 pericoloso per i DDU in Israele e nei TPO. Israele sta sistematicamente violando i diritti dei Palestinesi alla libert\u00e0 di espressione e alla libert\u00e0 di associazione nei TPO e sta prendendo di mira i DDU, anche attraverso arresti arbitrari e la detenzione, l&#8217;imprigionamento, lesioni e torture. Le autorit\u00e0 israeliane neanche proteggono i DDU dagli attacchi da parte dei coloni israeliani e di altri attivisti di estrema destra, e in alcuni casi sono state complici di tali attacchi. Israele ha anche provveduto a limitare la libert\u00e0 di espressione all&#8217;interno di Israele con funzionari che utilizzano l&#8217;intimidazione nei confronti dei DDU. Recenti iniziative legislative che, apparentemente, hanno lo scopo di costrizione della libert\u00e0 di espressione sono andate di pari passo con uno stato d&#8217;animo pubblico sempre pi\u00f9 buio contro chi critica il governo israeliano, e sono sempre pi\u00f9 andate a condizionare le critiche israeliane ebraiche verso il governo israeliano e le sue pratiche.<\/p>\n<p>L\u2019intimidazione del Governo israeliano nei confronti di  Omar Barghouti <\/p>\n<p>Amnesty International \u00e8 preoccupata per la sicurezza e la libert\u00e0 del difensore dei diritti umani palestinesi Omar Barghouti e altri attivisti del BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni), a seguito di velate minacce, anche di danni fisici e privazione dei diritti fondamentali, fatte da ministri israeliani a una conferenza anti-Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni tenutasi a Gerusalemme il 28 marzo 2016. Omar Barghouti \u00e8 un membro fondatore e un portavoce di spicco del movimento BDS. La sua campagna ritiene Israele responsabile delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale e si appella all&#8217;uso di mezzi nonviolenti per tale iniziativa. E&#8217; stato personalmente attaccato con commenti e affermazioni da parte di partecipanti alla conferenza, compresi alcuni ministri, che lo descrivevano come una minaccia che doveva essere fermata.<br \/>\nUna dichiarazione particolarmente allarmante \u00e8 venuta dal ministro israeliano per i  Trasporti, i Servizi Segreti e l&#8217;Energia Atomica Yisrael Katz, che ha chiesto a Israele di impegnarsi in \u201celiminazioni civili mirate&#8221; dei leader BDS con l&#8217;aiuto dei servizi segreti israeliani. L\u2019espressione, che allude ad &#8220;assassini mirati\u201d, viene usata per descrivere la strategia di Israele di prendere di mira membri dei gruppi armati palestinesi.<br \/>\nUn altro ministro, Gilad Erdan, ministro per la Pubblica Sicurezza, gli Affari Strategici e l&#8217;Informazione, ha descritto gli attivisti e i leader BDS come minacce e ha chiesto che &#8220;paghino il prezzo&#8221; per il loro lavoro, precisando che non intendeva riferirsi a &#8220;danni fisici&#8221;. Omar Barghouti \u00e8 stato attaccato da Ariah Deri, il ministro degli Interni, che ha detto che sta valutando la revoca della residenza permanente di Omar Barghouti in Israele, privandolo del diritto di viaggiare liberamente. Omar Barghouti ha detto ad Amnesty International di essere gravemente preoccupato per la sua sicurezza e quella della sua famiglia.<br \/>\nI ministri del governo e altri funzionari governativi hanno una particolare responsabilit\u00e0 nel considerare attentamente le conseguenze negative che possono derivare dal ritrarre i DDU come minacce per la sicurezza perch\u00e9 svolgono il loro pacifico e legittimo lavoro. Tali dichiarazioni pubbliche avranno una risonanza forte e pericolosa in Israele e nei TPO, soprattutto in considerazione del clima sempre pi\u00f9 pericoloso in cui i DDU stanno lavorando, sotto minacce e attacchi continui da parte dello Stato e da parte dei coloni e di altri attivisti di estrema destra.<br \/>\nQuesta non \u00e8 la prima volta che Omar Barghouti ha affrontato minacce e intimidazioni, ma queste dichiarazioni sono state le pi\u00f9 gravi a provenire da funzionari governativi. I ministri hanno la responsabilit\u00e0 di sostenere i diritti umani e dovrebbero evitare di fare commenti pubblici che infiammano contro Omar Barghouti e altri DDU. E dovrebbero ritirare la minaccia di limitare arbitrariamente la sua libert\u00e0 di movimento e di cancellare la sua residenza permanente in Israele.<\/p>\n<p>Minacce di morte contro Imad Abu Shamsiyeh <\/p>\n<p>Il 24 febbraio 2016 Imad Abu Shamsiyeh, un residente palestinese di Tel Rumeida, a Hebron, ha filmato quella che sembrava l\u2019esecuzione extragiudiziale di Abed al-Fatah al- Sharif da parte di un soldato israeliano. Il filmato \u00e8 stato diffuso dall&#8217;organizzazione israeliana per i diritti umani B&#8217;Tselem e ha portato all&#8217;arresto del soldato, che resta sotto indagine. Dall\u2019epoca della pubblicazione del filmato, B&#8217;tselem ha riferito che Abu Imad Shamsiyeh ha sub\u00ecto minacce di morte da parte degli Israeliani che vivono nei vicini insediamenti illegali e anche attraverso telefonate e messaggi. Sono state lanciate anche pietre contro casa sua da coloni israeliani. Precedentemente \u00e8 stato attaccato a pi\u00f9 riprese dai coloni israeliani che vivono nelle vicinanze, in rappresaglia per aver documentato gli abusi.<br \/>\nLa rete \u201cPalestine News\u201d ha anche riferito che la casa di Imad Abu Shamsiyeh \u00e8 stata perquisita dai soldati israeliani nella notte del 29 marzo, apparentemente per controllare le identit\u00e0 dei DDU locali e internazionali che stavano con lui a vigilare sulle minacce. Le autorit\u00e0 israeliane devono immediatamente rinviare a giudizio coloro che hanno minacciato e aggredito Nidal Abu Shamsiyeh e proteggerlo da eventuali ulteriori attacchi.<\/p>\n<p>Minacce di morte contro il personale di Al-Haq<\/p>\n<p>Al- Haq \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti e qualificate ONG per i diritti umani palestinesi. Negli ultimi mesi \u00e8 stata bersaglio &#8211; insieme ad altre ONG palestinesi &#8211; di una forte campagna che cercava di minare il suo lavoro attraverso telefonate anonime ed e-mail. Nel febbraio e marzo 2016, un membro del personale di Al &#8211; Haq e il suo direttore hanno sub\u00ecto una serie di minacce di morte. Queste sono collegate direttamente al lavoro dell\u2019organizzazione con la Corte Penale Internazionale dell&#8217;Aia. Il diritto delle organizzazioni di lavorare con la Corte Penale Internazionale e di denunciare i responsabili deve essere rispettato, e le autorit\u00e0 competenti devono indagare e assicurare alla giustizia coloro che hanno indirizzato queste minacce eclatanti.<\/p>\n<p>Arresto e imprigionamento di Issa Amro e Farid al-Atrash <\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 israeliane hanno arrestato arbitrariamente i DDU palestinesi Issa Amro e Farid al-Atrash successivamente a una manifestazione pacifica a Hebron il 26 Febbraio 2016, che chiedeva l\u2019eliminazione di restrizioni discriminatorie nella loro citt\u00e0. Entrambi sono stati accusati da un tribunale militare e successivamente rilasciati. Amnesty International ritiene che entrambi siano stati arrestati e accusati soltanto per aver esercitato i loro diritti alla libert\u00e0 di riunione pacifica e di libera espressione.<br \/>\nResidenti e attivisti palestinesi della citt\u00e0 di Hebron, nella Cisgiordania occupata, hanno organizzato una marcia di protesta nonviolenta il 26 febbraio 2016, per ricordare i  22 anni da quando le autorit\u00e0 israeliane chiusero al-Shuhada Street nella citt\u00e0 vecchia e per chiedere la rimozione delle restrizioni discriminatorie. Le forze israeliane si sono opposte alla manifestazione con una forza eccessiva e hanno lanciato granate assordanti sulla folla e hanno sparato gas lacrimogeni. L&#8217;avvocato Farid al-Atrash con un foto-reporter sono stati arrestati. Mentre il giornalista \u00e8 stato rilasciato qualche ora pi\u00f9 tardi, al-Atrash \u00e8 stato condotto a un tribunale militare nella base militare di Ofer vicino a Ramallah e accusato di aver partecipato a una manifestazione illegale e di aver attaccato dei funzionari. Una ripresa video dell&#8217;arresto mostra Farid al-Atrash in piedi pacificamente davanti ai soldati, quando \u00e8 stato spinto e trascinato e poi brutalmente arrestato da numerosi soldati israeliani. E\u2019 stato rilasciato su cauzione Marted\u00ec 1 marzo 2016 e attende una data per una prima udienza in tribunale, da confermare.<br \/>\nL&#8217;esercito israeliano ha arrestato l&#8217;attivista Issa Amro, il cui gruppo \u201cGiovent\u00f9 contro gli Insediamenti\u201d ha organizzato la manifestazione, nel pomeriggio del 29 Febbraio 2016, davanti a casa sua nel quartiere Tel Rumeida della citt\u00e0 e lo ha denunciato a un tribunale militare per aver organizzato una manifestazione e un incitamento illegali. E&#8217; stato rilasciato l\u20191 marzo 2016 ed \u00e8 in attesa di processo, la cui data \u00e8 ancora da confermare. Amnesty International ritiene che sia Issa Amro che Farid al-Atrash siano stati arrestati soltanto per il pacifico esercizio dei loro diritti alla libert\u00e0 di espressione e di riunione.<\/p>\n<p>Arresto e imprigionamento di  Khalida Jarrar <\/p>\n<p>La parlamentare e DDU palestinese Khalida Jarrar \u00e8 stato condannata a 15 mesi di reclusione il 6 dicembre del 2015 dopo un iniquo procedimento davanti a un tribunale militare, durante il quale \u00e8 apparso che la detenzione cautelare &#8211; compreso l&#8217;uso della detenzione amministrativa &#8211; veniva utilizzata per punirla e per spingerla ad accettare una dichiarazione di colpevolezza. Alla fine si \u00e8 dichiarata colpevole di due accuse, credendo che non avrebbe mai avuto un giusto processo, ma i suoi avvocati affermano che le autorit\u00e0 non hanno mai sostenuto le loro accuse con delle prove. Amnesty International ritiene che la detenzione di Khalida Jarrar, il procedimento contro di lei e la sua condanna risultano essere misure punitive utilizzate per reprimere il suo diritto ad una libera e pacifica espressione.<\/p>\n<p>Intimidazione del Governo Israeliano contro \u201cRompere il Silenzio\u201d<\/p>\n<p>\u201cRompere il Silenzio\u201d \u00e8 un&#8217;organizzazione israeliana di soldati israeliani che si propone di informare il pubblico israeliano circa le pratiche militari israeliane nei TPO, comprese quelle abusive o criminali. Dal dicembre 2015 \u00e8 stata sottoposta a una concertata campagna governativa per bloccare il suo lavoro. Il 14 dicembre il ministro della Difesa Moshe Ya&#8217;alon ha vietato all&#8217;organizzazione di parlare ai soldati israeliani. A ci\u00f2 ha fatto s\u00e9guito un divieto da parte del ministro dell&#8217;Istruzione Naftali Bennett di parlare agli studenti delle scuole medie superiori, che \u00e8 stato emanato il 15 dicembre. Entrambi i ministri hanno dichiarato che l\u2019organizzazione diffonde \u201cbugie\u201d contro l&#8217;esercito, nonostante il fatto che nessuna prova di falsit\u00e0 sia mai stata trovata in nessuna delle testimonianze pubblicate dall&#8217;organizzazione. Il 16 dicembre il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto alla Knesset che l&#8217;organizzazione &#8220;appanna l&#8217;immagine dei soldati israeliani nel mondo, cercando di legare le mani di Israele nei suoi tentativi di difendersi&#8221;. Queste dichiarazioni hanno avuto luogo nello stesso tempo in cui una ONG filo-governativa ha diffuso un video che dichiarava che Yuli Novak, il direttore dell&#8217;organizzazione, era un agente straniero che aiutava &#8220;i terroristi&#8221;. (Un certo numero di altri leader di importanti ONG israeliane erano anche presenti nel video.)<br \/>\nIl17 marzo 2016 un programma televisivo israeliano ha trasmesso un filmato in cui dei ricercatori di \u201cRompere il Silenzio\u201d facevano domande sulle installazioni e attrezzature militari israeliane nel contesto della loro intervista. Il filmato \u00e8 stato preso di nascosto da un gruppo filo-governativo collegato con i coloni. Il filmato \u00e8 stato duramente condannato dal Primo Ministro e da altri funzionari del governo. Il 21 marzo il ministro della Difesa ha accusato il gruppo di essere dei &#8220;traditori&#8221;, anche se poi ha rettificato questa affermazione.<br \/>\nUn&#8217;indagine preliminare dell&#8217;esercito israeliano ha rilevato che il gruppo non aveva raccolto nessuna informazione di segretezza superiore a &#8220;confidenziale&#8221;, un livello di classificazione basso. Il gruppo ha sottolineato che tutte le informazioni pubblicate da \u201cRompere il Silenzio\u201d passano attraverso la censura militare prima della pubblicazione. La ricerca di informazioni di base sull\u2019equipaggiamento militare, sulle pratiche operative e sulle installazioni \u00e8 una parte essenziale per analizzare la condotta di operazioni militari al fine di valutare la loro adesione al diritto internazionale umanitario e ai diritti umani.<br \/>\nIl tono spregevole e la frequenza delle invettive rivolte a \u201cRompere il Silenzio\u201d da alti funzionari del governo \u00e8 del tutto in contrasto con le loro responsabilit\u00e0, e sembra essere volto a intimidire l&#8217;organizzazione e a dissuadere i soldati dal parlare al personale militare. Il governo israeliano non dovrebbe dipingere i DDU come delle minacce alla sicurezza per il lavoro che fanno. Il clima che \u00e8 stato creato dalle dichiarazioni del governo sembra aver giocato un ruolo nelle minacce e nelle ostilit\u00e0 indirizzate al personale di \u201cRompere il Silenzio\u201d e ai loro familiari da parte di singoli israeliani. I funzionari del governo israeliano devono cessare immediatamente le loro intimidazioni a \u201cRompere il Silenzio\u201d. Essi dovrebbero anche riconoscere il diritto degli individui e delle organizzazioni di indagare sulle accuse di violazioni dei diritti umani e di lavorare per portare alla luce le violazioni sia in Israele che all&#8217;estero. Dovrebbero indagare sulle molestie e sulle minacce rivolte contro il personale di \u201cRompere il Silenzio\u201d e i loro familiari e portare i responsabili davanti alla giustizia.<\/p>\n<p>La legislazione israeliana volta a limitare la libert\u00e0 di espressione<\/p>\n<p>Negli ultimi anni le autorit\u00e0 israeliane hanno approvato numerose leggi che limitano lo spazio per l&#8217;opposizione alle politiche e alle azioni del governo israeliano. Queste includono leggi che negano finanziamenti governativi a organizzazioni che commemorano la Nakba (catastrofe), lo sfollamento forzato di massa dei Palestinesi che avvenne durante la fondazione di Israele nel 1948, e fanno credere che sia un &#8220;errore civile&#8221;, per qualsiasi cittadino o istituzione israeliana, il chiedere un boicottaggio di istituzioni o societ\u00e0 israeliane in risposta all\u2019occupazione di Israele o agli insediamenti illegali.<br \/>\nVi \u00e8 anche una serie di atti legislativi in sospeso che sembra essere volta a limitare la libert\u00e0 di espressione e la libert\u00e0 di associazione. Il 24 febbraio il ministero della giustizia israeliano ha dato l&#8217;approvazione preliminare al disegno di legge &#8220;Lealt\u00e0 nella Cultura &#8220;, che darebbe al governo il potere di ritirare retroattivamente il finanziamento di attivit\u00e0 culturali che &#8220;contravvengono ai principi dello Stato&#8221;. Il disegno di legge \u00e8 ormai pronto per la sua prima lettura alla Knesset. Il 10 Febbraio 2016 la Knesset israeliana ha approvato la prima lettura del cosiddetto &#8220;Atto di Trasparenza delle ONG&#8221;, che impone nuovi obblighi di comunicazione dei finanziamenti per le organizzazioni che ricevono pi\u00f9 del 50% dei loro finanziamenti da governi stranieri. Ci\u00f2 pregiudicherebbe la maggior parte delle organizzazioni israeliane che sorvegliano le violazioni dei diritti umani in Israele e nei TPO e\/o si oppongono all&#8217;occupazione.<br \/>\nGruppi israeliani per i diritti hanno ribattuto che questa legge \u00e8 ingiusta e discriminatoria, in quanto essi sono gi\u00e0 tenuti a rivelare le loro fonti di finanziamento, e lascia inalterata la stragrande maggioranza delle ONG filo-governative, il cui finanziamento \u00e8 in gran parte da fonti private  (e su cui ci sono meno obblighi di comunicazione pre-esistenti) .<br \/>\nAmnesty International teme che il disegno di legge sembra essere meno sulla trasparenza e di pi\u00f9 sulla stigmatizzazione  a sfondo politico di organizzazioni che si oppongono alle politiche e alle pratiche del governo israeliano. Tale disegno di legge appare progettato per congelare la libert\u00e0 di espressione e di associazione all&#8217;interno di Israele. Il governo israeliano dovrebbe porre fine al sostegno di questi disegni di legge e mettere in chiaro che la critica a se stesso e alle sue politiche \u00e8 una parte inalienabile del diritto alla libert\u00e0 di espressione e che \u00e8 legittimo per le organizzazioni per i diritti umani di cercare fondi all&#8217;estero per il loro lavoro.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni chiamare l\u2019ufficio stampa di Amnesty International a Londra, UK, al  +44 20 7413 5566 o email: press@amnesty.org<br \/>\nInternational Secretariat, Amnesty International, 1 Easton St., London WC1X 0DW, UK www.amnesty.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Governo Israeliano deve cessare le intimidazioni contro i difensori dei diritti umani  e deve proteggerli dagli attacchi.<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":8296,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[257],"tags":[459,232,283,277],"class_list":["post-11819","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-international-news","tag-amnesty-international","tag-diritti-umani","tag-israele","tag-palestina"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 17:32:13","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11819","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11819"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11819\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11820,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11819\/revisions\/11820"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}