{"id":11805,"date":"2016-04-14T07:17:31","date_gmt":"2016-04-14T07:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11805"},"modified":"2020-06-22T08:08:27","modified_gmt":"2020-06-22T08:08:27","slug":"sahara-occidentale-perche-i-saharawi-hanno-paura-del-milione-di-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11805","title":{"rendered":"Sahara Occidentale: perch\u00e9 i Saharawi hanno paura del milione di Obama"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6451\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=6451\" rel=\"attachment wp-att-6451\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6451\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/0.carte_sahara_occidentale114-300x273.gif\" alt=\"cartina del Sahara Occidentale\" width=\"300\" height=\"273\" class=\"size-medium wp-image-6451\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6451\" class=\"wp-caption-text\">cartina del Sahara Occidentale<\/p><\/div>\n<p>Gli Usa stanziano aiuti per un programma a sostegno della societ\u00e0 civile saharawi, quasi annientata dalla repressione marocchina, ma non c\u2019\u00e8 consenso: finirebbero nelle casse di Rabat e legittimerebbero l\u2019appropriazione del Sahara occidentale, affossando il referendum.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti tornano a farsi sentire sulla questione saharawi, stanziando un milione di dollari per un programma che mira a \u201csostenere il popolo del Sahara occidentale perch\u00e9 formi legami significativi con le organizzazioni della societ\u00e0 civile e del governo locale\u201d.<\/p>\n<p>Belle parole, che non smentiscono la tradizionale ansia da costruzione di democrazia promossa delle varie amministrazioni di Washington nelle numerose zone di conflitto in cui gli Stati Uniti sono pi\u00f9 o meno invischiati, ma che non hanno alcun riscontro con la realt\u00e0: in Sahara Occidentale, infatti, la \u201csociet\u00e0 civile\u201d saharawi \u00e8 quasi annientata, mentre il \u201cgoverno locale\u201d \u00e8 composto quasi esclusivamente dalle forze di occupazione marocchine. Se lo scopo di Obama \u00e8 quello di rafforzare i saharawi piuttosto che le casse di Rabat, avvertono esperti, analisti e attivisti, questo potrebbe non essere il giusto modo per farlo.<\/p>\n<p>A cominciare dalla tempistica: l\u2019annuncio dell\u2019invio del denaro arriva due settimane dopo l\u2019improvvisa decisione di Rabat di espellere i funzionari civili degli uffici MINURSO, il contingente di pace delle Nazioni Unite che da venticinque anni veglia sul mantenimento del cessate il fuoco e che dovrebbe organizzare e supervisionare un eventuale referendum di autodeterminazione del popolo saharawi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 flebili lo scorso decennio a causa dei continui rinvii da parte del Marocco per presunti \u201cvizi di forma\u201d del plebiscito proposto, ora le speranze di attuare veramente un referendum sembrano sparite del tutto. A riaccendere la questione, in stallo ormai da anni, \u00e8 stato proprio il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon che, visitando i campi di rifugiati saharawi a Tindouf, nel deserto algerino, ha parlato di \u201coccupazione\u201d del territorio da parte del Marocco: parole \u201cimperdonabili\u201d secondo Rabat, che mostrano una \u201cmancanza di neutralit\u00e0 diplomatica\u201d e che costituiscono una ghiotta occasione per liberarsi definitivamente del fardello del controllo internazionale sul territorio occupato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, qualche giorno dopo, 84 membri dello staff civile della MINURSO si sono trovati sulle scrivanie un ordine di espulsione entro 72 ore; dopo la partenza di una parte di loro, Rabat ha fatto sapere che intende chiudere l\u2019ufficio di collegamento militare MINURSO nella citt\u00e0 costiera di Dakhla, quasi al confine con la Mauritania. Farhan Haq, portavoce delle Nazioni Unite, ha confermato ai giornalisti che si tratta della \u201cprima richiesta che mira alla componente militare\u201d del contingente. Rabat, da parte sua, \u00e8 stata chiara: la decisione del Marocco di ridurre il personale delle Nazioni Unite della missione in Sahara Occidentale, ha dichiarato il ministro degli Esteri marocchino Salaheddine Mezouar, \u00e8\u201d sovrana e irreversibile\u201d.<\/p>\n<p>Con la liquidazione  \u2013 seppur lenta \u2013 della MINURSO, rischia di andarsene anche la speranza di un referendum che modifichi anche solo formalmente lo status del territorio occupato: se \u00e8 vero che il Marocco non rinuncer\u00e0 mai al controllo economico sul territorio desertico, ricco di fosfati e dalle coste pescosissime, una proposta di autonomia \u2013 assieme all\u2019opzione indipendenza e sovranit\u00e0 totale del Marocco \u2013 \u00e8 stata introdotta a partire dal 2000 dall\u2019ex inviato speciale per le Nazioni Unite James Baker. Si tratta di una specie di devolution in cui il Marocco manterrebbe la propria presenza militare e la gestione delle risorse. Soluzione, seppur accettata in un primo momento da re Mohammed VI, ancora ferma al Palazzo di Vetro. \u201cIl Sahara \u2013 spiega a Nena News un ufficiale della MINURSO che preferisce restare anonimo \u2013 \u00e8 gestito direttamente dal re e quello che accade qui \u00e8 in mano alla prefettura. E un\u2019autonomia sarebbe pericolosa: il re non avrebbe pi\u00f9 il controllo totale del suo territorio\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 qui che entrano in gioco i fondi stanziati dall\u2019amministrazione Obama: cos\u00ec com\u2019\u00e8 la situazione attuale, andrebbero direttamente nelle casse di Rabat e ne legittimerebbero l\u2019appropriazione del Sahara Occidentale. Ed \u00e8 proprio quello che sta cercando di fare la lobby marocchina all\u2019interno del Congresso USA: con un\u2019abile mossa diplomatica, \u00e8 riuscita a far destinare i fondi  di aiuto agli Stati esteri stanziati ogni anno non al Marocco stesso, bens\u00ec al territorio occupato. Il Comitato preposto allo stanziamento degli aiuti ha destinato inizialmente il milione di dollari al \u201csostegno delle riforme democratiche e dello sviluppo economico\u201d, con un incoraggiamento all\u2019amministrazione a \u201csostenere gli investimenti del settore privato nel Sahara occidentale\u201d. Ma il Dipartimento di Stato, come si legge sul portale al-Monitor, ha invece \u201coptato per concentrare i propri sforzi sulla costruzione della democrazia\u201d.<\/p>\n<p>Chiarendo che \u201cla concessione dei fondi per un totale di un milione di dollari non riflette un cambiamento nella politica dell\u2019amministrazione Obama di sostenere una soluzione pacifica, sostenibile e concordata al conflitto\u201d, il Dipartimento di Stato ha spiegato in una lettera al Congresso che \u201cquesto programma affronter\u00e0 i bisogni legittimi del popolo del Sahara occidentale\u201d: intende farlo \u201cinvestendo nelle organizzazioni della societ\u00e0 civile e negli organismi rappresentativi locali per rafforzare la capacit\u00e0 dei cittadini di svolgere un ruolo attivo nelle decisioni che riguardano la loro vita\u201d. Difficile, per\u00f2, sostenere la \u201csociet\u00e0 civile saharawi\u201d quando questa \u00e8 in esilio o in prigione o chiusa in casa perch\u00e9 in netta minoranza: se i dati ufficiali sulla colonizzazione marocchina non esistono \u2013 si parla di 200, forse 300 mila coloni dal 1975 \u2013 i saharawi parlano di una proporzione di 1 a 9, dove 9 sta per i marocchini che continuano ad arrivare in massa. Sono i poveri del nord spediti qui dal ministero dell\u2019Interno, mandati a sopravvivere all\u2019ombra degli incentivi statali.<\/p>\n<p>I fondi dovrebbero essere stanziati tramite il MEPI (Middle East Partnership Initiative), un organismo che incanala gli aiuti attraverso organizzazioni non-governative piuttosto che finanziando i governi. Ma a quali? Alle ONG straniere non \u00e8 permesso operare in Sahara Occidentale, e gli attivisti saharawi lottano in clandestinit\u00e0 per non venire incarcerati o uccisi dalla polizia. \u201cTutte le autorit\u00e0 del Marocco \u2013 racconta il funzionario MINURSO a Nena News \u2013 sono impiegate qui: le forze di polizia, oltre a essere mal coordinate tra loro, sono tra le pi\u00f9 brutali che esistano. Chi protesta viene picchiato selvaggiamente: guarda cos\u2019\u00e8 successo a Gdeim Izik\u201d.<\/p>\n<p>Gdeim Izik \u00e8 stato l\u2019ultimo, doloroso alito di visibilit\u00e0 internazionale che hanno avuto i saharawi. Il primo vento di primavera araba \u2013 come battezzato da molti analisti tra cui Noam Chomsky \u2013 quello che aveva fatto scattare la miccia tunisina. Nell\u2019ottobre del 2010 era stato allestito a 13 km da el-Ayun come campo di protesta. Ma ben presto era diventato qualcosa di pi\u00f9: la voce di un popolo che non c\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9, il contorno di una comunit\u00e0 che esce dall\u2019ombra della citt\u00e0. La tendopoli era arrivata a contenere pi\u00f9 di 5 mila saharawi prima che la polizia marocchina la mettesse a ferro e fuoco a novembre, provocando un numero tuttora imprecisato di morti, feriti e desaparecidos. Con le accuse di \u201comicidio premeditato, costituzione di banda armata e violenza contro le forze dell\u2019ordine\u201d \u2013 confessioni estratte, secondo gli imputati stessi, sotto tortura \u2013 24 militanti saharawi del campo sono stati condannati a pene che vanno dai 20 anni di carcere all\u2019ergastolo.<\/p>\n<p>Per questo gli analisti avvertono: i fondi stanziati per il Sahara Occidentale, cos\u00ec come previsti, andranno a Rabat. Aumenteranno il controllo sulla popolazione saharawi e potenzieranno il furto delle risorse naturali da parte del Marocco. Un nuovo sostegno alla democrazia made in USA. <\/p>\n<p>di Giorgia Grifoni<br \/>\nRoma, 13 aprile 2016, Nena News <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Usa stanziano aiuti per un programma a sostegno della societ\u00e0 civile saharawi, quasi annientata dalla repressione marocchina, ma non c\u2019\u00e8 consenso: finirebbero nelle casse di Rabat e legittimerebbero l\u2019appropriazione del Sahara occidentale, affossando il referendum.<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":7030,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[257],"tags":[1414,358,817,425,322,299,491],"class_list":["post-11805","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-international-news","tag-gdeim-izik","tag-marocco","tag-minurso","tag-onu","tag-referendum","tag-sahara-occidentale","tag-stati-uniti"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 04:02:39","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11805","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11805"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11805\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11806,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11805\/revisions\/11806"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}