{"id":11336,"date":"2016-01-15T11:18:49","date_gmt":"2016-01-15T11:18:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11336"},"modified":"2020-06-22T09:18:17","modified_gmt":"2020-06-22T09:18:17","slug":"sergio-romano-putin-ha-ragione-la-nato-non-ha-piu-senso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11336","title":{"rendered":"Sergio Romano: \u00abPutin ha ragione, la Nato non ha pi\u00f9 senso\u00bb"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"color: #222222;\">L\u2019ex ambasciatore, oggi editorialista: \u00abL\u2019industria delle armi americana controlla la politica estera dell\u2019Occidente. Sch\u00e4uble dice bene, serve un esercito europeo, ma non accadr\u00e0\u00bb<\/h3>\n<p style=\"color: #222222;\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Sergio-Romano-15_01_2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-11338\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Sergio-Romano-15_01_2016-300x225.jpg\" alt=\"Sergio Romano 15_01_2016\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Sergio-Romano-15_01_2016-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Sergio-Romano-15_01_2016.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Botti d\u2019inizio anno. A dare fuoco alle polveri per primo \u00e8 stato il presidente russo Vladimir Putin, che poche ore dopo la mezzanotte del primo gennaio ha dichiarato, aggiornando la lista delle principali minacce alla Russia, che \u00abla Nato \u00e8 il nemico\u00bb. Poche giorni prima era stato il turno del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Sch\u00e4uble, che in un\u2019intervista alla Bild am Sontag aveva detto che \u00abIl nostro scopo finale dovrebbe essere un esercito dell\u2019Unione Europea\u00bb, poich\u00e9 \u00able risorse che spendiamo per i nostri ventotto eserciti nazionali potrebbero essere usate molto meglio, se le spendessimo assieme\u00bb.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Cos\u00ec, nel giro di meno di una settimana, la Nato, l\u2019alleanza militare occidentale nata in funzione antisovietica nel 1949, \u00e8 stata messa nel mirino. Direttamente, da uno dei suoi pi\u00f9 strenui oppositori. Indirettamente, ma nemmeno troppo, da un ministro di uno dei pi\u00f9 importanti stati membri. La domanda, in fondo, \u00e8 una sola, ma si pu\u00f2 declinare in modi diversi: a che cosa serve oggi la Nato? Che senso ha? Contro chi combatte?<br \/>\n\u00abPutin ha ragione, sulla Nato. E anche Sch\u00e4uble\u00bb. A dirlo non \u00e8 uno qualunque, ma Sergio\u00a0<span class=\"il\">Romano<\/span>, oggi apprezzato editorialista e scrittore, ma, negli anni ottanta, rappresentante italiano alla Nato e ambasciatore italiano in Unione Sovietica.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><strong>In che senso hanno ragione?<\/strong><br \/>\nOccorre fare un passio indietro. Una volta caduto il muro di Berlino, gli americani, per un certo periodo, non seppero che cosa fare della Nato. Per qualche anno hanno temporeggiato e si sono tenuti il dossier sul tavolo. A un certo punto, tuttavia, alcuni consiglieri del presidente Clinton gli hanno prospettato una soluzione: conservare la Nato e allargarla ai paesi ex satelliti dell\u2019Unione Sovietica che avessero fatto domanda di adesione; quelli del Patto di Varsavia, per intenderci. Fu una scelta che la Russia consider\u00f2 subito con molto sospetto.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><strong>Come mai?<\/strong><br \/>\nLa Nato \u00e8 nata in funzione di un nemico. Ora che il nemico non c\u2019era pi\u00f9, che senso aveva conservarla senza che ci\u00f2 lasciasse trapelare diffidenza verso Russia? Credo che le reazioni russe avessero qualche giustificazione.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><strong>Gli Stati Uniti come si giustificarono?\u00a0<\/strong><br \/>\nIn un prima fase sembrarono tenere conto delle preoccupazioni russe Vi fu un cordiale incontro fra George W. Bush e Putin nel Texas, seguito da un vertice, nel maggio del 2002, a Pratica di Mare, dove nacque una specie di comitato di collegamento fra Nato e Russia, senza specifiche funzioni. Eppure un senso avrebbe potuto averlo.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><strong>Quale?\u00a0<\/strong><br \/>\nPoteva essere l\u2019embrione di una organizzazione per la sicurezza collettiva.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><strong>E non lo \u00e8 diventato ?<\/strong><br \/>\nNo. Una organizzazione per la sicurezza collettiva difende la pace all\u2019interno dei propri confini. La Nato \u00e8 un alleanza concepita per combattere. Si prepara alla guerra contro chi ne \u00e8 fuori.<\/p>\n<div style=\"color: #222222;\">\n<p><strong>Che cosa accade dopo?<\/strong><br \/>\nAccade, com\u2019era facilmente intuibile, che i paesi dell\u2019est hanno cominciato a mettersi in fila per aderire a questa nuova Nato \u201callargata\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come mai?<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 i paesi est europei ritenevano di avere bisogno di sicurezza e pensavano che l\u2019avrebbero trovata in una organizzazione diretta dagli Stati Uniti. Cos\u00ec la Nato rimase in vita e si allarg\u00f2, ma le sue caratteristiche rimasero immutate: un comandante supremo supremo americano, basi americane, piani strategici americani.<\/p>\n<p><strong>Se Nato e Russia sedevano insieme in uno stesso comitato di contatto, perch\u00e9 i rapporti sono tornati tesi?\u00a0<\/strong><br \/>\nLe frizioni iniziano quando Bush denuncia il Trattato Abm, quello sui missili anti-missili, con cui Usa e Urss si erano accordati negli anni Settanta per non costruire pi\u00f9 di una base anti-missilistica nel loro territorio. Un trattato meraviglioso: accettando di avere una sola base antimissilistica, entrambe lasciavano il resto del loro territorio indifeso, esposto alle eventuali rappresaglie dell\u2019altro, se uno dei due avesse sferrato un primo colpo. Niente poteva garantire la pace meglio di questa reciproca vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Come mai Bush denuncia questo trattato?<\/strong><br \/>\nPer creare una grande rete di difese anti-missilistiche, composta da sommergibili nucleari nel nord, un grande radar nella Repubblica Ceca e una base in Polonia. I russi, comprensibilmente, si chiesero in funzione di quale nemico una tale difesa venisse organizzata.<\/p>\n<p><strong>E gli americani?<\/strong><br \/>\nRisposero che dovevano premunirsi contro paesi canaglia come l\u2019Iran. Una cosa che, in effetti, aveva poco senso. Subito dopo , altri paesi dell\u2019Europa orientale si dissero disposti a ospitare basi simili.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 tutta questa voglia di ospitare armi e basi Nato?\u00a0<\/strong><br \/>\n\u00c8 permesso sospettare che le lobby militari , in questa vicenda abbiano avuto una parte. Se un Paese entra nella Nato deve adeguarsi agli standard dell\u2019Alleanza. Chi gli fornir\u00e0 armi e infrastrutture?<\/p>\n<p><strong>Domanda retorica?\u00a0<\/strong><br \/>\nL\u2019industria militare americana ha un primato industriale, ma anche un forte potere politico. Il primo che se ne accorse fu Eisenhower, che nel suo discorso d\u2019addio del 16 gennaio 1961, alla fine del secondo mandato presidenziale, denunci\u00f2 l\u2019esistenza di un complesso militare-industriale che cercava di orientare le politiche americane.<\/p>\n<p><strong>Aveva ragione?\u00a0<\/strong><br \/>\nCredo che la realt\u00e0 gli abbia dato ragione. Pensiamo a Dick Cheney, che per anni ha fatto la spola tra industria militare e uffici pubblici. Ma ci sono anche molti ufficiali delle forze armate che terminano la carriera quando sono ancora relativamente giovani e vanno a lavorare nell\u2019industria.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"color: #222222;\">\n<p><strong>La Nato \u00e8 una minaccia per la Russia, quindi?\u00a0<\/strong><br \/>\nCredo che Putin abbia qualche motivo per pensarlo. Certo si pu\u00f2 avere ragione anche con qualche con qualche gesto eccessivo, come nella vicenda ucraina.<\/p>\n<p><strong>D\u2019accordo, per\u00f2 nella Nato non ci sono solo gli Stati Uniti. Ora sono ventotto Paesi. Possibile che nessuno alzi un sopracciglio?<\/strong><br \/>\nLa Nato ha un funzionamento molto particolare Come tutti i grandi trattati del dopoguerra le grandi decisione si prendono alla unanimit\u00e0. Alla Nato tuttavia i voti sono rari.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 possibile?<\/strong><br \/>\nLa Nato funziona col consenso. Il Segretario Generale apre un dibattito sino a quando dichiara di constatare l\u2019esistenza di un consenso. Qualcuno potrebbe alzarsi e dissentire, ma nessuno lo fa perch\u00e9 nessuno vuole assumere un atteggiamento visibilmente ostile a quello degli Stati Uniti. \u00c8 successo quando il ministro degli Esteri francese Villepin disse che la Francia non avrebbe approvato la guerra contro l\u2019Iraq. Ma lo disse all\u2019Onu, non alla Nato. La collera americana fu enorme.. Da allora comunque gli Stati Uniti hanno inventato le coalizione dei volonterosi che si possono formare anche se non tutti sono d\u2019accordo.<\/p>\n<p><strong>Quindi pure con la Germania e con Sch\u00e4uble, che parla di esercito europeo, non saranno teneri\u2026<\/strong><br \/>\nSch\u00e4uble ama fare il guastafeste, quello che dice le verit\u00e0 scomode. Non so se in quell\u2019intervista stesse parlando a nome del governo, o se parlasse indirettamente alla Merkel. Probabilmente l\u2019ha detto per ricordare quale \u00e8 il vero problema dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><br \/>\nChe se l\u2019Unione Europea non ha un esercito, non ha una politica estera. E se non ha una politica estera, involontariamente, implicitamente, fa quella degli Stati Uniti. La Merkel lo sa bene. Anche lei, qualche anno fa, in un diverso contesto, disse che se vi fossero nuove cessioni di sovranit\u00e0 a organi comuni molti progressi sarebbero possibili. fra cui anche anche la mutualizzazione del debito tra gli Stati europei, contro cui sinora la Germania si \u00e8 sempre schierata.<\/p>\n<p><strong>Potrebbe accadere?\u00a0<\/strong><br \/>\nNon ho molte speranze.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?\u00a0<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 i Paesi che spendono per le loro forze armate \u2013 Francia e Gran Bretagna \u2013 non hanno intenzione di rinunciare a ci\u00f2 che le rende diverse dagli altri. Mentre quelli che non spendono abbastanza, come l\u2019Italia, finiscono per pensare che la Nato presenta pur sempre qualche vantaggio. Siamo prigionieri della nostra inettitudine.<\/p>\n<p><strong>Proviamo a immaginare, per\u00f2. Quando parla di una pol\u00edtica estera europea, secondo lei in che modo dovrebbe differenziarsi da quella americana?<\/strong><br \/>\nLa sola scelta di sicurezza per l\u2019Europa dovrebbe quella della neutralit\u00e0. L\u2019Europa non pu\u00f2 essere una potenza militare interventista e aggressiva.<\/p>\n<p><strong>Fuori dalla Nato, quindi?<\/strong><br \/>\nCredo che se l\u2019Europa scegliesse la strada della neutralit\u00e0 metterebbe in discussione l\u2019esistenza della Nato. Ripeto, per\u00f2: oggi faccio fatica a immaginare che questo possa accadere.<\/p>\n<p>di\u00a0<a style=\"color: #1155cc;\" href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/author\/francesco-cancellato\/290\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Francesco Cancellato<\/a>\u00a0(da\u00a0<a style=\"color: #1155cc;\" href=\"http:\/\/linkiesta.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">linkiesta.it<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ex ambasciatore, oggi editorialista: \u00abL\u2019industria delle armi americana controlla la politica estera dell\u2019Occidente. Sch\u00e4uble dice bene, serve un esercito europeo, ma non accadr\u00e0\u00bb Botti d\u2019inizio anno. A dare fuoco alle polveri per primo \u00e8 stato il presidente russo Vladimir Putin, che poche ore dopo la mezzanotte del primo gennaio ha dichiarato, aggiornando la lista delle principali minacce alla Russia, che \u00abla Nato \u00e8 il nemico\u00bb. 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