{"id":11175,"date":"2015-12-04T10:00:28","date_gmt":"2015-12-04T10:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11175"},"modified":"2020-06-22T09:18:20","modified_gmt":"2020-06-22T09:18:20","slug":"mediterraneo-rotta-di-pace-giornata-onu-per-la-palestina-napoli-28-novembre-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=11175","title":{"rendered":"Mediterraneo rotta di pace? Giornata ONU per la Palestina \u2013 Napoli 28 novembre 2015"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_11176\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/?attachment_id=11176\" rel=\"attachment wp-att-11176\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11176\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1371-300x225.jpg\" alt=\"Giornata ONU per la Palestina Napoli, Castel Dell&#039;Ovo, 28 novembre 2015\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-11176\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1371-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1371-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11176\" class=\"wp-caption-text\">Giornata ONU per la Palestina<br \/>Napoli, Castel Dell&#8217;Ovo, 28 novembre 2015<\/p><\/div>\n<p>Si \u00e8 svolta il 28 novembre scorso a Napoli, a Castel Dell\u2019Ovo, la Giornata ONU per i diritti dei Palestinesi.<br \/>\nE\u2019 stato una giornata intensa, ricca di contenuti e di analisi anche inedite sulla irrisolta (e apparentemente irrisolvibile) questione palestinese.<br \/>\nSignificative parole sono giunte anche dagli interventi di due illustri residenti a Napoli: Alex Zanotelli e il sindaco De Magistris.<br \/>\nDi seguito una sintesi delle relazioni, guidate e moderate da Norberto Julini e don Nandino Capovilla.<\/p>\n<p>Vedi documento finale di Pax Christi e immagini dell\u2019evento su:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"7phwfVFBSr\"><p><a href=\"http:\/\/www.bocchescucite.org\/sul-mediterraneo-cessino-i-venti-di-guerra-e-si-apra-una-rotta-di-pace\/\">SUL MEDITERRANEO CESSINO I VENTI DI GUERRA E SI APRA UNA ROTTA DI PACE<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&#8220;SUL MEDITERRANEO CESSINO I VENTI DI GUERRA E SI APRA UNA ROTTA DI PACE&#8221; &#8212; bocchescucite\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"http:\/\/www.bocchescucite.org\/sul-mediterraneo-cessino-i-venti-di-guerra-e-si-apra-una-rotta-di-pace\/embed\/#?secret=7phwfVFBSr\" data-secret=\"7phwfVFBSr\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe> <\/p>\n<p>Francesco Chiodelli, del Gran Sasso Science Institute, L\u2019Aquila, ha illustrato la dearabizzazione e la giudaizzazione di Gerusalemme Est, cercando di riportare solo fatti e non giudizi ideologici. Oggi Gerusalemme non \u00e8 pi\u00f9 divisibile, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un Est e un Ovest e la separazione di Gerusalemme Est secondo l\u2019indicazione ONU \u00e8 ormai solo fittizia.<br \/>\nNel 1967 gli abitanti di Gerusalemme erano circa 200.000, dei quali 75% ebrei e 25% arabi, e la sua divisione era precisa. Nel 2013 contava circa 800.000 abitanti, con una vasta espansione delle aree ebraiche verso est. Ciononostante, gli arabi sono cresciuti, in proporzione, fino al 37% della popolazione (63% gli ebrei). L\u2019indivisibilit\u00e0 \u00e8 stata concretizzata da Israele con l\u2019assegnazione di 50.000 unit\u00e0 abitative a Gerusalemme Est solo per gli ebrei. Avvengono espropriazioni per pubblica necessit\u00e0, ma solo a favore degli ebrei, mentre si impedisce la costruzione di case agli arabi. In altre parole, non avendo raggiunto il risultato demograficamente (la percentuale degli arabi \u00e8 aumentata), si pongono ostacoli agli arabi che vi abitano. Per esempio, un arabo che abbandona Gerusalemme non ha pi\u00f9 il diritto di ritornarvi. Dal canto loro gli arabi, non potendo fare altrimenti, costruiscono case abusive, che sono per\u00f2 ad altissimo rischio di demolizione.<br \/>\nUna proiezione della situazione per il 2020 prevede, nonostante l\u2019incessante espansione ebraica, una popolazione araba del 40% (anche se in uno spazio sempre pi\u00f9 ristretto\u2026) e quella ebrea del 60%. Scatta allora l\u2019ultima risorsa per ottenere il risultato voluto da Israele. Sono in programma altre 30.000 case per gli ebrei e verr\u00e0 costruito un muro che traccia i nuovi confini di Gerusalemme. Il suo perimetro, per\u00f2, includer\u00e0 le case ebraiche a est, ma escluder\u00e0 tre quartieri palestinesi che di fatto rimarranno fuori da Gerusalemme. In tal modo a Gerusalemme vi sar\u00e0 un 72% di ebrei e un 28% di arabi.<\/p>\n<p>Baha Nilo ha parlato della continua colonizzazione da Gerusalemme Est alla Cisgiordania. Sono cinque i metodi attraverso i quali Israele controlla i Palestinesi.<br \/>\nIl primo \u00e8 la dislocazione. Il 20% della popolazione dello Stato di Israele \u00e8 palestinese. Ma questo costituisce solo il 40% dei Palestinesi, perch\u00e9 il rimanente 60% risiede fuori dalla Palestina.<br \/>\nIl secondo \u00e8 la discriminazione. I palestinesi sono discriminati sotto qualsiasi aspetto del diritto. Ebrei e palestinesi hanno diritti ben diversi. Un esempio per tutti. Un ebreo pu\u00f2 commemorare la sho\u00e0 (che \u00e8 avvenuta lontano), mentre un palestinese non pu\u00f2 commemorare la nakba (che \u00e8 avvenuta proprio l\u00ec).<br \/>\nIl terzo \u00e8 la trasformazione di Gerusalemme. Tutte le misure di sicurezza, gli apparati di protezione e quant\u2019altro sono sfacciatamente a favore degli ebrei. Se un ebreo commette un crimine nei confronti di un palestinese, praticamente non succede niente. Se un palestinese commette un crimine nei confronti di un ebreo, scatta l\u2019arresto e la demolizione della casa. Un palestinese che abbia in precedenza risieduto a Gerusalemme non ha diritto a ritornarvi, un ebreo invece s\u00ec.<br \/>\nIl quarto metodo riguarda la Cisgiordania. La maggior parte della popolazione palestinese (2,8 milioni) \u00e8 costretta ad abitare in aree molto ristrette e sovraffollate.<br \/>\nIl quinto metodo riguarda le strade e le comunicazioni. I Palestinesi di Gaza sono bloccati l\u00e0, recintati. I soldati israeliani sono autorizzati a uccidere chi oltrepassa i confini della Striscia. Ogni aspetto della vita di Gaza \u00e8 condizionato dagli Israeliani (cibo, acqua, ecc.). I  Palestinesi di zone diverse difficilmente possono incontrarsi. Chi risiede a Gaza non pu\u00f2 recarsi in Cisgiordania e viceversa.<br \/>\nCos\u00ec il controllo del governo israeliano sui Palestinesi \u00e8 praticamente totale. Autorit\u00e0 sudafricane in visita alla Palestina hanno commentato che la situazione \u00e8 peggio del Sudafrica al tempo dell\u2019apartheid. Lo scopo dell\u2019apartheid israeliano nei confronti dei Palestinesi \u00e8 quello di eliminarli, di scacciarli, obiettivo che non esisteva nell\u2019apartheid sudafricano. Con questo ritmo l\u2019intero processo sar\u00e0 portato a termine entro poche decine di anni.<\/p>\n<p>Marina Calvino, rappresentante dell\u2019UNRWA (United Nations for Relief and Work Agency), ha sintetizzato in cifre la situazione dei rifugiati assistiti da questa Agenzia ONU.<br \/>\nL\u2019UNRWA esiste dal 1948, quando allora aveva un mandato \u201ctemporaneo\u201d per il \u201csoccorso\u201d e il \u201clavoro\u201d, alla ricerca di una giusta soluzione per 700.000 rifugiati. Tale mandato si \u00e8 poi trasformato da assistenziale a cooperazione allo sviluppo e si \u00e8 esteso anche ai paesi che ospitano gli attuali 5 milioni di rifugiati. Vi \u00e8 ormai purtroppo una continuit\u00e0 della \u201cnon giusta\u201d soluzione e una evidente crisi dell\u2019Agenzia stessa. Sono seguite poi alcune cifre del numero dei rifugiati nei vari campi e nelle varie aree, con l\u2019illustrazione dei fattori maggiormente critici. In queste decine di anni nei campi profughi l\u2019insicurezza alimentare \u00e8 aumentata dal 19% al 29% della popolazione. La disoccupazione raggiunge il 23% nei campi profughi, contro il 18% nelle aree urbane (Gaza esclusa). Il numero medio mensile di minori palestinesi in carcere \u00e8 185, mentre quello degli adulti \u00e8 563. Particolarmente critica la situazione nel campo di Shufat, campo profughi a Gerusalemme Est dal 1965, che d\u00e0 diritto alla carta d\u2019identit\u00e0 di Gerusalemme: sovraffollamento, povert\u00e0, disoccupazione, violenza, servizi di base inesistenti. A Gaza l\u2019approvvigionamento alimentare \u00e8 assicurato per 830.000 persone, a fronte di una popolazione pi\u00f9 che doppia, e la disoccupazione tocca il 42%. Le famiglie senza fondi per ricostruire le case distrutte dai bombardamenti sono 47.000. Le stesse installazioni UNRWA sono state pesantemente danneggiate dal conflitto (scuole, magazzini, centri di salute).<\/p>\n<p>Il presidente di Pax Christi, mons. Giovanni Ricchiuti, la cui testimonianza personale su Gaza \u00e8 stata molto apprezzata, si \u00e8 appellato alla sensibilit\u00e0 dei giovani e alla necessit\u00e0 di una corretta informazione. Nelle sue 48 ore a Gaza ha camminato per le strade tra macerie e palazzi distrutti, in uno scenario che avrebbe potuto ricordare la seconda guerra mondiale. Toccanti i suoi incontri con alcune persone. Un padre di famiglia aveva appena costruito una casa per il figlio che si sarebbe sposato, ma \u00e8 andata distrutta sotto un bombardamento. Ciononostante, come segno di speranza e di volont\u00e0 di ricominciare, era riuscito a ricavare una stanza che avrebbe messo a disposizione del figlio. Ad alcuni pescatori ha chiesto se coltivassero sentimenti di rivalsa per quello che era accaduto. Davanti alle loro attrezzature e ai loro magazzini distrutti, hanno risposto: \u201crancore s\u00ec, ma non vendetta. Noi comunque rimarremo qui, non ce ne andiamo. Denunciate quello che avete visto\u201d. Il pericolo pi\u00f9 grave resta la coltre di silenzio, di complicit\u00e0, di omert\u00e0. Da qui, l\u2019invito a non tacere e, agli operatori di pace, di reclamare maggiore giustizia e di aumentare gli sforzi di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Martina Luisi, del PCRF (Palestine Children\u2019s Relief Fund), ha illustrato la situazione sanitaria a Gaza. Questa organizzazione, statunitense, fondata nel 1991, fornisce assistenza ai bambini palestinesi e raccoglie oggi 30 associazioni. Conta sei uffici in Cisgiordania e tre a Gaza. Le attivit\u00e0 del PCRF comprendono: ricoveri umanitari all\u2019estero; medici volontari in missione; formazione di personale sanitario palestinese; fornitura di equipaggiamento e strutture sanitarie. Dopo aver illustrato in cifre alcuni aspetti di queste attivit\u00e0 (tra cui una cardiochirurgia pediatrica molto avviata), si \u00e8 riferita al Rapporto Annuale sulla Salute 2014, riguardante Gaza, dove in 40 Kmq vivono circa 2 milioni di persone, dei quali il 68% con lo status di \u201crifugiati\u201d (a fronte del 27% in Cisgiordania). Dopo aver accennato alle malattie pi\u00f9 comuni, ha sottolineato le inadeguate cure prenatali, responsabili di un\u2019aumentata mortalit\u00e0 infantile (circa il 20-22 per mille). Bisogna per\u00f2 tenere conto del fatto che nel 1960 la mortalit\u00e0 infantile era addirittura del 127 per mille. I soggetti che erogano servizi di salute a Gaza sono cinque: il Ministero della Salute palestinese, l\u2019UNRWA, le ONG, il PMMS (Palestinian Military  Medical Service) e la sanit\u00e0 privata. L\u2019Operazione \u201cMargine Protettivo\u201d del 2014, oltre alle vittime gi\u00e0 riportate da altre fonti, ha distrutto 17 ospedali e 50 centri di primo intervento. Inoltre, 10 ospedali e 44 ambulatori sono stati costretti a chiudere. Dopo l\u2019Operazione \u201cMargine Protettivo\u201d il PCRF ha faticosamente ripreso le sue varie attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Impressionante \u00e8 stata la testimonianza di Suor Alicia Vacas, missionaria comboniana, che ci ha parlato delle attivit\u00e0 di \u201cPhysicians for Human Rights\u201d. Ci ha partecipato da un lato la sua amarezza perch\u00e9 viene usata anche la salute per opprimere, e dall\u2019altro la sua speranza per l\u2019incontro e la continua attivit\u00e0 dei costruttori di pace. Un\u2019organizzazione per il Diritto alla Salute dei Palestinesi, oltre a svolgere assistenza, denuncia le violazioni dei diritti umani nell\u2019ambito della salute. E cos\u00ec, in occasione sia di \u201cPiombo Fuso\u201d (2008-2009), che di \u201cMargine Protettivo\u201d (2014), sono state organizzate delle missioni, a cui lei ha partecipato come infermiera, per denunciare tali violazioni. Ha potuto quindi osservare vari tipi di ferite, in relazione alle armi usate, come per esempio il fosforo bianco. Sono falliti i preavvisi dell\u2019esercito israeliano per l\u2019evacuazione dei civili. Strutture che hanno ricevuto preavvisi non sono state colpite e viceversa altre, che non sono state avvisate, sono state invece colpite. Inoltre, all\u2019avviso di evacuazione non seguivano informazioni sui luoghi dove rifugiarsi. Il tutto avveniva, per entrambi gli attacchi, in una confusione enorme e tra il panico generale. Si sono verificati attacchi diretti, intenzionali, contro centri medici, come l\u2019istituto di riabilitazione. Un altro ospedale, in cui vi era una delegazione dell\u2019Unicef, \u00e8 stato bombardato. Alcuni infermieri e medici sono rimasti uccisi. E\u2019 stata messa in atto anche la strategia \u201cdel doppio colpo\u201d. Dopo il bombardamento di un obiettivo, all\u2019accorrere dei soccorsi lo stesso posto veniva bombardato una seconda volta, appositamente. Di tre bombardamenti a tre quartieri particolarmente colpiti, due potevano avere una qualche spiegazione (non giustificazione) militare, ma il terzo, sul quartiere di Cusah, non aveva alcuna motivazione. Con coraggio 7.000 persone sono uscite tutte insieme sulla strada principale con bandiere bianche, ma il 27 luglio 2014 sono state ugualmente attaccate e ci sono stati tanti morti. Molte famiglie hanno perso fino a 10-15 membri del proprio nucleo familiare. Un residuo messaggio di speranza \u00e8 venuto dal miracoloso salvataggio di una bambina.<\/p>\n<p>La giornalista del \u201cManifesto\u201d Chiara Cruciati ha delineato un\u2019analisi politica dell\u2019isolamento di Gaza nel quadro mediorientale. Da 15 anni assistiamo ad uno spezzettamento del mondo arabo e a nuove forme di colonizzazione. Invece, la Palestina \u00e8 parte integrante di tutto ci\u00f2 che avviene in medioriente. Un altro isolamento politico, geografico e anche mediatico \u00e8 quello di Gaza. Gaza viene vissuta come a se stante e rappresenta il modello che si vorrebbe applicare anche in Cisgiordania. Non c\u2019\u00e8 ricostruzione nella Striscia, nonostante lo stanziamento di 5 miliardi di dollari a questo scopo, stabilito al Cairo nell\u2019ottobre 2014. A Gaza governa Hamas, che \u00e8 in piena crisi, anche finanziaria, dalla deportazione del leader egiziano Morsi. Molta popolarit\u00e0 \u00e8 stata persa anche perch\u00e9 Hamas \u00e8 stato pi\u00f9 attento ai Fratelli Musulmani (all\u2019esterno) che non ai problemi interni. Poi \u00e8 venuto il colpo di grazia dall\u2019Egitto e Hamas \u00e8 stato costretto a firmare il \u201ccessate il fuoco\u201d, in cambio di niente. La perdita di controllo sul territorio \u00e8 un\u2019ulteriore aggravante. I lanci di razzi verso Israele non sono pi\u00f9 controllati da Hamas. Con l\u2019ultimo alleato, la Russia, cerca contatti nel tentativo di risollevarsi. E\u2019 necessario fare rientrare Gaza nell\u2019ambito della grande questione mediorientale, da cui \u00e8 stata artificiosamente separata.<\/p>\n<p>Il giornalista del \u201cManifesto\u201d Michele Giorgio ha sviluppato un\u2019inedita e acuta analisi del ruolo del nazionalismo religioso ebraico e del messianesimo evangelista cristiano nel perpetuare il conflitto israelo-palestinese.<br \/>\nE\u2019 in corso in Israele una rivoluzione politica, perch\u00e9 la corrente nazionalista ebrea negli ultimi anni ha avuto il sopravvento. Oggi il governo ha al suo interno ultranazionalisti e coloni oltranzisti ultraradicali. A Venezia \u00e8 stato presentato un film (che ci ha consigliato di vedere) intitolato \u201cRabbini, ultimo giorno\u201d, in cui  il regista racconta che dall\u2019assassinio di Rabin (ad opera di un ultranazionalista), questa fazione politica \u00e8 oggi al potere, con dei ministri. La vice-ministra degli esteri, esponente di questa corrente (da notare che il ministro degli esteri, ad interim, \u00e8 lo stesso Netanyhau), ha incaricato gli ambasciatori israeliani negli altri stati di andare agli incontri diplomatici con la bibbia. La bibbia diventa cos\u00ec una sorta di trattato internazionale, da cui Israele trae i propri diritti. Le ONG che si occupano di diritti umani sono considerate \u201cspie del nemico\u201d e sono sempre pi\u00f9 messe in difficolt\u00e0. L\u2019opinione occidentale ed europea \u00e8 gi\u00e0 condizionata da questa opinione. Ragionamenti simili valgono per il concetto di \u201csicurezza\u201d secondo la mentalit\u00e0 israeliana e su questo piano l\u2019opinione pubblica occidentale \u00e8 sempre pi\u00f9 vicina a quella israeliana.<br \/>\nUn altro fenomeno rilevante \u00e8 quello delle sette evangelicali nordamericane, dell\u2019America latina e dell\u2019Asia. Esse sostengono una visione di \u201crealizzazione della profezia\u201d, con la venuta del Messia. In questo quadro, acriticamente appoggiano Israele. Da ben 30 anni esiste l\u2019Ambasciata Cristiana Internazionale (ICE), che esprime questa idea e svolge manifestazioni a Gerusalemme. Israele la accoglie a braccia aperte (almeno finora). Questa organizzazione conta oggi 20 sedi nel mondo e una in Italia. In questi giorni, a Caserta, all\u2019hotel Vanvitelli, si svolge la riunione dei Cristiani Messianici. Ogni anno ha luogo a Gerusalemme una marcia di migliaia di persone, cristiane, provenienti da ogni parte del mondo, che invitano Israele a ricostruire il Tempio e a non cedere ad alcun compromesso con i Palestinesi. Sono state proiettate anche alcune foto di tale manifestazione. Per concludere, purtroppo la sinistra italiana di oggi accetta sempre pi\u00f9 la \u201cnarrazione\u201d israeliana della situazione e finisce quindi con il sostenere la destra israeliana.<\/p>\n<p>Il rabbino Jeremy Milgrom, membro dei \u201cRabbini per i Diritti Umani\u201d ha svolto il tema \u201cla societ\u00e0 israeliana  e il riconoscimento della Palestina\u201d. Fino a 140 anni fa ben pochi ebrei vivevano in Palestina. Nel secolo XIX prende avvio il movimento sionista, che porta avanti l\u2019idea di andare in \u201cuna terra senza popolo\u201d. In una prima fase gli ebrei provano una sorta di attrazione per la popolazione locale, pur mantenendo le distanze. Fino agli anni \u201940 del secolo scorso gli ebrei si potevano distinguere in due tipi di popolazione. Una era l\u2019antica popolazione ebraica, che era stata sempre vicina ai Palestinesi, senza aspirazioni nazionalistiche e naturalmente molto religiosa. Non era certamente sionista, anzi in parte era anti-sionista. L\u2019altra, invece, era sionista, non particolarmente religiosa, aspirava a una nuova societ\u00e0 e a un nuovo stato. Agli occhi della resistenza palestinese non c\u2019era per\u00f2 differenza tra i due gruppi. Il massacro di Hebron del 1929 segna il punto di partenza della situazione di oggi. Allora, molti ebrei erano sionisti, ma altri non lo erano.<br \/>\nSaper distinguere i vari gruppi ebrei in seno alla societ\u00e0 israeliana \u00e8 molto importante, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una forte disomogeneit\u00e0 tra di essi. Dei cittadini israeliani, circa l\u201980% sono ebrei e il 20% sono arabi israeliani. Precisiamo subito che gli arabi israeliani non si identificano come israeliani, parliamo quindi solo degli ebrei veri e propri. Facilmente identificabili sono gli \u201cultraortodossi\u201d, per gli abiti neri, i cappelli, gli orecchini. Le loro donne sposate hanno il capo coperto. I \u201cnazionalisti religiosi\u201d vestono all\u2019occidentale, in modo vario, e in genere hanno in testa la kippa. Altri gruppi indistinguibili sono gli ebrei russi, pi\u00f9 di un milione, che parlano russo ma sono assimilabili agli ebrei, e gli ebrei provenienti dai paesi arabi. C\u2019\u00e8 infine la cosiddetta \u00e9lite di Tel Aviv, una sorta di \u201cchic\u201d israeliani provenienti dai paesi europei, che per 30 anni, da Bengurion in poi, sono stati sostanzialmente socialisti. Purtroppo il sionismo ha fatto deviare gli ebrei da una religione a una forma di nazionalismo. Israele come stato ebraico fa porre la domanda: cosa c\u2019\u00e8 di ebraico nello stato israeliano? Il sogno di uno stato ebraico esclude i Palestinesi proprio perch\u00e9 non ebrei? Ma, proprio perch\u00e9 ebrei, dovremmo essere tenuti ad accogliere e a rispettare gli altri. Nel 1948 i fondatori di Israele erano socialisti, disposti a convivere con i Palestinesi con la soluzione dei due stati. C\u2019\u00e8 stata una palese contraddizione, perch\u00e9 invece Israele ha cacciato i Palestinesi, facendoli diventare dei rifugiati. I coloni di oggi osservano infatti che quello che \u00e8 stato fatto nel 1948 \u00e8 stato molto peggio della situazione attuale. Tale dibattito era impensabile fino a 40 anni fa. Adesso si dice addirittura che sia stato un peccato non aver completato la nakba allora, perch\u00e9 i Palestinesi, cos\u00ec, sono rimasti. Inoltre, quando \u00e8 chiamata in causa, la Corte Suprema appoggia i nazionalisti, a scapito dei diritti umani. Infine, per quanto riguarda la problematica dell\u2019opzione due stati, o uno stato solo, certamente i gruppi pacifisti e gli attivisti pro Palestina sostengono l\u2019idea dei due stati, per assegnare ai Palestinesi la Cisgiordania come stato. Dal punto di vista israeliano, d\u2019altra parte, se si concepisce lo stato israeliano come uno stato democratico, gli ebrei non potrebbero accettare un solo stato, perch\u00e9 sarebbero sopravanzati numericamente dai Palestinesi.<\/p>\n<p>Vincenzo Pezzino<br \/>\nPunto Pace Pax Christi di Catania<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolta il 28 novembre scorso a Napoli, a Castel Dell\u2019Ovo, la Giornata ONU per i diritti dei Palestinesi.<br \/>\nE\u2019 stato una giornata intensa, ricca di contenuti e di analisi anche inedite sulla irrisolta (e apparentemente irrisolvibile) questione palestinese.<br \/>\nSignificative parole sono giunte anche dagli interventi di due illustri residenti a Napoli: Alex Zanotelli e il sindaco De Magistris.<br \/>\nDi seguito una sintesi delle relazioni, guidate e moderate da Norberto Julini e don Nandino Capovilla.<\/p>\n<p>Vedi documento finale di Pax Christi e immagini dell\u2019evento su:<br \/>\nhttp:\/\/www.bocchescucite.org\/sul-mediterraneo-cessino-i-venti-di-guerra-e-si-apra-una-rotta-di-pace\/ <\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":11176,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[193],"tags":[232,283,425,277],"class_list":["post-11175","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter","tag-diritti-umani","tag-israele","tag-onu","tag-palestina"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-10-15 17:59:21","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11175"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11175\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11180,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11175\/revisions\/11180"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11176"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paxchristi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}