{"id":10478,"date":"2015-05-28T13:58:28","date_gmt":"2015-05-28T13:58:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paxchristi.it\/?p=10478"},"modified":"2020-06-22T09:18:30","modified_gmt":"2020-06-22T09:18:30","slug":"assemblea-mondiale-di-pax-christi-international-betlemme-2015-prese-di-posizioni-commenti-testimonianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paxchristi.it\/?p=10478","title":{"rendered":"Assemblea Mondiale di Pax Christi International Betlemme 2015"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pax Christi International celebra in questo 2015 il proprio 70\u00b0 anniversario!<br \/>\nIn questa occasione si \u00e8 svolta l&#8217;assemblea mondiale del Movimento a Betlemme da Mercoled\u00ec 13 Maggio a Sabato 17 Maggio. La citt\u00e0 di Betlemme \u00e8 stata scelta come simbolo concreto dell\u2019impegno di Pax Christi per la Pace e la riconciliazione.<\/strong><\/p>\n<p>Prima dell&#8217;inizio dei lavori, Pax Christi International si \u00e8 profondamente rammaricata perch\u00e9 <strong>Jos\u00e9 Henr\u00edquez<\/strong>, il proprio segretario generale, non ha potuto unirsi a gli altri in tale occasione. L\u2019ingresso in Palestina \/ Israele gli \u00e8 stato infatti negato dalle autorit\u00e0 israeliane. L\u2019assenza di Jos\u00e9 \u00e8 stata una grande tristezza. Pax Christi International ha sostenuto e sostiene pienamente il proprio Segretario Generale. Conoscendolo come  uomo integro, non  riesce a pensare ad alcun motivo per il quale gli sia stato rifiutato l\u2019ingresso.<br \/>\nParlando da Amman, Jos\u00e9 ha espresso il suo forte disaccordo con la decisione dei funzionari di frontiera israeliana e ha aggiunto:<em> <strong>\u201cSto vivendo questa esperienza in profonda solidariet\u00e0 con il popolo palestinese. Questa \u00e8 solo una piccola parte di quello che loro vivono  quotidianamente,  quando viene negato l\u2019accesso a Gerusalemme Est per le cure mediche, riunioni di famiglia e anche per le celebrazioni religiose \u201c.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Circa centocinquanta  membri di Pax Christi, provenienti da tutto il mondo si sono riuniti nel luogo della nascita di Ges\u00f9, un luogo speciale di pace e di buona volont\u00e0 per tutti, un luogo di profondo significato religioso per noi e per la pace nel mondo.<br \/>\nQui \u00e8 stato rinnovato l&#8217; impegno per la giustizia e il perdono. Pace e giustizia per tutti.<\/p>\n<p>Proprio nel corso dei lavori di Betlemme una TV italiana, TELEPACE, ha fatto un servizio sull&#8217; assemblea&#8230;<br \/>\nA questo link potete vedere il video di circa 8 minuti in lingia italiana<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"PELLEGRINI SUL SENTIERO DELLA PACE\" width=\"700\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1VE1YU1GnMk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1VE1YU1GnMk\" title=\"assemblea internazionale 2015\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Di seguito interventi e commenti da Betlemme:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Comunicato finale dell&#8217;Assemblea<\/strong><br \/>\n<strong>Pax Christi International in favore del riconoscimento dello Stato Palestinese e per un divieto all\u2019espansione di nuovi insediamenti nei territori occupati.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_154801.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_154801-225x300.jpg\" alt=\"IMG_20150514_154801\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10479\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_154801-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_154801-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><br \/>\n<em>L\u2019assemblea mondiale di Betlemme conferma la propria posizione a fianco della lotta nonviolenta contro l\u2019occupazione.<br \/>\nL\u2019assemblea mondiale di Pax Christi International chiede con urgenza a tutti gli stati membri delle Nazioni Unite di muoversi per il riconoscimento dello Stato Palestinese e per la condanna degli insediamenti israeliani nei Territori Occupati.<br \/>\nI 160 partecipanti all\u2019assemblea del Movimento cattolico internazionale per la pace che si \u00e8 svolta a Betlemme dal 13 al 17 maggio scorso sono profondamente preoccupati dalla politica del governo israeliano che nega i diritti del popolo palestinese e quindi chiude ogni spiraglio alla possibilit\u00e0 di vedere riconosciuta l\u2019esistenza di due Stati. Pax Christi International sostiene quindi la lotta non violenta del popolo palestinese e si schiera al fianco di coloro che, tra gli israeliani, sostengono il rispetto dei diritti umani e l\u2019applicazione del diritto internazionale anche verso i Palestinesi.<br \/>\nPax Christi accoglie con gioia il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dello Stato Vaticano. Pax Christi considera tali accordi bilaterali un importante segno di quanto forte sia il desiderio che venga riconosciuta la necessit\u00e0 di arrivare alla creazione di due Stati. Con il nuovo governo israeliano non disponibile a trasformare il 22 % delle terre dell\u2019ex mandato Britannico di Palestina nel nuovo Stato Palestinese, le Nazioni Unite devono dare prontamente esecuzione alla risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza in forza della quale Israele deve ritirarsi dai territori occupati dopo il 1967.<br \/>\nDato che il nuovo governo israeliano non pare intenzionato a sospendere l\u2019espansione degli insediamenti nei territori occupati \u2013 grave violazione questa del diritto internazionale umanitario &#8211; ogni collaborazione con l\u2019occupazione deve essere sospesa. Parti terze al conflitto come gli Stati Uniti, la Russia o gli stati membri dell\u2019Unione Europea hanno la responsabilit\u00e0 di garantire la non violazione, in nome di quello stesso diritto, del Diritto Internazionale. Nel tentativo di rendere i Territori Occupati inutili per Israele, i prodotti di quei territori devono essere boicottati. Inoltre, essendo la Palestina un membro della Corte Penale Internazionale, i crimini di guerra possono essere immediatamente giudicati.<br \/>\nI partecipanti all\u2019assemblea mondiale di Pax Christi, provenienti da tutti e cinque i continenti si sono uniti alla commemorazione della Nakba che ha avuto luogo a Betlemme. Essi hanno ricordato i 750.000 palestinesi che sono stati espulsi dalla loro terra tra il 1948 e il 1949 ad anche la Nakba ancora in corso, il pericolo di essere espulsi in ogni momento dalle proprie case. Nella valle del Giordano e a sud di Hebron si \u00e8 fatto visita a villaggi di contadini che in ogni momento possono vedere le proprie case distrutte dall\u2019esercito israeliano, sabotato il loro sistema idrico e la loro economia tutta se la comunit\u00e0 internazionale non riesce a fare in modo che questo non accada.<br \/>\nPax Christi incoraggia tutti coloro che sia in Israele che in Palestina si impegnano per la difesa dei diritti umani e le organizzazioni pacifiste di entrambi i popoli a continuare il loro lavoro per il raggiungimento di una pace giusta in Medio Oriente basata sul rispetto dei diritti umani e sul diritto internazionale.<br \/>\nSenza speranza, prospettiva futura e solidariet\u00e0 n\u00e9 gli oppressori, n\u00e9 gli oppressi possono trovare una via di uscita dalla violenza, dalla guerra e da una cultura di morte.<br \/>\nStare dalla parte della vita \u00e8 l\u2019impegno e la responsabilit\u00e0 di Pax Christi International.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><strong>Testimonianze della delegazione italiana<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_153507.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_153507-225x300.jpg\" alt=\"IMG_20150514_153507\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10481\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_153507-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150514_153507-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Pellegrini sul sentiero della pace<\/strong><br \/>\ndi Rosa Del Giudice<\/p>\n<p>   Dal 13 al 17 maggio u.s. si \u00e8 svolta a Betlemme l\u2019Assemblea Internazionale di Pax Christi dal titolo \u201cPellegrini sul sentiero della pace\u201d per il 70\u00b0 anniversario dalla sua fondazione.<br \/>\n  La scelta di Betlemme, simboleggiata dalla basilica della Nativit\u00e0, non \u00e8 casuale: la cittadina, in cui pacificamente convivono palestinesi cristiani e palestinesi mussulmani, \u00e8 separata dal resto della Cisgiordania, occupata dallo Stato d\u2019Israele durante la guerra dei sei giorni fin dal lontano 1967, da un muro che si erge minaccioso raggiungendo in alcuni punti l\u2019altezza di 12 metri. Di conseguenza quanti intendono raggiungere Gerusalemme, che dista da Betlemme solo pochi chilometri, devono attraversare un checkpoint con controlli da parte di giovani soldatesse e soldati israeliani superarmati. E\u2019 la dimostrazione pi\u00f9 cruda e rivoltante della \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d.<br \/>\n   I lavori dell\u2019Assemblea, che hanno registrato la presenza e la partecipazione di numerosi rappresentanti provenienti da tutti i continenti,  si sono incentrati su 6 tematiche allusive di altrettanti sentieri: Diritti umani, promozione della dignit\u00e0 di ciascuno; Giustizia ecologica, promozione di una pace duratura; Giustizia e Riconciliazione, recupero della dignit\u00e0 conculcata dalla violenza e dall\u2019ingiustizia; Smilitarizzazione; Educazione alla pace, camminare con i costruttori di pace; Le donne artefici della pace.<br \/>\n   Ciascun sentiero ha seguito un processo in due fasi: interazione con una realt\u00e0 locale; analisi delle realt\u00e0 mondiali legate alla tematica in questione e scambio di esperienze.<br \/>\n   Si \u00e8 trattato di una preziosa opportunit\u00e0 di incontri, di riflessione e di approfondimento, di cui hanno potuto usufruire tre iscritte al Punto Pace di Pax Christi di Andria.<br \/>\nIl prossimo appuntamento mondiale \u00e8 fissato per il 2020.<\/p>\n<p><strong>Assemblea internazionale di Pax Christi International a Betlemme<br \/>\n(maggio 2015)<br \/>\n<\/strong>di Lino Palumbo<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150515_180407.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150515_180407-300x225.jpg\" alt=\"IMG_20150515_180407\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10480\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150515_180407-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_20150515_180407-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nCon la Campagna Ponti e non Muri delegati di Pax Christi Italia si recano ogni anno in Cisgiordania compiendo dei pellegrinaggi di giustizia, ascoltando testimoni e portando spesso aiuto concreto e solidale.<br \/>\nDal 13 al 20 Maggio la nostra delegazione ha prima partecipato all\u2019Assemblea Internazionale del Movimento tenutasi a Betlemme, con oltre 160 delegati provenienti da diverse nazioni, e successivamente ha compiuto un tour in questa martoriata terra, visitando i luoghi pi\u00f9 significativi dell\u2019occupazione. Alla fine dell\u2019Assemblea i partecipanti mediante il loro comunicato hanno chiesto il riconoscimento di uno Stato palestinese e la fine degli insediamenti colonici. Il nostro gruppo di delegati italiani, ascoltando i testimoni ha potuto capire come questi due aspetti sono nevralgici nel complicato processo di pace.<br \/>\nNel villaggio di Al Masara l\u2019attivista palestinese Mahoud ci ha spiegato le modalit\u00e0 di lotta nonviolenta del proprio villaggio, attraverso il cui territorio dovrebbe passare il Muro che cinge la citt\u00e0 di Betlemme, separando il villaggio da quest\u2019ultima. Ogni venerd\u00ec una marcia silenziosa si muove verso il check point formato dai militari a guardia del tracciato. Incuranti delle minacce gli abitanti del villaggio si avvicinano ai soldati cercando un confronto con loro; confronto che li mostra per quello che sono, uomini e donne coinvolti in un conflitto in cui spesso neanche loro credono. Questa modalit\u00e0 consente ai soldati di ragionare sulla giusta causa delle loro scelte, e per gli abitanti del villaggio costituisce un recupero della loro dignit\u00e0 di uomini e donne in lotta per la propria terra. La scelta di adottare un sistema nonviolento di risoluzione del conflitto, produce una trasformazione dello stesso, dalla prevaricazione sul nemico o presun to tale si passa al confronto ed al dialogo, la creativit\u00e0 diventa sistema di lotta.<br \/>\nLo stesso tipo di lotta viene applicata per il ripristino degli uliveti, che distrutti con i bulldozer israeliani vengono ripiantati, coltivati e potati dagli abitanti del villaggio con ostinazione e speranza.<br \/>\nAnche Rashid, l\u2019attivista del Jordan Solidarity Moviment che incontriamo nella Valle del Giordano, sceglie la nonviolenza come forma di lotta. Nel villaggio di Alluja nei pressi della citt\u00e0 di Gerico, attua la propria forma di resistenza ricostruendo le case che l\u2019esercito israeliano demolisce. Tutto il villaggio \u00e8 coinvolto nella produzione di mattoni che avviene impastando il fango e per la cui produzione \u00e8 stata costruita addirittura una macchina in grado di produrne circa 500 al giorno. Ancora una volta il processo di lotta nonviolenta attua una trasformazione, degli oppressori che vedono vanificarsi i loro sforzi di prevaricazione e degli oppressi che vedono crescere come singoli e come comunit\u00e0 l\u2019autostima e la forza interiore.  Proprio di forza interiore e speranza ci parla il Dr. Nidal, coraggioso medico di Betlemme che gestisce un poliambulatorio dove tutti, anche chi non \u00e8 in grado di pagarsi le cure, vengono curati. Nidal ha conosciuto il carcere, sia lui che tutto il suo personale medico. Ha conosciuto la devastazione perpetrata dai militari israeliani che hanno fatto irruzione nel suo centro, ma nonostante tutto egli continua ogni giorno il suo lavoro, continua ogni giorno con l\u2019aiuto dei suoi collaboratori ad assistere malati e famiglie. E\u2019 proprio da questi testimoni che dobbiamo partire, Mahoud, Rashid, Nidal e tanti altri come loro rappresentano quella parte di Palestina che non si arrende, che non si piega alla disperazione ma al contrario ogni giorno lotta e spera per una terra in cui possano essere rispettati i diritti. Ma non \u00e8 solo la societ\u00e0 civile palestinese che si oppone all\u2019occupazione, voci sempre pi\u00f9 consistenti vengono da frange della societ\u00e0 civile israeliana attraverso associazioni come Zochrot e Breaking The Silence. Abbiamo incontrato un esponente di quest\u2019ultima formata da ex militari in congedo delle forze di sicurezza israeliane. Ci ha raccontato come molti di loro siano stati testimoni e perpetratori delle violenze commesse dall\u2019esercito e come sempre pi\u00f9 spesso i soldati sentano il bisogno di raccontare gli orrori commessi nella negazione dei pi\u00f9 elementari diritti.<br \/>\nDiritti che vengono fortemente negati ai palestinesi della Cisgiordania che vivono a stretto contatto con gli insediamenti colonici. Le colonie, che rappresentano con molta probabilit\u00e0 l\u2019ostacolo maggiore al processo di pace, sono di due tipi; insediamenti residenziali costruiti a ridosso delle citt\u00e0, oppure beni immobili confiscati ai palestinesi. Nel primo caso gli insediamenti occupano colline e vallate intorno alle citt\u00e0, come Betlemme e Ramallah, che sono sorte dalla confisca di terreni di propriet\u00e0 palestinese. Con la costruzione del Muro i palestinesi hanno di fatto perso l\u2019accesso a quelle terre. Nel secondo caso invece vi \u00e8 la diretta confisca dei beni immobili all\u2019interno delle citt\u00e0, come Hebron e Gerusalemme, in cui interi quartieri con case, strade, negozi diventano di propriet\u00e0 israeliana. In questo caso la vicinanza delle parti in conflitto crea un importante problema di convivenza creando presupposto per i frequenti scontri.<br \/>\nMa quali sono i motivi per cui la popolazione israeliana va a  vivere nelle colonie? Lo Stato di Israele effettua una forte politica di incentivazione per chi sceglie di viverci. Alla base vi \u00e8 il costo ridotto delle case, ma anche i servizi erogati come acqua, luce, trasporti, scuole sono concessi spesso in maniera gratuita. Tale politica favorisce anche l\u2019immigrazione di Ebrei provenienti da altri paesi,  molti anche dall\u2019Europa dell\u2019Est, stranieri quindi che si ritrovano ad avere diritti maggiori dei palestinesi proprietari di quelle terre. \u00c8 un vero e proprio processo di pulizia etnica, la popolazione preesistente viene progressivamente messa in condizione di andare via rimuovendo loro e la loro cultura. Quel popolo, quel paese in qualche decennio non esister\u00e0 pi\u00f9 creando una diaspora. Compito di noi europei non \u00e8 di andare l\u00ec a dispensare consigli, ma \u00e8 quello di ascoltare le loro esperienze ed istanze, attuando ogni forma di pressione verso la nostra societ\u00e0 civile ed i nostro governi per far sentire la loro voce.<\/p>\n<p><strong>Francesco per il 70.mo di Pax Christi: servite la fraternit\u00e0<\/strong><br \/>\nda Radio Vaticana.va<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG-20150515-WA0010.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG-20150515-WA0010-225x300.jpg\" alt=\"IMG-20150515-WA0010\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10445\" srcset=\"https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG-20150515-WA0010-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG-20150515-WA0010-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.paxchristi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG-20150515-WA0010.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><br \/>\nIl vostro incontro sia \u201cun\u2019occasione per aprire il cuore a Dio\u201d e servirlo nelle comunit\u00e0 dove agite, perch\u00e9 la &#8220;vita sociale sia uno spazio di fraternit\u00e0, di giustizia, di pace, di dignit\u00e0 per tutti\u201d. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio inviato, a firma del cardinale Pietro Parolin, ai 150 delegati di 30 nazioni membri di Pax Christi International, riuniti da ieri a domenica prossima a Betlemme per celebrare i 70 anni dalla fondazione del Movimento. Fra loro, il coordinatore di Pax Christi Italia, don Renato Sacco, che riassume, nell\u2019intervista di Alessandro De Carolis, la missione e lo stile che in questi decenni hanno distinto l\u2019azione del Movimento in tutto il mondo:<br \/>\nR. \u2013 Penso a tutto il lavoro per i diritti umani, soprattutto nell\u2019America Centrale e nell\u2019America del Sud. Oggi abbiamo qui con noi anche alcuni che arrivano dal Salvador: se pensiamo alle dittature argentine, tra poco alla Beatificazione di mons. Romero, Marianela Garc\u00eda\u2026 quindi, tutto un lavoro di anni sui diritti umani. Assieme a questo, un lavoro di impegno contro la guerra e non dimentichiamo, non molti anni fa, il Premio Nobel alla campagna contro le mine antipersona, che allora fu ritirato a Oslo dal rappresentante di \u201cPax Christi Italia\u201d. Assieme a questo, tutto un lavoro \u2013 per esempio \u2013 sull\u2019obiezione di coscienza. In questo caso, penso soprattutto all\u2019Italia, quando ancora non c\u2019era la legge e gli obiettori andavano in prigione. Quindi, un lavoro che possiamo sintetizzare cos\u00ec: i diritti umani, i diritti dei popoli e delle persone, un \u201cno\u201d alla guerra e insieme una preghiera per continuare un cammino, certo in salita, della pace. Settant\u2019anni fa e anche oggi.<\/p>\n<p>D. \u2013 Guardando invece all\u2019oggi e al domani, su quale via di pace vi sentite pellegrini per stare al titolo del vostro incontro a Betlemme?<\/p>\n<p>R. \u2013 Abbiamo proprio terminato oggi una piccola e breve tavola rotonda con voci che arrivavano da varie parti del mondo \u2013 dall\u2019Uganda, al Medio Oriente, all\u2019Italia, agli Stati Uniti, alla Nuova Zelanda \u2013 e, se possiamo riassumere, da una parte oggi la grande sfida \u00e8 ancora quella dei diritti umani, ma ancor pi\u00f9 grande, ce lo ricordava l\u2019amico degli Stati Uniti, \u00e8 un\u2019educazione alla pace e alla non-violenza contro gli armamenti in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 militarizzata oggi \u2013 e ce lo ricorda anche Papa Francesco, continuamente. E quindi oggi, 70 anni dopo la Seconda Guerra mondiale, il tema delle armi, delle bombe, dei droni, dei sistemi per uccidere \u00e8 ancora una grande sfida, assieme \u2013 ce lo ricordavano soprattutto quelli del Sud del mondo \u2013 al grande problema ambientale. Una sfida nuova, se vogliamo anche sulla scia di quello che ci ricorder\u00e0 Papa Francesco con l\u2019Enciclica. Queste due sfide sicuramente sono importanti in una luce che \u00e8 specifica di Pax Christi che \u00e8 la non-violenza.<\/p>\n<p>D. \u2013 Concretamente, Pax Christi di fronte a un pianeta che conta centinaia di conflitti, grandi e piccoli, come si muove? Qual \u00e8 il suo messaggio?<\/p>\n<p>R. \u2013 Fare della non-violenza non una passivit\u00e0, o dire: i non-violenti sono quelli in finestra, che guardano o che agitano le margherite davanti a questo mondo cos\u00ec sofferente. No. La non-violenza \u00e8 darsi impegno, coraggio, martirio anche \u2013 abbiamo ricordato oggi quante zone in cui le persone vengono uccise\u2026 Quindi, \u00e8 esporsi in prima persona, mai accettando la logica della guerra, della violenza o della distruzione dell\u2019ambiente. Non sappiamo come valutare, ma certo ci ha molto colpito e anche fatto soffrire che proprio all\u2019attuale segretario internazionale di Pax Christi, Enriquez \u2013 originario del Salvador ma vive a Bruxelles, dove c\u2019\u00e8 la segreteria di Pax Christi \u2013 a lui, in questi giorni, \u00e8 stato impedito di venire a Betlemme perch\u00e9 persona non gradita. Questo ci dice che forse, quando si lavora con fermezza, con non-violenza, forse si va a scalfire chi \u00e8 al potere e ci fa pensare quante altre sofferenze le persone del posto vivono e quante volte vengono limitate nei loro diritti.<\/p>\n<p>D. \u2013 Da molti anni lei vive e condivide l\u2019esperienza di Pax Christi. Quale momento le ha, per cos\u00ec dire, cambiato il cuore?<\/p>\n<p>R. \u2013 Sicuramente, Pax Christi mi ha dato forza, speranza anche per le grandi testimonianze: da don Tonino Bello a tanti altri testimoni che ho incontrato. E mi ha messo in contatto con tante situazioni dove la guerra e la sofferenza non hanno per\u00f2 spento la gioia, la speranza e l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pax Christi International celebra in questo 2015 il proprio 70\u00b0 anniversario! In questa occasione si \u00e8 svolta l&#8217;assemblea mondiale del Movimento a Betlemme da Mercoled\u00ec 13 Maggio a Sabato 17 Maggio. La citt\u00e0 di Betlemme \u00e8 stata scelta come simbolo concreto dell\u2019impegno di Pax Christi per la Pace e la riconciliazione. Prima dell&#8217;inizio dei lavori, Pax Christi International si \u00e8 profondamente rammaricata perch\u00e9 Jos\u00e9 Henr\u00edquez, il proprio segretario generale, non ha potuto unirsi a gli altri in tale occasione. L\u2019ingresso in Palestina \/ Israele gli \u00e8 stato infatti negato dalle autorit\u00e0 israeliane. L\u2019assenza di Jos\u00e9 \u00e8 stata una grande tristezza. 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