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Colloqui? Quali colloqui?

(20/12/2014)

Molti stati hanno riconosciuto a vario titolo la Palestina come Stato. Ricordiamo che la ‘possibile’ nascita di questo Stato, insieme allo Stato di Israele, fu sancita dall’ONU il 29 Novembre del 1947, smembrando la Palestina storica e ponendo le basi alla progressiva fine del sogno di convivenza e di condivisione della Terra Santa. Un piano inglese/americano in favore della nascita di uno stato federale, Morrison-Grady, fu scartato in quei frangenti.
Il parlamento europeo ha da poco votato una risoluzione che vincola il riconoscimento dello Stato Palestinese con il ritorno al tavolo dei colloqui di pace [1].
Ma cosa succede nel frattempo nella democrazia più razzista del medioriente? Si appresta forse ad adornare ed imbandire i tavoli per i colloqui?
Mohammed Khatib, leader della lotta nonviolenta presente a Lucca per la Giornata ONU, ed altri suoi compagni sono stati arrestati durante il tentativo di porre una lapide nel luogo dove un ministro (possiamo veramente chiamarlo così?) dell’ANP è morto alcune settimane fa dopo che un soldato israeliano gli ha ‘massaggiato’ il collo.
Daoud giovane di molti talenti [2], con cui anche io ho avuto la fortuna di vistare la città vecchia, è stato preso ed espulso da Gerusalemme. Egli ne conosce ogni andito  recondito e ne testimonia la progressiva dearabizzazione, con l’esponenziale aumento della presenza di coloni che oramai camminano senza scorta quasi ovunque.
Gaza ha subito un nuovo attacco puramente immotivato, dopo che la pesca è stata nel silenzio di nuovo limitata. Parafrasando quello che predica Ledeen, consigliere di Bush e adesso anche di Renzi: ogni tanto bisogna prendere qualcuno e sbatterlo contro il muro per far capire chi comanda.
Netanyahu si sforza di spaventare l’occidente sempre con la minaccia del terrorismo e la ‘rassicurazione’ sul proprio ruolo indispensabile per porvi un argine, usando la nuova equazione Hamas=IS (smentita anche dal tribunale europeo). Questo mentre bombarda le truppe di Damasco e l’IS, invece di rivolgersi verso il ‘nemico’ ebreo, si concentra sui Curdi di Kobane di cui già ci siamo dimenticati.
Purtroppo quello che ho pensato e scritto a inizio novembre al mio ritorno dalla Cigiordania sta prendendo corpo. Provocare per poi utilizzare ogni reazione per colpire più forte. Secondo la nota scuola Ben Gurion, soprattutto per eliminare i leader scomodi.
Gerusalemme vecchia entro pochi anni sarà interamente ebraicizzata… affrettatevi se volete visitarla e scambiare due parole con un indigeno prima che lo rinchiudano nelle riserve.
Buone feste
(FD)