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Manifestazioni nazionali: partecipare sì ma con quale spirito

In  questo inizio di autunno si stanno moltiplicando le manifestazioni contro la guerra, per la pace e per la Palestina. La prima a Firenze il 21 settembre e la terza il 27 settembre a Roma già si sono svolte. La seconda avrà luogo il 19 ottobre nella classica ma sempre più controversa Perugia-Assisi. Personalmente ma anche in quanto coordinatore area centro, ho partecipato alle prime due e parteciperò anche alla terza.

Come primo commento non si può non rilevare una forte carenza di partecipazione. Cortei o assemblee che siano, gli spazi e i tempi sembrano essere dilatati intenzionalmente, forse proprio per far apparire maggiore la partecipazione. La realtà non è certo esaltante per chi desidera vedere un mondo migliore in cui l’uomo sia al centro degli interessi e non il denaro e i suoi derivati. Vedremo se la marcia umbra segnerà un’inversione di questa tendenza oramai consolidata.

Altro aspetto non di secondaria importanza che vorrei segnalare è rappresentato dalle divisioni fra le varie componenti del fronte ‘pacifista’. Queste si manifestano con dissensi di vario genere come, ad esempio, l’astenersi dall’intervenire ad una manifestazione per partecipare ad un’altra con cui ci si sente più in sintonia. Le motivazioni di questi dissensi sono sicuramente da non trascurare e nemmeno è opportuno liquidarle, sminuendole o invitando ad una generica riconciliazione di facciata che non rappresenterebbe un momento di crescita collettiva in alcun modo.

Del resto le due manifestazioni, a cui sopra faccio cenno, hanno certamente rivelato una discontinuità nel livello qualitativo degli interventi. Per cui le controversie nate sui contenuti degli interventi stessi sono, a mio avviso, pure ampiamente giustificate. Solo su alcuni temi, come la Palestina per citarne uno di grande rilievo, vedono un convergersi di opinioni comuni anche se spesso non accompagnato da strategie o soluzioni condivise. Altri temi, come l’Ukraina e la situazione venutasi a creare nel Medioriente, al contrario vedono confrontarsi analisi diametralmente opposte soprattutto sul ruolo della NATO e degli USA.

Da parte sua Pax Christi ha deciso di partecipare a tutte le manifestazioni nazionali e di incoraggiare tutti i propri aderenti a farlo. Questo a prescindere dal condividere in toto le posizioni che nelle varie manifestazioni vengono espresse. Anzi la partecipazione serve proprio ad esprimere le proprie opinioni seppur critiche allo scopo di rilanciare un confronto costruttivo e non distruttivo fra tutti coloro che sinceramente desiderano che la pace e la giustizia trionfino.

Se infatti bisogna denunciare un aspetto estremamente negativo nel panorama del ‘pacifismo’, è l’adeguarsi passivamente alle tendenze contemporanee di scontrarsi sugli slogan e di rinunciare al confronto, anche se serrato e magari feroce ma franco, unico atteggiamento che può rivelarsi foriero di conseguenze positive per il movimento tutto.

Per cui in sintesi l’invito è il seguente: partecipate, parlate con tutti, amici e meno amici, discutete anche animatamente nel rispetto reciproco, ma non rinunciate mai al confronto e all’utopia della Pace.

Franco Dinelli