In cammino per dissipare l’ombra di Caino

Cari amici e amiche, dopo l’Arena di pace e disarmo del 25 aprile scorso, gli operatori e le operatrici di pace si stanno rimettendo in cammino:
– il 21 settembre a Firenze con una manifestazione nazionale “Facciamo insieme un passo di pace” per rilanciare “il sistema delle Nazioni Unite”
– il 2 ottobre, giornata mondiale della nonviolenza, avrà inizio la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare a favore della Difesa civile, non armata e nonviolenta.
– tra il 3 e il 5 ottobre si terrà a Bolzano un grande convegno sulla I guerra mondiale “inutile strage”
– il 19 ottobre, nonostante divisioni e defezioni, si terrà la marcia Perugia-Assisi “in cammino per la pace e la fraternità”. Chi non ha condiviso le modalità organizzative (e la generica piattaforma inziale) interverrà comunque con proprie proposte politiche, sociali e culturali.
– il 4 novembre ci saranno iniziative, come ogni anno, sulla commemorazione della I guerra mondiale, “non vittoria ma lutto”
– il 10 dicembre sarà la giornata mondiale dei diritti umani in ricordo della Dichiarazione universali diritti dell’uomo……….
In un momento così tragico, penso anch’io che inviare nostre armi in Iraq, luogo già stracolmo di ordigni bellici, sia controproducente. Tra Iraq, Siria, Gaza e dintorni la situazione è immensamente complicata. La Rete Italiana Disarmo ritiene necessario ridare centralità all’ONU, unica autorità internazionale, in qualche modo e nonostante tutto, potenzialmente autorevole. Occorre ridarle dignità, risorse, peso politico, futuro.
Uno dei pochi che ne parla con lucida sapienza politica è papa Francesco di cui invito a leggere, per limitarmi all’ultimo mese, la lettera a Ban Ki-Moon, l’intervista di ritorno dalla Corea, il messaggio al convegno interreligioso di Anversa e soprattutto l’omelia a Redipuglia di oggi 13 settembre 2014. Nessun papa ha parlato così. Nessun uomo politico o presunto grande intellettuale sta parlando così.  In lui, nessuna indulgenza alla retorica sulla “grande guerra”. Nessuna memorialistica nostalgica. Nessun sentimentalismo ambiguo su  “sacrifici”, “onore”, “dovere”, “sangue e suolo”, “madri e figli”. Nessuna vaga esortazione a una generica pace.
Ma un’alta e solenne meditazione (attualizzata) sull'”inutile strage”, sulla “follia”, sull’ideologia bellicista…Una denuncia profetica rivolta ai “pianificatori del terrore”, agli “organizzatori dello scontro”, agli “imprenditori di armi”, agli “affaristi della guerra”, all'”avidità di denaro e di potere”, all'”industria delle armi”, all’atteggiamento di tante persone che hanno perso la capacità di piangere, che sono diventate schiave dell’indifferenza o del cinismo (“a me che importa”?), che sono ricoperte dall’“ombra di Caino”.
La Genesi, Matteo 25, Benedetto XV, Giovanni XXIII, Tonino Bello (ricordo la sua profonda meditazione sull’ombra di Caino) sono i diretti e gli indiretti ispiratori del papa che riprende in modo incalzante cose dette il 2 giugno 2013, il 7-8 settembre 2013 e in tante altre occasioni.
Una meraviglia impegnativa! Un appello alla responsabilità!.
Sergio Paronetto

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