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Da Assisi, festa di una Repubblica che ripudia la guerra

Mentre a Roma la parata delle forze armate mette in mostra una produzione e potenza bellica nate per offendere e seminare morte, dalla rocca della città di Assisi, nel festa della nostra Repubblica, vogliamo gettare uno sguardo a nome di tutte e tutti i costruttori di pace, per avvolgere in un unico abbraccio il nostro e tutti i popoli della terra.
Dalla città della pace ci stanno a cuore le sorti dei popoli feriti dalle guerre, le genti che lottano contro dittature e oppressioni per affermare la loro autodeterminazione e il nostro Paese, impegnato a liberarsi da quella degenerazione della democrazia che ha attentato alla Costituzione e ha seminato a lungo razzismo ed egoismo nella nostra generosa terra italiana.

150 anni di storia ci hanno condotto a ripudiare la guerra come espresso dall’art.11 della Costituzione, e a costruire una convivenza fondata sul rispetto dei diritti di tutti e una cittadinanza accogliente, a partire dai più deboli.
La parata delle forze armate -quest’anno alla presenza di più di quaranta capi di stato e con un costo di 10 milioni di euro- mette in mostra una produzione e potenza bellica nate per offendere e seminare morte, invece di mostrare alle giovani generazioni le potenzialità di costruzione civile di tante fucine di riconciliazione e accoglienza, di arsenali di laboriosa dedizione al dialogo delle diversità, di basi per nuove alternative di rispetto dell’ambiente e delle risorse del pianeta. Purtroppo, invece che investire nelle attività estive per educare i giovani alla pace, si è scelto di coinvolgere migliaia di giovani nelle esperienze dell’esercito chiamate “Mini-naja”, per istruirli nell’uso delle armi e nella cultura militarista.

Domenica 25 settembre arriveremo ad Assisi con tutto il popolo della pace, in una storica edizione a cinquant’anni della Marcia per la Pace iniziata da Aldo Capitini. Già allora questo maestro di nonviolenza indicava la strada impervia ma necessaria della “fratellanza dei popoli”. Ancor più urgente è oggi educare alla riconciliazione nelle nostre città, per riscoprire e rivitalizzare i valori costituzionali della nonviolenza, della giustizia, della libertà, della pace, dei diritti umani, della responsabilità e della speranza.

Nel cammino verso la Perugia-Assisi, con tutti i laboratori di nonviolenza che hanno segnato la storia del nostro Paese, anche Pax Christi invita tutti a partecipare, dal 17 al 19 giugno, a Bolzano ad un Convegno nazionale sulla lunga marcia della nonviolenza.
La pace è ancora possibile. La giustizia è possibile e la nonviolenza non è soltanto un postulato della coscienza morale, ma è l’unica istanza davvero politica capace di far uscire l’uomo dalla logica dell’homo homini lupus e aprire la stagione dell’homo homini amicus. E’ questo il “futuro amico”, declinato da Alexander Langer.

Per sostenere e rendere sempre più partecipato questo cammino di pace, Pax Christi Italia sta lanciando in questi giorni il suo nuovo sito internet www.paxchristi.it, agorà di un paziente, tenace e diffuso impegno di denuncia e di proposta del Vangelo della Pace.

Siamo qui ad Assisi nella nostra annuale convocazione di preti di Pax Christi e ci sembra di sentire per tutti l’invito di don Tonino Bello: “In piedi allora, costruttori di pace!”
La strada della nonviolenza è ancora lunga e tutta in salita. Ad Assisi, poi, San Francesco ci attende per ricordarci che non saremo mai arrivati alla meta per possedere la pace, ma per donarla ad altri: “Sarebbe segno di avarizia volerla tenere rinchiusa dentro di me, dentro di noi, per assaporarla in segreto. Fratelli, andiamo per il mondo a seminare la pace” (Francesco d’Assisi).

Pax Cristi Italia
Assisi, 2 giugno 2011

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