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Movimento Cattolico Internazionale per la Pace

Comunicato di Pax Christi Italia

Una delegazione di Pax Christi Italia è in partenza per la Palestina. Siamo una decina di persone, uomini e donne, accompagnati da don Nandino Capovilla che da anni segue la Campagna Ponti e non muri. Un piccolo gesto per esprimere solidarietà, vicinanza alle tante persone amiche che stanno soffrendo in queste ore. Non vogliamo lasciarle sole proprio ora! La nostra delegazione si inserisce nel solco della preghiera a cui ci ha invitati papa Francesco all’Angelus domenica scorsa, e la sera dell’8 giugno scorso. La strage di civili che sta insanguinando la Striscia di Gaza non può lasciarci indifferenti o incapaci di denunciare quello che non è definibile come una guerra ma solo come un massacro. Incontreremo il direttore della Caritas che ci aggiornerà e renderà ancora più partecipi della drammatica condizione di assedio che subiscono in queste ore i palestinesi di Gaza, compresi i cristiani della parrocchia a cui siamo da tempo legati.
18 luglio 2014
d. Renato Sacco,  coordinatore nazionale di Pax Christi
348 – 3035658 – drenato@tin.it
PER CONTATTARE la delegazione: PALESTINIAN-ISRAELI-CONFLICT-GAZA-STADIUM00972 543176361

2 Commenti

  1. Caro don Renato don Nandino e Amici Profeti di Pace in Terra Santa,

    Leggiamo del Vostro Gesto Grande di Solidarietà, mentre riflettiamo sulle stupende Parole di Don Tonino,

    con Voi fraternamente il Punto Pace di Potenza che in Scelte coraggiose come questa vede il volto più autentico di Pax Christi,

    S H A L O M

    don Tonino Bello (diario da Sarajevo)

    ….per riflettere sulla guerra

    don Tonino Bello (diario da Sarajevo)

    Poi rimango solo
    e sento per la prima volta una grande voglia di piangere.
    Tenerezza, rimorso
    e percezione del poco che si è potuto seminare
    e della lunga strada che rimane da compiere.

    Attecchirà davvero la semente della nonviolenza?
    Sarà davvero questa la strategia di domani?
    E’ possibile cambiare il mondo
    col gesto semplice dei disarmati?

    E’ davvero possibile che,
    quando le istituzioni non si muovono,
    il popolo si possa organizzare per conto suo
    e collocare spine nel fianco a chi gestisce il potere?
    Fino a quando questa cultura della nonviolenza
    rimarrà subalterna?

    Questa impresa contribuirà davvero
    a produrre inversioni di marcia?
    Perchè i mezzi di comunicazione
    che hanno invaso la Somalia
    a servizio di scenografie di morte,
    hanno pressochè taciuto
    su questa incredibile scenografia di pace?

    Ma in questa guerra allucinante
    chi ha veramente torto e chi ha ragione?
    E quale è il tasso delle nostre colpe
    di esportatori di armi
    in questa delirante barbarie
    che si consuma sul popolo della Bosnia?

    Sono troppo stanco per rispondere stasera.
    Per ora mi lascio cullare da una incontenibile speranza:
    le cose cambieranno, se i poveri lo vogliono.

    don Tonino Bello
    (dal Diario della marcia di Sarajevo, dicembre 1992)

    • Vi sono vicino, auguri.
      Mettete adisposizione un appoggio bancario o carta di credito per il supporto alle vostre attività di solidarietà.
      Giuseppe

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