Mail

Welcome e l’accoglienza degna

Tanti. Tanti da non poter fare un elenco completo. C’erano gli amici di Emergengy che si sono impegnati ad aprire il loro ambulatorio anche al di fuori del consueto orario settimanale, quelli della Camera del lavoro che mettono a disposizione la vicina mensa della Cgil. E ancora gli attivisti della casa dei beni comuni Morion di Venezia pronti a far da punto di riferimento per la raccolta di generi di prima necessità, gli insegnanti della scuola di italiano Liberalaparola con i loro corsi di lingua, Razzismo Stop e Melting Pot con lo sportello informativo e l’orientamento legale. Chi, come Mani Tese e la cooperativa Il Villaggio, dispone di mezzi più limitati, si impegna nella raccolta di fondi. L’Agesci e gli scout si offrono per accompagnamento e assistenza. Anche gli ultras del Gate 22 sono scesi in campo per organizzare momenti di socialità allo stadio. Ognuno offre quello che ha. Come la cooperativa Il Fontego che mette a disposizione il suo collegamento internet, o il Magis che apre le porte per corsi formativi e condivisioni.

Tanti, dicevamo, da non poter fare un elenco completo. Anche perché all’appello per una “accoglienza degna” dei profughi provenienti dal nord africa, lanciato dalla Rete Tuttiidirittiumanipertutti si stanno aggiungendo una dopo l’altra tutte le isole del variegato arcipelago associazionista veneziano. Per non parlare dei singoli cittadini. Cito solo una delle tante mail arrivate alla Rete: «Sono una signora veneziana che vive sola. Ho una stanza vuota e la metto volentieri a disposizione per una donna o una ragazza. Non mi interessano i 40 euro al giorno. Li lascio a chi ha più bisogno di me». Una menzione a parte in questa gara di solidarietà, se la merita la cooperativa Caracol che a messo a disposizione della Prefettura il suo centro di accoglienza, all’interno del centro sociale Rivolta, dove ogni inverno accoglie i senza fissa dimora: 24 posti letto. «è la risposta a questa escalation di allarmi per l’arrivo dei profughi – spiega Vittoria Scarpa -, una risposta a quanti creano emergenze ad arte col solo scopo di diffondere paure, una risposta di civiltà ai tanti Muraro che parlano di respingere a mare quelle stesse persone che fuggono da una guerra e da un dittatore che sino a pochi mesi fa era armato dal nostro Paese».

Leonardo Muraro è il presidente leghista della provincia di Treviso che ha più volte dichiarato di essere «pronto a disobbedire al ministro Maroni pur di mantenersi fedele ai principi della Lega e respingere i profughi». «Venezia non è Treviso e qui non si respinge nessuno – ha commentato Alessandra Sciurba della Rete -. Non ci interessa se i profughi sono arrivati prima o dopo il 5 aprile. Noi vogliamo fare accoglienza. E vogliamo un’accoglienza che sia degna. Non un tendone su un campo circondato di filo spinato. Non possiamo lasciare che siano la Lega e la paura a dettar legge sul tema dei diritti fondamentali. C’è anche una società diversa che vuole costruire un altro mondo. Un mondo diverso. Migliore».

(Riccardo Bottazzo, “Terra-Nordest”)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.