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Verba Volant – n°XXVIII – Aprile 2013

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Numero XXVIII– Aprile 2013

  • QUI ED ORA – L’editoriale

CI VEDIAMO A ROMA. Con una Bussola che orienta il cammino…

 

Ciao don Nandino, il Congresso è ormai alle porte e vorremmo chiederti qual’è il clima che si respira in Pax. Cosa suggerisci a chi si prepara a partecipare o comunque sta approfondendo i documenti preparatori, la cosiddetta Bisaccia. Sappiamo che è stato prodotto un documento “tascabile” che avete chiamato La Bussola.

 

Ancora qualche tornante e alla prossima curva vedrai che panorama si spalancherà davanti a noi, caro Martino! Il percorso che sta portando il nostro movimento al Congresso nazionale è davvero incoraggiante: proprio come una strada di montagna, è stato faticoso affrontare tutte le sfide di questi tempi difficili, ma sento che c’è tanta gente pronta a guardare con sempre nuova fiducia all’orizzonte che si apre attorno a Pax Christi, a cominciare dal dono di Papa Francesco. Da un capo all’altro dell’Italia, Punti Pace e singole Antenne di Pax– abbiamo da tempo deciso di salire più su, non accontentandoci di tenere il basso profilo di chi si lamenta o si spaventa delle difficoltà.

Per questo abbiamo affidato a tutti una Bisaccia piena, anzi strapiena, di tutta la nostra passione, che diventa impegno locale, nazionale ed internazionale, ecclesiale, civile e politico. Ma se la Bisaccia è il documento congressuale che raccoglie tutto, era necessario offrire a tutti una sintesi che facilitasse una visione d’insieme del cammino di Pax Christi.

 

Come riesce la Bussola a far sintesi, quali sono le sue finalità e quali i punti salienti?

 

Non vorrei spendere troppe parole, rischiando che non vi resti più il tempo per…leggere le sole 4 facciate di cui è composta La Bussola! Basta solo dire che abbiamo racchiuso tutto in questa affermazione: “Pax Christi sceglie la nonviolenza organizzando dinamiche di pace”: Ma ora andate subito a leggere queste due paginette.

 

Sia nella Bisaccia che nella Bussola troviamo spesso riferimenti ad episodi e parole di don Tonino

a 20 anni dalla sua scomparsa, molti sono quelli che non lo hanno conosciuto. Come pensi questo ricordo sarà parte del Congresso?

 

Non poteva che essere in prima fila, il nostro padre e fratello don Tonino. E’ proprio lui che ci sta spronando alla scelta della nonviolenza radicale e sarà lui il protagonista delle giornate congressuali, in particolare con il film “L’anima attesa”, che sta riscuotendo un grandissimo interesse, l’opera teatrale che verrà presentata in prima assoluta al Congresso.

Insomma, sarà ancora una volta don Tonino a farci “spalancare la finestra del futuro, progettando insieme, osando insieme”.

SCARICA LA BUSSOLA QUI

  • TUTTI IN MOVIMENTO – Le attività nazionali

BANNER_Congresso Pax Christi 2013

 

  • DA UN CAPO ALL’ALTRO – Le attività dei Punti Pace

  • Dal Punto Pace di Ragusa: Oltre la crisi con quale Politica, quali Idee, quali Programmi

  • Dal Punto Pace di Reggio Emilia: Lezione sul Bene Comune del vescovo Bettazzi

  • Da Pax Christi International:

  • Giornata Globale di Azione Contro le Spese Militari 2013: 15 aprile (27/03/2013)La Giornata Globale di Azione contro le Spese Militari (GDAMS, Global Day of Action against Military Spending) quest’anno si svolgerà il 15 aprile 2013. Il GDAMS riunisce insieme dei gruppi per creare un movimento globale di pressione sui governi affinché modifichino gli stanziamenti per la difesa. Ulteriori informazioni sul sito: http://demilitarize.org/
  • I Premi Nobel per la Pace fanno pressione su Obama a proposito del Trattato sul Commercio delle Armi (31/03/2013) Un gruppo di 18 vincitori del Premio Nobel per la Pace hanno dichiarato, in una lettera aperta al loro collega vincitore del Premio alla Casa Bianca, che il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, deve guidare il suo paese nello stipulare un forte e globale Trattato sul Commercio delle Armi. Leggi la lettera in Inglese su: http://archive.paxchristi.net/2013/2013-0116-en-gl-SD.pdf
  • Care amiche e cari amici, papa Francesco ha chiamato a far parte del governo universale della Chiesa il cardinale congolese Laurent Mosengwo Pasinya che, dopo Michel Sabbah, è stato per qualche anno presidente internazionale di Pax Christi. In occasione del Sinodo africanodi fine 2009 a lui abbiamo inviato un lungo e articolato comunicato di saluto operante.
    Nel mandargli un ideale caloroso saluto, avverto che la sua nomina, oltre a essere un motivo di “umile orgoglio”, diventa per noi un invito a camminare con fiducia.
    Ad alimentare la nostra corresponsabilità ecclesiale. A crescere in qualità e quantità. A estendere il nostro movimento che non può esistere senza l’apporto diretto e personale dei suoi aderenti gioiosi e responsabili.
    Di tutti noi e di tanti altri che possiamo avvicinare, accompagnare o risvegliare.

  • FINO IN FONDO – Un approfondimento

Vent’anni fa, il 20 aprile 1993, attraversava il suo giorno pasquale Tonino Bello, vescovo di Molfetta (dal 1985 presidente di Pax Christi). In questo periodo mi capita spesso di parlare di lui con Salvatore Leopizzi o altri partendo da Tonino Bello maestro di nonviolenza, libro a lui dedicato “con tutto l’amore di Pax Chrisi Italia” . Ringrazio tutti gli amici e le amiche che mi hanno portato a lui, in primo luogo, Luigi Bettazzi, Claudio Ragaini, Giovanni Mazzillo,Tonio Dell’Olio, Gianni Novello, Giuliana Bonino, tutti i pugliesi e molti veneti. Ringrazio chi, come “Mosaico di pace”, “la meridiana”, “Luce e vita”, le ed. San Paolo, Paoline, Insieme e Messaggero, è da anni un pulsante cantiere toniniano.

Vorrei concentrarmi brevemente su un ricordo più intimo. Ciò che di lui leggo e medito mi arriva sempre col profumo della novità, col sapore della bontà, con l’odore del suo mare, con lo sguardo di tanti testimoni di pace a partire da Giovanni XXIII, di cui stiamo celebrando il 50° della “Pacem in terris”. Sento di vivere con lui un’amicizia spirituale che mi fa crescere, respirare ed espandere. Lo “vedo” operare dentro l’azione per il disarmo,il bene comune, la costruzione della famiglia umana, la vita ecclesiale, Pax Christi. 

Per don Tonino “la nonviolenza è una cultura ancora debole” ma “la pace è un’arte che si impara”: un itinerario formativo permanente che riguarda la ricerca della felicità attraverso la “convivialità delle differenze” che affonda le sue radici nel mistero trinitario: uguaglianza, differenza, relazione. Per questo siamo tutti uguali, tutti differenti, tutti in relazione. E ognuno può fare qualcosa. Questo forse ci manca: camminare insieme!; risvegliare la fresca fiducia nella possibilità di cambiare; sentire la pace non solo come dovere ma come piacere di vivere assieme come membri della famiglia umana; praticarla non solo come lotta tenace, a volte troppo allarmata, ma come movimento di amicizia liberatrice, come impegno alimentato dalla sapienza del sorriso. Ce lo insegna ildisegno di un bambino di Molfetta che lo immaginava in piedi su una barca a vela, in una mano la croce e nell’altra la fisarmonica. Quasi l’icona della sua passione nell’annunciare Cristo “nostra pace”, pronto a “mutare il lamento in danza” (Sal 29). 

Splendida la sua preghiera del 1982 (“La lampara”) da cui emerge una vita di fede (“la forza di osare di più, la gioia di prendere il largo”), di speranza (“spalancare la finestra del futuro, progettando insieme”) e di carità (“per chi ha fame e non ha pane e per chi ha pane e non ha fame”) che potrebbe costituire il manifesto sia del nostro itinerarioassociativo che del cammino ecclesiale.

Sento molto stimolante la coincidenza tra l’elezione di papa Francesco e la memoria di don Tonino. Tra i due sono molte le vicinanze tematiche: una “Chiesa del grembiule” per la lavanda dei piedi; una comunità accogliente ma pronta a “uscire da sè”; la custodia del creato e della bellezza; la pace come dono e impegno; la spiritualità della gioia; la sobrietà e la gratuità; la tenerezza e la profezia. Don Tonino ci manca. Ma la sua assenza non può bruciare se alimentiamo il suo fuoco, il roveto ardente della pace. Sono convinto che non sia solo in mezzo a noi, ma davanti. E che ci stia venendo incontro incontro per osare assieme. Compagno di strada se ci mettiamo in marcia. Beati non perché pensiamo di essere arrivati ma perché stiamo partendo e camminando. 

Un fraterno abbraccio. Sergio Paronetto

  • SOTTOVOCE – Opinioni, lettere, suggerimenti

 

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