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Editoriale: Le dimissioni…

Carissimi, le mie forze non sono più adatte al ministero.

Chiedo perdono di tutti i miei difetti”

Cari lettori,

avevamo preparato un’altra scaletta per questo numero, tuttavia la portata storica della notizia ci impone di lasciare spazio ai tanti commenti che abbiamo raccolto e che vi proponiamo.

Siamo stati solerti nel cogliere i cambiamenti che irrompono nella chiesa che ci accoglie e di cui rivendichiamo partecipazioni attive. Riteniamo che la scelta del santo padre in qualche modo interpella anche noi come singoli e come movimento, in qualche modo permette di riconsiderare alcune ingessature a cui pensavamo di essere legati. Vorremmo anche noi lasciarci trasportare dal vento dello Spirito che indubbiamente soffia e vorremmo ci regalasse compagni di strada attenti come e più di noi a quelle istanze di verità, giustizia e pace a cui aspiriamo.

Dalla redazione ci auguriamo di fare un buon servizio consegnandovi alla lettura questi articoli e vorremmo chiedervi ad uno per uno di inviarci (o continuare ad inviarci) le vostre iniziative di pace.

 

 

 

“Più che un papa è stato un uomo che faceva il papa. E’ un gesto di demitizzazione della figura del Papa che non tiene conto di tutto quel sovraccarico messo sulla figura del Pontefice come di un dio in terra che non si può dimettere fino alla fine, di un papa dal carattere indelebile nel suo ministero. Benedetto XVI ha di fatto aperto alla visione del Concilio Vaticano II che ha ricollocato il Papa all’interno del collegio apostolico dei vescovi e, come i vescovi a un certo punto lasciano il loro incarico, così in via di principio, nulla deve impedire che il Papa possa non più ritenersi all’altezza del suo incarico, cosa peraltro prevista dal codice di diritto canonico anche se si tratta sempre di una scelta eccezionale, mai accaduta negli ultimi secoli.

 

E’ un gesto di demitizzazione della figura del Papa, ma è un gesto anche religioso: lo può fare solo un uomo di fede, uno di potere non lo potrebbe fare. E’ un gesto di grande disinteresse: probabilmente nei prossimi mesi ci accorgeremo che non sarebbe stato in grado di reggere il Pontificato, ma comunque la scelta di oggi è di grande coraggio.

Non voleva finire come Wojtyla. Il dovere di un papa non è di stare lì a qualunque costo, di diventare spettacolo al mondo.

Ha dimostrato di non voler essere un ex-uomo diventato papa ma un papa che è uomo.

(Raniero La Valle)

 

“Una decisione di alto livello sapienziale che spezza una tradizione di sempre. Un gesto di grande

giovinezza dello Spirito! Noi vecchi corriamo sempre il rischio di un senile convincimento della nostra perenne giovinezza, e di confondere la vera giovinezza con i nostri arretramenti mentali e spirituali. Papa Benedetto prende una decisione coraggiosa di vasta portata. Ne sono inevitabilmente condizionati i suoi attuali collaboratori. Soprattutto ne saranno condizionati tutti i suoi successori. Nessuno prima di Ratzinger ha avuto il coraggio, la forza e l’umiltà di dire che era stanco e non ce la faceva più. Sarà utilissimo che il Vescovo di Roma si accosti alla vicenda e alla situazione dei suoi fratelli nell’episcopato. Proprio ricordando il Concilio farà un gran bene superare la troppa differenza che irrigidisce i rapporti, mentre il camminare insieme promuove una collocazione più profonda delle diverse responsabilità e delle relazioni che ne derivano.

Certo, il Concilio ha sperato in un Papa meno solo nel peso e nella responsabilità di un immane

compito. Tale solitudine non è ancora superata. Può darsi che il gesto solitario di Papa Benedetto sia

un contributo non da poco per un ministero papale più sostenuto e più consolato da una comunione

filiale umile e appassionata. (Giovanni Nicolini)

 

“In una società in cui tutti vogliono essere giovani e cercano il potere, il papa afferma di essere troppo vecchio e rinuncia al potere. Ha ricordato di essere Vescovo e come tutti gli altri (Alberto Melloni)

 

“Dimostra che il papato non è un potere ma un servizio. Potrebbe diventare un’occasione per rilanciare non solo il papato, ma anche il Concilio Vaticano II. Forse la scossa data da un Papa nuovo può agire anche da rilancio del Concilio Vaticano II. Accusato di essere un conservatore, ha compiuto gesti rivoluzionari. Ha sollecitato e poi accolto il parere della Commissione teologica internazionale, sul fatto che il Limbo non c’è nella Bibbia, e che quindi gli appena nati che muoiono non battezzati vanno in Paradiso. E anche quando ha voluto di nuovo l’Incontro di Assisi (osteggiato dagli ambienti conservatori), ha aggiunto a testimonianze religiose anche la voce dei non credenti, a significare che anche loro sono alla ricerca. È stata una grande rivoluzione pastorale” (Mons. Bettazzi)

 

“Davvero da ammirare questo vecchio che con una sua decisione sofferta e coraggiosa si è rifiutato di consentire che il mito dell’onnipotenza pontificia prevalesse ancora una volta sui limiti della persona umana, con esiti disastrosi” (Ettore Masina)

 

“Vedo in essa il segno di una lettura credente della storia, che in questo caso rivela, tra i segni dei tempi, la constatazione della complessità del compito rispetto alle forze che la persona riconosce a sé stesso. E’ l’umile condivisione, da parte del Papa, della condizione comune degli uomini, e il coraggio umano di riconoscere che vi sono diverse stagioni nella vita di ogni persona; vi è il tempo dell’energia creativa, e il tempo della diminuzione delle forze. Con questa scelta coraggiosa la Chiesa acquista maggiore somiglianza con la Chiesa del Vaticano II, perché pone in luce l’aspetto comunionale e la collegialità episcopale. (Mons. Giovanni Giudici)

 

“Lui che aveva più volte richiamato senza reticenza, sia da cardinale che da Pontefice, la terribile crisi in cui versa la Chiesa di Roma, con il suo gesto inaudito e drammatico rende ufficiale questa crisi. Niente sarà come prima, lo stesso dogma del primato papale è di fatto rimesso in discussione”

(Gad Lerner)

 

“Da uomo, con grande umiltà, ha affermato coraggiosamente di non farcela più a fare il papa. Ciò potrebbe spingere la chiesa ad aprire e rivedere grandi problemi attuali del cattolicesimo” (Massimo Cacciari)

 

“Un atto di umanizzazione in cui lo stesso papa si è restituito con tale gesto a sé stesso. Si demitizza una figura, quella papale, solitamente e volutamente rappresentata al di sopra dell’umano, grazie al dogma dell’infallibilità e del primato universale” (Antonio Linari)

 

“E’ la più grande sorpresa e la più significativa riforma della Chiesa che papa Benedetto XVI è riuscito ad attuare ma introduce un precedente da cui non si potrà prescindere, meglio, i suoi successori non potranno prescindere. Spero ora in altre sorprese, le tante di cui la Chiesa di oggi ha urgente bisogno, per essere Chiesa del Vangelo” (don Walter Fiocchi)

 

“Dimostra che il papato è una “funzione” più che una “vocazione”, una “elezione” e non una “consacrazione”. C’è ancora un lungo cammino da percorrere per sottrarre il papato alla iconografia sacrale e riconsegnarlo alle dimensioni evangeliche del servizio” (don Aldo Antonelli)

Martino Ruppi

5 commenti

  1. Anna Maria Di Leo Rispondi

    Il Punto Pace di Andria ha accolto con serenità la notizia della rinuncia di Benedetto XVI anche alla luce dell’intervista rilasciata da mons. Bettazi a Famiglia Cristiana; fa sue le considerazioni del vescovo presidente, mons. Giudici, e accoglie il suo invito alla preghiera per Benedetto XVI, per la vita della Chiesa e ” perché noi tutti possiamo essere all’altezza della conversione che il gesto del Papa propone oggi a tutta la comunità cattolica”.
    A.M. Di Leo

  2. giovanna lepre Rispondi

    ho sempre considerato questo Pontefice un grade credente e una persona coerente con i suoi principi. Il suo gesto non mi ha per niente meravigliata, rivela una grande forza d’animo ed è la più alta testimonianza della sua coerenza. La chiesa ha bisogno di rinnovarsi pur mantenendo alcuni principi fondamentali irrinunciabili per noi credenti. Gli scandali di questi ultimi tempi certo ci hanno lasciati interdetti, forse Benedetto XVI ci sta indicando nuove strade da percorre. Vedremo presto gli esiti di questo gesto….penso che sia troppo presto per valutarne l’importanza. Lui è l’unico che sa esattamente cosa aspettarsi. Spero che finalmente possa trascorre una vecchiaia serena, fatta di studio e preghiera. Certamente il fisico è provato ma la sua mente sarà per molto tempo ancora lucida e coerente. Mi auguro che preghi sempre per tutti noi.

  3. don Toni Revelli Rispondi

    un gesto di grande onestà, suggerito da una grande fede che mostra il papato come servizio e non come dominio. Troppe “autorità” nel mondo si servono dei cittadini come strumenti, non come destinatari di unn servizio. Una cosa però mi piacerebbe che si facesse una volta per tutte: ritornare all’evangelico “non fatevi chiamare rabbi, ecc…): è un passo che manca per una chiesa più autentica: eliminare tutti i roboanti titoli che si dàanno a preti (reverendo), Vescovi (eccellenza), ai cardinali (eminenza) senza dimenticare quel “santità” che cedrto Gesù non ha mai usato con Pietro (in verità moltissimi successori di Pietro non ne hanno mai fatto uso): lo chiamò ad essere testimone qualificato, guida nella fede e nella fedeltà per tutta la sua chiesa, ma non lo ha mai chiamato “Vicario”.

  4. Franca Maria Bagnoli Rispondi

    Questo evento straordinario mi ha messo in crisi ( e le crisi generalmente sono positive).Mi ha scosso emotivamente e mi ha indotto a molte riflessioni.
    Credo che un cattolico ( ed io sono cattolica) possa esprimere tranquillamente valutazioni sui comportamenti della sua Chiesa e dei suoi Pastori. Ho considerato sempre Papa Benedetto XVI un conservatore ed ho visto in Lui anche una certa durezza. La decisione delle dimissioni ci ha consegnato un altro Papa, un altro uomo, forse un altro credente. Giunto quasi al traguardo della sua vita, questo uomo ha guardato in se stesso, ha guardato con occhi limpidi e rigorosi il suo Pontificato,il suo Sacerdozio,il suo essere uomo di fede. Ed ha voluto spogliarsi del suo potere, della infallibilità (“Perdonate i miei errori”) ed ha assunto tutte le debolezze di un essere umano e di un anziano.
    Io, che ho la sua stessa età, oltre alla ammirazione provo affetto per questo Padre.

  5. Leone Minuscoli Rispondi

    In un primo momento sono rimasto stupito di questa scelta, e non l’ho giudicata positivamente, poi riflettendoci meglio, l’ho trovata una scelta di grande umiltà, di demitizzazione della figura del Papa, una scelta di un uomo di grande fede che mette al primo posto la fede e il potere lo considera veramente come un servizio alla Chiesa, penso che sia una decisione che si puo’ comprendere alla luce della fede, altri commenti solo terreni possono cogliere solo parzialmente la realtà ultima di questa scelta.

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