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Dal Punto Pace di Vicenza

Comunicato sul II° digiuno contro l’Inaugurazione della base militare

 

I giorni 7 – 8 e 9 dicembre si è svolto a Vicenza il secondo digiuno contro l’inaugurazione della nuova base militare di Vicenza, rendendo così la città e la primissima provincia il territorio più militarizzato d’Europa. Il movimento contrario alla base iniziò circa 5 anni fa la protesta (sempre mantenuta nell’ambito della non-violenza attiva) ed prosegue tuttora, pur con un ridotto numero di persone. Fra queste, quelle che fan riferimento al Coordinamento Cristiani per la Pace (comprendendo il Punto Pace di Pax Christi) hanno organizzato questo digiuno collettivo e, insieme, numerose attività di protesta e raccolta firma per diverse petizioni. Fra i vari appuntamenti ci preme ricordare: venerdì 7 l’adattamento teatrale della Lettera ai cappellani militari e delle Lettera ai giudici di d. Lorenzo Milani sul tema dell’obbedienza: la “disobbedienza” alla democrazia da parte delle autorità italiane ed americane (mancata consultazione cittadina per un’opera così penetrante nella città, mancata Valutazione di Impatto Ambientale, mancata progettazione delle nuove infrastrutture vicentine per accogliere in totale 15.000 americani)  può giustificare la “disobbedienza” del popolo vicentino? Come si può realizzare tale disobbedienza? Sabato 8 l’artista Alberto Peruffo ha organizzato una “fumogenata” rossa attorno alla base segno di sconfinamento e, allo stesso tempo, di nascondimento dei reticolati militari. Lo stesso Peruffo è uno degli promotori della campagna “Vicenza vergogna dell’UNESCO” in cui si chiede, con motivate giustificazioni, anche legali, la fuoriuscita della città dalla lista del patrimonio mondiale. L’evento è stato registrato e proiettato nel pomeriggio nella piazza dei Signori, vicino al nostro gazebo. Domenica 9 abbiamo recitato il rosario per Maria, Regina della Pace, e, fra le altre cose, abbiamo analizzato la funzione del digiuno nelle altre religioni. Nel pomeriggio sono state esposti dei cartelli che mostravano le enormi spese militari (ora tristemente tornate d’attualità per gli F35) ed i (conseguenti) tagli al settore sociale: in tal senso sono state invitati alcuni esponenti delle cooperative per allertare la cittadinanza dei gravi tagli.

Pax Christi era rappresentata, oltre che dai componenti del Punto Pace, anche dal coordinatore nazionale, D. Nandino Capovilla che come segno di vicinanza alla questione Dal Molin, è stato primo firmatario delle petizioni.

Riteniamo necessario, in questo particolare momento di indebolimento del movimento pacifista, continuare la resistenza e lo stato di allarme della cittadinanza contro la base. Che per nascondere  la memoria storica sia del sito (colpito da 400 bombe nella II° guerra mondiale) che della lotta pacifista, potrà cambiare nome: da “Dal Molin” a “Del Bin” (partigiano)!!