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Bambini soldato: allarme UNICEF nella Repubblica Centrafricana

cartina della Repubblica Centrafricana


Secondo dati diffusi dall’United Nations Children’s Fund (UNICEF) sono più di 300.000 i bambini vittime di violenza sessuale e reclutamento forzato nei ranghi non solo dei gruppi ribelli, ma anche delle milizie filogovernative della Repubblica Centrafricana. Venerdì scorso sia l’UNICEF che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu hanno espresso ancora una volta forte preoccupazione e hanno invitato sia i gruppi armati ribelli che le formazioni militari che sostengono l’attuale governo del Presidente Bozize a sospendere immediatamente il reclutamento di bambini soldato.

Souleymane Diabate, rappresentante UNICEF per la Repubblica Centrafricana, ha dichiarato che fonti credibili e affidabili denunciano il coinvolgimento di minori nel conflitto armato in corso nel Paese e il loro reclutamento nelle file di bande ribelli e delle milizie filogovernative.

Secondo quanto riportato da UNICEF a partire da dicembre 2012 si è intensificato il numero di bambine e bambini al di sotto dei 18 anni che vengono reclutati come soldati, che sono vittime di abusi sessuali, uccisioni, rapimenti, mutilazioni e che sono costretti a separarsi dalle loro famiglie di origine.

Già a dicembre 2012 UNICEF aveva evacuato i centri di transito nelle città di N’dele e Bria e predisposto il trasferimento di 64 bambini verso la capitale, Bangui, perché correvano il rischio, con l’avanzata dell’offensiva, di essere nuovamente reclutati da quegli stessi gruppi armati che li avevano precedentemente rilasciati.

I centri di transito gestiti dall’UNICEF costituiscono rifugi temporanei e forniscono cure, supporto e programmi di reinserimento a bambini rilasciati da formazioni armate. Con l’avanzare del conflitto il rischio di essere assaltati da parte delle varie formazioni militari, dissidenti e filogovernative alla ricerca di nuovi bambini soldato, è aumentato. Fonti UNICEF riportano che il 18 dicembre forze ribelli hanno occupato la città di Bria e saccheggiato i centri di assistenza UNICEF che avevano accolto quei bambini pochi giorni prima fatti trasferire a Bangui.

UNICEF ha collaborato con il governo centrafricano e con le fazioni ribelli sin dal 2007 per ottenere il rilascio di bambine e bambini in mano alle varie formazioni armate e per il loro reintegro nelle famiglie e nella comunità. Tuttavia, viste le condizioni di crescente instabilità nell’area, la scorsa settimana personale UNICEF è stato evacuato ed è stato creato un centro operativo di crisi per la Repubblica Centrafricana nella città di Yaounde, in Cameroon, da dove l’agenzia ONU ha dichiarato che continuerà a lavorare per svolgere attività di emergenza. Il Segretario Generale Ban Ki-moon e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU hanno condannato gli attacchi dei ribelli Seleka e hanno invitato entrambe le parti, i gruppi ribelli e il governo centroafricano, a rispettare gli accordi di pace di Libreville del giugno 2008. In quell’occasione un ruolo chiave nel sostenere la stipula degli accordi tra il governo e i tre principali gruppi ribelli fu tenuto dal’United Nations Integrated Peacebuilding Office in the Central African Republic (BINUCA), un ufficio in loco del Department of Political Affairs diretto dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale per la Repubblica Centrafricana Margaret Vogt.

Da gennaio 2010 BINUCA indica anche una missione di pace “integrata” di coordinamento e supporto alle attività di peace building dei vari soggetti operanti nella Repubblica Centrafricana sotto l’egida dell’ONU. Inizialmente nota come BONUCA, la missione era nata nel 2000 a seguito della conclusione di una precedente operazione ONU di peacekeeping.

BINUCA opera su mandato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per il consolidamento della pace e la riconciliazione nazionale, per rafforzare le istituzioni democratiche e per mobilitare il sostegno politico internazionale e le risorse per la ricostruzione nazionale e la ripresa economica, come riportato sul sito del Department of Political Affairs.

Oltre che incoraggiare gli accordi di Libreville, nel 2008 BINUCA ha svolto un ruolo significativo nel favorire l’Inclusive Political Dialogue (5-20 dicembre 2008) tra il governo centrafricano, le forze ribelli, l’opposizione politica e la società civile. Questo prevedeva la creazione di un governo di unità nazionale, lo svolgimento delle elezioni comunali nel 2009 e di quelle legislative e presidenziali nel 2010 – come effettivamente avvenute nel gennaio e marzo del 2011 -, la creazione di una commissione nazionale per i diritti umani, l’avvio di un programma per il disarmo, la smobilitazione e il reinserimento di ex combattenti, noto come programma DDR.

Già a partire dall’inizio dell’attuale conflitto a dicembre, BINUCA attraverso il Segretario Speciale Margaret Vogt, ha più volte riaffermato il suo impegno per l’attuazione dei precedenti accordi di pace, specialmente degli accordi del 2008 che considera come base giuridica di discussione e dichiarato di sostenere i prossimi negoziati politici.

Rita Plantera, Nena News
Cape Town, 7 gennaio 2013

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