Dall’obiezione di coscienza alla coscienza dell’obiezione. Gli interventi del Convegno

E’ stato un forte momento di memoria che contagia il futuro IL CONVEGNO DI SABATO 26 GENNAIO a ROMA. QUI potete leggere alcune riflessioni e le conclusioni che ci impegnano in una rinnovata educazione alla nonviolenza e alla pace

INTRODUZIONE_Giudici_Convegno_Obiezione RM2013

CONCLUSIONE_GIUDICI_Convegno Obiezione 2013

LORENZETTI_relazione teologica Obiezione_26.1.13

 

Programma + scheda iscrizione

“Dall’obiezione di coscienza alla coscienza dell’obiezione”

Convegno a 40 anni dal riconoscimento giuridico

dell’obiezione di coscienza al servizio militare in Italia

Roma, 26 gennaio 2013

Domus Mariae, Via Aurelia 481

PROGRAMMA

ore 10.00-13.00

1ª sessione:

L’OBIEZIONE DI COSCIENZA IERI presiede S.E. Mons. Giovanni Giudici

Saluto introduttivo

S.E. Mons. Giuseppe Merisi

40 anni di obiezione di coscienza e di servizio civile: il contributo dei cattolici italiani

Prof. Andrea Riccardi

La teologia morale e la “novità” dell’obiezione di coscienza al servizio militare

P. Luigi Lorenzetti

Obiezione e servizio: un’esperienza pastorale

Mons. Giuseppe Pasini

Testimonianze

(Don Franco Monterubbianesi*, Alberto Trevisan, Giuliana Bonino, P. Angelo Cavagna*)

Pranzo

ore 14.30-17.00

2ª sessione:

L’OBIEZIONE ALLA VIOLENZA OGGI

Esperienze su nonviolenza e riconciliazione

– Obiezioni di coscienza

– Educazione alla legalità

– Caschi Bianchi

– Corpi civili di pace

– Difesa civile non armata e nonviolenta

Dall’obiezione di coscienza alla coscienza dell’obiezione

S.E. Mons. Giancarlo Bregantini

  •   Scadenza iscrizioni: martedì 15 gennaio 2013
  • Per informazioni: Ufficio Servizio civile tel. 06 66177 265 / 267 / 423    e-mail serviziocivile@caritasitaliana.it

3 commenti

  1. maurizio Rispondi

    Carlo, la questione non è per niente superata con la ‘sospensione’ (non la ‘fine’) della leva obbligatoria, visto che l’obiettore non è solo colui che chiede il riconoscimento a non fare il servizio militare, ma anche chi intende promuovere un altro tipo di difesa della Patria, non-militare, non-armata. Oggi invece, di fatto, qualsiasi cittadino è costretto a contribuire economicamente al mantenimento delle forze armate e a tutte le cosiddette ‘missioni di pace’ armate, mentre la difesa popolare nonviolenta non ha possibilità di svilupparsi. Come vedi, c’è proprio ancora tanto da fare, e riflettere su queste cose, anche con un convegno, è più che mai opportuno..

    1. anita Rispondi

      Ma in quale modo gli obiettori sono impegnati a contrastare una forma di violenza diversa dalla guerra,ovvero quella esercitata da dittature sanguinarie.Vorrei capire in che modo è possibile soccorrere i popoli oppressi, che desiderano vivere liberamente,attraverso il riconoscimento di quelli che sono i diritti fondamentali di ogni essere umano,senza ricorrere all’insediamento di presidi militari che facciano da scudo.

  2. Carlo Rispondi

    La questione mi sembra ampiamente superata con la fine della leva obbligatoria e in assenza di guerre che comportino la chiamata alle armi dei cittadini italiani.
    Semmai bisognerebbe valutare la posizione di quanti negli anni si sono definiti obiettori per evitare di dover prestare servizio nelle forze armate. E’ legittimo il ripensamento rispetto alle posizioni assunte nel passato?
    Saluti
    Carlo

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