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Diamo un futuro al Servizio civile, “percorso di vita buona”.

Basta schiaffi ai giovani.

Mentre vengono tagliati i fondi al Servizio Civile Nazionale, continua una politica di riarmo e vengono trovati 20 milioni di euro per la “mini-naja” ristabilendo di fatto la disparità tra servizio militare e servizio civile, riconosciuto come forma di “difesa della patria” nel maggio 1985. Nel 2007 i milioni stanziati per il Servizio Civile erano 296, quest’anno sono crollati a 170, il prossimo anno arriveranno a 113. I giovani avviati in servizio erano 51 mila del 2007, ora sono previsti 18.000 per il 2011 e 11.000 per il 2012.

E’ inaccettabile mortificare tante risorse giovanili: su quattro giovani che si offrono di spendere un anno per la collettività, solo uno viene impiegato!.

Nel denunciare con tutta la forza della nonviolenza tale situazione, Pax Christi ritiene urgenti due iniziative concomitanti.

1.Opporsi al taglio dei fondi e permettere la partenza di 40.000 volontari l’anno con la petizione “Basta schiaffi ai giovani, diamo un futuro al Servizio civile nazionale” e la proposta di legge di Conferenza Enti Servizio Civile, Forum Terzo settore, Tavola della pace e Caritas.

2.Garantire al Servizio civile la dignità di “difesa della patria”. La Corte Costituzionale ha ribadito più volte che il SCN è una forma di difesa della patria; lo ha fatto anche dopo la sospensione della leva, con la sentenza 228/2004. E’ stato anche istituito il “Comitato per la Difesa civile non armata e nonviolenta” per provvedere a questo obbligo dello Stato. I rappresentanti regionali del SC hanno deciso di chiedere al sen. Giovanardi di rendere possibile ai “serviziocivilisti” la dichiarazione come obiettore-obiettrice di coscienza alla guerra e di essere iscritti come tali nell’albo degli obiettori.

In occasione del 12 marzo, festa di S. Massimiliano martire per obiezione di coscienza al servizio militare nel 295, assieme al Tavolo Ecclesiale Servizio Civile (TESC) rilanciamo con forza la problematica della difesa non armata in coerenza sia con il cammino costituzionale italiano, sia con il desiderio operativo di tanti giovani, sia col progetto decennale CEI “Educare alla vita buona del Vangelo” che invita a riservare “una cura particolare” al servizio civile come “percorso di vita buona” ed espressione di “cittadinanza responsabile” (n. 54, b).

Pax Christi Italia