Lettera aperta su Pace, Crisi Economica e Spese Militari (P.P. Bari)

LETTERA APERTA DEL COORDINAMENTO CITTADINO PER LA PACE – Bari

A SEGUITO DELL’ INCONTRO PUBBLICO DEL 25 MAGGIO U.S. SUL TEMA:

PACE, CRISI ECONOMICA, SPESE MILITARI

Ai Parlamentari della terra di Bari

Alle Commissioni Difesa della Camera dei Deputati e del Senato

Al Ministro della Difesa

Al Presidente della Regione Puglia

Al Presidente del Consiglio Regionale della Puglia

 Agli organi di informazione

Il Coordinamento cittadino per la pace di Bari lo ha detto in maniera forte ed inequivocabile ai cittadini ed alla parlamentare presente Cinzia Capano, in occasione dell’incontro pubblico del 25 maggio u.s., tenutosi presso la Sala Consiliare del Comune di Bari ( incontro non preso in alcuna considerazione dagli organi di informazione locali ), e intende ribadire ai Parlamentari assenti la ferma volontà di dire No all’acquisto dei cacciabombardieri F-35 .

Questo NO lo hanno detto migliaia di cittadini baresi e migliaia di cittadini italiani attraverso la petizione popolare “Tagliamo le Ali agli F-35” . Lo hanno detto il Consiglio comunale di Bari ed il Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, ed il coordinamento auspica in proposito che altrettanto faccia il Consiglio regionale della Puglia: regione qualificata “arca di pace” da Don Tonino Bello e dai vescovi pugliesi in un memorabile documento.

Lo hanno detto e continuano a dirlo associazioni, gruppi, movimenti in Italia e in tutti i paesi coinvolti in questo anacronistico programma di morte e sperpero di miliardi di euro del denaro pubblico, in un momento di forte crisi economica e occupazionale, alla quale si sono aggiunti in questi ultimi giorni anche i disastri naturali del terremoto aggravati dall’incuria ed irresponsabilità dei governanti per i mancati controlli della sicurezza dei fabbricati e del lavoro.

Abbiamo appreso che diversi sono i paesi europei, che si stanno disimpegnando dal programma e persino il Pentagono e il Congresso Americano stanno valutando, attraverso gli organi di controllo della spesa pubblica, la possibilità di abbandonare l’adesione a questo folle progetto.

Il Coordinamento cittadino per la pace, insieme con l’intero movimento nazionale , ha detto Sì a nuove vie per la pace e lo sviluppo ed agli investimenti nella riconversione delle industrie belliche e per generare nuova occupazione.

Non bastano più le riduzioni mascherate del programma di acquisto degli F-35, né sono sufficienti i timidi assensi da parte di quei parlamentari, che, pur animati da buone intenzioni nel deserto della discussione politica su questi temi, si limitano a sollecitare il Governo e le forze politiche parlamentari alla definizione di un diverso, e non ben identificato, modello di difesa.

Occorre dire invece NO agli F35 senza se e senza ma.

Infatti la piena assunzione di responsabilità su tale questione da parte di coloro che ci governano e da parte di coloro che abbiamo eletto come rappresentanti in Parlamento è oggi imprescindibile, non soltanto per difendere i princìpi supremi della Costituzione, che oggi maldestramente si mira ancora una volta a stravolgere, ma per dare o favorire la speranza di un futuro di pace.

Il Coordinamento per la pace di Bari nel suo piccolo non riterrà esaustivo il proprio impegno con questa lettera aperta, ma è da questa lettera aperta che parte la ferma volontà di percorrere qualsiasi opportuna strada culturale, politica e sociale, nonviolenta, per bloccare una operazione “senza ragione e senza equilibrio”, che contrasta con la Costituzione.

Infatti l’art. 11 della Costituzione, nel ripudiare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, legittima in via eccezionale esclusivamente la guerra di difesa, mentre i cacciabombardieri F35 tecnicamente servono soltanto ad operazioni militari di aggressione di altri territori ed a lanciare bombe, anche nucleari, verso altre popolazioni.

Il Coordinamento cittadino per la Pace – Bari

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