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Contributo al Dibattito Precongressuale

di Norberto Julini

A proposito di Movimento vado riflettendo sulle sue origini e vedo uomini di Chiesa incontrarsi su uno dei confini d’Europa fra i più insanguinati nei secoli per dire un mai più la guerra, mai più armi benedette e forse …mai più confini fra i fratelli in Cristo e comunque figli di un unico Padre.

E mi domando  se la nostra misura non sia la nostra Chiesa, nella quale porci al servizio per testimoniare ai nostri fratelli (e pastori) di essere credibili operatori di pace.

D’ altronde che ci occorre di più e di diverso dal seguire lo straordinario magistero di papa Francesco nel tempo di Grazia che ci è stato donato?

Cosa di più della puntuale, argomentata, fattiva e mai rassegnata divulgazione del messaggio per la Giornata della pace di ogni capodanno?

Abbiamo in aggiunta due impegnative encicliche come “Laudato si’” e ”Fratelli tutti”, che indicano il cammino anche al nostro piccolo, ma autorevole Movimento.

Ma dentro la Chiesa come siamo messi quanto ad adesioni?

Abbiamo forse  5 vescovi di Pax Christi. Quando ne conteremo …50 ?

 E con loro i sacerdoti e i diaconi quando saranno  centinaia?

 Ed i fedeli laici quando arriveranno ad un migliaio.

Ci preoccupa un mondo distratto ed insensibile al primato dei valori di giusta e pacifica convivenza, ma quanto spazio hanno gli inviti del Papa a cessare le inutili stragi, a far emergere “le torbide manovre” sottese ad ogni conflitto , a cessare il dilagante e devastante mercato delle armi?

Ma quanti fratelli e …pastori alle assemblee domenicali  sono convinti assertori in chiesa e nella quotidianità delle relazioni della necessità di  “detronizzare la sovranità della guerra dalla politica”, come voleva il compianto amico Guglielmo Minervini?

Da quando è partita la campagna contro le Banche armate, quanto è cresciuto il numero di parrocchie ed altri enti od associazioni di ambito ecclesiale che hanno chiuso i loro conti presso le banche più coinvolte e complici nella violazione della legge 185/90?

Che straordinario campo di missione abbiamo davanti!

Penso in particolare ai nostri oratori, dove giovani volenterosi , forse disorientati, cercano comunque ragioni di senso con tutta una vita davanti!

Un tempo Pax Christi li faceva marciare non solo a Capodanno a migliaia attraverso i confini d’Europa, facendoli incontrare per “camminare insieme”.

In Italia lo facciamo , ma forse per troppo brevi tratti e per episodici eventi.

Una bella pratica delle origini su cui riflettere.

Dovremmo fare di quelle “ routes” quasi un format che ci contraddistingua in Italia  come strumento capace di tenere  insieme il duplice compito di  dialogare nella Chiesa e di tessere reti formative ed operative  con i “mondi vitali” intorno a noi.

Dobbiamo Testimoniare raccontando, informando, agendo in progetti concreti e quindi capaci di coinvolgere e di appassionare.

E allora che fare?

Oltre ad unire e tessere reti e mantenere gli impegni presi per le diverse campagne, tornerei alle considerazioni iniziali sul nostro specifico carattere di movimento ecclesiale, non a caso presieduto in tutte le sezioni nazionali da un Vescovo, come il nostro caro don Giovanni.

Forse “disarmare la Chiesa” e fare qui e adesso con le risorse umane che abbiamo  i …papaboys nelle diocesi è la nostra missione attuale.

Abbiamo avviato una consultazione interna in vista del Congresso.

Provo a fornire qualche risposta.

Per quali ragioni Pax Christi non riesce a raccogliere maggiori consensi e nuove adesioni?

Perchè la proposta che facciamo deve essere meglio definita ed indirizzata, siamo un po’ qui ed un po’ là,  un po’ dentro la Chiesa ed un po’ fuori, preoccupati di occupare spazi di visibilità senza una concreta progettualità operativa. Replichiamo esortazioni, denunciamo contraddizioni, ma alla domanda cruciale “che cosa mi proponete di fare perchè io vi segua?” mi sembra che non disponiamo di risposte convincenti ed appassionanti.

I tre verbi caratterizzanti il nostro Movimento: PREGARE, STUDIARE, AGIRE, mi pare restino privi di una coniugazione perseverante, testimoniale, attrattiva, appassionante.

Come stupirsi che non vi siano adesioni nuove?

Ribadisco che il nostro campo d’azione è la Chiesa e che noi “siamo Chiesa”: abbiamo un nome altamente impegnativo “Pax Christi”, comprensibile anzitutto da chi ripone la propria speranza in Cristo e sa che la pace che Lui dà non è cosa di questo mondo, ma che per essa ci ha chiesto testimonianza, come capacità di stare nei conflitti e nelle contraddizioni di questo mondo, anticipando con il nostro comportamento i “cieli nuovi e la terra nuova” che ci sono stati promessi.

A noi non pertiene il dono della profezia che riconosciamo al Magistero della Chiesa nelle persone dei successori degli apostoli, primo fra tutti il Vescovo di Roma e Vicario di Cristo.

Sta a noi piuttosto tradurre quegli insegnamenti in pratiche operative, in comportamenti coerenti, anzitutto presso i fratelli con i quali condividiamo la fede per riuscire a “disarmare la Chiesa” e farne “Lumen Gentium”, Luce per i popoli.

Quali problematiche i Punti Pace ed i Coordinamenti Territoriali incontrano sui territori, quali esigenze riscontrano e di quale tipo di supporto necessitano per essere più incisivi?

Credo anzitutto ci sia la difficoltà ad interloquire con i Vecovi e con il clero, nonchè con altre associazioni ecclesiali per camminare insieme sui temi d’impegno che ci caratterizzano e che sono definite in maniera esauriente ed illuminante nelle encicliche, prima fra tutte la “Pacem in terris”.

Viene attribuito al nostro movimento un connotato “politico” radicale, portatore di una proposta utopica che risulta troppo alta e distante, perfino impraticabile ed in quanto tale accantonata.

Bisogna misurarsi su questa difficoltà, misurando la proposta per non rischiare di “spegnere il lucignolo fumigante.

Dare una valutazione sulla reale capacità organizzativa del movimento al suo interno: quali sono le necessità sui territori?

Credo che siamo scollegati fra Centro e Periferia. Serve un mutuo scambio di informazioni e proposte per dare coerenza operativa alla nostra azione nei territori, servono strumenti agili, oggi consentiti dai social media.

Cruciale il ruolo dei Coordinamenti interregionali e la loro partecipazione al Consiglio Nazionale.

I Consiglieri nazionali andrebbero dotati di precise deleghe e dovrebbero  offrire competenze specifiche per porsi al servizio dei PP e ricevere da loro utili riscontri.

Dare una valutazione sulla reale capacità organizzativa del movimento verso l’esterno: quali sono le necessità?

Quali artigiani della pace credo ci sera un apprendistato quasi professionalizzante per imparare a tessere relazioni anzitutto all’interno della Chiesa e poi con i “mondi vitali” che ci circondano.

(Vedi mio articolo su Verba Volant : La nuova ODV – Organizzazione di volontariato che interessa i Punti Pace)

Quali obiettivi ‘concreti’ deve proporsi il movimento per i prossimi anni? Elencare con lista di priorità.

1) Predisporre una “campagna di adesioni” prioritariamente orientata ai giovani, utilizzando come “biglietto di presentazione” la nostra rivista “Mosaico di pace”, proposta anche nei formati più adeguati ai tempi e ad una diversa leggibilità, come sta già facendo Rosa con tutta la Redazione.  

E’ un patrimonio prezioso e non scontato che Mosaico riesca ad uscire puntualmente, come avviene grazie all’appassionato impegno di Rosa, di Marianna e dei tanti collaboratori volontari.

Ecco un impegno per i nostri Punti Pace: che la sua uscita non passi inosservata, venga portata alla Chiesa locale, sia recensita, anzitutto sui giornali diocesani, venga presentata in assemblee pubbliche opportunamente organizzate dai PP ciascuno secondo  proprie linee operative e target mirati.

2) Seguire le “campagne” già avviate da PX o da reti cui PX partecipa delegando per ciascuna campagna un responsabile che ne monitori lo svolgimento, la progressione, le difficoltà e condivida il tutto con periodiche relazioni al Consiglio Nazionale ed ai PP.

3) Valorizzare ed organizzare la Casa della Pace di Firenze non solo come luogo di soggiorno per gruppi, ma anche come luogo di studi e convegni aperti anche ad altre associazioni ecclesiali.

4) Avviare progetti di solidarietà concreta a sostegno di chi è vittima di guerre e violenze in specifiche situazioni valorizzando le esperienze e le testimonianze di persone aderenti al Movimento o da loro conosciute.

5) Dotarsi di strumenti di patrocinio legale (advocacy) per intraprendere azioni legali in presenza di palesi violazioni delle leggi e delle convenzioni che regolano i rapporti fra cittadini e stato e fra stato e stato ai fini della pacifica convivenza fra i popoli. Risultato che si può ottenere coinvolgendo associazioni di giuristi che hanno gli stessi propositi.

Sono convinto che salvaguardare il Diritto in tutte le sue forme e chiamare in causa coloro che lo infrangono sia compito prioritario per chi vuole fare pace, mantenere pace, difendere la dignità ed i diritti umani, denunciando i responsabili delle violazioni ed assumendosene le responsabilità conseguenti.

Siamo già in cammino noi Consiglieri, Coordinatori interregionali e singoli Punti Pace su alcune delle piste indicate e sono convinto che ci venga riconosciuta autorevolezza ed affidabilità ben aldilà della nostra esigua rappresentanza numerica. Ci siamo avvalsi per questo  dell’impegno e delle capacità del nostro Coordinatore don Renato e del nostro instancabile Presidente don Giovanni.

Ma alcune competenze e disponibilità non sono state ancora adeguatamente valorizzate.

Serve maggiore condivisione di responsabilità, un affidamento fraterno e scambievole per camminare insieme con maggior lena e con scioltezza, se vogliamo che Pax Christi rischi di crescere.

Quanto poi alle candidature al Congresso per il nuovo Consiglio Nazionale dovremo cercare la giusta misura fra continuità e rinnovamento presentando anche persone nuove frutto di ricognizioni intorno a noi per scovare nuovi talenti e nuove disponibilità. I nuovi saranno ovviamente meno conosciuti e per questo occorrerebbe trovare un luogo, credo Verba Volant, in cui presentarli con breve curriculum per offrire agli elettori una possibilità di scelta consapevole ed informata.

Norberto Julini

Consigliere nazionale…scadente