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Arrestato Sami, giovane leader della resistenza nonviolenta del popolo palestinese.

Comunicato stampa di Pax Christi Italia

Sami Huraini, 23 anni di At Tuwani, piccolo villaggio nelle colline a sud di Hebron, è stato arrestato nella notte fra l’8 ed il 9 gennaio dall’esercito israeliano, che occupa quei territori da 53 anni e li mantiene da allora sotto regime militare.

Pax Christi conosce Sami e lo fa conoscere a quanti viaggiano come ‘pellegrini di giustizia’ in Palestina per iniziativa della nostra “Campagna Ponti e non Muri”.

Sami fa il pastore, è studente di diritto internazionale ed è tra i fondatori del gruppo Youth of Sumud (giovani della resilienza).

Sami e’ figlio di Hafez , storico leader della resistenza attiva nonviolenta, frutto del paziente coinvolgimento e convincimento delle famiglie del villaggio. Una scelta coraggiosa, tenacemente mantenuta e trasmessa a suo figlio Sami.

Scelta non semplice in un villaggio ed in altri circostanti dove i palestinesi vengono attaccati dai soldati che requisiscono, distruggono, arrestano, mentre giovani nazionalisti fanatici che si sono stabiliti sulla collina nella colonia di Havat Ma’on , fanno  incursioni mascherati, armati di bastoni e cani aggressivi. Nell’estate 2018 hanno investito Sami, procurandogli diverse fratture alla gamba destra.

Venerdì scorso Sami aveva organizzato una manifestazione di protesta per il ferimento di Harun del villaggio di Arekeez, colpito da una soldatessa israeliana mentre cercava di difendere il suo generatore elettrico dalla confisca ed ora in ospedale, in pericolo di vita. Se vive resterà paralizzato.

Un soldato durante la protesta aveva avvertito Sami: «Stanotte verremo a prenderti». Sei jeep piene di militari hanno circondato le case in piena notte, lo hanno ammanettato e portato via.  

Fra le azioni di resistenza attiva nonviolenta all’espropriazione della propria terra ricordiamo che Sami, con i suoi compagni di Youth of Sumud, giovani ragazzi e ragazze di At Tuwani e dei villaggi vicini, si sono riappropriati di quello che fu il villaggio di Sarura: da qui nel 1999 l’esercito, per rendere l’area a uso di addestramento militare, aveva fatto evacuare i pastori.

A Sarura non potendo costruire case né piantare tende perché Israele glielo vieta, hanno scavato nella roccia e ampliato le caverne dove si sono stabiliti per impedire che i coloni prendessero possesso di quella terra.

Pax Christi condivide il giudizio espresso da Luisa Morgantini, storica attivista per i diritti del popolo palestinese

“L’arresto di Sami fa parte della campagna di repressione delle forze di resistenza nonviolenta palestinese, che fa paura a Israele perché espone l’illegalità dell’occupazione militare e infrange la propaganda israeliana.

Lo hanno fatto a Nabi Saleh con l’arresto e la condanna non solo di Ahed Tamimi ma di tutti i giovani del villaggio, a Hebron con Issa Amro, difensore dei diritti umani. Basterebbe leggere i comunicati dell’Ocha (Nazioni unite) per vedere come si è intensificata la repressione, la violazione dei diritti umani e la continua pulizia etnica della popolazione palestinese.

Israele lo fa da più di 70 anni grazie all’impunità e complicità di cui gode da parte di tutta la comunità internazionale. Fino a quando?”

Questa domanda e’ anche la nostra. Non esiste alcuna giustificazione per le quotidiane violazioni dei diritti umani, né alcun alibi perché noi sopportiamo tutto questo in silenzio.

Nelle condizioni di Sami ci sono centinaia di altri giovani nelle carceri israeliane.

Chiedere la sua liberazione in nome del Diritto è un pressante dovere per chi ha a cuore la Giustizia e la Pace.

Pax Christi è tra questi e sappiamo di non essere soli.

Firenze, 12 Gennaio 2021                                                                                 Pax Christi Italia

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